{"id":30255,"date":"2017-03-14T19:23:36","date_gmt":"2017-03-14T18:23:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30255"},"modified":"2017-03-14T19:23:36","modified_gmt":"2017-03-14T18:23:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-sicilia-anni-50-di-francesca-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30255","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Sicilia Anni 50&#8221; di Francesca Messina"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Un po\u2019 di insonnia, continuo a fare zapping, decine di canali e, come al solito, niente da vedere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Mi fermo su un viso, Monica Vitti giovane e bellissima, presso il tasto \u201ci\u201d: L\u2019Avventura, Michelangelo Antonioni, 1960, girato in Sicilia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Un gruppo di amici romani in barca alle Eolie ancora incontaminate, Anna inquieta e ribelle \u201cscompare\u201d durante una sosta a Lisca Bianca, il fidanzato e l\u2019amica intraprendono un viaggio in Sicilia, seguendo le sue tracce. Si susseguono panorami in bianco e nero, mare grigio chiaro, terre grigio scuro, Messina Palermo Noto, strade desolate, muri a secco, la piazza di un piccolo paese dove gruppi di uomini circondano Monica Vitti come lupi affamati: una straniera da sola? Una \u201cmalafimmina\u201d! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">La Sicilia degli anni 50.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Torno bambina\u2026 da Palermo un lungo viaggio in macchina, una visita ai parenti in un piccolo paese al centro dell\u2019isola, niente mare, nessun albero, infinite distese gialle di grano, rare macchine sulla vecchia statale Palermo Catania, poi un bivio, ancora qualche chilometro di curve e alle prime case la strada si trasformava nel corso principale del paese. Nella piazza capannelli di uomini avvolti nei tabarri neri facevano ala al passaggio della nostra macchina, poche donne anziane camminavano veloci, occhi bassi, anche loro avvolte in lunghe mantelle nere, come dei chador. I parenti ci aspettavano in strada, baci, abbracci e sulla tavola una montagna di \u201ccudduredde\u201d grondanti zucchero. Il mal d\u2019auto era gi\u00e0 scomparso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ricordo \u201ca Mam\u00e0\u201d, Donna Mitilla, sempre vestita di nero, le prescrizioni del lutto si sommavano nel tempo: lutto stretto per i genitori due anni, lutto semplice per altri parenti un anno, mezzo lutto, bianco e nero, tanti parenti un lutto perpetuo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Era alta, insolitamente alta per la media del paese, pelle chiara, una donna forte e volitiva, forse una discendenza da antichi invasori nordici. <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Intelligente e versatile, non aveva potuto studiare, dopo le elementari il padre le aveva categoricamente annunciato: <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; A\u2019 scola media \u2018un ci vai, picch\u00ec ci sunnu i masculi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Lo aveva sub\u00ecto come una profonda ingiustizia, il rammarico di tutta la vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Gli anni dell\u2019adolescenza trascorsi seduta dietro una finestra a ricamare, a creare pizzi e merletti per il corredo della sua futura casa, pochi i libri da leggere, messali e vite dei santi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Sposa bambina, al primo parto aveva rischiato di morire di setticemia, l\u2019aveva salvata un medico venuto da Palermo, e dopo lei altre donne si salvarono: infatti da quel giorno l\u2019ostetrica cominci\u00f2 a far bollire l\u2019acqua per il parto, cos\u00ec come le aveva insegnato \u201cu Prufissuri\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Un figlio dopo l\u2019altro, gravidanza parto allattamento gravidanza parto allattamento, nessuna contraccezione: alla domenica il Parroco le avrebbe negato l\u2019assoluzione e tutto il paese avrebbe notato la sua assenza alla Comunione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Tutti i giorni la stessa vita, casa marito figli, gli anni tutti uguali, il tempo si fermava nei nostri paesi medievali, questo era il ruolo riservato alle donne di buona famiglia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Portava una fede di metallo, la sua d\u2019oro l\u2019aveva dovuta donare alla patria, a Mussolini per la conquista dell\u2019Etiopia, e dopo qualche anno la guerra era arrivata anche in Sicilia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Nessun aereo passer\u00e0 mai su quelle case e nessun soldato sparer\u00e0 un sol colpo; lontano da qualunque obbiettivo militare il paese divenne un rifugio sicuro per gli \u201csfollati\u201d, palermitani in fuga dalle bombe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Bene e male a volte viaggiano insieme, e per chi sopravvive si apre la possibilit\u00e0 di un cambiamento, di una metamorfosi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Anche Donna Mitilla accolse gli sfollati: giovani donne che studiavano e lavoravano, professoresse, commercianti, testimoni della vita di citt\u00e0. Un mondo diverso che non la scandalizzava, anzi la affascinava.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">La guerra \u00e8 finita, Donna Mitilla ha deciso: tutti i suoi figli studieranno, lontano dal paese, anche le femmine, niente pizzi e ricami, solo libri! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">La aspettano anni di sacrifici: soldi, tanti soldi le servono per mantenere tutti i figli, chi in collegio, chi gi\u00e0 all\u2019universit\u00e0. Anni di contrasti col marito, uomo buono e accondiscendente, ma suscettibile alle critiche dei parenti: quelle ragazze in citt\u00e0, da sole, a studiare&#8230; <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; \u2018I fimmini a casa s\u2019hannu a stari! Accuss\u00ec \u2018un si li pigghia nuddu!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; To mugghieri ti sta cunsumannu, tutti \u2018sti picciuli\u2026 quantu sarmi ri turrenu ci accattavi? <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Il tempo adesso corre veloce, tante notizie, tante novit\u00e0 dai figli che tornano per le vacanze, e che, appena arrivati, non vedono l\u2019ora di andare via. Anche lei vorrebbe andare via con loro. La piccola Sarina studia a Cefal\u00f9, sono gi\u00e0 gli anni Sessanta, ci sono i francesi del Club Mediterran\u00e8e a Cefal\u00f9, quando torna a casa porta i pantaloni, si chiude in camera con le amiche del paese a fumare, a raccontare di esistenzialismo e di Juliette Greco, a imparare a memoria \u201cEt maintenant\u201d e \u201cIl cielo in una stanza\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Molto prima di quando non abbia mai sperato, Donna Mitilla si trasferisce, i figli la vogliono a Palermo; longeva ed in buona salute, le restano ancora tanti anni da vivere e tante cose da fare. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Vede gli astronauti scendere sulla Luna, e le donne in magistratura e in polizia; cattolica osservante, nel Giubileo del 1975 realizza un voto: salire la Scala Santa di San Giovanni in Laterano. Ma in cuor suo non perdoner\u00e0 mai alla Chiesa le morti di parto di tante sue giovani amiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u201cL\u2019Avventura\u201d sta per finire. Anna \u00e8 ancora dispersa, ma i due protagonisti, durante le ricerche, tra esitazioni e sensi di colpa si sono \u201ctrovati\u201d.<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Taormina, sullo sfondo dell\u2019Etna Monica Vitti accarezza con mano materna Gabriele Ferzetti in lacrime, appena scoperto a tradirla su un divano dell\u2019hotel San Domenico. Come da copione per una donna anni 50.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Su i titoli di coda spengo la tv e accendo il computer, ancora tante immagini tanti ricordi da fissare, prima che ritornino nel passato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Le nostre montagne, inaspettatamente fredde e nebbiose, case abbarbicate sulle cime dei Nebrodi, delle Madonie, castelli e fortificazioni; in un lontano passato paesi sicuri, inaccessibili ai pirati che facevano razzie sulle coste e rapivano gli abitanti. Panorami diversi, sempre chilometri di curve ma in mezzo a boschi di noccioli, di querce, di antichi tassi, ogni tanto una sosta per dare la precedenza a greggi di pecore ed agnellini, e poi ancora su per ripidi tornanti finch\u00e9 giunti in cima si scompariva nella nebbia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Strade dissestate, quasi delle trazzere, con buche, pozzanghere, spesso interrotte dalle frane: le stesse frane ancora nel 2015.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">&#8211; Sintiti sintiti sintiti &#8211; un tamburo risuonava nelle strade dei paesi &#8211; u sinnacu cumanna di chiudiri porci e jaddine. Erano i giorni della targa Florio, una gara automobilistica che negli anni 50 faceva parte del circuito mondiale, una settimana di notoriet\u00e0 per le Madonie, ma poi tutto tornava come prima nei paesi cristallizzati nelle antiche tradizioni.<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Donna Ersilia era di nobili origini: uno zio cardinale aveva fatto parte di un Conclave.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Sul tavolo del salotto la tovaglietta traforata a quattrocento, il t\u00e8 nelle tazze di Capodimonte, nell\u2019alzata lo sfoglio e nelle coppette il biancomangiare ricoperto di diavolina, e intanto fuori cominciava a nevicare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Ci ospitava nel palazzo, un silenzio assoluto nella strada che portava il nome della sua famiglia. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Le domestiche pulivano le pentole con la cenere e il limone nella grande cucina, che il giorno del bucato si trasformava in un girone dantesco: enormi tinozze d\u2019acqua calda, una con la liscivia l\u2019altra con l\u2019acqua azzurrina per via dell\u2019azolo, un donnone dalle braccia muscolose spostava le pesanti lenzuola dall\u2019una all\u2019altra mentre la stanza si riempiva di vapori irrespirabili. La zia Ersilia era riservata ma affettuosa, un\u2019espressione di dolce tristezza ne velava il volto e faceva intuire la sua storia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Adolescente, aveva dovuto riporre nel baule la bambola, con cui ancora amava giocare, per occuparsi di una bimba vera: la sorella maggiore era morta dopo il parto. Lei, come da tradizione, aveva dovuto sposare il cognato vedovo e fare da mamma alla nipotina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Dai giochi spensierati al matrimonio con un uomo marito-padrone, che non avrebbe mai amato, nonostante la nascita di un figlio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Giovane vedova, le restava da accudire il fratello, tipico signorotto scapolo; la nipote, per sfuggire al padre si era sposata molto presto e viveva in citt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Il figlio in paese trascorreva solo le vacanze, tra un libro di Hemingway e l\u2019ultimo 45 giri di Elvis Presley, e l\u2019antico pavimento vibrava quando ballava il rock and roll.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Nessuna speranza di recuperare sentimenti ed emozioni mai vissute.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Anche la zia Ersilia finir\u00e0 con l\u2019abbandonare il paese, e il palazzo diventer\u00e0 un museo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Un altro viaggio, altri parenti, un piccolo paese vicino Palermo. Ma era una strada impervia, scavata nel fianco della montagna, a sinistra la roccia a destra lo strapiombo, adatta agli agguati e teatro fino a qualche anno prima delle gesta di un famoso bandito. Era morto anche il suo vice, altrettanto misteriosamente, ma la paura era ancora viva. C\u2019era sempre un\u2019aria di tensione, in macchina, quando la percorrevamo: spesso dopo una curva ci si fermava dietro un gregge e dei pastori\u2026 o forse uomini armati pronti alla rapina o al sequestro. Lunghi minuti di ansiosa attesa, mentre le pecore si spostavano spinte dai cani e visi duri e inespressivi ci scrutavano, solo a volte un gesto di riverenza. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">La nonna Marianna era una donna semplice e sensitiva, di una religiosit\u00e0 istintiva. La sua famiglia vantava uno zio sacerdote morto in odore di santit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Tanti episodi nella sua vita, segnati da premonizioni e sogni profetici, come quello in cui lo zio le indicava un bambino abbandonato in orfanotrofio, che nessuno voleva. Marianna lo prese con s\u00e9, chi lo aveva lasciato nella ruota aveva spezzato una medaglia e gliene aveva messo la met\u00e0 al collo, ma lui da adulto non volle mai cercare l\u2019altra met\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Molto malata, eravamo riuniti al suo capezzale tutti i figli e i nipoti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Il medico arrivava con una scatola in mano, ci faceva uscire dalla stanza, e iniziava una strana <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">operazione. Curiosa sbirciavo dallo spiraglio della porta: immersi in un liquido, si muovevano piccoli animaletti, che il dottore prelevava con una pinza e poggiava sulle spalle nude della nonna a cui si attaccavano, suscitandone i lamenti: erano sanguisughe, un salasso. Mor\u00ec in pochi giorni. Era la prima volta che vivevo una situazione di lutto, tutta quella gente in visita, la messa tra nuvole di incenso, mi sembrava quasi una festa.<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Un altro secolo, un mondo di donne sconosciuto alle nostre figlie, che zaino in spalla, in jeans con i capelli al vento, vanno da sole in giro per il mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30255\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30255\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un po\u2019 di insonnia, continuo a fare zapping, decine di canali e, come al solito, niente da vedere. 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