{"id":30335,"date":"2017-03-20T11:36:14","date_gmt":"2017-03-20T10:36:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30335"},"modified":"2017-03-20T11:36:14","modified_gmt":"2017-03-20T10:36:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-ma-come-stretta-la-citta-di-daniele-ossola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30335","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Ma com&#8217;\u00e8 stretta la citt\u00e0&#8221; di Daniele Ossola"},"content":{"rendered":"<p>Bruno \u00e8 il guardiano del parco.<\/p>\n<p>Ha una memoria ottima. La fermezza della sua possente struttura, propria della Bassa Padana, fortificata dall\u2019umido, gelido e afoso clima delle vaste distese dei campi, gli hanno fatto una testa cos\u00ec poderosa che, quando fa a botte, appena si accorge dei colpi che riceve, sorride; e quando ci si scolpisce dentro qualche cosa, nulla pi\u00f9 lo pu\u00f2 cancellare. Non ha mai dimenticato niente. Concepisce le cose in modo tanto pi\u00f9 vivo e netto, giacch\u00e9 la sua infanzia non era stata sovraccaricata con le inutilit\u00e0 e le scempiaggini che affliggono la nostra; e le cose gli entrano nel cervello senza nebulosit\u00e0. E\u2019 una persona semplice, mentalmente poco sviluppata.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero che un giorno il prete, Don Crispino, per conferirgli un po\u2019 di autostima, decise di fargli leggere il vangelo di Marco. Bruno divor\u00f2 le pagine con gran piacere ma, siccome non sapeva n\u00e9 in che tempo n\u00e9 in che luogo tutte quelle avventure narrate in quel libro erano capitate, non ebbe nessun dubbio che la scena si svolgesse lungo gli argini del Po e giur\u00f2 che avrebbe tagliato la testa e le orecchie a Caifa e a Pilato, se mai gli fossero venuti tra le mani, codesti mascalzoni.<\/p>\n<p>Adesso \u00e8 l\u00ec, preso dal suo nuovo lavoro. Dagli stivaletti con suola spessa e tacchi spropositati, spuntano due sottili gambette che hanno l\u2019ingrato compito di sorreggere un corpo voluminoso. Proseguono come bastoni nodosi ricoperti, in prossimit\u00e0 delle ginocchia, dai pantaloni rivoltati.<\/p>\n<p>Nonostante la sua et\u00e0 abbia ormai raggiunto i quindici lustri, si diverte ad assumere la posizione dei fenicotteri che abitano lo stagno.<\/p>\n<p>Con la gamba destra piegata ad angolo acuto, sorride e il pesante labbrone inferiore che penzola si abbassa ancor di pi\u00f9 mentre quello superiore assume la forma di una sottile lama che taglia in due il suo viso. L\u2019apertura delle labbra mette in mostra una doppia arcata armoniosa di bianchi e lucenti denti, simili a steccati, dove le punte sono tutte arrotondate allo stesso modo, impedendo la distinzione tra incisivi, canini e premolari.<\/p>\n<p>Sembrano due stampi in PVC, made in China, a un dollaro al pezzo.<\/p>\n<p>Improvvisamente, vede arrivare un turbine impetuoso. Esce dallo stagno, correndo in modo goffo a causa degli stivali che si incollano nella melma, e si dirige verso la casupola. Non ce la fa. Una nuvola di sottile pulviscolo lo avvolge in un turbinio che, violentemente, assume la forma di una campana dove Bruno ne rappresenta l\u2019immobile battacchio. In quella posizione rimane, non si sa per quanto tempo; sufficiente per ricordargli un\u2019analoga esperienza, l\u2019autunno scorso, lungo Lido di Ostia dove una sera, colto da un\u2019analoga tromba d\u2019aria, non era riuscito a raggiungere la pensione Palmira. Il sogno lo avvolge portandolo violentemente al presente.<\/p>\n<p>Vede una signora di mezza et\u00e0, mentre cammina lungo la battigia, colpita da due lunghe gambe spuntare dalla sabbia e, dopo un attimo di esitazione, esclama: \u201cLi mortacci tua e de tu nonno\u2026 e cchi \u00e8 sto qqua!\u201d &#8211; gli si avvicina e lo sveglia &#8211; \u201cEhi signore, buon giorno!\u201d<\/p>\n<p>Bruno, abbassando leggermente l\u2019asciugamano all\u2019altezza del naso, si tocca il volto, le ossa, si guarda in giro e le chiede dove si trova.<\/p>\n<p>\u201cIo mi chiamo Adelina, Lina a reggina der Tufello, siamo a Ostia \u2026 a du passi da Roma. Ha mai sentito parlare di Roma Caput Mundi?\u201d &#8211; gasata perch\u00e9 intuisce che \u00e8 un turista &#8211; \u201cSemo noartri er mejo der monno!\u201d<\/p>\n<p>Bruno si alza e, oltre ad aver ripreso coscienza, porge la mano ad Adelina e si scusa per il suo abbigliamento: \u201cVengo da Crema \u2026 mi chiamo Bruno Colombo, ma tutti mi conoscono come BiCi, dalle iniziali del mio nome e cognome, e poi perch\u00e9 uso la bicicletta nel mio lavoro di guardiano in un parco lungo il Po. Ieri sera, mentre stavo rientrando alla pensione Palmira, sono rimasto bloccato da una bufera di sabbia e poi, dalla paura, mi sono coperto con l\u2019asciugamano, ho chiuso gli occhi e mi sono addormentato. Sono qui in vacanza. Il prete del mio paese mi ha detto di scoprire le ricchezze di Roma.\u201d<\/p>\n<p>\u201cRicchezze? Ma quali ricchezze. Deve sapere, signor Bici, che tutte le ricchezze, accumulate dai nostri antenati, se le ss\u00f2 maggnate tutte \u2026 e semo rimasti con un sacco di problemi. C\u2019avemo\u00a0 er Tevere, er Colosseo ma non basta. Non ci \u00e8 rimasto che il canto, la musica \u2026 tanto pe\u2019 cant\u00e0 \u2026 e il sogno. Sognare non costa niente.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome siete fatalisti, da queste parti. Non potete rimboccarvi le maniche come da noi al Nord?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVenga con me. Le faccio toccare con mano la nostra realt\u00e0 quotidiana cos\u00ec si rende conto che cosa ha guadagnato a venire sul lido di Ostia. Prenda il mio esempio. Io sono una pensionata e sono costretta a quest\u2019ora del mattino, e sono le cinque\u201d &#8211; indicando l\u2019orologio di un campanile &#8211; \u201cad andare a fare la coda all\u2019Ufficio Postale che apre alle nove.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE lei ci va con quattro ore di anticipo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto! Per essere tra le prime, altrimenti devo farmi una coda che non finisce pi\u00f9. E\u2019 il destino di tanti pensionati come me, che prima di andare al mercato \u2026\u201d<\/p>\n<p>Interrompendola: \u201cBeh! Sono proprio curioso di scoprire cosa c\u2019\u00e8 qui attorno, Roma pu\u00f2 aspettare. L\u2019accompagno. Far\u00f2 finta di non esserci.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBene, Bici, andiamo in Posta. Namo?\u201d<\/p>\n<p>Il piccolo ufficio, squallido e dimesso, \u00e8 gestito da Romol\u00e9, un signore anziano, sempre vestito di scuro e sommerso da carte. Gigetta, la sua assistente, \u00e8 una ragazza carina e simpatica, in jeans che sta sfogliando un giornale di moda, seduta all\u2019altro tavolo.<\/p>\n<p>Adelina inizia il suo rituale: \u201cA Romol\u00e9e \u2026 Signor Romoletto? \u2026 Romolo \u2026\u2026?\u201d<\/p>\n<p>Gigetta fa notare al suo capo che \u00e8 la solita signora, quella pensionata che ogni due mesi d\u00e0 il segnale di apertura. L\u2019anziano direttore ribadisce la stima verso Adelina che considera la persona pi\u00f9 educata e gentile tra tutti i suoi clienti.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cEd \u00e8 l\u2019unica che la chiama affettuosamente \u2026 Signor Romoletto.\u201d<\/p>\n<p>Adelina, dalla strada: \u201cSignor Romolettooo? Siamo gi\u00e0 nei minuti di recupero!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201cIeri deve essere andata all\u2019Olimpico a vedere Roma-Napoli. Vada ad aprire Gigg\u00e9.\u201d Gigetta, con aria un po\u2019 annoiata e con il giornale in mano, canticchia \u201cDaie de tacco daie de punta quant\u2019\u00e8 bbona a sora Assunta\u201d. Fa entrare Adelina che si precipita davanti alla scrivania del signor Romoletto mettendogli sotto il naso il libretto della pensione.<\/p>\n<p>Romole\u2019, prendendolo con due dita, lo esamina. \u201cMa Sora Lina \u00e8 tutto unto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cD\u2019olio, s\u00ec. Purtroppo l\u2019avevo di fianco al piatto quanno stavo \u00e0 conci\u00e0 e puntarelle \u2026 e i carciofi \u00e0 la romana pemm\u00e9 e pe mi zi\u2019 Flora. Devo dimagrire, per scavalcare il cancello dello stadio ed entrare gratis nella curva Sud. Mangio solo verdura anche perch\u00e9, da quando mi mancano i miei cinquantaquattro denti\u2026\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, con una sonora risata: \u201cLe mancano cinquantaquattro denti? Ma se ne abbiamo solo trentadue!\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo so, ma ho perso anche la dentiera!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa perch\u00e9 lei tiene il libretto della pensione di fianco al piatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe guardo quanto prendo \u2026 mi ricordo di mangiare poco!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019 la interrompe bruscamente e si rivolge a Gigetta chiedendole di consegnare alla signora il solito modulo da compilare.<\/p>\n<p>Adelina: \u201cS\u00ec ma io, come al solito, non sono capace di scrivere \u2026\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, cominciando a spazientirsi, prosegue nel suo lavoro dando disposizione a Gigetta di aiutarla nella compilazione del modulo.<\/p>\n<p>Adelina, si rivolge a Bruno che \u00e8 fuori, nascosto dietro l\u2019anta del portoncino, toglie dalla borsa la sciarpa della Roma e, agitandola: \u201cVede, mio caro guardiano, quali sono i nostri problemi? L\u2019unica via di scampo \u00e8 il pensiero fisso alle partite di calcio \u2026 al\u00e8 \u2026ooo! L\u2019unica via di scampo \u00e8 il pensiero fisso alla curva Sud che ci disintossica e per qualche giorno sogniamo ad occhi aperti. L\u2019unica cosa che non costa niente sono proprio i sogni. Mi scusi ma devo fare un\u2019altra commissione.\u201d Si rivolge a Gigetta e, a bassa voce: \u201cVorrei spedire anche una raccomandata.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cMe la dia Sora Lina.\u201d<\/p>\n<p>Di rimbalzo, quasi seccata: \u201cSignorina, per favore! Mmm\u2026 ma mi sposer\u00f2 presto. Sono proprio qui per rispondere a un avviso matrimoniale che fa al caso mio. Legga lei\u201d &#8211; estrae un giornale dalla borsa \u2026 &#8211; \u201cqui.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta, passando il palmo della mano sul foglio spiegazzato:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLaureato, quarantenne conoscerebbe scopo matrimonio, signorina colta, intellettuale.\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, abbassando gli occhiali sulla punta del naso e in tono sarcastico: \u201cProprio lei!\u201d e continua a leggere le sue carte.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201c\u2026 graziosa, alta, sottile.\u201d<\/p>\n<p>Adelina: \u201cSono una falsa grassa!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201cE io sono George Clooney!\u201d<\/p>\n<p>Gigetta, spazientita: \u201cInsomma, signorina, dove ce l\u2019ha questa raccomandata? Trattandosi di una lettera d\u2019amore gliela potrei scrivere io.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBrava! Me la scriva lei\u201d &#8211; sognante, fa due passi verso Bruno e Gigetta inizia a scrivere \u2013 \u201cse perdo venti chili in dieci giorni, vedr\u00f2 di catturare l\u2019amore del laureato quarantenne facendomi aiutare dal venticello di Roma\u2026\u201d Si muove leggiadra al ritmo di una melodia che le esce dalle labbra.\u201d<\/p>\n<p>Bruno, nella sua semplicit\u00e0, \u00e8 confuso. Gli fa tenerezza quell\u2019ometto, che potrebbe avere la sua et\u00e0, inchiodato ogni giorno dietro una scrivania, in un luogo chiuso a dover a che fare con gente che rompe le scatole.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cAscoltate che lettera\u201d &#8211; <em>Egregio laureato quarantenne, il suo annuncio sul giornale mi ha fatto provare una grande emozione. Da qualche giorno non dormo, non digerisco e allora mi sono decisa a scriverle per informarla che io sono colta e intellettuale. Inoltre, sono graziosa, alta, sottile\u2026 tanto sottile che la circonferenza dei miei fianchi potrebbe essere misurata tra il dito pollice e il mignolo \u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201c\u2026d\u2019un elefante.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta: \u201c<em>Insomma, io sono la donna che fa per lei. Spero che questa mia proposta venga da lei accettata e considerata<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Adelina: \u201cChe bello! Ma, per il momento, rimando questo sogno in attesa di tempi migliori,\u201d \u2013 cambia atteggiamento diventando dura \u00a0\u2013 \u00a0\u201csalter\u00f2 il cancello, andr\u00f2 nella curva Sud, mi sieder\u00f2 vicino ar Patata, er capo dei tifosi. Poi andremo a parl\u00e0 con Totti, er mito,\u201d \u2013 uscendo dalla Posta e agitando la sciarpa della Roma \u2013 \u201cForza Roma forza lupi, so finiti i tempi cupi!\u201d<\/p>\n<p>Bruno, esterefatto, la lascia andare e corre, con le sue lunghe falcate, dalla parte opposta.<\/p>\n<p>Un po\u2019 perch\u00e9 Adelina parla una lingua diversa dalla sua, un po\u2019 perch\u00e9 la trova insistente e pesante\u2026 auto in doppia fila, motorini che saltano sui marciapiedi\u2026 Decide di ritornare alla pensione e ripartire. Lo aspettano i rilassanti silenzi dei pioppi accarezzati dal vento, il lento fluire del fiume e i buffi, eleganti fenicotteri con le zampe affondate nello stagno.<\/p>\n<p>Padrone di se stesso e responsabile della natura che lo avvolge e coinvolge.<\/p>\n<p>Bruno \u00e8 il guardiano del parco.<\/p>\n<p>Ha una memoria ottima. La fermezza della sua possente struttura, propria della Bassa Padana, fortificata dall\u2019umido, gelido e afoso clima delle vaste distese dei campi, gli hanno fatto una testa cos\u00ec poderosa che, quando fa a botte, appena si accorge dei colpi che riceve, sorride; e quando ci si scolpisce dentro qualche cosa, nulla pi\u00f9 lo pu\u00f2 cancellare. Non ha mai dimenticato niente. Concepisce le cose in modo tanto pi\u00f9 vivo e netto, giacch\u00e9 la sua infanzia non era stata sovraccaricata con le inutilit\u00e0 e le scempiaggini che affliggono la nostra; e le cose gli entrano nel cervello senza nebulosit\u00e0. E\u2019 una persona semplice, mentalmente poco sviluppata.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero che un giorno il prete, Don Crispino, per conferirgli un po\u2019 di autostima, decise di fargli leggere il vangelo di Marco. Bruno divor\u00f2 le pagine con gran piacere ma, siccome non sapeva n\u00e9 in che tempo n\u00e9 in che luogo tutte quelle avventure narrate in quel libro erano capitate, non ebbe nessun dubbio che la scena si svolgesse lungo gli argini del Po e giur\u00f2 che avrebbe tagliato la testa e le orecchie a Caifa e a Pilato, se mai gli fossero venuti tra le mani, codesti mascalzoni.<\/p>\n<p>Adesso \u00e8 l\u00ec, preso dal suo nuovo lavoro. Dagli stivaletti con suola spessa e tacchi spropositati, spuntano due sottili gambette che hanno l\u2019ingrato compito di sorreggere un corpo voluminoso. Proseguono come bastoni nodosi ricoperti, in prossimit\u00e0 delle ginocchia, dai pantaloni rivoltati.<\/p>\n<p>Nonostante la sua et\u00e0 abbia ormai raggiunto i quindici lustri, si diverte ad assumere la posizione dei fenicotteri che abitano lo stagno.<\/p>\n<p>Con la gamba destra piegata ad angolo acuto, sorride e il pesante labbrone inferiore che penzola si abbassa ancor di pi\u00f9 mentre quello superiore assume la forma di una sottile lama che taglia in due il suo viso. L\u2019apertura delle labbra mette in mostra una doppia arcata armoniosa di bianchi e lucenti denti, simili a steccati, dove le punte sono tutte arrotondate allo stesso modo, impedendo la distinzione tra incisivi, canini e premolari.<\/p>\n<p>Sembrano due stampi in PVC, made in China, a un dollaro al pezzo.<\/p>\n<p>Improvvisamente, vede arrivare un turbine impetuoso. Esce dallo stagno, correndo in modo goffo a causa degli stivali che si incollano nella melma, e si dirige verso la casupola. Non ce la fa. Una nuvola di sottile pulviscolo lo avvolge in un turbinio che, violentemente, assume la forma di una campana dove Bruno ne rappresenta l\u2019immobile battacchio. In quella posizione rimane, non si sa per quanto tempo; sufficiente per ricordargli un\u2019analoga esperienza, l\u2019autunno scorso, lungo Lido di Ostia dove una sera, colto da un\u2019analoga tromba d\u2019aria, non era riuscito a raggiungere la pensione Palmira. Il sogno lo avvolge portandolo violentemente al presente.<\/p>\n<p>Vede una signora di mezza et\u00e0, mentre cammina lungo la battigia, colpita da due lunghe gambe spuntare dalla sabbia e, dopo un attimo di esitazione, esclama: \u201cLi mortacci tua e de tu nonno\u2026 e cchi \u00e8 sto qqua!\u201d &#8211; gli si avvicina e lo sveglia &#8211; \u201cEhi signore, buon giorno!\u201d<\/p>\n<p>Bruno, abbassando leggermente l\u2019asciugamano all\u2019altezza del naso, si tocca il volto, le ossa, si guarda in giro e le chiede dove si trova.<\/p>\n<p>\u201cIo mi chiamo Adelina, Lina a reggina der Tufello, siamo a Ostia \u2026 a du passi da Roma. Ha mai sentito parlare di Roma Caput Mundi?\u201d &#8211; gasata perch\u00e9 intuisce che \u00e8 un turista &#8211; \u201cSemo noartri er mejo der monno!\u201d<\/p>\n<p>Bruno si alza e, oltre ad aver ripreso coscienza, porge la mano ad Adelina e si scusa per il suo abbigliamento: \u201cVengo da Crema \u2026 mi chiamo Bruno Colombo, ma tutti mi conoscono come BiCi, dalle iniziali del mio nome e cognome, e poi perch\u00e9 uso la bicicletta nel mio lavoro di guardiano in un parco lungo il Po. Ieri sera, mentre stavo rientrando alla pensione Palmira, sono rimasto bloccato da una bufera di sabbia e poi, dalla paura, mi sono coperto con l\u2019asciugamano, ho chiuso gli occhi e mi sono addormentato. Sono qui in vacanza. Il prete del mio paese mi ha detto di scoprire le ricchezze di Roma.\u201d<\/p>\n<p>\u201cRicchezze? Ma quali ricchezze. Deve sapere, signor Bici, che tutte le ricchezze, accumulate dai nostri antenati, se le ss\u00f2 maggnate tutte \u2026 e semo rimasti con un sacco di problemi. C\u2019avemo\u00a0 er Tevere, er Colosseo ma non basta. Non ci \u00e8 rimasto che il canto, la musica \u2026 tanto pe\u2019 cant\u00e0 \u2026 e il sogno. Sognare non costa niente.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome siete fatalisti, da queste parti. Non potete rimboccarvi le maniche come da noi al Nord?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVenga con me. Le faccio toccare con mano la nostra realt\u00e0 quotidiana cos\u00ec si rende conto che cosa ha guadagnato a venire sul lido di Ostia. Prenda il mio esempio. Io sono una pensionata e sono costretta a quest\u2019ora del mattino, e sono le cinque\u201d &#8211; indicando l\u2019orologio di un campanile &#8211; \u201cad andare a fare la coda all\u2019Ufficio Postale che apre alle nove.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE lei ci va con quattro ore di anticipo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto! Per essere tra le prime, altrimenti devo farmi una coda che non finisce pi\u00f9. E\u2019 il destino di tanti pensionati come me, che prima di andare al mercato \u2026\u201d<\/p>\n<p>Interrompendola: \u201cBeh! Sono proprio curioso di scoprire cosa c\u2019\u00e8 qui attorno, Roma pu\u00f2 aspettare. L\u2019accompagno. Far\u00f2 finta di non esserci.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBene, Bici, andiamo in Posta. Namo?\u201d<\/p>\n<p>Il piccolo ufficio, squallido e dimesso, \u00e8 gestito da Romol\u00e9, un signore anziano, sempre vestito di scuro e sommerso da carte. Gigetta, la sua assistente, \u00e8 una ragazza carina e simpatica, in jeans che sta sfogliando un giornale di moda, seduta all\u2019altro tavolo.<\/p>\n<p>Adelina inizia il suo rituale: \u201cA Romol\u00e9e \u2026 Signor Romoletto? \u2026 Romolo \u2026\u2026?\u201d<\/p>\n<p>Gigetta fa notare al suo capo che \u00e8 la solita signora, quella pensionata che ogni due mesi d\u00e0 il segnale di apertura. L\u2019anziano direttore ribadisce la stima verso Adelina che considera la persona pi\u00f9 educata e gentile tra tutti i suoi clienti.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cEd \u00e8 l\u2019unica che la chiama affettuosamente \u2026 Signor Romoletto.\u201d<\/p>\n<p>Adelina, dalla strada: \u201cSignor Romolettooo? Siamo gi\u00e0 nei minuti di recupero!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201cIeri deve essere andata all\u2019Olimpico a vedere Roma-Napoli. Vada ad aprire Gigg\u00e9.\u201d Gigetta, con aria un po\u2019 annoiata e con il giornale in mano, canticchia \u201cDaie de tacco daie de punta quant\u2019\u00e8 bbona a sora Assunta\u201d. Fa entrare Adelina che si precipita davanti alla scrivania del signor Romoletto mettendogli sotto il naso il libretto della pensione.<\/p>\n<p>Romole\u2019, prendendolo con due dita, lo esamina. \u201cMa Sora Lina \u00e8 tutto unto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cD\u2019olio, s\u00ec. Purtroppo l\u2019avevo di fianco al piatto quanno stavo \u00e0 conci\u00e0 e puntarelle \u2026 e i carciofi \u00e0 la romana pemm\u00e9 e pe mi zi\u2019 Flora. Devo dimagrire, per scavalcare il cancello dello stadio ed entrare gratis nella curva Sud. Mangio solo verdura anche perch\u00e9, da quando mi mancano i miei cinquantaquattro denti\u2026\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, con una sonora risata: \u201cLe mancano cinquantaquattro denti? Ma se ne abbiamo solo trentadue!\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo so, ma ho perso anche la dentiera!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa perch\u00e9 lei tiene il libretto della pensione di fianco al piatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe guardo quanto prendo \u2026 mi ricordo di mangiare poco!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019 la interrompe bruscamente e si rivolge a Gigetta chiedendole di consegnare alla signora il solito modulo da compilare.<\/p>\n<p>Adelina: \u201cS\u00ec ma io, come al solito, non sono capace di scrivere \u2026\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, cominciando a spazientirsi, prosegue nel suo lavoro dando disposizione a Gigetta di aiutarla nella compilazione del modulo.<\/p>\n<p>Adelina, si rivolge a Bruno che \u00e8 fuori, nascosto dietro l\u2019anta del portoncino, toglie dalla borsa la sciarpa della Roma e, agitandola: \u201cVede, mio caro guardiano, quali sono i nostri problemi? L\u2019unica via di scampo \u00e8 il pensiero fisso alle partite di calcio \u2026 al\u00e8 \u2026ooo! L\u2019unica via di scampo \u00e8 il pensiero fisso alla curva Sud che ci disintossica e per qualche giorno sogniamo ad occhi aperti. L\u2019unica cosa che non costa niente sono proprio i sogni. Mi scusi ma devo fare un\u2019altra commissione.\u201d Si rivolge a Gigetta e, a bassa voce: \u201cVorrei spedire anche una raccomandata.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cMe la dia Sora Lina.\u201d<\/p>\n<p>Di rimbalzo, quasi seccata: \u201cSignorina, per favore! Mmm\u2026 ma mi sposer\u00f2 presto. Sono proprio qui per rispondere a un avviso matrimoniale che fa al caso mio. Legga lei\u201d &#8211; estrae un giornale dalla borsa \u2026 &#8211; \u201cqui.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta, passando il palmo della mano sul foglio spiegazzato:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLaureato, quarantenne conoscerebbe scopo matrimonio, signorina colta, intellettuale.\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, abbassando gli occhiali sulla punta del naso e in tono sarcastico: \u201cProprio lei!\u201d e continua a leggere le sue carte.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201c\u2026 graziosa, alta, sottile.\u201d<\/p>\n<p>Adelina: \u201cSono una falsa grassa!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201cE io sono George Clooney!\u201d<\/p>\n<p>Gigetta, spazientita: \u201cInsomma, signorina, dove ce l\u2019ha questa raccomandata? Trattandosi di una lettera d\u2019amore gliela potrei scrivere io.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBrava! Me la scriva lei\u201d &#8211; sognante, fa due passi verso Bruno e Gigetta inizia a scrivere \u2013 \u201cse perdo venti chili in dieci giorni, vedr\u00f2 di catturare l\u2019amore del laureato quarantenne facendomi aiutare dal venticello di Roma\u2026\u201d Si muove leggiadra al ritmo di una melodia che le esce dalle labbra.\u201d<\/p>\n<p>Bruno, nella sua semplicit\u00e0, \u00e8 confuso. Gli fa tenerezza quell\u2019ometto, che potrebbe avere la sua et\u00e0, inchiodato ogni giorno dietro una scrivania, in un luogo chiuso a dover a che fare con gente che rompe le scatole.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cAscoltate che lettera\u201d &#8211; <em>Egregio laureato quarantenne, il suo annuncio sul giornale mi ha fatto provare una grande emozione. Da qualche giorno non dormo, non digerisco e allora mi sono decisa a scriverle per informarla che io sono colta e intellettuale. Inoltre, sono graziosa, alta, sottile\u2026 tanto sottile che la circonferenza dei miei fianchi potrebbe essere misurata tra il dito pollice e il mignolo \u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201c\u2026d\u2019un elefante.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta: \u201c<em>Insomma, io sono la donna che fa per lei. Spero che questa mia proposta venga da lei accettata e considerata<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Adelina: \u201cChe bello! Ma, per il momento, rimando questo sogno in attesa di tempi migliori,\u201d \u2013 cambia atteggiamento diventando dura \u00a0\u2013 \u00a0\u201csalter\u00f2 il cancello, andr\u00f2 nella curva Sud, mi sieder\u00f2 vicino ar Patata, er capo dei tifosi. Poi andremo a parl\u00e0 con Totti, er mito,\u201d \u2013 uscendo dalla Posta e agitando la sciarpa della Roma \u2013 \u201cForza Roma forza lupi, so finiti i tempi cupi!\u201d<\/p>\n<p>Bruno, esterefatto, la lascia andare e corre, con le sue lunghe falcate, dalla parte opposta.<\/p>\n<p>Un po\u2019 perch\u00e9 Adelina parla una lingua diversa dalla sua, un po\u2019 perch\u00e9 la trova insistente e pesante\u2026 auto in doppia fila, motorini che saltano sui marciapiedi\u2026 Decide di ritornare alla pensione e ripartire. Lo aspettano i rilassanti silenzi dei pioppi accarezzati dal vento, il lento fluire del fiume e i buffi, eleganti fenicotteri con le zampe affondate nello stagno.<\/p>\n<p>Padrone di se stesso e responsabile della natura che lo avvolge e coinvolge.<\/p>\n<p>Bruno \u00e8 il guardiano del parco.<\/p>\n<p>Ha una memoria ottima. La fermezza della sua possente struttura, propria della Bassa Padana, fortificata dall\u2019umido, gelido e afoso clima delle vaste distese dei campi, gli hanno fatto una testa cos\u00ec poderosa che, quando fa a botte, appena si accorge dei colpi che riceve, sorride; e quando ci si scolpisce dentro qualche cosa, nulla pi\u00f9 lo pu\u00f2 cancellare. Non ha mai dimenticato niente. Concepisce le cose in modo tanto pi\u00f9 vivo e netto, giacch\u00e9 la sua infanzia non era stata sovraccaricata con le inutilit\u00e0 e le scempiaggini che affliggono la nostra; e le cose gli entrano nel cervello senza nebulosit\u00e0. E\u2019 una persona semplice, mentalmente poco sviluppata.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero che un giorno il prete, Don Crispino, per conferirgli un po\u2019 di autostima, decise di fargli leggere il vangelo di Marco. Bruno divor\u00f2 le pagine con gran piacere ma, siccome non sapeva n\u00e9 in che tempo n\u00e9 in che luogo tutte quelle avventure narrate in quel libro erano capitate, non ebbe nessun dubbio che la scena si svolgesse lungo gli argini del Po e giur\u00f2 che avrebbe tagliato la testa e le orecchie a Caifa e a Pilato, se mai gli fossero venuti tra le mani, codesti mascalzoni.<\/p>\n<p>Adesso \u00e8 l\u00ec, preso dal suo nuovo lavoro. Dagli stivaletti con suola spessa e tacchi spropositati, spuntano due sottili gambette che hanno l\u2019ingrato compito di sorreggere un corpo voluminoso. Proseguono come bastoni nodosi ricoperti, in prossimit\u00e0 delle ginocchia, dai pantaloni rivoltati.<\/p>\n<p>Nonostante la sua et\u00e0 abbia ormai raggiunto i quindici lustri, si diverte ad assumere la posizione dei fenicotteri che abitano lo stagno.<\/p>\n<p>Con la gamba destra piegata ad angolo acuto, sorride e il pesante labbrone inferiore che penzola si abbassa ancor di pi\u00f9 mentre quello superiore assume la forma di una sottile lama che taglia in due il suo viso. L\u2019apertura delle labbra mette in mostra una doppia arcata armoniosa di bianchi e lucenti denti, simili a steccati, dove le punte sono tutte arrotondate allo stesso modo, impedendo la distinzione tra incisivi, canini e premolari.<\/p>\n<p>Sembrano due stampi in PVC, made in China, a un dollaro al pezzo.<\/p>\n<p>Improvvisamente, vede arrivare un turbine impetuoso. Esce dallo stagno, correndo in modo goffo a causa degli stivali che si incollano nella melma, e si dirige verso la casupola. Non ce la fa. Una nuvola di sottile pulviscolo lo avvolge in un turbinio che, violentemente, assume la forma di una campana dove Bruno ne rappresenta l\u2019immobile battacchio. In quella posizione rimane, non si sa per quanto tempo; sufficiente per ricordargli un\u2019analoga esperienza, l\u2019autunno scorso, lungo Lido di Ostia dove una sera, colto da un\u2019analoga tromba d\u2019aria, non era riuscito a raggiungere la pensione Palmira. Il sogno lo avvolge portandolo violentemente al presente.<\/p>\n<p>Vede una signora di mezza et\u00e0, mentre cammina lungo la battigia, colpita da due lunghe gambe spuntare dalla sabbia e, dopo un attimo di esitazione, esclama: \u201cLi mortacci tua e de tu nonno\u2026 e cchi \u00e8 sto qqua!\u201d &#8211; gli si avvicina e lo sveglia &#8211; \u201cEhi signore, buon giorno!\u201d<\/p>\n<p>Bruno, abbassando leggermente l\u2019asciugamano all\u2019altezza del naso, si tocca il volto, le ossa, si guarda in giro e le chiede dove si trova.<\/p>\n<p>\u201cIo mi chiamo Adelina, Lina a reggina der Tufello, siamo a Ostia \u2026 a du passi da Roma. Ha mai sentito parlare di Roma Caput Mundi?\u201d &#8211; gasata perch\u00e9 intuisce che \u00e8 un turista &#8211; \u201cSemo noartri er mejo der monno!\u201d<\/p>\n<p>Bruno si alza e, oltre ad aver ripreso coscienza, porge la mano ad Adelina e si scusa per il suo abbigliamento: \u201cVengo da Crema \u2026 mi chiamo Bruno Colombo, ma tutti mi conoscono come BiCi, dalle iniziali del mio nome e cognome, e poi perch\u00e9 uso la bicicletta nel mio lavoro di guardiano in un parco lungo il Po. Ieri sera, mentre stavo rientrando alla pensione Palmira, sono rimasto bloccato da una bufera di sabbia e poi, dalla paura, mi sono coperto con l\u2019asciugamano, ho chiuso gli occhi e mi sono addormentato. Sono qui in vacanza. Il prete del mio paese mi ha detto di scoprire le ricchezze di Roma.\u201d<\/p>\n<p>\u201cRicchezze? Ma quali ricchezze. Deve sapere, signor Bici, che tutte le ricchezze, accumulate dai nostri antenati, se le ss\u00f2 maggnate tutte \u2026 e semo rimasti con un sacco di problemi. C\u2019avemo\u00a0 er Tevere, er Colosseo ma non basta. Non ci \u00e8 rimasto che il canto, la musica \u2026 tanto pe\u2019 cant\u00e0 \u2026 e il sogno. Sognare non costa niente.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome siete fatalisti, da queste parti. Non potete rimboccarvi le maniche come da noi al Nord?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVenga con me. Le faccio toccare con mano la nostra realt\u00e0 quotidiana cos\u00ec si rende conto che cosa ha guadagnato a venire sul lido di Ostia. Prenda il mio esempio. Io sono una pensionata e sono costretta a quest\u2019ora del mattino, e sono le cinque\u201d &#8211; indicando l\u2019orologio di un campanile &#8211; \u201cad andare a fare la coda all\u2019Ufficio Postale che apre alle nove.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE lei ci va con quattro ore di anticipo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto! Per essere tra le prime, altrimenti devo farmi una coda che non finisce pi\u00f9. E\u2019 il destino di tanti pensionati come me, che prima di andare al mercato \u2026\u201d<\/p>\n<p>Interrompendola: \u201cBeh! Sono proprio curioso di scoprire cosa c\u2019\u00e8 qui attorno, Roma pu\u00f2 aspettare. L\u2019accompagno. Far\u00f2 finta di non esserci.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBene, Bici, andiamo in Posta. Namo?\u201d<\/p>\n<p>Il piccolo ufficio, squallido e dimesso, \u00e8 gestito da Romol\u00e9, un signore anziano, sempre vestito di scuro e sommerso da carte. Gigetta, la sua assistente, \u00e8 una ragazza carina e simpatica, in jeans che sta sfogliando un giornale di moda, seduta all\u2019altro tavolo.<\/p>\n<p>Adelina inizia il suo rituale: \u201cA Romol\u00e9e \u2026 Signor Romoletto? \u2026 Romolo \u2026\u2026?\u201d<\/p>\n<p>Gigetta fa notare al suo capo che \u00e8 la solita signora, quella pensionata che ogni due mesi d\u00e0 il segnale di apertura. L\u2019anziano direttore ribadisce la stima verso Adelina che considera la persona pi\u00f9 educata e gentile tra tutti i suoi clienti.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cEd \u00e8 l\u2019unica che la chiama affettuosamente \u2026 Signor Romoletto.\u201d<\/p>\n<p>Adelina, dalla strada: \u201cSignor Romolettooo? Siamo gi\u00e0 nei minuti di recupero!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201cIeri deve essere andata all\u2019Olimpico a vedere Roma-Napoli. Vada ad aprire Gigg\u00e9.\u201d Gigetta, con aria un po\u2019 annoiata e con il giornale in mano, canticchia \u201cDaie de tacco daie de punta quant\u2019\u00e8 bbona a sora Assunta\u201d. Fa entrare Adelina che si precipita davanti alla scrivania del signor Romoletto mettendogli sotto il naso il libretto della pensione.<\/p>\n<p>Romole\u2019, prendendolo con due dita, lo esamina. \u201cMa Sora Lina \u00e8 tutto unto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cD\u2019olio, s\u00ec. Purtroppo l\u2019avevo di fianco al piatto quanno stavo \u00e0 conci\u00e0 e puntarelle \u2026 e i carciofi \u00e0 la romana pemm\u00e9 e pe mi zi\u2019 Flora. Devo dimagrire, per scavalcare il cancello dello stadio ed entrare gratis nella curva Sud. Mangio solo verdura anche perch\u00e9, da quando mi mancano i miei cinquantaquattro denti\u2026\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, con una sonora risata: \u201cLe mancano cinquantaquattro denti? Ma se ne abbiamo solo trentadue!\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo so, ma ho perso anche la dentiera!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa perch\u00e9 lei tiene il libretto della pensione di fianco al piatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe guardo quanto prendo \u2026 mi ricordo di mangiare poco!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019 la interrompe bruscamente e si rivolge a Gigetta chiedendole di consegnare alla signora il solito modulo da compilare.<\/p>\n<p>Adelina: \u201cS\u00ec ma io, come al solito, non sono capace di scrivere \u2026\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, cominciando a spazientirsi, prosegue nel suo lavoro dando disposizione a Gigetta di aiutarla nella compilazione del modulo.<\/p>\n<p>Adelina, si rivolge a Bruno che \u00e8 fuori, nascosto dietro l\u2019anta del portoncino, toglie dalla borsa la sciarpa della Roma e, agitandola: \u201cVede, mio caro guardiano, quali sono i nostri problemi? L\u2019unica via di scampo \u00e8 il pensiero fisso alle partite di calcio \u2026 al\u00e8 \u2026ooo! L\u2019unica via di scampo \u00e8 il pensiero fisso alla curva Sud che ci disintossica e per qualche giorno sogniamo ad occhi aperti. L\u2019unica cosa che non costa niente sono proprio i sogni. Mi scusi ma devo fare un\u2019altra commissione.\u201d Si rivolge a Gigetta e, a bassa voce: \u201cVorrei spedire anche una raccomandata.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cMe la dia Sora Lina.\u201d<\/p>\n<p>Di rimbalzo, quasi seccata: \u201cSignorina, per favore! Mmm\u2026 ma mi sposer\u00f2 presto. Sono proprio qui per rispondere a un avviso matrimoniale che fa al caso mio. Legga lei\u201d &#8211; estrae un giornale dalla borsa \u2026 &#8211; \u201cqui.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta, passando il palmo della mano sul foglio spiegazzato:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLaureato, quarantenne conoscerebbe scopo matrimonio, signorina colta, intellettuale.\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019, abbassando gli occhiali sulla punta del naso e in tono sarcastico: \u201cProprio lei!\u201d e continua a leggere le sue carte.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201c\u2026 graziosa, alta, sottile.\u201d<\/p>\n<p>Adelina: \u201cSono una falsa grassa!\u201d<\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201cE io sono George Clooney!\u201d<\/p>\n<p>Gigetta, spazientita: \u201cInsomma, signorina, dove ce l\u2019ha questa raccomandata? Trattandosi di una lettera d\u2019amore gliela potrei scrivere io.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBrava! Me la scriva lei\u201d &#8211; sognante, fa due passi verso Bruno e Gigetta inizia a scrivere \u2013 \u201cse perdo venti chili in dieci giorni, vedr\u00f2 di catturare l\u2019amore del laureato quarantenne facendomi aiutare dal venticello di Roma\u2026\u201d Si muove leggiadra al ritmo di una melodia che le esce dalle labbra.\u201d<\/p>\n<p>Bruno, nella sua semplicit\u00e0, \u00e8 confuso. Gli fa tenerezza quell\u2019ometto, che potrebbe avere la sua et\u00e0, inchiodato ogni giorno dietro una scrivania, in un luogo chiuso a dover a che fare con gente che rompe le scatole.<\/p>\n<p>Gigetta: \u201cAscoltate che lettera\u201d &#8211; <em>Egregio laureato quarantenne, il suo annuncio sul giornale mi ha fatto provare una grande emozione. Da qualche giorno non dormo, non digerisco e allora mi sono decisa a scriverle per informarla che io sono colta e intellettuale. Inoltre, sono graziosa, alta, sottile\u2026 tanto sottile che la circonferenza dei miei fianchi potrebbe essere misurata tra il dito pollice e il mignolo \u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Romole\u2019: \u201c\u2026d\u2019un elefante.\u201d<\/p>\n<p>Gigetta: \u201c<em>Insomma, io sono la donna che fa per lei. Spero che questa mia proposta venga da lei accettata e considerata<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Adelina: \u201cChe bello! Ma, per il momento, rimando questo sogno in attesa di tempi migliori,\u201d \u2013 cambia atteggiamento diventando dura \u00a0\u2013 \u00a0\u201csalter\u00f2 il cancello, andr\u00f2 nella curva Sud, mi sieder\u00f2 vicino ar Patata, er capo dei tifosi. Poi andremo a parl\u00e0 con Totti, er mito,\u201d \u2013 uscendo dalla Posta e agitando la sciarpa della Roma \u2013 \u201cForza Roma forza lupi, so finiti i tempi cupi!\u201d<\/p>\n<p>Bruno, esterefatto, la lascia andare e corre, con le sue lunghe falcate, dalla parte opposta.<\/p>\n<p>Un po\u2019 perch\u00e9 Adelina parla una lingua diversa dalla sua, un po\u2019 perch\u00e9 la trova insistente e pesante\u2026 auto in doppia fila, motorini che saltano sui marciapiedi\u2026 Decide di ritornare alla pensione e ripartire. Lo aspettano i rilassanti silenzi dei pioppi accarezzati dal vento, il lento fluire del fiume e i buffi, eleganti fenicotteri con le zampe affondate nello stagno.<\/p>\n<p>Padrone di se stesso e responsabile della natura che lo avvolge e coinvolge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30335\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30335\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruno \u00e8 il guardiano del parco. Ha una memoria ottima. La fermezza della sua possente struttura, propria della Bassa Padana, fortificata dall\u2019umido, gelido e afoso clima delle vaste distese dei campi, gli hanno fatto una testa cos\u00ec poderosa che, quando fa a botte, appena si accorge dei colpi che riceve, sorride; e quando ci si [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30335\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30335\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":12165,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-30335","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30335"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12165"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30335"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30335\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30353,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30335\/revisions\/30353"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}