{"id":30012,"date":"2017-02-17T19:02:18","date_gmt":"2017-02-17T18:02:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30012"},"modified":"2017-02-17T19:02:18","modified_gmt":"2017-02-17T18:02:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-non-chiedere-non-dire-di-chiara-borghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=30012","title":{"rendered":"Premio Racconti nella rete 2017 &#8220;Non chiedere, non dire&#8221; di Chiara Borghi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Splendi con la tua pazza luce di diamante <\/em><br \/>\n<em>piccolina che ancora non so per quanto <\/em><br \/>\n<em>potessi sarebbe un lungo assolo di chitarra <\/em><br \/>\n<em>sar\u00e0 invece il temporale d\u2019una moina a stecchirmi <\/em><br \/>\n<em>uguale a quella del bigemino all\u2019angolo <\/em><br \/>\n<em>ti distingueranno donna dallo sguardo <\/em><br \/>\n<em>ma tu gi\u00e0 lo sei <\/em><br \/>\n<em>ed investi me <\/em><br \/>\n<em>mi insegni d\u2019una sfolgorante tua verginit\u00e0 <\/em><br \/>\n<em>che si fa mia nell\u2019attimo in cui mi svesto di fredda porpora sul tuo tappeto <\/em><br \/>\n<em>questa \u00e8 una guerra vera.<\/em><\/p>\n<p>Al mattino riprendo con un macchiato caldo; mi ricucio gli iridi agli occhi e ti guardo crescere dalle lenzuola. Pazza sciagurata rimetti quel reggiseno! Mi fa orrore ora il tuo petto nudo e poggio una mano a coprirmi timidamente gli occhi e a strofinarmeli. Abbottoni la camicia e guardi in basso, non essere offesa con me, stropicci la lingua sulle labbra e le storci, poi ti alzi e ti guardi allo specchio grande tutta intera, slip e camicia, intanto tiri i lembi ai lati degli occhi e scuotendo la testa fai le smorfie e ridacchi come una scolaretta stupida che ha appena rubato un lecca-lecca dal cesto grande della maestra.<br \/>\n\u201cEh eh \u2026 cinesina \u2026 eh \u201d sei al settimo cielo e sembri stupita che io rida poco e quel poco mi sforzi, sicuramente stai pensando che non sono ancora pronta, che trasferirmi da te \u00e8 stata una scelta estorta, che ancora non l\u2019ho detto ai miei e neanche ai miei amici e che niente di mio \u00e8 a conoscenza di noi due. Non \u00e8 vero, tu non mi hai estorto niente e questa \u00e8 stata una mia scelta, tanto non potevo pi\u00f9 stare con Giacomo per etichetta, non aveva pi\u00f9 senso guardare i maschi per convenzione. Ma anche adesso che ho deciso e ti avr\u00f2 davanti al caff\u00e8 la mattina, ho paura e ho paura d\u2019averne perch\u00e9 nel nostro caso, amore, aver paura vuol dire ripensarci, ritornare alla cosiddetta normalit\u00e0 anche quando non ci appartiene.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anna, sai che ti amo, sai che non sarei mai in grado di lasciarti e sii libera di prendere questo vincolo come un limite, ma sai anche tutto il resto e forse ne intuisci un di pi\u00f9 a cui io non sono ancora arrivata. Anna sai che ti porterei sull&#8217;altare se ne venisse il tempo e forse \u00e8 proprio questo che ha da venire, il tempo per noi perch\u00e9 un nostro bacio fa rabbia sentirselo sbirciato da qualche estraneo che c\u2019ingabbia nel fluire rigido dei suoi pensieri e ci castiga. Ora versa il caff\u00e8 e lascia sgombro il comodino che ci appoggio le brioche calde e sto attenta a non sbriciolare. Devo fare in fretta per l\u2019autobus delle otto e cinque che alle otto e trenta il computer deve stare acceso e il caporeparto gira per i cubicoli a controllare che i numerini verdi lampeggino sul nero dello schermo. Poi, l\u2019uscita alle cinque e mezza, ciao a tutti e a domani, il traffico delirante del dopolavoro che ti sorpassa sulla destra e ti rintrona di clacson se non riparti subito allo scattare del verde. Ma poi tutti dove vanno? La sera li ritrovi a guardare la televisione o a leccare un cono in piazza e due passi sul lungomare prima di crollare di sonno dopo un amore take-away. Ed io che li disprezzo vorrei essere come loro, ma la sera sono sola e triste e fisso il soffitto mentre le pareti si gremiscono dei fotogrammi dei nostri discorsi, le nostre guerre e le nostre tregue, la porta che sbatte, le corse per le scale per riprenderti e riprendere tutto da un bacio che mi gira ancora la testa se ci penso, che se fossi un dolore ti curerei con una medicina ma sei una sbronza forte che non passa e che non voglio far passare.<br \/>\nPoi sono troppo stanca e sfumo a nero.<\/p>\n<p>Anna questa settimana non c\u2019\u00e8, va in Sardegna dai sui genitori, ho gi\u00e0 le chiavi dell\u2019appartamento, vai gi\u00e0 tu a sistemar la roba, tra una settimana torno ha detto. Prima di spegnere la luce le telefono, ultimamente si parla sempre della casa, della convivenza, del fatto che devo dirlo a tutti, che devo uscire allo scoperto e la domenica quando torno dai miei, poi in un attimo \u00e8 gi\u00e0 luned\u00ec e non gli ho detto che amo una donna e ricomincia tutto daccapo come un incubo. Ieri alla televisione un politico ha detto che gli omosessuali non possono insegnare alle scuole elementari, che i bambini diventano gay, come fosse una malattia, come prendersi un fungo in piscina.<br \/>\nGiuly mi aiuta a pulire casa prima di traslocare, mia madre dice che \u00e8 maleducazione lasciare la casa sporca al proprietario. Per me \u00e8 sprecar tempo; il proprietario ha detto che mandava l\u2019impresa di pulizie, ad ogni modo obbedisco. Giuly \u00e8 sposata e ha due figli e la mia et\u00e0 anche se non \u00e8 pi\u00f9 una donna molto giovane. Per mantenersi aiuta a pulire le case degli altri ed io mi chiedo se poi abbia tempo di pulir la sua. Parla sempre dei suoi figli e mai di suo marito, eppure dovrebbe essere felice a mio avviso di far parte dell\u2019esercito della maggioranza e nessuno disserta sulla sua sessualit\u00e0 o sulle sue scelte di vita. Il pi\u00f9 grande dei suoi figli ha sei anni e sa leggere benissimo, il secondo ne ha tre e ama giocare con i lego, Giuly vuole che da grande faccia l\u2019ingegnere. Io spero che non si senta mai obbligato a fare nulla. Giuly mi ha chiesto perch\u00e9 vado a vivere con un\u2019amica, dice che sono bella e che \u00e8 strano che alla mia et\u00e0 non abbia ancora un marito. Io le ho detto che Anna non \u00e8 una mia amica e lei ha incalzato dicendo che \u00e8 come una sorella e mi capisce benissimo. Io credo non abbia capito niente. Non accenno parola e lei comincia a raccontare che prima di sposarsi aveva un\u2019amica e che stavano sempre insieme e che tutti pensavano fossero lesbiche. Quando dice lesbiche sussurra e fa gli occhi grandi come i bambini quando bestemmiano sotto il banco a catechismo. Spazzo un po\u2019 il pavimento e lei ridacchia, poi mi rassicura, io sono aperta a queste faccende, \u201cmi fanno un po\u2019 effetto\u201d storce di poco la bocca e poi aggiunge \u201cma li riconosco anche quelli che si vestono da uomini veri, \u00e8 l\u2019atteggiamento\u201d. Poi si mette una mano di fianco alla bocca come per far eco e mi sussurra all\u2019orecchio, \u201c mio cognato dice che sono gli ormoni che hanno dato ai polli per farli crescere in fretta\u201d ed io sgrano gli occhi ma le sorrido.<br \/>\n\u201cE\u2019 una questione di polli\u201d abbozzo accendendo il computer come per mettermi a lavorare.<\/p>\n<p>Domani arriverai ed io non ho parlato con mia madre che sta sempre a combinarmi appuntamenti al buio con i figli delle sue colleghe e mi informa costantemente che vorrebbe un bel nipotino.<br \/>\nNon ho parlato a mio padre che mi chiede come va il lavoro e intanto svuota e riempie il suo bicchiere. Non incazzarti Anna, sto cercando le parole giuste, il momento per non sentirmi dire che da quando sono nata do problemi, non voglio che mia madre dica che lo faccio apposta per farla morire d\u2019apprensione.<br \/>\nOra dormo che \u00e8 l\u2019ultima notte che passo in casa mia e non ci saranno pi\u00f9 letti singoli e neanche cose completamente mie, tutto sar\u00e0 nostro. Saremo entrambe le nostre mogli e spero non sia il temporale d\u2019una moina a stecchirmi come il verso della poesia che scrissi quando t\u2019incontrai la prima volta alla stazione dove lo sciopero dei treni ci aveva spostato le vacanze d\u2019un giorno e la vita d\u2019una vita.<\/p>\n<p>Ho appena riattaccato. Eri tu al telefono e domani non ritorni, un contrattempo hai detto, andavi di fretta o qualcosa del genere, ho ancora due giorni per decidere, ho avuto una proroga perch\u00e9 tu non torni. Accendo la luce e vado in cucina a bere un po\u2019 d\u2019acqua.<br \/>\nE\u2019 mezzanotte, ero gi\u00e0 a letto ma decido d\u2019uscire, forse gi\u00f9 al pub qualcuno ha voglia di fare una partita a biliardo e bere una birra, mi distraggo un po\u2019, infilo un paio di pantaloni e vado. Entro nel locale pieno di ragazzini, vado al bancone, tocco le tasche, tiro fuori il telefono, lo spengo tanto non mi richiamerai pi\u00f9 stanotte, premo il tasto <em>off<\/em> e la luce verde s\u2019accende e subito rispegne. Ordino una media chiara e delle patatine fritte, mi siedo su uno sgabello. Aspetto. No, non ce la faccio,riaccendo il telefono. Bevo,mi tormento le mani, guardo le etichette delle bottiglie di liquore sullo scaffale davanti a me. E\u2019 tardi e domani mattina devo consegnare la relazione tecnica al capo. Torno a casa.<br \/>\n\u201cPronto? Ciao scusa se \u00e8 tardi ma avevo voglia di sentirti. Dove sei, stai camminando?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, sono stata gi\u00f9 al porto, in quel pub che ti piace, tutto bene?\u201d<br \/>\n\u201cInsomma mia madre non tanto, per questo mi fermo ancora un paio di giorni, potresti raggiungermi qui, il mare \u00e8 bellissimo e poi i miei non ti hanno mai vista, gli ho parlato molto di te,<br \/>\nsarebbero contenti di conoscerti.\u201d<br \/>\n\u201cNon mi danno le ferie, lo sai che le ho solo in agosto. Verrei se potessi, in citt\u00e0 si brucia dal caldo, sei abbronzata?\u201d<br \/>\n\u201cSono nera come un tizzone! Hai finito di sistemar la roba?\u201d<br \/>\nSi, \u00e8 tutta imballata, Giuly mi ha dato una grossa mano, \u00e8 brava in queste cose.\u201d<br \/>\n\u201cBene, hai le chiavi, porta gli imballi a casa cos\u00ec quando torno. E\u2019 gi\u00e0 tutto apposto? Come l\u2019hanno presa i tuoi?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, insomma. Sono contenti\u201d<br \/>\n\u201cCosa vuol dire: insomma? A casa mia o la prendi bene o la prendi male. Com\u2019\u00e8 la storia?\u201d<br \/>\n\u201cA casa tua \u00e8 tutto facile. Per i miei non lo \u00e8. Per ora gli ho detto che mi trasferivo da un\u2019amica.\u201d<br \/>\n\u201cUn\u2019amica? Io sarei la tua amica. Don\u2019t ask, don\u2019t tell. Funziona cos\u00ec? Ipocrita.\u201d<br \/>\n\u201cNon \u00e8 quello, \u00e8 solo temporaneo, ci sto andando per gradi. Glielo diremo insieme.\u201d<br \/>\n\u201c A tavola magari come in un film di Ozpetek. Vaffanculo Lilly, trovatene un\u2019altra di amica!\u201d<br \/>\nSi sente un gran fragore poi il telefono risuona occupato ed infine entra la segreteria. Forse \u00e8 finita per sempre.<br \/>\nDi colpo il sonno \u00e8 svanito. Far\u00f2 ancora due passi. Trilla di nuovo il cellulare. Magari ti sei accorta d\u2019esser stata troppo dura e vuoi chiedermi scusa. Non sei tu. Gi\u00e0, raramente torni indietro. Non conosco il numero e sono tentata di non rispondere. Continua a trillare. Rispondo.<br \/>\n\u201cPronto? Anna sei tu? Chi parla?\u201d<br \/>\n\u201cSono Giacomo\u201d<br \/>\n\u201cChe cosa vuoi?\u201d<br \/>\n\u201cSolo dirti che ti amo ancora, che ho bisogno di vederti. Una volta.\u201d<br \/>\n\u201cNon puoi farci niente, non posso continuare con te.\u201d<br \/>\n\u201cSolo un\u2019altra volta, ti prego! Sono all\u2019Hotel Victoria, stanza ventisei.\u201d<br \/>\nForse spiegare a lui come stanno le cose mi aiuterebbe a sistemarle bene dentro di me.<br \/>\n\u201cArrivo, ma solo per parlare. Non metterti in testa strane idee.\u201d<br \/>\nSono davanti all\u2019Hotel. Entro.<br \/>\nMi ripeto: Io amo Anna. Chiarirmi con Giacomo mi render\u00e0 pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>E&#8217; stata un&#8217;esperienza rivelatrice. La verit\u00e0 detta a voce alta mi ha reso libera. Invece Giacomo mi ha fatto pena. E\u2019 questo effetto che fanno le parole d\u2019amore quando non si amano pi\u00f9? Le parole del disamore fanno pena?<br \/>\nDevo telefonare ad Anna. Magari lei mi sta pensando e ci sta ripensando, mi sta perdonando.<br \/>\nMi telefoner\u00e0 lei se vorr\u00e0 tanto domani dovrebbe tornare.<br \/>\nAllora perch\u00e9 sento un colpo secco all\u2019imboccatura dello stomaco?<br \/>\nLa rivedr\u00f2, ne sono sicura. Sono calma e provo a dormire. Allora perch\u00e9 sento che ne morir\u00f2 stanotte?<br \/>\nAnna, tornerai domani. Cos\u00ec deve andare, tornerai e sar\u00e0 tutto pi\u00f9 chiaro, d\u2019improvviso vedr\u00f2 quanto sei bella con i capelli mossi dalla scia del vento, rivedr\u00f2 quanto sei dolce quando cerchi il lucidalabbra nella borsa e frughi indignata come se non fosse il tuo quel disordine. Poi alzerai lo sguardo e mi vedrai e il dubbio scomparir\u00e0 dalla mia mente e quest\u2019angoscia che mi sbarra fissi gli occhi nel buio e mi accerchia d\u2019occhiaie sar\u00e0 un\u2019altra storia.<br \/>\nSo che sar\u00e0 cos\u00ec, sento dentro di me la certezza che sentono solo gli innamorati. La lontananza ha giovato ad entrambe, troppo cariche l\u2019una dell\u2019altra da sprofondare nella neve fresca. Domani comprer\u00f2 un quadro al mercatino di piazza Campetto, dove andammo al primo appuntamento e il suo posto sar\u00e0 in camera da letto, testimone silenzioso della nostra unione.<br \/>\nNon potr\u00e0 benedirci prete alcuno, n\u00e9 celebrare un vero rito nuziale ma ti far\u00f2 pi\u00f9 moglie d\u2019ogni altra e far\u00f2 in modo che il nostro sia il pi\u00f9 bello dei mondi possibili.<\/p>\n<p>Il tramonto alza in cielo i gabbiani, qui al porto di Genova. Tra poco sarai qui con il traghetto pieno di gente. So che andr\u00e0 tutto bene. E\u2019 la nostra vita e nessuno potr\u00e0 mai guastarla.<br \/>\nChe strano mazzo di margherite tengo fra le mani! Ho l\u2019impressione che tutti mi stiano a guardare,<br \/>\no forse hai ragione tu, la gente non si cura affatto di noi. La gente passa e non si cura affatto di niente. Per me questo \u00e8 il nostro primo vero appuntamento da fidanzate. Ecco: scorgo la corrente delle onde e la brezza sottile, quella dell\u2019arrivo delle navi, ecco la sirena, ti vedo con il vestito azzurro sul ponte, non riuscirei a confonderti tra migliaia di sosia. Finalmente sei tornata, \u00e8 andato tutto bene, mi sorridi e tra poco potr\u00f2 riabbracciarti. Ti vedo defluire in un mare di folla che ora gremisce il pontile e riempie la banchina. Ti acciuffo dalla corrente. Sei mia.<br \/>\n\u201cTi abbraccio\u201d.<br \/>\n\u201cCarine le margherite, sono per me?<br \/>\n\u201cS\u00ec\u201d<br \/>\n\u201cAndiamo a casa?\u201d<br \/>\n\u201cAndiamo.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_30012\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"30012\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 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