{"id":29544,"date":"2016-12-22T02:44:58","date_gmt":"2016-12-22T01:44:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29544"},"modified":"2016-12-22T19:29:49","modified_gmt":"2016-12-22T18:29:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-la-curiosita-di-goran-krivokapic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29544","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;La curiosit\u00e0&#8221; di Goran Krivokapic"},"content":{"rendered":"<p>Il Signor L era l\u2019impiegato di un\u2019azienda di assicurazione.\u00a0 La sua vita era usuale e monotona. Dopo il lavoro si recava a casa, faceva uno spuntino e usciva a fare la passeggiata nel quartiere dove si trovava il suo appartamento. Di solito, sua moglie non lo accompagnava. Invece, rimaneva a casa a guardare la televisione, e chiacchierare con le sue amiche al telefono.\u00a0\u201cTorno subito per la cena\u201d, disse e usc\u00ec fuori.<\/p>\n<p>Era una serata dell\u2019inizio di novembre, nebbiosa, umida\u00a0e tranquilla. Nell\u2019aria fresca, il suo respiro faceva i fumetti che uscivano dalla sua bocca. Le foglie cadute per terra, ingiallite e bagnate, avevano formato il tappeto scivoloso su cui camminava. La strada era deserta, l\u2019asfalto luccicante.\u00a0 A stento riusciva a deviare i pensieri dal lavoro e i suoi colleghi. Anche queste camminate diventavano noiose, sebbene il suo dottore gli raccomandasse l\u2019attivit\u00e0 fisica. Come per equilibrare la troppa astinenza dai piaceri della vita, si ferm\u00f2 a un angolo della strada e accese la sigaretta. Tirava i fumi mentre fissava un bel giardino dall&#8217;altra parte della strada, non tanto per ammirarlo quanto per focalizzare i suoi pensieri. Cominciava a imbrunire e la nebbia si addensava. I fari abbaglianti di un\u2019auto e il rumore del motore lo riscossero dalla sonnolenza. Prosegu\u00ec a camminare verso un parco con gli alberi grandi e fitti. Gli piaceva questo posto, sempre ombroso e tranquillo. Si addentr\u00f2 e si diresse verso l\u2019atra parte del parco, per fare un largo giro, passando davanti alla casa famigliare dove era cresciuto. Dopo la morte dei suoi nonni, la venderono a un\u2019azienda che aveva l\u2019intenzione di rinnovarla per i suoi uffici.<\/p>\n<p>La nebbia era gi\u00e0 fitta fitta e appena vedeva a dieci metri davanti a se.\u00a0 Gli sembr\u00f2 che sentisse delle voci. Ed ecco, comparvero anche le silhouette di una compagnia.\u00a0 Ormai si distingueva la coppia con un bambino che camminava verso di lui. Che costumi indossavano, proprio da carnevale.\u00a0 La donna era in un vestito antico, lungo fino a terra, con un cappello adornato di piume, e l\u2019uomo con i baffi a manubrio, il cilindro in testa, monocolo, bastone, frak e i calzoni un po\u2019 corti a vita alta. \u201cPotrebbero essere gli attori di un teatro, magari usciti per una breve pausa a stirare le gambe, o protagonisti di un circo\u201d, pens\u00f2.<\/p>\n<p>Loro lo guardavano sorridendo come se gi\u00e0 lo avessero conosciuto da qualche parte. Si fermarono, e lo salutarono: \u201cBuona sera signore. Come sta\u201d. E lui si stup\u00ec: \u201cCi conosciamo?\u201d domand\u00f2. \u201cCome no. Anzi, siamo abbastanza vicini\u201d. \u201cMi avete scambiato con qualcun altro\u201d? \u201cNo signore, sappiamo chi \u00e8. Ne siamo sicurissimi\u201d, dissero con lo stesso sorriso, mite e tranquillo. Il Signor L fu sbalordito, perch\u00e9 in quel momento si rese conto che non si trattava di pazzi o beffatori, ma di gente seria e sincera. \u201cSaremmo lieti di ospitarla a casa nostra per un t\u00e8. Abitiamo a due passi da qui\u201d, dissero, facendo un gesto con la mano verso la strada che portava fuori dal parco.\u00a0 Lui fu in dilemma se darsi alle gambe o andare con loro. Oltre alla sua curiosit\u00e0, aveva un desiderio ardente di fare qualcosa di coraggioso nella sua vita, di spezzare la solita routine quotidiana che lo soffocava. \u201cPerch\u00e9 no\u201d, disse, e si avvi\u00f2 con loro, gi\u00f9 per il sentiero del parco, fra la nebbia.<\/p>\n<p>Appena uscirono dal parco, il signor L rimase intontito. Tutta la gente vestita di costumi come quei due camminava lentamente per il corso. Sulla strada coperta in pav\u00e9, illuminata con i lampioni, passavano le carrozze. Cercava di nascondere il dispiacere, lo strano sconforto che a mano a mano sentiva guardando un altro mondo attorno a se. La coppia con il bambino si ferm\u00f2 davanti a una casa, e con un gesto della mano, l\u2019uomo lo invit\u00f2 a entrare. Lui alz\u00f2 la testa, guard\u00f2 la facciata, poi si volt\u00f2 indietro e guard\u00f2 dall\u2019altra parte della strada, e cap\u00ec che era sotto la casa della sua infanzia.\u00a0 Si rivolse all\u2019uomo balbettando: \u201cMa co\u2026com\u2019\u00e8 possibile\u2026?\u201d.\u00a0 La sua perplessit\u00e0 fu accolta con il solito sorriso cortese, e la mano ancora nel gesto ospitale. Entrarono. Lui si mise in una poltrona nella stanza, dove una volta trascorreva ore e ore con i suoi nonni, che si occupavano di lui, ogni mattino. Sotto la luce fioca del lume a petrolio guardava i mobili antichi. Sulle pareti erano appesi i ritratti degli ospiti. Si avvicin\u00f2 al quadro del bimbo e lo guardava attentamente, spinto da una curiosit\u00e0 senza una ragione chiara.\u00a0 Sent\u00ec alle spalle i passi della gente che entrava nella stanza. La donna portava un vassoio con le tazze di t\u00e8, e disse: \u201cLuca caro, ti piace il nostro Giuseppe?\u201d. La domanda gli tolse il respiro. Fu la prima volta che lo chiamassero per il suo nome. Sent\u00ec pure il nome conosciuto del bambino. Questo svincol\u00f2 il suo sospetto, fino a quell\u2019istante ben celato e trattenuto dal suo timore dell\u2019avvenimento bizzarro e surreale. La pesantezza del momento e la paura lo soffocavano. \u201cScusatemi\u201d, disse con una voce che non parve sua, e corse via verso la porta, gi\u00f9 per le scale, fra la gente, senza fermarsi, senza guardare di lato, attraverso&#8217; il parco, fra la nebbia e il buio,\u00a0 rincas\u00f2 a perdifiato.<\/p>\n<p>Toglieva la sua giacca tutto affannato, sudato, con il viso stralunato. Sua moglie lo aspettava nell\u2019ingresso: \u201dSanto cielo, ma dove sei stato finora? La cena si \u00e8 raffreddata\u201d.\u00a0 \u201cMah\u2026 niente, sono andato a trovare i miei bisnonni\u201d, mormor\u00f2, nascondendo il suo viso rosso e sudato. \u201cI tuoi bisnonni erano morti prima che tu nascessi\u201d, disse la moglie, si volt\u00f2 indietro e continu\u00f2 a voce bassa e rassegnata: \u201cSei completamente ammattito.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29544\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29544\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Signor L era l\u2019impiegato di un\u2019azienda di assicurazione.\u00a0 La sua vita era usuale e monotona. 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