{"id":30052,"date":"2017-02-23T19:17:27","date_gmt":"2017-02-23T18:17:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30052"},"modified":"2017-02-23T19:17:27","modified_gmt":"2017-02-23T18:17:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-balloon-di-gloria-fontanive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30052","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Balloon&#8221; di Gloria Fontanive"},"content":{"rendered":"<p>TIN\u2026TIN\u2026TIN\u2026<\/p>\n<p>La lentezza delle goccioline che cadevano dentro al bicchiere di cristallo contrastava con la smania di Emma Fregola. Dopo aver accelerato la sua conta con un \u201c diciot.. dicianno..vent \u201c, la bella signora port\u00f2 il capo all\u2019 indietro e \u2026FRUSH&#8230; distribuendo la folta chioma rossa\u00a0 sulle spalle ossute, GLUB\u2026ingoi\u00f2 l\u2019 ansiolitico. Era in forte ritardo per il consueto appuntamento con il Dr. Farfuglia, il suo analista. \u201c HASH \u201c , pensava a voce alta mentre si infilava un paio di sling backs tacco dieci marchiate Chanel, \u201c proprio oggi che inizia la terapia di gruppo! \u201c. Il Dr. Farfuglia era inflessibile \u2026UFF\u2026 non regalava proroghe ed ogni minuto di ritardo sulla sveglia che teneva sulla scrivania\u2026TIC TAC\u2026TIC TAC\u2026era tempo sottratto ai suoi bisogni\u2026SIC. E\u00a0 lei di parlare aveva necessit\u00e0. Si, ma non di un BLA BLA BLA fine a se stesso, intendiamoci. Emma aveva urgenza di essere compresa realmente per mettere fine a quegli imbarazzanti parossismi isterici.<\/p>\n<p>SLAM. DRUM. TRIK-TRAK.<\/p>\n<p>La porta fu chiusa in un lampo ed i capelli di Miss Fregola, lanciata a scendere le scale\u2026FFIUMM\u2026la facevano sembrare una fiamma incandescente. E, si sa, dove c\u2019\u00e8 una fiamma, c\u2019\u00e8 sempre una combustione in atto.<\/p>\n<p>TIC TIC TIC\u2026TIC TIC TIC\u2026TIC TIC TIC\u2026<\/p>\n<p>L\u2019 incedere dei tacchi di Emma avanzava nella via, fino a lasciare posto ad un sonoro ed isterico FIUUUUU. Le gomme del taxi giallo stridettero in un fragoroso GNEEC ed un signore brizzolato e svelto fece accomodare quel vulcano di donna sul sedile posteriore. SLAM. Poi, WROOM e, poi, ancora, \u00a0WRAM: dritti verso la meta. Ma, proprio a met\u00e0 del percorso\u2026HASH\u2026la signora si accorse di aver scordato il cellulare a casa\u2026GRR\u2026pazienza\u2026non c\u2019era tempo per tornare indietro e bast\u00f2 uno schiocco di dita\u2026PAT PAT\u2026per fare premere sull\u2019 acceleratore lo svelto.<\/p>\n<p>PANT\u2026PANT\u2026PANT\u2026<\/p>\n<p>In quegli stessi istanti, un ragazzone riccioluto\u00a0 e pallido correva a ZIG-ZAG sul ciglio della strada: in una tasca il cellulare e, nell\u2019 altra, l\u2019 ultimo numero di Dylan Dog. Non si cap\u00ec con chiarezza se fu a causa di quella corsa sgangherata oppure di una svista del taxista, forse esasperato dai discorsi fonosillabici della \u00a0rossa, fatto sta che\u2026PACK\u2026l\u2019 automobile prese il ragazzo di striscio facendolo cadere. AUCK\u2026e\u2026PATA-CRASH, il cellulare nella tasca si ruppe. SCKREEECH\u2026il taxi fren\u00f2 bruscamente. YAUK\u2026Emma tir\u00f2 la maniglia per scendere in fretta ed accertarsi che il giovane stesse bene ma, non fece in tempo ad appoggiare sull\u2019 asfalto la punta della Chanel, che\u2026ROOM\u2026ROAAR\u2026l\u2019 autista sfrecci\u00f2 via suonando il clacson per farsi largo\u2026BEEP\u2026BEEP.<\/p>\n<p>\u201c HEI \u201c, fu il commento della donna, accompagnato da uno \u201c TSK \u201c. Intanto, le gambe sinuose di quella meraviglia avanzavano in una danza nevrotica di TIC TIC\u2026TOC\u2026TIC TIC\u2026TOC\u2026fino a giungergli accanto: TOC.<\/p>\n<p>KRA-KOOM<\/p>\n<p>Fu un colpo di fulmine. Il ragazzo non seppe trattenere uno: \u201c WOW \u201c e, con un inaspettato gesto atletico\u2026ZOMP&#8230;si rimise in piedi. Ma\u2026CIAK\u2026OPS\u2026sent\u00ec di aver schiacciato qualcosa di soffice e molliccio\u2026HASH. Sul viso della donna si disegn\u00f2 una specie di \u201c BLEEEE \u201c ma fu, subito, accompagnata da un isterico e civettuolo \u00a0\u201c HI HI HI \u201c, tanto che il giovane pens\u00f2 che, tutto sommato, era stato fortunato.<\/p>\n<p>DLEN\u2026DLEN\u2026DLEN\u2026DLEN\u2026DLEN\u2026<\/p>\n<p>Lo scocco delle campane,\u00a0 che battevano le cinque di pomeriggio, riport\u00f2 quei due alla realt\u00e0 o, perlomeno, a qualcosa che le somigliasse. \u201c GULP! \u201c disse la donna. \u201c GARAGULP! \u201c RIibatt\u00e8 L\u2019 uomo.Entrambi sapevano di essere, irrimediabilmente, in ritardo ai rispettivi appuntamenti. \u201c EMM \u201c, disse\u00a0 improvvisamente lei, stupendo se stessa, \u201c ti andrebbe di\u2026GLU GLU\u2026andare a bere qualcosa per alleggerire questa giornata ? \u201c. Il riccioluto finse di pensarci su e, atteggiandosi come un galletto , chiuse la punta del mento tra pollice ed indice\u2026MUMBLE MUMBLE&#8230;poi, sorridendo, offr\u00ec la propria apertura alare alla bella rossa e, insieme, saltellarono verso il vicino pub\u2026ZUMP\u2026.ZUMP\u2026ZUMP.<\/p>\n<p>BLA BLA BLA\u2026BLA BLA BLA\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 inspiegabile il feeling che nasce tra alcune persone. Eppure\u2026PATAPUM\u2026accade! PFOP\u2026come una pallina che ti piomba, all\u2019 improvviso, sul naso. PII BOM\u2026come un petardo che scoppia. E\u2026POP\u2026ti ritrovi a stappare una bottiglia dopo l\u2019 altra con uno sconosciuto o una sconosciuta\u00a0 al quale o alla quale ti dimentichi di chiedere persino il nome\u2026eppure\u2026ZASH\u2026ti ha appena afferrato l\u2019 anima.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 quello che accadde tra la rossa signora ed il riccioluto giovanotto, \u00a0i quali si salutarono per sempre quella sera senza neppure chiedersi chi fossero realmente\u2026SIGH\u2026e fu un po&#8217; come un qualcosa spezzato a met\u00e0\u2026STAK.<\/p>\n<p>TIC\u2026TAC\u2026TIC\u2026TAC\u2026TICCHETE TAC\u2026<\/p>\n<p>Miss Fregola infil\u00f2 le scarpe con i tacchi a stiletto. Voleva sentirsi stabile per correre all\u2019 appuntamento con il Dr. Farfuglia senza tentennamenti ne nuovi ritardi: questa volta non se lo poteva permettere. Aveva troppi BLA BLA BLA nella testa da condividere con il gruppo, troppi GRR da sfogare e troppe AH da esorcizzare.<\/p>\n<p>Le sedie erano\u00a0 gi\u00e0 state predisposte a semicerchio nella stanza. Alcuni pazienti si erano gi\u00e0 assestati, mentre altri dovevano ancora arrivare. Per i successivi dieci minuti\u00a0 fu un continuo TOC TOC \u2013 SLAM-PACK-KLACK, fino a quando non entr\u00f2 l\u2019 analista che fece un CLAP con le mani ed, improvvisamente, un SHHH cal\u00f2 nella stanza. Il Dr. Farfuglia salut\u00f2 i presenti con un timido sorriso di circostanza e chiese loro di presentarsi agli altri. Ognuno pronunci\u00f2 il proprio nome descrivendo la personale patologia. Il primo fu un certo Carlo, affetto da ludopatia, che raccont\u00f2, tra un SOB e l\u2019 altro, di aver perso tutto per colpa del suo vizio e che per tenere in piedi la famiglia aveva dovuto vendere persino le sedie. Ci fu anche chi sostenne di trovarsi l\u00ec perch\u00e9, pare, \u00a0glielo avesse chiesto un parente\u2026HAHAHA\u2026ma era certo di non averne bisogno\u2026HEHEHE\u2026; \u00a0chi raccontava, \u00a0poi, con un rigolo di saliva che scendeva ai lati della bocca,\u00a0 di non riuscire a smettere di pensare al cibo ed intercalava\u00a0 le frasi con con un \u00a0GNAM GNAM \u00a0e qualche SLURP ogni tanto.<\/p>\n<p>Quando fu il suo turno, Emma parl\u00f2 della propria ansia, dei parossismi che ne seguivano e di quella teatralit\u00e0 che accompagnava ogni suo gesto, rendendola pi\u00f9 simile ad un personaggio che ad una vera donna. Il monologo si fece sempre pi\u00f9 concitato e\u00a0 la voce stridula della donna sal\u00ec gracchiando \u00a0in un crescendo che la port\u00f2 a singhiozzare nervosamente\u2026HIP HIP HIP\u2026HIP HIP HIP\u2026<\/p>\n<p>GULP!<\/p>\n<p>Fu uno SNOK sulla porta a rompere l\u2019 imbarazzo. YAUK\u2026la maniglia si abbass\u00f2 e\u2026DAN\u2026sulla soglia comparve il giovane riccioluto.<\/p>\n<p>SHOCK! TIC TAC\u2026TIC TAC\u2026TIC TAC\u2026il cuore di Emma rischi\u00f2 di esplodere per l\u2019 emozione e\u2026BRR\u2026brividi freddi le percorsero la schiena.<\/p>\n<p>\u201c Buongiorno Dylan \u201c- bofonchi\u00f2 il Dr. Farfuglia. Il ragazzo salut\u00f2 tutti con un gesto del capo, ma senza focalizzare nessuno in particolare \u00a0e si and\u00f2 a sedere sull\u2019 unica sedia rimasta libera\u2026PONF. \u201c Raccontaci qualcosa di te \u201c- lo esort\u00f2 nuovamente Farfuglia costringendolo a rialzarsi di scatto, lasciandosi alle spalle il rumore sordo di qualcosa che cade\u2026TUMP. Dylan si volt\u00f2 e, indicando il giornalino a fumetti che si trovava, ora,\u00a0 a terra inizi\u00f2 un SIGH SIGH ininterrotto. Era un fumettore accanito, un lettore compulsivo di fumetti. Non riusciva a smettere\u2026HASH&#8230;leggeva fumetti in ogni momento della giornata, spesso anche la notte, tra uno \u00a0ZZZ ed un RONF RONF. Li leggeva ovunque e con chiunque si trovasse. Non riusciva pi\u00f9 a distinguere il falso dal vero.\u00a0 Raccont\u00f2, poi, non senza far trapelare emozione, di avere conosciuto una donna meravigliosa, dai lineamenti fieri e stilizzati\u00a0 ed un corpo sinuoso, una donna senza et\u00e0 e senza nome, ma aggiunse, infine, di non essere certo della sua reale esistenza tanto gli era parsa perfetta. Concluse con un SOB e abbass\u00f2 il capo.<\/p>\n<p>Fu a quel punto che\u2026DAM\u2026la mano affusolata di Emma si materializz\u00f2 nella propria e\u2026GULP\u2026GARAGULP\u2026dopo un\u2019 iniziale sorpresa\u2026VAMP\u2026 le gote di Dylan presero fuoco. Furono fuochi e furono scintille. Dylan sollev\u00f2 con estrema grazia la mano di lei per avvicinarla a s\u00e9 e le chiese quale fosse il suo nome. \u201c EMMA \u201c \u2013 rispose la donna &#8211; \u2013 \u201c Un nome squisitamente onomatopeico!&#8221; \u2013 ribad\u00ec lui con fare compiaciuto -. Un forte SMACK echeggi\u00f2 nella stanza e tutti i presenti reagirono con un incontenibile CLAP CLAP CLAP.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30052\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30052\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TIN\u2026TIN\u2026TIN\u2026 La lentezza delle goccioline che cadevano dentro al bicchiere di cristallo contrastava con la smania di Emma Fregola. 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