{"id":29604,"date":"2017-01-02T11:26:59","date_gmt":"2017-01-02T10:26:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29604"},"modified":"2017-01-02T11:26:59","modified_gmt":"2017-01-02T10:26:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-in-trappola-di-anna-serra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29604","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;In trappola&#8221; di Anna Serra"},"content":{"rendered":"<p>Un boato fortissimo. Non so che ore siano, ma ipotizzo sia notte fonda dato che non avverto rumori al di fuori del frastuono che assomiglia a un\u2019esplosione. E\u2019 un attimo: perdo il contatto con il materasso e mi sento sprofondare nel vuoto. Precipito non so dove, ma a me sembra una discesa agli inferi. Mi ritrovo nell\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 totale e le mie pupille faticano ad abituarsi al buio fitto che mi avvolge. Non riesco a muovermi, la gamba destra \u00e8 incastrata sotto un calcinaccio di grosse dimensioni che mi paralizza. Ci impiego un po\u2019 a realizzare cosa sia accaduto, poi capisco: la vecchia casa della nonna, il mio rifugio nei momenti di sconforto, \u00e8 crollata, si \u00e8 sbriciolata come un frollino inzuppato nel latte bollente. Le pareti, il pavimento, i mobili: tutto \u00e8 stato inghiottito in una voragine di cemento, pietra e mattoni. Inizio a gridare \u201cNonna, nonnaaaaaaaa!\u201d, ma mi risponde un silenzio inquietante e l\u2019eco della mia stessa voce. Chiss\u00e0 dov\u2019\u00e8, se \u00e8 scivolata fuori dal letto, se si \u00e8 fatta male, se sente dolore in qualche parte del corpo. Mia nonna Vittoria, che porta un nome importante: colei che vince. Chiss\u00e0 se \u00e8 riuscita a vincere anche stavolta, scampando al crollo. E la mia gatta Penelope? Dove sar\u00e0 finita? Avr\u00e0 fatto in tempo a mettersi in salvo? Gli animali sono sensibili, sono dotati di un sesto senso. Ora capisco la sua agitazione dopo cena, quando si muoveva inquieta e nervosa nel giardino. La immagino come una creatura sovrannaturale, con poteri speciali che le permettono di prevedere l\u2019arrivo del sisma e di percepire tremori tellurici che n\u00e9 gli umani n\u00e9 i sismografi sono in grado di registrare.<\/p>\n<p>Avverto una fitta all\u2019arto ferito, faccio per muoverlo ma \u00e8 bloccato. Avrei bisogno di camminare, di riattivare la circolazione sanguinea, invece mi sento compressa da un peso che mi sovrasta. Brividi glaciali mi scuotono la schiena: vorrei coprirmi, ma oltre il pigiama non dispongo di nulla. Solo di me stessa. I denti ballano, iniziando una danza febbrile. Chiamo di nuovo la nonna, sperando che la mia voce la raggiunga e la rassicuri, ma ancora una volta la mia richiesta d\u2019aiuto viene affidata al vento. Non ho idea di quanto tempo sia trascorso, qui sotto \u00e8 tutto ovattato ed \u00e8 facile perdere la cognizione del tempo, ma non quella dello spazio, che \u00e8 stretto, angusto, soffocante. Passano i minuti, passano le ore. Intorno a me avverto delle scosse, deboli, ma presenti. La terra trema, poco, ma ferma non sta. E\u2019 uno sciame continuo, quasi impercettibile, ma c\u2019\u00e8. Ormai mi sembra di stare qui sotto da un\u2019eternit\u00e0. Ho un disperato bisogno fisiologico, \u00e8 da un po\u2019 che trattengo e sto per scoppiare. Non ho altra scelta: lascio che l\u2019urina sgorghi, infradiciandomi le mutandine e il pigiama. Sento il liquido scivolare caldo lungo le cosce. E\u2019 una sensazione sgradevole, di vergogna, di mancanza di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Passano i minuti, passano le ore. Ogni tanto chiamo aiuto a gran voce, nel tentativo di attirare l\u2019attenzione di qualcuno, ma per l\u2019ennesima volta il mio urlo angosciato non viene raccolto e si dissolve nell\u2019aria. Immagino che a questo punto i soccorritori abbiano iniziato le ricerche, vedo mani nude che scavano avide e impazienti nella terra e fra le rovine di edifici che non esistono pi\u00f9, per recuperare i superstiti, per salvare vite umane. Io sono sepolta qui sotto, sono ancora viva, sto relativamente bene. Vi scongiuro, liberatemi. Ho sete, la gola \u00e8 riarsa e brucia, la salivazione si sta riducendo. Ho anche fame, lo dice il mio stomaco borbottando. Penso agli gnocchi della nonna impastati a mano nella farina e avvolti in un canovaccio a riposare in cucina: chiss\u00e0 dove sono finiti, saranno rotolati in mezzo ai calcinacci.<\/p>\n<p>Passano i minuti, passano le ore. Mi sento sempre pi\u00f9 debole. Ho la sensazione che i miei battiti cardiaci stiano diminuendo, come un orologio che rallenta la sua spietata corsa contro il tempo. Sto perdendo lucidit\u00e0. Oramai \u00e8 trascorso un tempo infinito e la speranza di essere ritrovata si affievolisce, sostituita da una sconfortante certezza: morir\u00f2 qui sotto, avvolta dalla polvere e schiacciata da queste macerie. Mi hanno murata viva. E\u2019 come essere sigillati in una bara, ma respirare ancora. Una sensazione allucinante, che rende folli. Sento che lo scheletro vestito di nero e con la falce in mano sta arrivando per portarmi via, anche se io ho ancora fame, sete e freddo. Forse quando non percepir\u00f2 pi\u00f9 questi stimoli, sar\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 finita, sul serio. Per sempre. Chiudo gli occhi e mi rivedo bambina: le treccine nei capelli, il viso giovane di mia madre, i regali di Natale sotto l\u2019albero, mio padre che mi insegna a pedalare in bicicletta, le recite scolastiche con la maestra, poi il primo bacio, il primo innamoramento, il primo esame all\u2019universit\u00e0, la tesi in architettura. Allora \u00e8 vero che nel momento che precede la morte, la vita trascorsa ci scorre sulla retina come un promemoria, come il trailer di un film, con i fotogrammi pi\u00f9 significativi. Mi sembra di aver varcato la soglia di un\u2019altra dimensione, in cui tutto \u00e8 sospeso, irreale. Un\u2019enorme bolla d\u2019aria. Non so pi\u00f9 se sto sognando, vaneggiando o se appartengo ancora al mondo dei vivi, penso di essere entrata in uno stato di semi incoscienza, di non ritorno.<\/p>\n<p>Sento delle voci, ma non mi \u00e8 chiaro da dove provengano: sono reali o frutto di un\u2019allucinazione? Sono distanti, confuse. Poi avverto degli smottamenti, dei rumori via via pi\u00f9 vicini, ma non sono pi\u00f9 in grado di parlare. Vorrei gridare, ma la mia voce \u00e8 congelata. Mi sono persa e non so dove mi trovo. Non sento pi\u00f9 niente, nemmeno il dolore. Ripiombo in uno spaventoso silenzio. Fino a che una lingua umida e tiepida mi desta inaspettatamente dal mio torpore, leccandomi la faccia. Un contatto. Apro lentamente le palpebre impiastrate e intorpidite e mi ritrovo un muso nero a cinque centimetri dalla mia pelle. Un angelo custode con due occhi intelligenti e vispi che mi stanno fissando incuriositi. Il muso si muove, mi annusa e abbaia. Un chiarore abbagliante mi investe quasi tramortendomi e di colpo mi sento pi\u00f9 leggera. Una voce maschile urla in modo concitato, ma esultante: \u201cC\u2019\u00e8 qualcuno qui sotto!!!\u201d. Braccia robuste mi sollevano verso l\u2019alto con grande cautela. Qualcuno chiede il mio nome, ma non riesco a pronunciarlo. Mi sembra la domanda pi\u00f9 difficile al mondo. Un\u2019altra persona commenta: \u201cForse si tratta di Emma, la nipote della signora Vittoria. Era cos\u00ec angosciata per lei!\u201d. S\u00ec, sono proprio io. Grazie per aver lottato per me e per avermi restituito alla vita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29604\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29604\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un boato fortissimo. 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