{"id":3006,"date":"2010-03-11T18:06:16","date_gmt":"2010-03-11T17:06:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3006"},"modified":"2010-03-11T18:06:16","modified_gmt":"2010-03-11T17:06:16","slug":"il-mistero-della-testa-perduta-di-gogol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3006","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Il mistero della testa perduta di Gogol&#8221;  di Gianluca Grossi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mi chiamo Aleksej Bakruscin e sono un collezionista moscovita. Da anni faccio questo mestiere. La mia passione, in particolare, sono le reliquie. Le reliquie non solo dei santi, ma anche di artisti, nobiluomini e nobildonne. Al momento conservo pi\u00f9 di un milione di reperti. Giuro. Sono numeri importanti, lo so, eppure&#8230; Li custodisco gelosamente in un ampio appartamento nel cuore di Mosca \u2013 freddo, gelido e buio &#8211; che solo di rado permetto a qualcuno di visitare. L\u2019ho ereditato dai miei genitori. Ci sono affezionato. Sono figlio unico. Sono cresciuto da solo. Escluse le volte che ci recavamo d\u2019estate in una dacia a quattro ore da Mosca, circondata di betulle splendenti e laghetti pieni di pesci. L\u00e0 c\u2019era una mia coetanea con la quale mi divertivo a stuzzicare piccoli mammiferi: li infilzavamo non dico come e li lasciavamo l\u00ec a seccare al sole. Si chiamava Konstantsiya. Ne ero innamorato. Forse. Aveva i capelli neri e le guance rosa, le labbra rosse e due occhi da principessa. Sono molto geloso dei miei oggetti. Guai se qualche malintenzionato dovesse pensare di sottrarmeli. Potrei ucciderlo. Potrei farlo fuori senza problemi con le mie stesse mani. Ladri manigoldi. Vi odio. Odio le vostre madri e i vostri desideri. Non avrei alcun rimorso di coscienza. La coscienza, peraltro, cosa volete che sia. La coscienza non esiste. \u00c8 tutta immaginazione. A scuola ci raccontavano un sacco di menzogne. Facendo il collezionista sono diventato un uomo ricco, molto ricco, un miliardario. (Prima facevo l\u2019industriale nel settore tessile e anche l\u00ec non andava male, ma a mi annoiavo). Per questo molta gente mi fa la corte. Per questo molta gente mi chiama \u201cil grande cinico\u201d. Mi ama. Mi lusinga. \u00c8 convinta che sarei disposto a tutto pur di mettere le mani su un reperto particolarmente interessante. Giustamente. Ma io disprezzo il prossimo e delle moine degli altri me ne frego alla grande. Non so cosa sia la carit\u00e0. Eccetera, eccetera. Preferisco starmene per i fatti miei. Come ho sempre fatto. Con i miei reperti. Con le mie infinite collezioni. Nel mio freddo, gelido e buio appartamento nel cuore di Mosca. A proposito&#8230; Oggi s\u00ec che \u00e8 un giorno davvero speciale per le mie collezioni. Oggi, oggi ho infatti saputo che tutti i religiosi del monastero di san Danilo se ne andranno via per due giorni per festeggiare san Nicola. Non so dove andranno di preciso, in campagna, forse, verso nord&#8230;<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Boh. Non mi interessa. L\u2019importante \u00e8 che finalmente avr\u00f2 il via libera. Finalmente potr\u00f2 mettere le mani sulla reliquia alla quale ambisco di pi\u00f9. Che sogno anche di notte. Il cui fantasma mi perseguita fin dalla tenera et\u00e0. Il superiore \u2013 l\u2019unico monaco con il quale dialogo &#8211; custodisce le chiavi della chiesa in un pertugio segreto del muro di casa Sofia, di fianco al monastero. Lo sanno in pochi. E io sono fra questi. Il superiore, d\u2019altronde, si fida di me e del mio intelletto. Povero imbecille. Non dovrei, quindi, aver problemi. Arrivo l\u00ec, mi impossesso delle chiavi e poi&#8230; Bene. Muoviamoci. Il sole \u00e8 gi\u00e0 alto e i monaci se ne saranno gi\u00e0 andati da un pezzo. <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Eccomi. Eccomi nel cuore pulsante della citt\u00e0. La mia citt\u00e0: Mosca. Il sole, qualche nuvola bianca, il farfugliare del vento fra le fronde degli alberi, il passeggiare monotono degli sconosciuti, un bimbo che insegue una farfalla. O \u00e8 una libellula? Strana la mia sensibilit\u00e0, non \u00e8 vero? La sensibilit\u00e0 del \u201cgrande cinico\u201d. Inappropriata, perlomeno. Se dovesse saperlo la gente, non ci crederebbe. Io, colui che potrebbe stritolare chiunque con le proprie mani se solo gli venisse in mente di sfiorare anche solo un pezzo delle mie collezioni&#8230; A piedi ci metter\u00f2 mezz\u2019ora a raggiungere il monastero di san Danilo. Minuto pi\u00f9, minuto meno. Com\u2019\u00e8 affascinante questo 1909. Come sono affascinanti gli zar. Quanto \u00e8 stupido Lenin. Probabilmente deve essere qualcosa di simile anche in altre citt\u00e0, a Parigi forse. Sto parlando del fascino. Mi piacerebbe fare un salto a Parigi. Dicono che ci siano degli ottimi pittori. Pittori che stanno rivoluzionando il concetto di pittura. Dicono che c\u2019\u00e8 uno spagnolo piccolo e tarchiato che sta facendo faville. Oltre a rimorchiare donne senza piet\u00e0. Uccidendole l\u2019anima. Potrei farlo fuori e poi ricavarne una reliquia. Eh. Dai, sto scherzando. Mica sono cos\u00ec insano. Un giorno, comunque, dovr\u00f2 decidermi a fare un salto in Francia. Anche per altre cose. Per vedere la Senna, per esempio. Per vedere&#8230; Va beh. Intanto sar\u00e0 meglio pensare al colpo di oggi. Ho con me una valigetta da medico raccattata al mercato delle pulci l\u2019anno scorso. Secondo il venditore apparteneva a Rasputin. Secondo me \u00e8 una balla. L\u2019ideale per metterci dentro ci\u00f2 che mi serve. N\u00e9 grande, ne piccola. Non d\u00e0 nell\u2019occhio. Funzionale. L\u2019ideale. La mia reliquia dovrebbe starci alla perfezione. Che bello, per\u00f2, passeggiare. Era da tempo che non camminavo cos\u00ec a lungo. Che non respiravo cos\u00ec profondamente. Mi sposto sempre in carrozza. D\u2019altronde, potendomelo permettere&#8230; Agli agi, alle comodit\u00e0 sarebbe peccato mortale rinunciare. Ora, poi, che il progresso \u00e8 ovunque. Che ovunque si sente parlare di progresso. Che anno magnifico il 1909. Quante scoperte sensazionali. Lo spazio, il cosmo, la chimica, la fisica. Una volta c\u2019era l\u2019alchimia di cui anch\u2019io ho provato ad appassionarmi quand\u2019ero pi\u00f9 giovane. In camera mia ho provato a fare degli esperimenti strani. Molto strani. Un giorno ho fatto saltare mezza stanza. Da quel giorno, per\u00f2, mio padre mi ha proibito di coltivare la mia passione. A proposito di esperimenti&#8230; C\u2019\u00e8 uno svizzero \u2013 mi sembra che sia svizzero &#8211; che deve aver inventato qualcosa di assai importante negli ultimi anni. Ha sviluppato una teoria importantissima. Dice che la massa moltiplicata per la velocit\u00e0 della luce equivale all\u2019energia. Curioso, no? Come dire che io se mi muovessi alla velocit\u00e0 della luce non sarei pi\u00f9 un corpo, ma una forma di energia. Una \u2018massa\u2019 di energia. Cos\u00ec le mie collezioni. Stupendo. Che brutta cosa invece i parassiti, i mentecatti, i fannulloni, quelli che aspirano alla rivoluzione. Fosse per me ripristinerei i servi della gleba. Maledetto 1861 e l\u2019emancipazione dei contadini. L\u2019uguaglianza sociale \u00e8 una blasfemia. C\u2019\u00e8 chi nasce per pascere il bestiame e chi per&#8230; collezionare reliquie. Dunque oggi faccio tranquillamente a meno della carrozza. Oggi sono cos\u00ec su di giri che potrei spostarmi a piedi anche per andare sulla Luna. Di questo passo sar\u00f2 al monastero per mezzogiorno, poi avr\u00f2 tutto il tempo per lavorare con calma. In fin dei conti il monastero lo conosco come le mie tasche. In fin dei conti conosco come le mie tasche il punto preciso dove effettuer\u00f2 il mio furto. Il mio capolavoro. Proprio l\u00ec: il punto in cui \u00e8 sepolto il grande, inimitabile, maestoso Nikolaj.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Ci siamo. Quello l\u00e0 in fondo \u00e8 il monastero di san Danilo. Pochi passi, pochi passi e ci sono. Infatti. Eccomi davanti alla casa di Sofia. Una casetta piccola e lugubre, appesantita dagli anni, circondata da oche e galline. Una volta ci abitava un monaco con un occhio di vetro e il suo cane zoppo. Mi guardo intorno con fare circospetto. Non c\u2019\u00e8 anima viva. Non una traccia di qualche monaco ficcanaso. Bene cos\u00ec. Agguanto la chiave dal pertugio. Mi muovo verso l\u2019entrata della chiesa. Reminiscenze gotiche, possibile? La chiesa&#8230; Sar\u00e0 meglio utilizzare un\u2019entrata secondaria. La chiave, tanto, \u00e8 sempre la stessa. \u00c8 la stessa anche dei sotterranei dove i monaci nascondono viveri e oggetti preziosi e dove mi piace andare a curiosare quando sono in compagnia del superiore. Da qui si passa prima in sacrestia, poi nel monastero. Passaggio obbligatorio. La chiave gira alla perfezione. Il buon lavoro dei fabbri da queste parti non lo si pu\u00f2 certo mettere in dubbio! I fabbri moscoviti sono una garanzia. Come le miniere di sale di Wieliczka. Sono all\u2019interno del monastero. La luce \u00e8 fioca, come sempre. C\u2019\u00e8 un\u2019umidit\u00e0 pazzesca. L\u2019ambiente \u00e8 tetro, c\u2019\u00e8 odor di cera, c\u2019\u00e8 odor di marcio, muffa. Tutte cose che conosco alla perfezione e poi&#8230; i tanti attrezzi degli operai, cos\u00ec come sono stati lasciati ieri, prima che i lavoratori si concedessero due giorni di riposo in occasione della \u2018gita\u2019 fuori porta dei monaci. Eh s\u00ec, perch\u00e9 in questi giorni \u2013 non a caso in concomitanza con l\u2019anniversario dei cento anni dalla morte di Nikolaj \u2013 \u00e8 in corso il restauro della sua tomba. Mi avvicino dunque al luogo di sepoltura e&#8230; Mamma mia, quanto ben di Dio, ehm. Dio, lasciamolo stare. Bench\u00e9 ateo, queste situazioni riescono sempre e comunque a mettermi una certa ansia. Nonostante gli anni di esperienza&#8230; Oddio cosa vedo. I resti di&#8230; i resti di un gigante, il gigante, capostipite della letteratura russa, mio padre e mio nonno e mia nonna e&#8230; Mi vengono i brividi. Anche se di solito i brividi non mi vengono mai. Mi viene la pelle d\u2019oca. La pelle di cappone. Come succedeva a mia mamma quando le dicevano che lo zar aveva il mal di pancia perch\u00e9 aveva mangiato troppo. Che sciocca mia madre. Avrebbe dato la vita per lo zar. Ci sono perfino dei frammenti di tessuto della sua giacca. Ci sono&#8230; Non ci posso credere. Que&#8230; Quella \u00e8 la giacca di Nikolaj! La giacca&#8230; Dunque: un pezzettino potrei prenderlo per Lenin. Un taglietto qui, un taglietto l\u00e0&#8230; Chi lo sa: potrebbe fargli piacere. O per quell\u2019altro imbecille: Stalin? Ok. Bada alla ciance. Procediamo. Le ossa sono perfettamente conservate. Ottimo. Le ossa sono perfettamente integre. Quanto sono belle. Nonostante gli anni. Cento anni. Cento anni dopo le sue coliche. Cento anni dopo i suoi accessi di isterismo. Misticismo malato. Ma ecco il pezzo forte&#8230; Quello che sar\u00e0 il migliore oggetto della mia collezione. Quello pi\u00f9 prestigioso. Che conserver\u00f2 con grande cura in un anfratto segreto del mio freddo, gelido e umido appartamento. Eccolo brillare davanti alle mie pupille affamate. Occipitale, parietale, temporale. Lo afferro con delicatezza &#8211; soffocando il tremolio delle mani &#8211; e lo infilo nella mia borsa da dottore. La borsa di Rasputin. La borsa&#8230; Fatto. L\u2019avevo detto: l\u2019ideale. Facilissimo. Felicissimo. Giuro. Non pensavo potesse essere cos\u00ec semplice. Ah, beh, ehm. S\u00ec, \u00e8 giusto, pi\u00f9 che giusto. Un minuto di silenzio. Sar\u00e0 anche il caso. Abbasso il capo. Mi tocca. Massimo rispetto. Massima devozione. Ciao Nikolaj&#8230; Ti prego, non ne averne a male. No. Faccio questo anche in nome della cultura. E poi&#8230; poi, pensa, sar\u00e0 grazie a me che regner\u00e0 per sempre nei secoli e nei secoli il mistero della tua testa perduta. La testa perduta del grande Gogol. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3006\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3006\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Aleksej Bakruscin e sono un collezionista moscovita. 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