{"id":29930,"date":"2017-02-09T17:29:05","date_gmt":"2017-02-09T16:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29930"},"modified":"2017-02-10T18:48:43","modified_gmt":"2017-02-10T17:48:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-non-temere-la-notte-di-massimiliano-andreoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29930","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Non temere la notte&#8221; di Massimiliano Andreoni"},"content":{"rendered":"<p>La luna era alta nel cielo, rossa come un tizzone ardente. L\u2019aveva vista altre volte cos\u00ec, ma con lo sguardo si sofferm\u00f2 a lungo ad ammirarla, mentre nella radura risuonava solo il rumore del suo respiro, pesante e potente al tempo stesso.<\/p>\n<p>Il maschio si mosse dalla roccia su cui era rimasto accovacciato per molti minuti osservando il cielo. Mosse lentamente gli arti, osservando con la coda dell\u2019occhio dietro di s\u00e9, quasi in attesa di qualche cenno di vita animale.<\/p>\n<p>Il bosco si infittiva l\u00e0 davanti: castagni, pioppi e molti altri tipi di alberi si intrecciavano fornendo all\u2019occhio uno sguardo d\u2019insieme armonico e selvaggio. Mentre avanzava si accorse di essere gi\u00e0 passato di l\u00ec altre volte: ombre di rami, radici che spuntavano dal terriccio umido e sabbioso avevano un aspetto familiare.<\/p>\n<p>Rapidamente inizi\u00f2 a muoversi tra i fusti degli alberi: all\u2019interno della boscaglia la luce della luna filtrava in maniera irregolare, illuminando a tratti: una goccia di rugiada sembrava staccarsi da una foglia di acero, brillando con un riflesso azzurrognolo, il muso di uno scoiattolo spuntava dal cavo di un platano, con gli occhi strizzati perch\u00e9 colpiti da un raggio di luce e laggi\u00f9, in fondo a quello che appariva come un sentiero naturale, liane scendevano da alti arbusti e intrecciandosi, si muovevano quasi a passo di danza sotto una leggera brezza.<\/p>\n<p>Ad un certo punto gli parve di non conoscere quel pezzo di foresta: molte volte l\u2019aveva attraversata, segnando con tutti i sensi di cui la natura lo aveva dotato la mappa di quei luoghi, ma in quel momento, quel tratto particolare, sembrava completamente a lui nuovo e inesplorato.<\/p>\n<p>Strizz\u00f2 entrambi gli occhi nel tentativo di individuare elementi conosciuti: la corteccia di un albero, la sagoma di un tronco, il disegno di un ramo, ma niente dest\u00f2 la sua attenzione come un qualcosa di gi\u00e0 incontrato.<\/p>\n<p>Mentre procedeva molto lentamente osserv\u00f2 in terra una qualcosa di molto particolare: il terriccio era completamente sottosopra davanti al suo arto, e, pochi centimetri pi\u00f9 avanti, si infossava abbondantemente. Avvicinandosi con estrema cautela i suoi occhi individuarono distintamente il perimetro di un\u2019orma, una molto grande, quella di un predatore; s\u00ec quella di un orso.<\/p>\n<p>Con un movimento molto pi\u00f9 rapido dei precedenti cerc\u00f2 di scrutare meglio il terreno, per scoprire altre orme, per capire la direzione che doveva aver preso il grosso bestione, per decidere che fare, per scoprire da quale parte proseguire.<\/p>\n<p>Le orme per\u00f2 non erano per niente chiare, e non ce ne erano molte altre nitide come la prima, quasi come se il predatore avesse deciso di muoversi sugli alberi. Pur intuendone l\u2019impossibilit\u00e0 alz\u00f2 gli occhi in alto per vedere se e cosa si muovesse tra i rami intorno a lui.<\/p>\n<p>Per far questo trattenne il respiro per alcuni attimi: il timpano, da sempre molto sensibile, capt\u00f2 il canto notturno di una civetta che risuonava in lontananza, lo sciacquettio del rigagnolo che scorreva poco pi\u00f9 avanti, e il fruscio del vento tra le foglie, oltre all\u2019inesauribile verso di un paio di grilli che parevano comunicare a distanza.<\/p>\n<p>L\u2019analisi dei rumori circostanti lo tranquillizz\u00f2 e si avvicin\u00f2 al ruscello per bagnarsi le labbra e far scorrere qualche sorso d\u2019acqua in bocca.<\/p>\n<p>Intanto la luna si era spostata e in quel momento si era infilata quasi a forza tra i grossi rami di due faggi che si incrociavano proprio sopra lo scorrere dell\u2019acqua, provenienti ognuno da una sponda diversa del torrente. Era come se avesse scelto di incastonarsi in una cornice naturale, e il riflesso di quel corpo tondo, ora meno rosso e pi\u00f9 giallo di prima, gli colp\u00ec il centro di entrambe le pupille che, dal canto loro, brillarono di un rosso amaranto cos\u00ec scintillante che si sarebbe potuto vedere a centinaia di metri di distanza, come due piccoli fari sparati nel bosco.<\/p>\n<p>Mosse la testa a destra e a sinistra e riprese a muoversi, sempre in cerca di sentieri conosciuti, fino a quel momento non ancora individuati.<\/p>\n<p>Per qualche metro segu\u00ec il corso d\u2019acqua e, quando questo devi\u00f2 in maniera improvvisa verso destra, lui si volt\u00f2 nella direzione opposta e vide che poco pi\u00f9 avanti gli alberi si diradavano. Seguendo il proprio istinto arriv\u00f2 fino a quel margine di foresta e scorse, in mezzo ad una specie di anfiteatro naturale, una roccia molto grande con un bordo a spiovente. Vi si avvicin\u00f2 con circospezione, mentre con le orecchie cercava di ascoltare ogni piccolo suono o vibrazione, quasi a coprirsi le spalle e, arrivato in prossimit\u00e0 di essa, fu attratto da uno spettacolo impressionante.<\/p>\n<p>La roccia si trovava al limitare della collina e, sotto di essa, il contorno della radura precipitava a strapiombo per alcune centinaia di metri. Ma non era questo che aveva destato la sua attenzione. Pi\u00f9 avanti, laggi\u00f9, in mezzo all\u2019orizzonte, si accendevano le luci della citt\u00e0: centinaia, migliaia, milioni di piccoli lumicini di tutti i colori illuminavano a giorno la pianura.<\/p>\n<p>Si accucci\u00f2 sulla roccia stranamente ancora calda del tepore del tramonto autunnale di qualche ora prima e, quasi con avidit\u00e0, si mise a scrutare il panorama con estrema attenzione. Individu\u00f2 facilmente strade, autostrade, aeroporti, dove le luci seguivano delle linee regolari, ma anche i grattacieli che, con l\u2019alternanza di luci accese e luci spente disegnavano lo skyline della metropoli. Non si era mai addentrato con cos\u00ec attenzione in quel paesaggio notturno e, per qualche attimo, l\u2019affanno che aveva sentito salire su dalle viscere fino alla gola parve placarsi. Guardava con ingordigia il muoversi degli elementi sull\u2019orizzonte, persone, come piccolissime formiche in lontananza, ma anche mezzi meccanici, che muovevano le loro luci quasi fossero occhi e i cui suoni arrivavano sulla montagna come rumori ovattati e quasi privi di sonorit\u00e0.<\/p>\n<p>Improvvisamente un fruscio proveniente dal bosco lo fece sobbalzare. In un attimo si ritrov\u00f2 all\u2019estremit\u00e0 opposta della radura, con le orecchie attente ad ogni movimento, anche il pi\u00f9 impercettibile. Ne scorse uno a circa ottanta piedi dalla sua posizione, poi settanta, poi pi\u00f9 vicino. In un batter d\u2019occhio si addentr\u00f2 nuovamente tra gli alberi, mentre il rilievo su cui sorgeva la foresta diventava pi\u00f9 scosceso.<\/p>\n<p>Mentre procedeva con passi piuttosto sicuri un gufo si mosse poco sopra di lui facendolo sobbalzare e, nel movimento inconsulto e precipitoso, sbatt\u00e9 il viso contro un arbusto rampicante particolarmente robusto. L\u2019impatto fu repentino e violento, anche se non interruppe il suo procedere, e gli lasci\u00f2 il viso molto indolenzito nella porzione colpita.<\/p>\n<p>Mentre radunava nuovamente tutte le sue energie, una piccola ferita sul labbro superiore provoc\u00f2 rapidamente la fuoriuscita di sangue. Senza fermarsi si lecc\u00f2 entrambe le labbra e un sapore dolce e acidulo al tempo stesso gli riemp\u00ec le papille gustative, accompagnato da una sensazione di calore.<\/p>\n<p>Era ormai arrivato sulla sommit\u00e0 della foresta che sempre pi\u00f9 ripida, si stagliava con gli ultimi alberi verso il blu profondo del cielo mentre la luna, salendo da est, continuava a levarsi nell\u2019oscurit\u00e0 della notte senza ancora essere arrivata al suo zenit.<\/p>\n<p>L\u00ec sotto, di nuovo, la montagna precipitava in una gola molto profonda, tanto che alcune piccole rocce schizzate sotto i suoi piedi impiegarono almeno un minuto per giungere in fondo alla vallata, raccontandone la distanza attraverso l\u2019eco della loro caduta.<\/p>\n<p>Dopo averne osservato l\u2019 altezza si volt\u00f2 di nuovo verso gli alberi che, di fronte a lui, segnavano la fine del bosco, e, in quel medesimo istante, sent\u00ec nuovamente, l\u2019avanzare del rumore da cui aveva tentato invano di allontanarsi.<\/p>\n<p>Quaranta piedi, trenta, venti, le foglie dei rami che iniziarono a muoversi in maniera quasi spasmodica e poi, sempre pi\u00f9 vicino, un rumore goffo e a tratti fragoroso, smorzato e ansimante al tempo stesso, un misto tra l\u2019affanno di un respiro ed un grugnito.<\/p>\n<p>Fu il naso la prima cosa che spunt\u00f2 dietro quegli alberi, un naso pronunciato che con energia iniettava aria nei polmoni e con altrettanta forza la espelleva insieme a liquidi e rantolii di vario genere. Ma attaccato a quel naso c\u2019era l\u2019enorme corpo di un pachiderma, un orso labiato, con la tipica macchia bianca sul muso, con le sue quasi trecentocinquanta libbre di peso addosso, e con un\u2019aria impenetrabile tra il minaccioso ed il bonaccione.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2 improvvisamente al limitare del bosco scorgendo una sagoma stagliarsi alla luce della luna sul bordo della montagna. I due maschi si osservarono in silenzio per lungo tempo. Non ci \u00e8 dato di sapere che cosa sia passato per la testa dell\u2019orso, mentre, leccandosi ancora con la lingua la ferita da cui non colava pi\u00f9 alcuna goccia di sangue, l\u2019altro maschio parve intravedere in quell\u2019incontro un dej\u00e0-vu, quando, circa trenta lune prima, aveva incontrato un orso simile, e si era poi infilato in una grotta stretta e inaccessibile al grosso mammifero per evitare un\u2019impari lotta.<\/p>\n<p>Adesso era pi\u00f9 adulto, adesso era pi\u00f9 esperto, adesso aveva pochi attimi per decidere il da farsi. Senza che potesse evitarlo alcuni fotogrammi della sua vita gli si posero davanti: scene di vita, i suoi eredi, la garanzia del proseguo della sua stirpe, che giocavano ancora piccoli a rincorrersi in un prato pieno di margherite e di farfalle, l\u2019odore del muschio sotto le radici degli alberi dopo una giornata di pioggia, l\u2019immagine di un cervo che lo aveva guardato negli occhi in un atteggiamento di sfida durante una delle ultime battute di caccia.<\/p>\n<p>Ma tutto questo in un paio di interminabili secondi. Subito dopo gli occhi dei due maschi si incrociarono, l\u2019amaranto contro il grigio, pupille che nella notte scrutavano l\u2019altro: la preda, il carnefice o, semplicemente l\u2019avversario?<\/p>\n<p>In quel preciso momento tra le zampe posteriori dell\u2019orso si ud\u00ec un altro movimento, ansimante e incerto, e la macchia bianca del muso di un piccolo orso fu la prima cosa che apparve sotto il dorso dell\u2019orso adulto.<\/p>\n<p>L\u2019orsetto si lecc\u00f2 abbondantemente una zampa con la lingua e si raggomitol\u00f2 sotto l\u2019addome del genitore che con un colpetto affettuoso lo spost\u00f2 e lo fece girare su se stesso. Appena il tempo di gettare un ultimo sguardo verso il profilo del suo rivale e l\u2019orso spar\u00ec tra gli alberi spingendo amorevolmente il cucciolo davanti a se.<\/p>\n<p>L\u2019altro maschio respir\u00f2 a pieni polmoni, osserv\u00f2 la luna, ora completamente bianca, che si stagliava nel punto pi\u00f9 alto della volta celeste, mentre da est brillavano nella profondit\u00e0 del cielo boreale Andromeda, Pegaso, l\u2019Acquario e la costellazione dei Pesci e, con passi lenti e misurati, arriv\u00f2 fin sotto la quercia che delimitava il confine nord della montagna.<\/p>\n<p>Dal limitare del bosco, silenziosa e inaspettata, si avvicin\u00f2 la sagoma di un altro essere, una femmina, che senza quasi produrre alcun rumore gli si avvicin\u00f2, sfiorandone il petto.<\/p>\n<p>E mentre una nuvola copriva parte della luna, il viso della femmina si avvicin\u00f2 a quello del maschio, fino ad annusarne l\u2019odore, e a sincronizzare il respiro. Il battito di ali di un falco che in picchiata si lanciava su una preda ruppe la magia di quel silenzio, i visi dei due lupi, finalmente vicini, si sfiorarono e il loro accovacciare il muso sulla spalla dell\u2019altro si stagli\u00f2 sullo sfondo della luce della luna. Avrebbero trascorso l\u00ec la notte, accovacciati sotto l\u2019occhio delle stelle.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29930\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29930\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luna era alta nel cielo, rossa come un tizzone ardente. 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