{"id":29851,"date":"2017-02-06T12:24:02","date_gmt":"2017-02-06T11:24:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29851"},"modified":"2017-02-06T12:24:02","modified_gmt":"2017-02-06T11:24:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-semplicemente-donna-di-marika-carolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29851","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Semplicemente donna&#8221; di Marika Carolla"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa donna usc\u00ec dalla costola dell\u2019uomo , non dai piedi per essere calpestata , non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata\u201d<br \/>\nWilliam Shakespeare<br \/>\nScelgo di essere donna ogni giorno, quando mi guardo allo specchio e mi piaccio senza che nessun uomo mi faccia complimenti. Scelgo di essere donna, quando rifiuto uno schiaffo anche se ho alzato la voce, anche se lo \u201cmeritavo\u201d, quando sono libera di indossare quello che voglio. Scelgo di essere donna,anche se non ho la possibilit\u00e0 di divenire madre, di essere sempre perfetta, impeccabile, perch\u00e9 sono bella anche senza trucco e con il pigiama. Ognuna di queste parole gridate all\u2019aria, \u00e8 il frutto di una caduta profonda,che ha portato alla risalita dopo tempo.<br \/>\nMi sono sposata presto, quando consideravo l\u2019amore una dolce armonia, una passione irrefrenabile e le favole vere. Avevo appena venti anni e lui ventiquattro, ci siamo amati tanto, ci siamo amati male. Lui era dolce,buono, bello il pi\u00f9 bello di tutti, il mio principe, la mia pi\u00f9 triste illusione. Si arrabbiava per piccole cose, non mi permetteva di parlare con altri uomini diceva di essere geloso ed io gli credevo. Non voleva che uscissi, ero troppo ingenua e bella per camminare da sola, in sua assenza nulla mi era concesso. Lui non era il mio uomo, il mio Dio: io il suo semplice oggetto. Ora che le lacrime hanno consumato i miei occhi, riempito i miei giorni, succhiato il miele della vita e logorato le ossa : la verit\u00e0 \u00e8 dura da accettare. Io lo amavo, e l\u2019ho amato pi\u00f9 di me stessa, gli ho permesso di farmi del male, di svuotarmi l\u2019anima. Accettai le sue posizioni, non obiettai mai perch\u00e9 era lui il mio mondo. Trascorrevo gran parte del tempo a casa, mi occupavo delle faccende domestiche e fantasticavo sul mio futuro. Avrei voluto avere un bambino, essere al pi\u00f9 presto madre, ma adesso posso dire che \u201cper fortuna\u201d non n\u00e9 \u00e8 arrivato alcuno. Ero brava a scuola, avevo frequentato il liceo classico, la letteratura era la mia passione. Assaporavo ogni pagina bianca macchiata d\u2019inchiostro come se fosse il succo della mia conoscenza. Sentivo mia ogni storia, ogni poesia , uscivo dalle mie vesti per indossarne altre, per capire il dolore e la gioia e il turbamento dei pazzi, a detta degli altri, di artisti a mio parere. Innamorata di Dante, Petrarca, Leopardi io amavo e soffrivo con loro. Desiderosa di essere amata, trascuravo un amore pi\u00f9 forte e naturale: quello per me stessa. Mi dicevano che era l\u2019et\u00e0, che poi tutto sarebbe cambiato e l\u2019amore passato; che l\u2019apatia avrebbe abitato le mura della mia casa e la monotonia un posto chiamato cuore. Mi beffavo di loro, credevo di essere diversa, che la mia fosse una storia speciale: unica. Adesso \u00e8 l\u2019Amore a deridermi, ho paura di ascoltarlo, di sentirlo scorrere nelle vene,farlo pompare nel cuore. Lui lavorava a periodi alterni era un manovale, quando non era al cantiere sedeva al bar del centro. Beveva vino rosso, giocava a carte, tornava a casa tardi e ubriaco. Per le scale urlava e sbraitava come un rozzo individuo, svegliava il vicinato, me ne vergognavo.<br \/>\n\u201cSei una donnaccia, nemmeno una madre riesci ad essere. Ho sposato una poveraccia. \u201c E urlava, rideva.<br \/>\nLo prendevo sotto braccio, mi facevo forza, lo aiutavo a salire le scale. Aveva occhi di fuoco , un alito che sapeva di alcool, andava in bagno e usciva con i pantaloni sbottonati.<br \/>\nMi prendeva per i polsi, spingeva a letto, e alzava la lunga veste di seta del corredo. Incominciava a baciarmi con violenza sul collo, penetrava dentro di me, abusava del mio corpo. Distruggeva la mia dignit\u00e0. Nell\u2019oscurit\u00e0 della notte piangevo, mi sentivo sporca, sudicia, mi sentivo come una puttana. Anzi lo ero diventata ai suoi occhi, nelle sue mani, con le sue azioni. Queste situazioni si svolgevano almeno una volta a settimana, mentre io continuavo a tacere, a credere che tutti gli uomini fossero cos\u00ec, che era normale. Mantenni dentro di me questo segreto per un lungo periodo. Il mattino seguente a svegliarmi c\u2019era sempre il cinguettio degli uccelli, i colori dell\u2019alba e la speranza che lui sarebbe cambiato. Andavo in bagno, e mi facevo una lunga doccia. Mi strofinavo forte, insaponavo pi\u00f9 volte, come se il male subito avrebbe potuto essere cancellato dall\u2019 acqua. Soffocavo le urla, mi odiavo e lo odiavo. Per lui era diverso, si svegliava come se nulla fosse accaduto, mi baciava sulla gote, andava a farsi una doccia diceva di dover andare presto a lavoro. Diceva di amarmi.<br \/>\n\u201cQuanto sei bella Mar\u00ec, oggi vestiti bene che ti porto a fare una passeggiata. Adesso devo andare che il capocantiere mi aspetta gi\u00f9\u201d<br \/>\n\u201cVai allora non tardare.\u201d<br \/>\n\u201cE fammi un sorriso che non mi piace vedere questa faccia triste.\u201d<br \/>\nMi sforzavo di sorridere, l\u2019unica cosa che desideravo era quella di vederlo fuori casa. Volevo vederlo lontano da me. I primi tempi, gli credevo, lo aspettavo con indosso vesti colorate, ricche di aspettativa, ma tardava ogni volta per una scusa. Ricordo che una mattina dopo l\u2019ennesima violenza fisica, mi rifiutai di salutarlo e lui si arrabbi\u00f2, prendendomi per i capelli.<br \/>\n\u201cSei mia e fai quello che dico io. Senza di me non vali niente e mi devi rispetto, lo capisci o no.\u201d<br \/>\nIo non lo risposi e lui continuava ad agitarsi, era come un leone vicino alla sua preda, pieno di rabbia, indomabile.<br \/>\n\u201cAllora, perch\u00e9 minchia non rispondi? Non c\u2019\u00e8 l\u2019hai la lingua? E puttana?\u201d<br \/>\nContinuava ad imprecare contro di me, non riuscivo a rispondergli. Mi tirava i capelli, che teneva stretti in una sola mano. Quando li lasci\u00f2 vidi le mie ciocche cadere leggere sul pavimento; lo spinsi fuori casa e con tutta la mia forza chiusi la porta.<br \/>\nLo sentivo urlare, e battere i suoi pugni contro questa. Mi accasciai a terra e piansi al punto di farmi scoppiare la testa. Andai in bagno , mi guardai allo specchio urlai tutto il male che avevo dentro . Un grido forte, di dolore e liberazione allo stesso tempo. Non sarei rimasta un giorno in pi\u00f9 in quella casa, non mi importava di quello che avrebbe pensato la gente,non avrei continuato ad accettare soprusi perch\u00e9 lui \u00e8 un uomo ed \u00e8 cos\u00ec che deve essere. Preparai la valigia, ma prima tagliai i capelli. Non so spiegare il motivo per il quale comp\u00ec un simile gesto, ma era innata la voglia di un cambiamento rapido, ecco quello forse, fu il modo di dire addio alla vecchia me. Poteva essere considerata una banalit\u00e0 , ma in quel momento mi serv\u00ec tanto farlo: io stavo per rinascere. Ritornai a casa dai miei, e raccontai tutto, senza piangere come se fossi stata una semplice spettatrice e non da attrice . Mia madre, si sentiva colpevole di tutto perch\u00e9 ignara. Mi accompagn\u00f2 in bagno e invit\u00f2 a fare una doccia; vide i lividi violacei che avevo sulle braccia e sulle gambe. Mise una mano davanti la bocca e abbass\u00f2 il capo, la vidi piangere in silenzio. E piansi anche io, alzando il capo e lasciando che il getto della doccia mi bagnasse; le mie lacrime si confusero con l\u2019acqua, il respiro divenne faticoso: era breve. Vedevo il mio piccolo ventre gonfiarsi e calare velocemente, fu in quel momento che mia madre mi abbracci\u00f2 . Entr\u00f2 nella doccia, si bagn\u00f2 gli abiti e mi strinse forte a s\u00e9.<br \/>\n\u201cBambina mia, ti voglio bene. Perdonami\u201d.<br \/>\nPrese a baciarmi la fronte, le gote, le ferite sugli arti. Asciug\u00f2 le mie stanche membra, pass\u00f2 un unguento su di esso e lo copr\u00ec con abiti morbidi e caldi. Prefer\u00ec tacere, per non rovinare la sacralit\u00e0 di quel rito. Adesso mia madre si prendeva cura di un nuovo corpo, una nuova me. Mi misi a letto e crollai in un sonno profondo. Non pass\u00f2 molto tempo prima che mi addormentassi, ero a casa mia, al sicuro. Affinch\u00e9 aprissi gli occhi non era pi\u00f9 necessario un principe azzurro, anzi non era mai stato fondamentale qualcuno all\u2019infuori di me. Ero come lo specchio del bagno, che ruppi in preda alla disperazione, prima di andarmene via; avevo mille pezzi da ricucire . Ingenuamente chiedevo di nascosto a Dio perch\u00e9 mai avessi meritato tanto dolore, ma la sua fu una risposta che le mie umani orecchie non udivano. Un po\u2019 come la morte, nella vita bisogna accettare anche quello che razionalmente non si comprende. Dorm\u00ec tanto, da non riuscire a sentire nemmeno la lite di mio padre con il mostro. Fu mia madre a raccontarmi tutto la sera a cena.<br \/>\n\u201cMar\u00ec, lui oggi \u00e8 venuto . Urlava il tuo nome, era come un dannato, era maleodorante. Tuo padre gli ha sferrato un pugno, ho avuto paura. Ti ha offesa pubblicamente dinanzi a tutto il vicinato. E allora, stanca di sentire tutto, ho preso ad urlargli contro. Non so bene da dove ho preso tutto questo coraggio, ma l\u2019ho fatto. Tutti dovevano sapere la verit\u00e0. Noi siamo dalla tua parte.\u201d<br \/>\n\u201cManna, domani andr\u00f2 dall\u2019avvocato per avviare le pratiche del divorzio, \u00e8 la cosa migliore da fare.\u201d<br \/>\n\u201cVerremo con te. Non \u00e8 vero Luigi?\u201d<br \/>\nMio padre che fino a quel momento non aveva osato rivolgermi alcuna parola, mi abbracci\u00f2 .<br \/>\nIl peggio era passato. Una nuova vita mi aspettava; avevo sbagliato e non fallito. Mi ero illusa solo e non avevo amato. L\u2019amore fa gioire e non induce all\u2019oblio, alla perdizione.<\/p>\n<p>Nessuno, di fronte alle donne, \u00e8 pi\u00f9 arrogante, aggressivo e sdegnoso dell\u2019uomo malsicuro della propria virilit\u00e0.<br \/>\n(Simone de Beauvoir)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29851\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29851\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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