{"id":29860,"date":"2017-02-07T19:39:39","date_gmt":"2017-02-07T18:39:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29860"},"modified":"2017-02-07T19:39:39","modified_gmt":"2017-02-07T18:39:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-doveva-essere-lestate-dell88-di-giulia-de-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29860","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Doveva essere l&#8217;estate dell&#8217;88&#8221; di Giulia De Felice"},"content":{"rendered":"<p>Doveva essere l&#8217;estate dell&#8217; 88 o dell&#8217;89 non ricordo con certezza, ed era per me difficile distogliere gli occhi dai libri che mi assegnavano come lettura estiva,io mi piazzavo sotto l&#8217;ombrellone, l\u00ec potevo concentrarmi perch\u00e9 sembrava che il tempo passasse pi\u00f9 velocemente e mi rendeva meno smaniosa di contare le ore che mancavano per fare il successivo bagno.<br \/>\nC&#8217;era questo mito nella mia famiglia che si dovevano aspettare ben due ore, dopo aver mangiato, perch\u00e9 \u00a0il padre di mia mamma, ovvero mio nonno, era molto di un&#8217;indigestione, a mare.<\/p>\n<p>Mia Madre mi ha sempre detto che era morto perch\u00e9 aveva mangiato tanto, e si era tuffato incurante a mare.<br \/>\nLo raccontava cos\u00ec, senza emozione, senza stupore, senza nessuna punta di nostalgia, un po&#8217; come parlava di tutte le cose che avevano fatto parte della sua vita.<br \/>\nQuelle giornate mi sembravano una lunghissima prigionia, che dovevo scontare guardando, barche, onde, bagnini ben poco attraenti, donne che il solo pensiero di passare giornate intere a non fare nulla, e a stare distese su una sdraio, le mandava sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, altre donne che invece si occupavano in modo morboso dei propri figli spargendo quintali di crema protettiva, o distribuendo quantit\u00e0 assurde di frittate di maccheroni ai figli con evidenti problemi di sovrappeso.<br \/>\nMa la cosa peggiore, erano quelli che giocavano a racchettoni che sembravano cos\u00ec felici, di fare un gioco cos\u00ec stupido, che mi facevano innervosire tanto, chiudere il libro, ed andare a fare una passeggiata fino alla fine della spiaggia, per poi ritornare sotto l&#8217;ombrellone.<br \/>\nL&#8217;estate cominciava a pesarmi, era questa la verit\u00e0 e se prima avevo pensato che l&#8217;interruzione della vita quotidiana avrebbe portato ad una diversa considerazione del tempo e della sua preziosit\u00e0, del doverlo vivere intensamente per poter trascorrerlo nel fare ci\u00f2 che mi sembrava pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 bello da fare, mi sbagliavo, io mi annoiavo.<br \/>\nUn giorno, vidi che vicino la strada che portava al lido, un lungo viale pieno di palazzi dal colore inquietantemente uguale, dove sembrava che la fantasia fosse davvero mancata al costruttore, architetto o dove la gente pi\u00f9 di tanto non se ne importava perch\u00e9 erano delle case vacanza, l\u00ec lungo il viale c&#8217;era un garage aperto, dove c&#8217;era scritto vendita di libri usati.<\/p>\n<p>Nulla poteva avere maggiore richiamo per i miei occhi, in quel periodo in cui pur di ingannare il tempo, sarei finita a leggere, vangelo, bibbia, istruzioni d&#8217;uso per la crema solare e men\u00f9 interi dei ristoranti.<br \/>\nDissi a mia madre che sarei andata da sola in spiaggia, e che mi sarei fermata un attimo per cercare qualche libro.<br \/>\nFu proprio l\u00ec che conobbi Alberto, un uomo sulla sessantina, un po&#8217; malridotto, capelli bianchi, leggera stempiatura con degli occhiali a fondo di bottiglia, che risaltavano ancora di pi\u00f9 il colore chiaro degli occhi, una camicia a maniche lunghe a quadrettoni curiosamente fuori stagione, pantaloni lunghi e ciabatte. Fui piacevolmente sorpresa, una volta entrata nel garage dal contrasto tra il \u00a0suo disordine nel vestirsi e l&#8217;ordine maniacale del garage e modo in cui erano disposti i libri, un box rivestito di collezioni di fumetti, romanzi rosa, gialli, collane anni 70 di libri ormai introvabili. Alcuni pieni di polvere, altri ben tenuti in confezioni fatte di cellophane.<br \/>\nFui molto contenta di trovare qualcuno che avesse un&#8217;et\u00e0 cos\u00ec diversa dalla mia con cui condividere \u00a0una stessa passione. Comprai due libri, poi tornai in spiaggia, e comincia in modo inspiegabile ad essere pi\u00f9 felice, giorno per giorno.<\/p>\n<p>Tornavo almeno due volte la settimana, e lui sapeva sempre pi\u00f9 o meno l&#8217;orario e mi faceva trovare le mie caramelle preferite le elah, al caramello e al mou, sembravano un po&#8217; caramelle per vecchi ma non ho mai detto di essere stata troppo giovane dentro anche quando ero giovane fuori.<\/p>\n<p>Lui era un vero e proprio maniaco della carta stampata, si trovava a vivere in un appartamento piccolo, senza mai essersi sposato, dopo aver amato solo una persona nella sua vita, che inevitabilmente, cos\u00ec almeno diceva, si era lasciato scappare.<br \/>\nEra stato gentilmente invitato a traslocare dall&#8217;appartamento con i suoi preziosi, polverosi beni, al piano inferiore della casa. Era magico quel garage, sembrava di entrare in un&#8217;altra dimensione, e tutto quello mi faceva dimenticare del tempo che trascorreva durante quell&#8217;estate mi rendeva felice.<br \/>\nAlberto un giorno mi raccont\u00f2 la sua storia, dicendo di essere stato tipografo per decenni, aveva tanto amato il suo lavoro: Ci\u00f2 che lo rendeva pi\u00f9 felice la mattina dopo il caff\u00e8 era sentire l&#8217;odore dell&#8217;inchiostro, la carta che scorreva sotto le sue dita come un vestito, le colle, i caratteri. sceglieva tutto meticolosamente. Mi sedevo e per ore sulla poltroncina, con un&#8217;atmosfera degna per una tana accogliente ascoltavo le sue parole.<br \/>\nPoi mi spieg\u00f2 che le cose erano andate come erano andate, l&#8217;attivit\u00e0 era stata venduta, e forse al posto della tipografia ci avevano messo un fabbrica, che poi successivamente fu trasformato in un centro commerciale.<br \/>\nDella sua tipografia, forse erano rimasti i cimeli, e a lui era rimasto un tumore ai polmoni, che da anni covava, ma in quel momento io non potevo saperlo, lo scopr\u00ec pi\u00f9 tardi, quando la portiera un giorno di autunno in cui mi ero fatta forza e mi ero decisa di andarlo a trovare mi raccont\u00f2 tutto.<br \/>\nAlberto era di Minori, aveva passato l\u00ec la sua infanzia, in giovent\u00f9 era andato a vivere in una citt\u00e0 pi\u00f9 grande, nulla di pi\u00f9 poteva spaesarlo, l&#8217;assenza del mare e la presenza imponente di una citt\u00e0 troppo grande per lui, lo aveva fatto costruire poi un suo micromondo di cui lui ne aveva piena padronanza, conosceva parola per parola di quei libri, formato per formato, ogni lettera una sua storia, ogni parola un suo significato, lui la sapeva.<br \/>\nLa sua morte non suscit\u00f2 in me, \u00a0tristezza, rabbia o indifferenza, sembravo un po&#8217; mia madre, quando raccontava della morte di suo padre, quando io parlavo di Alberto.<\/p>\n<p>Solo forse, c&#8217;\u00e8 un ricordo che mi riporta maggiore tristezza che non racconto mai a nessuno.<br \/>\nUn giorno Alberto, aveva deciso che doveva insegnarmi a fare le delizie al limone, passammo alcune ore per cercare di far coordinare la sua impazienza, ansia e meticolosit\u00e0 nella preparazione dei dolci e la mia poca dimestichezza e goffaggine in cucina, poi per\u00f2 il risultato fu piuttosto soddisfacente.<br \/>\nAssaggiai quelle delizie, le portai in spiaggia e mia mamma disse che erano buone, ma che era comunque preoccupata che frequentassi quell&#8217;uomo anziano, che sembrava essersene andato con la testa tra la cucina ed i suoi libri, ed io ridevo e scuotevo la testa, quella \u00e8 l&#8217;invidia delle persone quando scoprono che tra due anime c&#8217;\u00e8 qualcosa di bello che sia diverso da un banale amore, o da una storia di sesso.<\/p>\n<p>Era entrato cos\u00ec per caso, come succede un po&#8217; a tutti, fu mio amico solo per quell&#8217;estate, forse per me fu gi\u00e0 tanto. L&#8217;uomo che amava libri e poi \u00e8 morto di libri lo trovo spesso con me guardando qualche copertina dei libri comprati in quell&#8217;estate, che spolvero per caso nell&#8217;ingresso di casa mia.<br \/>\nOgni tanto mi metto ad annusare qualche copertina o la colla e la carta di un libro nuovo. Anche quando provo a preparare le delizie a limone, chiudo gli occhi apro le narici, e annuso, ma non sono le stesse di quell&#8217;estate dell&#8217;89.<br \/>\nAnche cos\u00ec, per via di cose e piccoli gesti quotidiani, si entra per restare nella vita di qualcuno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29860\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29860\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doveva essere l&#8217;estate dell&#8217; 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