{"id":30302,"date":"2017-03-16T13:12:44","date_gmt":"2017-03-16T12:12:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30302"},"modified":"2017-03-20T11:31:36","modified_gmt":"2017-03-20T10:31:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-ricordi-degli-anni-90-scritti-su-un-fazzoletto-di-vincenzo-spinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30302","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Ricordi degli anni &#8217;90 scritti su un fazzoletto&#8221; di Vincenzo Spinelli"},"content":{"rendered":"<p>Era la mia prima volta a Napoli, nel &#8217;90. Diego mi chiamava in continuazione e insisteva come una donna mestruata che andassi a vederlo giocare. Un giorno, stufo della sua ostinata insistenza, gli risposi male, dicendogli che avrei preferito andare a vedere il Milan, ma lui si mise a ridere, e dopo un paio di mesi in cui mi chiamava a tutte le ore del giorno della notte, accettai di andare al San Paolo, ma solo quando il Napoli avesse giocato contro il Milan. Naturalmente Diego accett\u00f2 di pagarmi il viaggio aereo, il biglietto in tribuna d&#8217;onore per me e Alda Merini, vitto, alloggio e si offr\u00ec di regalarmi la compagnia di qualche amichetta di quelle che conosceva lui; nel frattempo Alda avrebbe scritto qualche poesia nell&#8217;alloggio pagato da Diego. Accettai sbuffando e lui ribatt\u00e8 che avrebbe segnato tre gol e io gli dissi Come no.<\/p>\n<p>Non fu una partita spettacolare, anzi, stavo quasi per addormentarmi e ogni volta che mi giravo verso Alda la vedevo che si scaccolava con aria annoiata. Fin\u00ec uno a uno. Dopo la partita presi in giro Maradona per la prestazione da squadra provinciale del suo Napoli, che dei tre gol promessi ne aveva segnato solo uno, manco fosse un dilettante. Ridemmo e scherzammo a lungo, poi gli dissi che avrei tanto voluto salutare Baresi, Van Basten e Gullit, non li vedevo da un po&#8217;, ma Diego telefon\u00f2 a Caniggia, il quale ci raggiunse in un paio d&#8217;ore, e festeggiammo alla vita per tre giorni consecutivi senza mai dormire. Potete immaginare come. Poi facemmo due passaggi con una Super Santos e Diego mi spar\u00f2 un missile terra-aria a effetto cos\u00ec forte che, non vedendolo nemmeno arrivare, mi prese sul naso e me lo ruppe.<\/p>\n<p>Prima di partire da Napoli, passai a salutare Troisi, che era a casa di Pino Daniele e li aiutai ad arrangiare il motivetto per <em>Pensavo fosse amore&#8230; invece era un calesse<\/em>, che inizialmente era un fienile puzzolente, ma poi, per evitare censure, Massimo cambi\u00f2 il fienile con un calesse. Gli dissi di usare un pezzo dei Beatles e di riarrangiarlo ma ci volevano troppi soldi per i diritti d&#8217;autore, pensai anche a Pino D&#8217;Angi\u00f2 o a Baccini ma avevo perso il numero del primo perch\u00e9 l&#8217;avevo scritto su un pacchetto di sigarette che poi ho buttato, e Baccini da tempo mi aveva detto che le colonne sonore non erano il suo forte; scartammo l&#8217;idea Public Enemy e Beastie Boys anche se avrebbero dato un ritmo pi\u00f9 urbano al film, ma non serviva, cos\u00ec alla fine decidemmo che avremmo usato <em>Quando <\/em>di Pino. Ne usc\u00ec fuori una bella robetta. Coi fiocchi.<\/p>\n<p>Salutandoci, chiesi a Massimo se sarei mai diventato non tanto uno scrittore, ma uno che riesce a campare scrivendo. Lui mi rispose E che ne sacc. Lo presi come un s\u00ec, e poi partii per Los Angeles, la citt\u00e0 degli angeli, ma non prima di una tappa a San Siro, per il concerto di Vasco, il primo in uno stadio, in Italia, e soprattutto il primo che Alda vedeva da dietro le quinte, nonostante all\u2019epoca fosse gi\u00e0 sulla sessantina. Si emozion\u00f2 quando vide Vasco anche se poi, lui, voleva sbattersela nell&#8217;intervallo, e cos\u00ec portai via Alda, che per\u00f2 non voleva andarsene. Il giorno dopo telefonai a Vasco e mi scusai per avergli portato via Alda in quel modo. Ma ero geloso, anche se questo non lo dissi e solo alla fine delle telefonata mi accorsi che al telefono non era Vasco ma Agnelli. Quel mattacchione mi chiese della coca ma io non l&#8217;avevo cos\u00ec gli dissi di telefonare a Caniggia, che, nemmeno a farlo apposta, riforniva anche Vasco. Cos\u00ec Agnelli, da gran signore quale era, bestemmi\u00f2 e riattacc\u00f2.<\/p>\n<p>A Los Angeles, io e Alda alloggiammo da Bukowski, in uno squallido appartamento non proprio profumato di fiori, ma era un posto caratteristico, e direi anche meno male! A me fa schifo l&#8217;odore dei fiori, per me non odorano, puzzano. Mi innamorai subito di Los Angeles&#8230; quell\u2019aroma di smog, sudore e vomito, quel caldo soffocante e quelle palme mi ricordavano tanto qualcosa che non avevo ancora visto ma che avevo gi\u00e0 vissuto. Invitammo Woody Allen che ci raggiunse da Manhattan e bevemmo dell&#8217;ottimo vino californiano, portato da Woody, perch\u00e9 quello di Buk non era il massimo, anche se pi\u00f9 che godibile. Allen, al terzo bicchiere, era completamente ubriaco e si mise a parlare con Bogart, che per\u00f2 noi non vedevamo. Era tutto nella sua testa. Buk non aveva la patente perch\u00e9 gliela avevano ritirata per guida in stato di ebbrezza, cos\u00ec telefonammo a Tarantino ma la segreteria diceva che era in un garage a provare una scena di un poliziotto senza un orecchio. Telefonammo a Travolta e cos\u00ec, quando arriv\u00f2, portammo a Manhattan il povero Woody, che, con la testa appoggiata al seno della paziente Alda, farneticava di ebraismo e morte, tanto da deprimere Travolta al punto che poi, preso dalla disperazione, si ferm\u00f2 al McDonald pi\u00f9 vicino e si ingozz\u00f2 di Big Mac, ordinando in francese. Le Big Mac. Da quel momento Allen entr\u00f2 in terapia e non ne usc\u00ec pi\u00f9. Ancora adesso ci sentiamo e solo da qualche anno abbiamo smesso di organizzare partitini di basket con Michael Jordan e Scottie Pippen, io, Woody e il suo Bogart, contro loro due; qualche volta vincevano, ma non sempre. Noi li battevamo sul piano culturale, pagando prostitute che li distrassero da bordocampo durante le sfide. La cosa funzionava il pi\u00f9 delle volte, fino a quando anche io o Woody o lo stesso Bogart rimanevamo incantanti dal fascino, dallo charme e dall&#8217;eleganza delle signorine, e la concentrazione andava letteralmente a puttane. In quel caso, Michael e Scottie, ci facevano neri. Bogart se la rideva, almeno cos\u00ec diceva Woody. Ma un giorno schiacciai in faccia a Michael, vincendo la partita. Lui se la prese e lasci\u00f2 il basket per darsi al baseball. Poi io, Woody e Bogart ci mettemmo d\u2019accordo per perdere una partita contro Scottie e Michael, nonostante inizialmente Bogart non volesse perdere, ma poi io e Woody lo convincemmo e Michael, da quella vittoria, riacquist\u00f2 fiducia in se stesso, e torn\u00f2 a giocare a basket.<\/p>\n<p>Quando invece ero io quello particolarmente gi\u00f9 di corda, andavo a trovare Naomi Campbell. Era l&#8217;unica che riuscisse a tirarmi su il morale, oltre alla Falchi. Ce ne stavamo in salotto, tranquilli, con la zuccheriera di coca sul tavolino di vetro, bottiglia di bollicine (come la chiamava Naomi), e lei mi faceva rilassare massaggiandomi le tempie e poi scendendo gi\u00f9 per la colonna vertebrale. Ci divertevamo, io e Naomi, tra un tiro di coca e un bicchiere di bollicine, parlavamo di vita e amore, poi moriva dal ridere quando le facevo il solletico sotto la pianta dei piedi. Finivamo per abbracciarci e poi facevamo l&#8217;amore fino a quando, esausti, ci addormentavamo, abbracciati. Quando alzavo gli occhi al soffitto e ci guardavo riflessi nello specchio a soffitto, sembravamo il Tao, o forse ero solo sballato a dismisura. Ogni tanto litigavamo perch\u00e9 lei voleva ascoltare Madonna mentre in quel periodo portavo con me i vinili di Loue Reed, che lui stesso mi aveva prestato, ma Naomi si incaponiva e non c\u2019era verso di farle cambiare idea, cos\u00ec mi sorbivo Madonna. Ma non per quello ci lasciammo, in fondo, pensavo, scopare Naomi ascoltando Madonna \u00e8 meglio di non scopare Naomi e ascoltare Lou Reed, infatti smisi di vederla solo quando inizi\u00f2 a stalkerarmi. Asseriva che se non avessi smesso di vedere Anna Falchi si sarebbe suicidata. In quel momento capii che era sotto stress, cos\u00ec la lasciai senza nemmeno spiegarle che dal mio primo vagito ho amato Ornella Muti e che nessuna avrebbe potuto prendere il suo posto. Tutt\u2019oggi penso che dieci Naomi non fanno una Muti e se questo non \u00e8 amore, non so cos\u2019altro potrebbe essere. Il paradosso \u00e8 che la Muti non ne ha mai voluto sapere di me, e per questo la amo ancora di pi\u00f9; ad ogni modo, per fortuna la Falchi non mi ha fatto mancare niente. Sono sempre andato d\u2019accordo con Anna. Ogni volta le regalavo un paio di mutandine e lei mi dava in dono quelle che aveva su, che in precedenza le avevo regalato. Lei mi dava l\u2019usato e io le davo il nuovo per usarlo. Mentre tornavo a casa annusavo sempre le sue mutandine tuffandomici dentro col naso, famelico come un lupo, e quel dolce profumo non mi ha mai stancato, nemmeno nelle notti in cui io e Anna ci davamo dentro col sesso. Ah, l\u2019essenza della passera della Falchi filtrata dalle sue mutandine&#8230; che bont\u00e0! L\u2019aria dovrebbe sapere di quell\u2019essenza. La vita prenderebbe tutto un altro significato. Peccato che Naomi mi bruci\u00f2 tutto l\u2019arsenale. Avrei voltuo strangolarla quando ridendo istericamente mi disse Ti ho bruciato i mutandoni di quel culo bianco e secco che ti scopi, stronzo!, ma alla fine le spaccai solo qualche tacco tredici di uno dei tanti paia di scarpe che aveva, e me ne andai e lei mi scagli\u00f2 contro la zuccheriera piena di coca, ma io riuscii a chiudermi la porta dietro prima che la porcellana mi colpisse. Sentii solo il suono di uno schianto sulla porta e Naomi che imprecava. Se mi avesse colpito mi avrebbe fatto un gran male.<\/p>\n<p>Intanto io e Buk diventammo inseparabili e inizi\u00f2 a girare voce che grazie a me aveva trovato ispirazione per il suo nuovo romanzo e che io, grazie a lui avevo trovato ispirazione per il mio nuovo romanzo, nonostante nel mio libro parlassi chiaramente di un gruppo di bambine siamesi con lo strabismo di venere della Transilvania che, grazie a un oracolo che gli ha indicato la via, vanno al lago di Loch Ness, in Scozia, accompagnate da un elfo biondo arrivato dall\u2019Irlanda che nel tragitto non solo le convice a giacere con lui ma se ne innamora anche, di tutte; e alla fine succede che entrano dentro il lago e non ne escono pi\u00f9.<\/p>\n<p>Una notte incontrammo Wallace in un baretto a Sunset Boulevard. Parlammo di cultura americana, cavalli, pornografia, nichilismo, io, Buk e Wallace, tanto che poi, dei ficcanaso, ci soprannominarono <em>i tre samurai della tavola rotonda<\/em>. Soprannome che era indifferente al vecchio Buk, ma non a Wallace. A me piaceva. Alla fine ci sbronzammo.<\/p>\n<p>Quell&#8217;estate De Andr\u00e9, Dalla, Villaggio e io comprammo una casa in Sardegna di tre piani e mezzo che si affacciava sul mare. Io e Villaggio dormivamo al mezzo piano, in alto. Stavamo stretti ma lui non si \u00e8 mai lamentato dei miei piedi in faccia e anzi, mi ringraziava quando durante la notte gli tagliavo le unghie dei suoi, ma per me era soltato un modo per sfuggire all&#8217;insonnia e per non svegliarmi con la faccia graffiata come se avessi litigato con ottanta gatti. Ogni tanto arrivava Verdone e noi lo chiamavamo simpaticamente Er patata farmacisti perch\u00e9 aveva una scorta di farmaci ben assortita dentro una ventiquattrore e quando era alticcio ce la illustrava come se fosse tre farmacisti, ma non tutti insieme, uno alla volta. Passava anche Guccini. Portava taniche di vino che il tassista scaricava dall\u2019auto, perch\u00e9 il Guccio non ha mai avuto la patente, e noi ce le scolavamo, le taniche, e poi si metteva a cantare il tormentone dei 99 Posse appena uscito, quello che, come lo chiamava il Guccio: <em>Cuvve cuvve guagli\u00f2<\/em>.<\/p>\n<p>De Andr\u00e9, Dalla, Villaggio e io ci facevamo delle grandi risate, ubriachi come sardine. Quando poi c&#8217;era anche Benigni che ci faceva la camminata di Pinocchio in stile Piccolo Diavolo recitando la Divina con in bocca lo stuzzicadenti di Jonny Stecchino, era il finimondo, un\u2019energia indescrivibile. In quel periodo stavo lavorando alla biografia parziale di Andrea Pazienza ma non riuscii a finirla. Dissi che avevo la testa tra le nuvole e De Andr\u00e9, sentendomi, decise di intitolare l\u2019album a cui stava lavorando <em>Nuvole<\/em>. Mi ringrazi\u00f2 per anni per l&#8217;intuizione, ma io, per modestia, cambiavo discorso.<\/p>\n<p>I pomeriggi li passavo con Alda. Andavamo dal fiorista sperando che le venisse l&#8217;ispirazione per scrivere qualcosa che riguardasse i fiori perch\u00e9 si era fissata che lei stessa era diventata un fiore. Cercai di spiegarle che lei non era un fiore ma ogni volta mi rispondeva Mi fai accendere?<\/p>\n<p>I mondiali li passai a scrivere canzoni con Mogol e Pagani, a Bruxelles. Un giorno venne a trovarci Gino Paoli e bevemmo come se fosse capodanno. Eravamo tutti sbronzi e a un certo punto andai in bagno a pisciare. Lasciai la porta aperta e mi venne in mente un motivetto accativante, che intonai e che faceva esattamente cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>eravamo quattro amici al bar<\/em><\/p>\n<p><em>che volevano fumarsi l&#8217;oppio<\/em><\/p>\n<p><em>destinati a qualche cosa in pi\u00f9<\/em><\/p>\n<p><em>che a una overdose e a sposare Franca<\/em><\/p>\n<p><em>tra una canna e un t\u00e8 di anfetamine<\/em><\/p>\n<p><em>si parlava con profondit\u00e0<\/em><\/p>\n<p><em>di marjiuana<\/em><\/p>\n<p><em>e di farla franca<\/em><\/p>\n<p><em>cercando di scoparle tutte<\/em><\/p>\n<p><em>in profondit\u00e0&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>eravamo tre amici a bar&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>tra un tiro di coca e un t\u00e8 di MDMA<\/em><\/p>\n<p><em>uno si \u00e8 sposato Franca<\/em><\/p>\n<p><em>ma anche in tre ci si pu\u00f2 sballare bene<\/em><\/p>\n<p><em>eravamo due amici al bar<\/em><\/p>\n<p><em>tra una spada e una dose di metadone<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;altro \u00e8 morto di cirrosi epatica&#8230;<\/em><\/p>\n<p>poi mi addormentai, in piedi, con il pene a penzoloni e la fronte appoggiata alle piastrelle del bagno, e quando mi risvegliai, Paoli aveva rubato il mio motivetto e ne aveva fatto una canzone, stuprando le mie parole e quindi cambiando il significato che gli avevo attribuito io, ma non glielo feci mai pesare e in fondo, anche la sua versione non era male.<\/p>\n<p>Ricordo che un giorno, a Los Angeles, vidi Alda che sembrava particolarmente felice. Le chiesi se secondo lei sarei mai diventato non tanto uno scrittore, ma uno che riesce a campare scrivendo. Lei mi rispose con il suo solito modo schivo ed ermetico: Mi fai accendere? Lo presi come un s\u00ec e me ne tornai in Italia, la notte stessa.<\/p>\n<p>Una sera, mentre aspettavo che Francesco Nuti finisse di cambiarsi per recarci alla premiazione del Giffoni film festival, accesi la tiv\u00f9 e mi innamorai di Baggio, nonostante indossasse la maglia della Juve, ma quando gli telefonai per manifestargli il mio affetto, mi disse semplicemente &#8220;Sono buddista, mica gay&#8221;, poi cadde la linea e non ci fu modo di spiegargli che quello era soltanto un banalissimo qui pro quo.<\/p>\n<p>Dopo qualche mese andai a Dublino a trovare un vecchio amico che stava per terminare il suo primo romanzo, ma non sapeva come intitolarlo. Soggiornai da lui, passammo un week end intero a farci di MDMA e il momento in cui eravamo particolarmente fatti, il mio amico si alz\u00f2 di scatto dal divano e url\u00f2 Trainspooooooooooootting e poi svenne. Quando rinvenne disse soltanto Trainspotting. Lo disse tre volte, come fosse una formula magica, il mio amico Irvine Welsh, e dopo due sniffate con entrambe le narici per svegliarci un po\u2019 su, ci divertimmo a elencare i diversi modi di chiamare una sniffata, come colpo o spada o raglia o missile (<em>spariamoci due missili<\/em> \u00e8 una frase non solo piacevole da sentire ma anche divinamente poetica) o stecca o orizzonte o arcobaleno, e cos\u00ec avanti per poi elencare i modi di chiamare la coca, come bianca o neve o polevere magica o barella (<em>stendi la barella che ci facciamo due colpi<\/em> \u00e8 una frase notevolissima) e cos\u00ec avanti, per non so quante ore.<\/p>\n<p>Intanto seppi che in Italia c&#8217;era un clima ostile. De Andr\u00e8, in una lettera spedita a casa Welsh, mi raccont\u00f2 di certe stragi e di Tangentopoli, cos\u00ec pensai bene di tornare dal buon vecchio Buk, a Los Angeles. Scrivemmo ubriachi, Buk e io, e, dopo qualche settimana, invitammo anche Wallace e Welsh e lui port\u00f2 l&#8217;MDMA, e chiamammo anche Palahniuk, e lui arriv\u00f2, e facemmo festa fino a perdere dieci chili a testa. Bei tempi&#8230; nostalgia canaglia!<\/p>\n<p>Poi un giorno apro gli occhi e mi vedo davanti il vecchio Buk che mi sventola in faccia una lettera. Gliela strappo dalle mani senza nemmeno alzarmi dal pavimento credendo fosse una lettera di Faber e invece vedo che \u00e8 un invito di Berlusconi, che vuole farmi partecipare alla festa di Forza Italia. Cos\u00ec lascio i miei buoni amici alle loro storie e torno in Italia, ad Arcore.<\/p>\n<p>La festa di Forza Italia fu fantastica. Piena di gente pulita, educata, onesta. Perfino Mangano, lo stalliere di Berlusca, mi confess\u00f2 che non ne sapeva niente di cavalli, che era un killer della mafia e che spacciava tonnelate di droga destinata perlopi\u00f9 a Caniggia, ma lui faceva lo stalliere lo stesso. Mangano: persona eccentrica, ma altrettanto simpatica. Io, alla festa di Forza Italia, ci andai con Bob Dylan, che non era invitato perch\u00e9 per Berlusconi Dylan era troppo comunista per partecipare a una sua festa, ma io mi esposi, dissi che se non fosse venuto Dylan, io non mi sarei presentato. Cos\u00ec Berlusca mi disse Ma s\u00ec, dai, portalo.<\/p>\n<p>Quando arrivammo, io e Dylan, vedemmo Berlusconi che se ne stava a intrattenere i suoi invitati, ma poi, guardando meglio, ci accorgemmo che non era Berlusconi ma Joe Pesci. Sembrava il suo gemello. Fu in quel momento che Berlusconi, preso da un momento di euforia mentre parlava con Pesci, si mise a recitare la scena di Casin\u00f2, quella in cui Pesci chiede con aria inquietante a Liotta Mi trovi buffo? Berlusca interpret\u00f2 talmente bene il personaggio che anche Pesci rimase stupefatto e gli propose di girare un film con lui, per la Warner Bros, girato da Scorsese, scritto da Spike Lee e Nanni Moretti, produttore esecutivo Clint Eastwood, agli effetti speciali Spielberg, musiche di Morricone, e come controfugura, Stallone. Ma Berlusconi rifiut\u00f2 perch\u00e9 amava troppo il suo Paese per allontanarsi. Comunque, alla fine del numero, Berlusconi spar\u00f2 un proiettile in aria con la pistola di Mangano e il proiettile rimbalz\u00f2 prima sul lampadario, poi sul bicchiere d\u2019oro massiccio di Dell\u2019Utri, poi sul quadrante dell\u2019orogogio d\u2019oro massiccio di Provenzano, poi sul quadrante dell\u2019orologio d\u2019oro massiccio di Riina mentre quest\u2019ultimo pronunciava in siciliano la parola <em>racket<\/em>, poi sul tacco delle scarpe di Michael Jackson, intento a fare un moonwalk nelle pause in cui Berlusca smetteva di parlare, e poi and\u00f2 a conficcarsi nel cranio della Mussolini, che da allora si \u00e8 rincoglionita. Tutt\u2019oggi la difendo quando sento qualcuno dire che \u00e8 stupida. Dico sempre Ehi, amico, non \u00e8 stupida, ha solo un proiettile in testa che la rende quella che \u00e8. Ad ogni modo, ci fu un applauso generale per Silvio. Pesci si commosse e Berlusca lo offerr\u00f2 e se lo strinse al petto. Non nascondo che anche io mi commossi. Berlusca era fatto cos\u00ec, era un fuoriclasse.<\/p>\n<p>C&#8217;era anche Diego, l\u00ec, al buffet, vestito con lo smoking. Aveva detto che se gli fosse stato lanciato un pallone sporco di fango e lui avesse avuto lo smoking, non avrebbe esitato a stopparlo di petto. Cos\u00ec andai alla macchina di Bob Dylan e presi il pallone che aveva nel bagagliaio. Purtroppo era una giornata estiva molto secca e non c&#8217;era fango. Tornai al ristorante, presi una caraffa d&#8217;acqua senza farmi vedere da nessuno e andai a versarla sul terriccio, ma l\u2019acqua non bastava, cos\u00ec pisciai nella caraffa e riversai il tutto sul terriccio. Ne creai del fango. Sporcai il pi\u00f9 possibile il pallone di Bob Dylan e tornai alla festa. Diego ora stava parlando con Berlusconi di tattiche, schemi e mignotte. Appoggiai la palla infangata al pavimento, mi feci spazio allargando le braccia tra gli invitati indietreggiando di tre passi, e lo chiamai: Diegoooooo, appena prima di crossargli il pallone. Non mentiva, stopp\u00f2 il pallone come solo lui sapeva fare e, di controbalzo, me lo rilanci\u00f2 e mi prese sul naso, e me lo ruppe. Mi sal\u00ec il nervoso cos\u00ec glielo ritirai ma lui si abbass\u00f2 e colpii in faccia Berlusconi, e gli ruppi il naso e lui disse Cribbio. In quel momento sbuc\u00f2 fuori dalla torta gigante Naomi Campbell furente d\u2019ira e mi riemp\u00ec d\u2019insulti, inseguendomi, sclaza e rivestita di panna. Scappai via sulla decappottabile di Bob Dylan che aveva lasciato le chiavi attaccate al cruscotto, e successivamente venni a sapere che lo riport\u00f2 a casa Mangano, ma fino a met\u00e0 strada, poi fece l&#8217;autostop.<\/p>\n<p>Quando Berlusconi mi telefon\u00f2 a casa Salvatores, giorni dopo, credetti che volesse rinfacciarmi qualcosa, invece mi disse che da ora in poi avrebbe pensato lui a Naomi, e poi mi chiese se volevo entrare nel suo team di Forza Italia, ma parlando salt\u00f2 fuori che non avevo commesso abbastanza reati per poter far parte della sua squadra e, anche se avessi avuto tutti i reati a norma, non credo che avrei accettato, sia perch\u00e9 sono sempre stato di fede progressista\/abolizionista\/anarchica (non necessariamente in quest\u2019ordine), sia perch\u00e9 la Santanch\u00e9 emanava una puzza di merda che la potevi sentire in tutto un palazzo.<\/p>\n<p>Alda mi lasci\u00f2 poco dopo. Non eravamo mai stati insieme ma disse che non poteva perdere altro tempo con uno cos\u00ec idiota come me. Le dissi che aveva ragione e lei, prima di andarsene, mi disse semplicemente Mi fai accendere?<\/p>\n<p>Avrei voluto darle fuoco, ma non lo feci, anzi, scrissi una canzone d&#8217;amore per lei e spedii il testo a De Andr\u00e9 perch\u00e9 me la incidesse.<\/p>\n<p>Dopo due mesi lo chiamai e mi disse che non aveva ricevuto niente.<\/p>\n<p>Poste Italiane!<\/p>\n<p>Purtroppo non ricordo il testo e non ne avevo fatto una copia. Per\u00f2 ricordo Alda con tanto affetto e non solo lei, anche tutti gli altri miei compagni di viaggio, che, per motivi di spazio, non posso citare. Sul fazzoletto non c\u2019\u00e8 modo di scrivere alt<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30302\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30302\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era la mia prima volta a Napoli, nel &#8217;90. Diego mi chiamava in continuazione e insisteva come una donna mestruata che andassi a vederlo giocare. Un giorno, stufo della sua ostinata insistenza, gli risposi male, dicendogli che avrei preferito andare a vedere il Milan, ma lui si mise a ridere, e dopo un paio di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30302\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30302\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":11142,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-30302","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30302"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11142"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30302"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30349,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30302\/revisions\/30349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}