{"id":30381,"date":"2017-03-22T10:19:52","date_gmt":"2017-03-22T09:19:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30381"},"modified":"2017-03-22T10:19:52","modified_gmt":"2017-03-22T09:19:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lultimo-ritratto-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30381","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;ultimo ritratto&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"<p>Quando il ragionier Benzi piazz\u00f2 il cavalletto tarlato da decenni di maldestra attivit\u00e0 pittorica sul vialetto che dava sulla scogliera pens\u00f2 che da giovane non avrebbe mai immaginato come sarebbe terminata la sua sedentaria avventura di artista incompiuto. Devastato dai tanti acciacchi di un et\u00e0 che non avrebbe sospettato di raggiungere e da un incipiente Alzheimer che in certi giorni deprimenti gli mischiava nella mente le strade per fare ritorno a casa come fossero carte da gioco, affidato alla tutela di un nipote che non aveva tempo e volont\u00e0 di accudirlo o farlo accudire nella sua casetta a due passi dal mare da una badante coscienziosa, dall\u2019indomani sarebbe stato ospite di una malinconica casa di riposo che in tempi pi\u00f9 felici vedeva come l\u2019incubo della vecchiaia che avanzava. Apr\u00ec lo sgabello pieghevole e predispose i colori nella tavolozza con la consueta insipienza, poi curvo sotto il peso dei suoi anni e della sua tristezza sedette per mettere mano all\u2019ultimo ritratto che da giorni si affacciava nella sua mente nei rari sprazzi di sole nel cielo ottuso della sua lucidit\u00e0. Il libeccio freddo gli fece lacrimare gli occhi, lacrime che si mischiarono ad altre lacrime che cadevano dai ricordi. Inizi\u00f2 a dipingere con l\u2019insipienza dei suoi sentimenti senza talento, come in lunghi decenni di solitudine senza vera solitudine aveva dipinto, col consueto tratto incerto, con le mani tremanti per il freddo e forse la paura per il suo tempo colmo di amore senza vero amore che stava sfumando brutalmente, come la tonalit\u00e0 di un colore di un artista incompiuto. Come pittore non aveva avuto alcun apprezzamento dalle poche persone a cui nei suoi lunghi anni di solitudine aveva trovato il coraggio di mostrare i suoi ritratti maldestri. Da autodidatta senza talento e con cognizioni aleatorie dei valori pittorici di superficie, profondit\u00e0 e movimento aveva abbracciato la pittura neoclassica, quella romantica, poi quella realista, impressionista e post impressionista, senza mai inoltrarsi nelle avanguardie novecentesche, perch\u00e9 lui il volto di Maria voleva dipingerlo col suo talento da imbrattatele, ma che fosse il volto di Maria e non una sua contorta evocazione. Perch\u00e9 lui Maria l\u2019aveva amata davvero, l\u2019aveva amata nei suoi anni verdi da commessa in uno dei primi supermercati cittadini nel dopoguerra, aveva continuato ad amarla nella sua et\u00e0 pi\u00f9 matura da commessa nella pasticceria pi\u00f9 alla moda della citt\u00e0, sempre bellissima, esile ed elegante come la sua treccia di capelli neri e la sua voce melodiosa che domandava ai clienti in attesa di fronte allo scrigno di capolavori d\u2019arte dolciaria che era il banco \u201cchi ha prenotato un dolcino?\u201d. L\u2019aveva amata col suo amore di ometto poco attraente, timido e riservato, pur sapendo che il cuore e gli occhi di lei gli degnavano soltanto l\u2019attenzione cortese che una brava commessa dedica ad ogni cliente, l\u2019aveva amata col suo amore di ometto celibe e ragioniere integerrimo che si accontentava di amarla per amore dell\u2019amore. E per suo amore aveva amato la pittura, pittore senza talento, per l\u2019amore di ricreare il suo amore in centinaia di tele di cui lei non sospett\u00f2 mai l\u2019esistenza. Eppure in quel suo dipingere maldestro l\u2019amava senza amarla, l\u2019aveva senza averla, era un vivere senza vivere davvero la vita. Non si poteva dire che Maria fosse la sua musa, perch\u00e9 lui non era capace di esprimersi artisticamente, ma era persino di pi\u00f9, perch\u00e9 era la musa di tutta la sua vita, il sorriso dei giorni grigi di una vita sempre uguale. Amava Botticelli, la sua etica del bello, lo amava ancora di pi\u00f9 da quando aveva saputo che gran parte dei suoi capolavori gli erano stati ispirati dalla bellezza di Simonetta Vespucci, splendida gentildonna del Rinascimento morta a soli ventidue anni forse perch\u00e9 l\u2019ombra di una ruga non offuscasse il suo splendore di Venere immortale. Aveva inoltre saputo che Botticelli chiese e ottennedal vedovo della luminosa Simonetta il permesso di essere sepolto ai suoi piedi nella chiesa di Ognissanti, perch\u00e9, cos\u00ec sembra scrisse il celeberrimo pittore, \u201csaranno belle anche le sue ossa, e mi ispireranno in eterno\u201d, ma questa storia cos\u00ec bella nella sua antica malinconia gli dava tristezza perch\u00e9 lui non avrebbe avuto alcun permesso di essere sepolto insieme a Maria, morta ormai da una ventina d\u2019anni, lui non era Botticelli, gloria di Firenze, gloria di Lorenzo il Magnifico, lui era un anonimo imbrattatele, e forse Maria si sarebbe persino offesa nel vedere la sua bellezza tanto mal rappresentata. Non avrebbe potuto mai riposare vicino alla donna che a suo modo aveva reso bella la sua vita, pure se tanto ne aveva pianto in segreto la morte, l\u2019aveva pianta come fosse stata moglie, madre e figlia, perch\u00e9 per lui era tutto e agli occhi del mondo doveva sembrare fosse stata niente, lei riposava accanto a suo marito, e per i suoi figli una richiesta del genere sarebbe stata solo l\u2019ultima estrosit\u00e0 di un vecchio squinternato. Dipingeva col suo solito tratto incerto, infreddolito dall\u2019impietoso libeccio, ogni tanto passava qualcuno sul lungomare e a lui sembrava di udire i suoi pensieri \u201cguarda che scemo quel vecchio\u2026dipinge all\u2019aperto con questo freddo\u2026ma cosa dipinge\u2026dev\u2019essere proprio matto, starebbe bene nel ricovero\u2026\u201d Per l\u2019ennesima e ultima volta si rese conto di non saper dipingere, eppure l\u2019idea di quest\u2019ultimo ritratto alla bella Maria gli sembrava avesse qualcosa di artistico, c\u2019era il volto di lei, come al solito sgraziato per la sua insipienza di pittore maluminoso come un plenilunio, in un cielo nero sopra un mare nero. Poco prima del tramonto affrettato di novembre, pass\u00f2 sul vialetto, accennandogli un sorriso, una giovanissima ragazza mora con i capelli raccolti in una lunga treccia aggraziata, e nel lucido delirio del suo Alzheimer il vecchio ragionier Giulio Benzi lo interpret\u00f2 come il segno che il quadro dovesse essere lasciato cos\u00ec come si presentava in quel momento. Era proprio carina quella ragazza, si disse con tenerezza di vecchio, assomigliava troppo a Maria, e poi il buio era sceso, l\u2019illuminazione pubblica era scarsa, e il freddo gli aveva messo addosso un tremito incontrollabile. Il quadro era terminato. Nonostante il freddo e il buio, rest\u00f2 ancora a lungo a guardarlo. Sarebbe finito in soffitta insieme alle centinaia di ritratti di Maria, poi, dopo la sua morte, suo nipote avrebbe sbarazzato tutto e li avrebbe portati alla stazione ecologica. Si disse che in effetti i suoi ritratti non meritavano una fine migliore, non sarebbe stato un nuovo Mod\u00ec, bohemienne in vita e miliardario da morto. Quel che era importante, per lui, era che quei quadri avevano riempito d\u2019amore la sua vita, l\u2019avevano riempita d\u2019amore senza avere un vero amore. Si disse che da domani, per quel poco che gli restava da vivere, la sua vita sarebbe stata una vita solitaria, nonostante gli ospiti e gli inservienti vicini nella casa di riposo dei suoi incubi. Perch\u00e9 all\u2019ospizio forse non gli avrebbero neppure permesso di tenere il pennello, i colori, il cavalletto tarlato e le tele da imbrattare, e se glielo avessero permesso qualcuno senza educazione avrebbe rimarcato la sua inettitudine, facendolo sentire sempre di pi\u00f9 un vecchio scemo. \u201cAddio, Maria, a presto,\u201d pens\u00f2, mentre con lenti movimenti di vecchio iniziava a smontare il cavalletto, davanti e sopra di lui il mare e il cielo ormai neri come nell\u2019ultimo ritratto della bella Maria, certo che non sarebbe sopravvissuto a lungo senza quei momenti di arte senza arte, di amore senza amore, ma che per lui, nella felice contraddizione della sua solitudine senza vera solitudine, erano ci\u00f2 che rendeva bella la vita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30381\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30381\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il ragionier Benzi piazz\u00f2 il cavalletto tarlato da decenni di maldestra attivit\u00e0 pittorica sul vialetto che dava sulla scogliera pens\u00f2 che da giovane non avrebbe mai immaginato come sarebbe terminata la sua sedentaria avventura di artista incompiuto. 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