{"id":29862,"date":"2017-02-07T19:41:21","date_gmt":"2017-02-07T18:41:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29862"},"modified":"2017-02-07T19:41:21","modified_gmt":"2017-02-07T18:41:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lultima-goleador-alla-liquirizia-di-giulia-de-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29862","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;ultima goleador alla liquirizia&#8221; di Giulia De Felice"},"content":{"rendered":"<p>Erano le striature, quelle contavo, prima di lasciare la camera dei genitori di Francesca, prima che lei si svegliasse e potesse dirmi di restare un altro po&#8217;, di bere qualcosa insieme.<br \/>\nA volte erano sei, altre sette, dipendeva dall&#8217;orario.<br \/>\nEra bello sfiorare la pelle e contarle, ogni tanto lei storceva la bocca, allora mi fermavo perch\u00e9 pensavo che si stesse per svegliare, ad ogni suo arricciamento del naso corrispondeva un mio sussulto, e alla fine non si svegliava mai.<\/p>\n<p>Io Francesca ci siamo conosciuti a scuola, lei era due banchi pi\u00f9 avanti del mio mio, ci\u00f2 che ci aveva accomunato era la passione per la Storia, sfogliavamo entrambi libri e libri riguardanti i pi\u00f9 variegati argomenti, lei era appassionata della storia medievale e di pomeriggio studiavamo insieme, almeno avevamo deciso cos\u00ec quel mese di aprile.<br \/>\nPer quattro anni ci eravamo completamente ignorati, ci scambiavamo poche parole.<br \/>\nSolo un pomeriggio trov\u00f2 il coraggio di invitarmi a casa, in quell&#8217;ascensore del suo condominio mi guardavo allo specchio, cercavo di avere un aspetto decente.<br \/>\nL&#8217;ascensore si ferm\u00f2 al quarto piano, lei abitava al quinto, feci una rampa di scale e la trovai l\u00ec che mi aspettava alla porta.<br \/>\nI suoi genitori erano sempre chiusi da qualche altra parte, il padre nello studio, sua madre nel salotto a provare qualche sonata al pianoforte.<br \/>\nIl ricordo di quei pomeriggi intervallati dalle note del pianoforte, dai monologhi di Francesca e dalle caramelle goleador a liquirizia, sono rimasti per anni e anni.<\/p>\n<p>Non le lasciavo mai l&#8217;ultima, e lei puntualmente si arrabbiava afferrandomi il braccio, forse era un gesto per stabilire un contatto fisico.<br \/>\nOgni tanto ci perdevamo in qualche sguardo, quel momento in cui due persone si guardano e l&#8217;uno cerca che l&#8217;altro faccia qualcosa.<br \/>\nNon pensavo che poi quella casa sarebbe diventato il luogo dei nostri incontri nei pomeriggi estivi.<br \/>\nI genitori partirono il 27 giugno, per un viaggio a Cuba.<br \/>\nRimanemmo soli quel pomeriggio e facemmo l&#8217;amore su quel letto ampio e spazioso e cos\u00ec fu per molti altri giorni di quelle due settimane.<br \/>\nTremavamo a ogni minimo rumore e a ogni chiamata dell&#8217;ascensore, atterriti dall&#8217;incubo che si potesse fermare al piano di sotto e che poi dei passi pesanti salissero le poche scale e una chiave girasse nella toppa, atterriti da un ritorno improvviso.<br \/>\nAvevamo paura ogni volta, e quindi facevamo l&#8217;amore in silenzio, fermandoci in apnea ogni volta che l&#8217;ascensore si muoveva, guardandoci fissi negli occhi per capire quando il pericolo sarebbe cessato.<br \/>\nE ricominciavamo quando sentivamo qualche porta sbattere in qualche piano pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p>A dirla tutta, Francesca non mi piaceva veramente, e non speravo che quel rapporto molto strano sfociasse in qualcosa di pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 a piacermi era Melania,la sua compagna di banco.<br \/>\nMelania aveva la pelle scura e gli occhi \u00a0chiari, quando le ragazze a diciassette anni ti sembrano delle ventenni irraggiungibili, bene, Melania sembrava una trentenne.<br \/>\nQuando entrava in aula con le sue gonne lunghe, tutti rimanevano senza parole, e si guardavano stupiti chiedendosi cosa ci facesse quella donna in mezzo a dei ragazzini.<br \/>\nInterveniva quando qualcuno veniva trattato ingiustamente, oppure quando le sembrava che qualche prova scritta non fosse stata valutata giustamente, e i ragazzi in aula si meravigliavano che sapesse tutti i nostri nomi.<br \/>\nOgni tanto la osservavo quando faceva educazione fisica, e ne elogiavo i lineamenti e il corpo armonioso insieme ai miei compagni.<br \/>\nMi alzavo nella notte, inquieto e immaginavo che nel mio letto ci fosse lei, e che fosse disponibile per soddisfare il mio piacere<br \/>\nMa Melania, rimaneva sempre una mia fantasia, mentre Francesca non mi piaceva molto.<br \/>\nSi aveva dei capelli lunghi e biondi, molto belli e soprattutto nei giorni in cui li lavava erano morbidi e vaporosi, inoltre Francesca non aveva un grande fascino, perch\u00e9 ormai conoscevo tutto di lei, e sapevo benissimo come si muoveva, sapevo i suoi pensieri e delle sue esperienze con i ragazzi universitari.<\/p>\n<p>La guardavo mentre ripeteva la lezione o dopo i loro rapporti e pensavo che aveva delle brutte orecchie, allora pensavo a cosa si potesse fare per quelle orecchie, soprattutto quando alzava i capelli.<br \/>\nPoi quando si copriva le orecchie, continuava ad avere un viso bello, sempre per i ragazzi universitari per\u00f2, perch\u00e9 per me era accettabile.<br \/>\nSperavo che non si alzasse mai i capelli, e ogni tanto faceva qualche domanda su Melania, dato che era la sua compagna di banco.<br \/>\nAnche Francesca della vita di Melania sapeva poco e niente, e aumentava ancora di pi\u00f9 il fascino di quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Quei pomeriggi di studio continuarono anche a Settembre e Ottobre.<br \/>\nCome di consueto chiudevamo la porta a chiave, e ci baciavamo silenziosamente.<br \/>\nOgni tanto lo sguardo si soffermava sui poster di De Andr\u00e9 \u00a0o sulle frasi di Prevert, ma sopratutto buona parte del tempo, osservavo la sua libreria e sentivo il buono odore che emanava.<br \/>\nGuardavo le cromature dei libri e il modo in cui erano disposti e ordinati, e mi piaceva molto aprirli e consultarli.<br \/>\nFrancesca, scartava e scartava e ogni settimana mi sceglieva un libro da leggere, cos\u00ec lo feci anche io, e inizi\u00f2 questa nuova fase del loro rapporto, basato sullo scambio di libri.<br \/>\nCi divertivano a sottolineare a leggere e vedere man mano le pagine gonfiarsi sotto le dita.<br \/>\nAll&#8217;inizio le pagine di sinistra sono antipatiche da sottolineare poi a meno a mano che si va avanti c&#8217;\u00e8 un momento in cui le pagine di sinistra iniziano a diventare simpatiche e la preferenza passa a quest&#8217;ultime.<br \/>\nEra un pensiero che condividevamo<br \/>\nOgni volta che sentivamo un titolo, con una trama interessante ce lo segnavamo:<br \/>\nIl mare colore del vino, L&#8217;isola di Arturo, Che tu sia per me il coltello, Il lupo della steppa, Le parole tra noi leggere.<br \/>\nCompravamo e leggevamo libri uno dopo l&#8217;altro, oltre alle soddisfazioni della carne, quelle intellettuali divennero addirittura quasi pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p>Un giorno in classe mi accorsi che Melania era sparita e non riuscivo pi\u00f9 a mettere a fuoco il suo viso, quindi mi masturbavo di meno.<br \/>\nFinalmente mi accorsi invece di amare Francesca, anche si trattava di un desiderio triangolare, magari prima desideravo Melania eppure ero riuscito a giungere a Francesca, la sua compagnia di banco e cos\u00ec mi ero accontentato di lei quando volevo tutt&#8217;altro, e adesso non mi ero neanche accorto che fosse sparita.<\/p>\n<p>Alfredo, cos\u00ec facendo scivolava verso un amore che avrebbe riempito molti anni a venire, e non sapeva che tutto era stato costruito giorno per giorno, libro per libro, spuntino pomeridiano dopo spuntino, confidenza dopo confidenza.<br \/>\nTornava a casa la sera e si infilava nel letto, apriva il libro ed iniziava a leggere e non capiva cosa stesse succedendo alla sua vita, ma sentiva che qualunque cosa fosse stato, non poteva fargli male, ed era molto bello e appagante.<br \/>\nIl senso della sua vita continuava a sfuggire, come erano sfuggite tutte le attenzioni di Francesca in quei pomeriggi e tutto l&#8217;amore che lei aveva raccolto e le gelosie che aveva cercato di far scaturire, raccontando di quei ragazzi universitari.<\/p>\n<p>Si addormentava con il libro in mano fin quando non gli scivolava sulla pancia e il mattino seguente se lo ritrovava addosso senza sentirne il peso, proprio come la storia che stava vivendo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec quell&#8217;amore continuava a crescere, giorno per giorno.<br \/>\nFin quando un pomeriggio, Arturo decise di lasciarle l&#8217;ultima goleador sulla scrivania.<br \/>\nQuello fu il momento in cui si giunse al punto di saturazione e di felicit\u00e0 completa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29862\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29862\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" 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