{"id":29772,"date":"2017-01-27T19:24:13","date_gmt":"2017-01-27T18:24:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29772"},"modified":"2017-01-27T19:24:13","modified_gmt":"2017-01-27T18:24:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-grumo-di-stefano-coppi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29772","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Grumo&#8221; di Stefano Coppi"},"content":{"rendered":"<p>Mi chiamo disastro. Lo so, \u00e8 un nome strano per un bambino.<br \/>\nI miei genitori litigano di continuo e a volte ho la sensazione che io sia l&#8217;oggetto del loro malumore. Poi all&#8217;improvviso mentre mio padre recita un copione melodrammatico, la sua mano calda inizia ad accarezzarmi con amore, come a volermi proteggere da un pericolo. Io non ho paura finch\u00e9 avr\u00f2 lei intorno a me.<br \/>\nOggi \u00e8 una giornata bellissima, lo sento. Anche se da qui mi giunge tutto un po&#8217; ovattato, il mio piccolo corpo sente il calore del sole, le voci delle persone, le loro risate scomposte. \u00c8 un&#8217;armonia che mi tranquillizza. Mia mamma parla poco con me ma quando \u00e8 nervosa prepara dei lunghi monologhi, tristi. Io cerco di farmi sentire, cerco di attirare la sua attenzione per stemperare quella malinconia. Lei mi appoggia una mano sulla testa e smette di piangere.<br \/>\nHa un passo veloce, andiamo quasi in affanno, sembra che qualcuno ci corra dietro.<br \/>\nUn portone pesante mi sorprende alle spalle con un tonfo secco. Siamo entrati in un ambiente freddo. I rumori sembrano provenire ancora da pi\u00f9 lontano, come se all&#8217;improvviso ci avessero immersi nell&#8217;acqua.<br \/>\nIl mare. Mi ricorda il giorno pi\u00f9 bello della mia vita. Mio padre e mia madre erano su un gozzo con lo scafo in legno, a largo di Madeira. Avevano da poco fatto l&#8217;amore, ancora nudi l&#8217;uno affianco all&#8217;altro, con il sudore di salsedine e il respiro ancora ritmato nel petto. Io ero a disagio in mezzo a loro ma avevo capito che quello era il mare. Quel profondo senso di libert\u00e0, spensieratezza, di infinito.<br \/>\n&#8220;Signorina questo \u00e8 un passo delicato della sua vita. Ho avuto il piacere di conoscere il suo compagno. Le devo chiedere ancora una volta se \u00e8 convinta della sua scelta.&#8221;<br \/>\nNon so qual&#8217;\u00e8 stata la risposta di mia madre ma quel silenzio mi mette in agitazione.<br \/>\nLa voce di quell&#8217;uomo \u00e8 composta, senza accenti dialettali. Lo immagino con una barba lunga sul viso, curata dalle forbici e dal balsamo. C&#8217;\u00e8 un odore nella stanza di ammorbidente, come in cucina quando mia madre mette in azione la lavatrice. Anche la stanza \u00e8 fredda come il resto dello stabile. Per fortuna c&#8217;\u00e8 questo sciarpone di lana a mantenermi al caldo.<br \/>\n&#8220;Ci saranno delle visite da fare prima dell&#8217;intervento ma pu\u00f2 stare tranquilla questo reparto \u00e8 un&#8217;eccellenza per il nostro ospedale.&#8221;<br \/>\nNon riesco a capire di cosa stanno parlando ma quest&#8217;ultima parola non mi piace. L&#8217;ho sentita in qualche altro discorso dei grandi e sempre con toni mesti. I grandi sorridono quando le parole sono buone e diventano tristi quando invece ricordano qualcosa di negativo. A me piace sentirli sorridere, mi mette di buon umore, per questo non vedo l&#8217;ora di uscire da questo posto.<br \/>\n\u00c8 strano come i grandi facciano tutto davanti ai nostri occhi, senza pensare che siamo anche noi degli spettatori. Forse pi\u00f9 ingenui ma abbiamo tutto quello che ci occorre per percepire le emozioni.<br \/>\nMia madre deve essere molto bella. Ogni volta che camminiamo per strada c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che le fa un complimento. Si allena tanto in palestra e spesso si avvicinano persone per chiederle dei consigli. \u00c8 educata e allegra quando sta in compagnia. Non so se finge ma la sua risata \u00e8 contagiosa.<br \/>\nHa un&#8217;amica con cui si vede spesso, Sonia. Parlano degli attori nelle fiction spagnole, dei ragazzi che hanno incontrato e dei loro strani modi di approcciare. Non so cosa voglia dire ma penso sia una sorta di codice con il quale si fa capire ad una ragazza che si ha voglia di stare insieme. Sonia dice sempre che sbagliano l&#8217;approccio e cos\u00ec li molla sul pi\u00f9 bello. Poi ridono a crepapelle e io non so il perch\u00e9.<br \/>\nUna cosa per\u00f2 l&#8217;ho capita. Mia madre ha vergogna di me. Non mi presenta a nessuno, mi tiene una mano stretta sul petto quasi a farmi scomparire in lei. Non vuole allontanarmi, lei \u00e8 mia madre come potrebbe fare una cosa del genere ma ha paura forse che la gente la giudichi. \u00c8 molta attenta a non parlare di se con nessuno e cos\u00ec lascia che io mi mimetizzi tra i colori dei suoi vestiti.<br \/>\nLa immagino elegante, tonalit\u00e0 scure, per esaltare i lineamenti mediterranei e le forme del suo corpo. Mio padre \u00e8 molto gentile con lei. Quando la tocca con la punta delle dita, \u00e8 un fremito irregolare che si perde come una scossa leggera tra pelle e ferro. Le mani di mio padre non mi cercano mai, anche lui fa finta di non conoscermi. Io resto l\u00ec, avrei bisogno di lui ma non so come dirglielo.<br \/>\nJolly \u00e8 sempre l\u00ec a rompere quell&#8217;equilibrio tra i miei, abbaia, entra in camera, salta sul letto senza alcun invito. Forse per farmi notare dovrei fare come lui, dovrei essere sfrontato. Non mi piace l&#8217;odore di Jolly, d\u00e0 fastidio anche a mia madre. Spesso lo allontana portandosi una mano al naso. Gli odori sono il canale pi\u00f9 immediato per percepire ci\u00f2 che piace a mia madre. Quando prende la maglia a collo alto e se la porta al viso di l\u00ec a poco ci allontaniamo e scappiamo via in spazi aperti. Cucina poco anche per questo. Gli odori la mettono di cattivo umore e quando mi accorgo di questo resto immobile. Dopo qualche minuto qualcosa nel suo stomaco si rilassa e va meglio.<br \/>\n\u00c8 fantastica la sintonia che c&#8217;\u00e8 tra noi, mi fa stare sereno. Nonostante le stranezze che accadono io con lei non ho paura di nulla.<br \/>\n&#8220;Ne abbiamo gi\u00e0 parlato Andrea!&#8221; Tuona mio padre.<br \/>\nSento le onde del mare solleticare i piedi di mia madre, ancora quell&#8217;odore di salsedine, quel senso di infinito. La voce di mio padre \u00e8 perentoria, un accenno di mal di gola la rende ancora pi\u00f9 cupa. Raschia su una fredda lamiera. Non si intenerisce neanche davanti al suo singhiozzo.<br \/>\n&#8220;\u00c8 un disastro, un disastro.&#8221; Parla di me, sento i suoi occhi addosso. Ho paura perch\u00e9 ora le mani di mia madre sono ferme nella sabbia. Le sue dita si aggrappano a una terra instabile. Vorrebbe gridare, lo sento. C&#8217;\u00e8 qualcosa in gola che le ferma il respiro e io vorrei gridare per lei contro quel mostro che vuole spaventarla.<br \/>\nL&#8217;auto corre nervosa lungo una litoranea deserta. Restano in silenzio finch\u00e9 un ciao appena accennato rimane sospeso nell&#8217;aria, prima di rimanere soli.<br \/>\nNon vuole pi\u00f9 piangere, non ne ha pi\u00f9.<br \/>\nSo gi\u00e0 come andr\u00e0 a finire. Chiamer\u00e0 la sua amica e finiremo in un locale del barrio basso a ballare fino al mattino. A me piacciono quelle serate. Mi piace il ritmo che scorre tra le nostre vene in una complicit\u00e0 sempre pi\u00f9 forte. Lei balla per coprire quelle voci. Le voci del dottore, le voci di mio padre, le voci della sua coscienza. Ecco, la coscienza. C&#8217;\u00e8 un altro uomo triste nella vita di mia madre. Lo immagino magro con la barba sempre ben rasata, con le mani lunghe e senza calli. Camicia ben stirata e pantalone in piega. Un uomo dalla voce armoniosa che parla di coscienza come di una persona a cui dover rendere conto. Dev&#8217;essere qualcuno a cui deve tanto mia mamma, perch\u00e9 asseconda quei discorsi noiosi, snocciolando una litania di si sommessi.<br \/>\nUn&#8217;idea di questa coscienza me la sono fatta anch&#8217;io. Devi rispettare le sue regole altrimenti non sarai mai felice. Mia madre non penso voglia dare ascolto a quell&#8217;uomo dalla voce ipnotica. Lo va a trovare per una forma di gentilezza ma dentro di se non c&#8217;\u00e8 pentimento. Prima di andarcene lo saluta baciandogli le mani. Si inginocchia e si rialza velocemente per poi correre lontano ancora a passo veloce.<br \/>\nMia madre non vive, scappa. Ho paura che non abbia il tempo di godersi delle giornate di sole n\u00e9 di questa pioggia che ci bagna i capelli. Io mi diverto sotto a quest&#8217;acqua perch\u00e9 sembra un mare che cade dal cielo. Ci bagna i vestiti addosso, come quel giorno che con mio padre si p a rincorrere sul bagnasciuga. Tornando in auto si spogliarono lasciando appesi ai finestrini i vestiti. Ero felice sentendoli ridere.<br \/>\nCosa pu\u00f2 cambiare un bel ricordo in un incubo. Forse sono troppo piccolo per capirlo ma mi piacerebbe chiederlo ai grandi. Loro non sono come me, sanno dare una risposta a ogni cosa. Io quando non capisco qualcosa resto in silenzio, al massimo guardo un punto indefinito della mia stanza in attesa di un intuito. Per ora mi accontento di capire il mondo da quello che sento, poi crescer\u00f2 anch&#8217;io e sapr\u00f2 dare una risposta a ogni cosa.<br \/>\nOggi ci siamo svegliati prestissimo. In casa c&#8217;\u00e8 l&#8217;odore dei cavoletti al vapore del pranzo di ieri. Per la stanchezza della serata danzante si \u00e8 anche dimenticata di chiudere le persiane. Entra un sole prepotente nella stanza ricolorando ogni oggetto di tonalit\u00e0 vivaci. Jolly non sale sul letto quando non c&#8217;\u00e8 mio padre. Coriandolo \u00e8 l\u00ec di fianco a noi con i suoi occhioni di ghiaccio e un ghigno divertito sul volto peloso. \u00c8 un peluche gigante di pinguino africano. Mi ricordo quando glielo portarono i nonni dal museo di scienze di San Francisco. Panciotto bianco e nero, una pennellata di rosa intorno agli occhi, il passo goffo di un bipede curioso, qualche schizzo di nero sul manto bianco come di un artista distratto.<br \/>\nMia madre inizia a prepararsi una borsa mettendoci molte pi\u00f9 cose di quelle che di solito usa per la palestra. \u00c8 nervosa. Va da una parte all&#8217;altra della casa, controllando pi\u00f9 volte negli stessi cassetti. Scendiamo di casa con una borsa gonfia di cose inutili. Ha l&#8217;affanno. Io cerco di stare immobile per non rendere le operazioni pi\u00f9 complicate.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un sole che batte forte sulla tappezzeria dell&#8217;auto, sento i muscoli della sua schiena ammorbidirsi al contatto con la pelle del sedile.<br \/>\n&#8220;Signorina buongiorno. Siamo pronti?&#8221; A quel signore che mia madre chiama dottore non risponde mai. C&#8217;\u00e8 un linguaggio segreto a cui volontariamente non devo partecipare.<br \/>\nLa sdraiano su un lettino. Le dicono parole rasserenanti finch\u00e9 un sapore dolce nel sangue mi intontisce. Mi sembra di entrare in un sogno ad occhi aperti. Un tubicino di plastica si avvicina a me, c&#8217;\u00e8 dell&#8217;aria che spinge verso il suo interno. Non ho abbastanza forza per resistere, sono un pugnetto di cellule informe. Troppo poco per gridare, per aggrapparmi, per fermare tutto questo. Non ci sono pi\u00f9 le mani di mia madre a proteggermi, sono lontane dalla sua pancia. Sento ancora rimbombare nella testa il mio nome, disastro. Sono sicuro che se fossi nato quel brutto nome lo avrebbero cambiato. Eppure la prima volta che i miei genitori andarono da quest&#8217;uomo che si fa chiamare dottore ho sentito le loro lacrime di gioia mentre a video veniva proiettato il mio cuore. Ricordo che accelerarono all&#8217;impazzata i battiti del mio piccolo muscolo. Ora sento ancora quel battito accelerare nel petto. Non per amore ma per paura. Sta succedendo qualcosa di irrimediabile e io resto inerme ad aspettare. Delle contrazioni improvvise mi scuotono da questo torpore. Un fremito sulla pelle di mia madre. Vorrei portare con me quei sorrisi che esplodevano di colpo sul divano guardando i costumini di carnevale dei neonati. Vorrei specchiarmi nei tuoi occhi. Vorrei aggrapparmi ai tuoi capelli. Copiare le smorfie del tuo viso. Ma dall&#8217;altra parte di questo tubicino \u00e8 buio e io non credo di avere pi\u00f9 tempo per dirti che voglio vedere il mare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29772\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29772\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo disastro. 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