{"id":29542,"date":"2016-12-22T02:21:11","date_gmt":"2016-12-22T01:21:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29542"},"modified":"2016-12-22T19:30:34","modified_gmt":"2016-12-22T18:30:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-treno-di-goran-krivokapic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29542","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il treno&#8221; di Goran Krivokapic"},"content":{"rendered":"<p>Il treno si trascinava pigramente lungo una pianura, circondata di montagne scoscese e rocciose. Alla fine dell\u2019ottobre la vegetazione mostrava uno spettacolo dei colori caldi. Il sole del tardo pomeriggio, basso e mite intensificava la gamma gialla del fogliame, faceva le ombre lunghe e penetrava attraverso lo sporco finestrino nello scompartimento. C\u2019erano alcuni contadini che bisbigliavano l&#8217;uno coll&#8217;altro, e tante ceste e bauli sopra di loro, sul ripiano portabagagli. Un altro soldato sul sedile d\u2019altra parte come se evitasse di guardare lui, forse stufo di qualsiasi cosa che gli ricordasse alla guerra.<\/p>\n<p>Guardava il paesaggio che sfuggiva, ma senza alcun interesse. La sua mente era indurita e desensibilizzata dagli anni di guerra, incapace di percepire fascini e godimenti della vita quotidiana. Chi sa quanto tempo ci sarebbe voluto per curarsi dai pensieri ossessivi e tormentosi, e scene di trincee piene di fango, sudiciume e ratti; i suoi compagni fatti a pezzi e sparsi per i campi. Spietata solitudine; era in balia del passato, indifeso.<\/p>\n<p>Si alz\u00f2 in piedi, indugi\u00f2 un attimo stirandosi le gambe, e pass\u00f2 a forza tra i contadini noncuranti, fuori nel corridoio. Si mise vicino a un finestrino aperto e accese una sigaretta. Vide il controllore avvicinandosi. \u201cPer favore, quanto ci vuole per arrivare a Castel San Pietro?\u201d. \u201cUna buona mezzora\u201d rispose l\u2019ometto con piccoli baffi e lo sguardo furbo. La gente, perlopi\u00f9 povera e rustica camminava lungo il corridoio portando fagotti preziosi, e trascinando dietro i loro bagagli. Di tanto in tanto, lui doveva appiattirsi contro la parete per lasciarla passare, sentendo gli urti contro le gambe e fianchi. Si gir\u00f2 indietro contro il finestrino aperto e fu abbagliato dal sole diretto, e lo spiffero gli arruff\u00f2 i capelli. Chiuse gli occhi e i pensieri, finora inibiti dal timore dell\u2019ignoto e gli anni senza alcuna notizia da casa, gli irruppero come attraverso una diga alzata. Vede il viso dolce e impietrito di sua moglie e i grandi occhi neri increduli quando le disse che fu reclutato, l\u2019ora pi\u00f9 dolce, appena due mesi dopo si erano sposati. E cosa avrebbe trovato dopo gli anni della guerra e la prigionia in Germania, la questione fermamente ancorata nella sua subcoscienza ed emergeva improvvisamente, astuta e spietata. La vita si sarebbe ripresa dal punto in cui era stata interrotta? L\u2019amore c\u2019era, sopravvenne il pensiero apposta per rinfrancarlo.<\/p>\n<p>Butt\u00f2 la cicca fuori dal finestrino e apr\u00ec la porta dello scompartimento, e di nuovo si sent\u00ec il rumore dei contadini che parlavano in dialetto. Quanto si intensificava l\u2019acutezza delle sue preoccupazioni tanto si riducevano i suoi sensi di percepire il mondo intorno a se. All\u2019improvviso si ud\u00ec il grido \u201cCastel San Pietro la prossima stazione\u201d. Questo lo scosse dal torpore. Balz\u00f2 in piedi come se si fosse bruciato e prese il suo baule militare dal portabagagli. Si diresse verso l\u2019uscita adagio adagio, lasciando gli altri passeggeri davanti a s\u00e9.<\/p>\n<p>Scese dal treno, e si ferm\u00f2 sul marciapiede per raccogliersi sulla brezza fresca del crepuscolo autunnale. Riprese il cammino per le vie conosciute. Ecco, si avvicinava il momento aspettato per anni, cos\u00ec spesso balenato nei dolci sogni dell\u2019alba e durante le soste nelle trincee e quando la speranza gi\u00e0 cominciava a morire. Intravide la casa a distanza, circondata dalla vegetazione gi\u00e0 oscurata dal crepuscolo. E allora nell\u2019animo di lui, all\u2019improvviso in mezzo alle inquietudini nacque una grandissima gioia. Si avvicino alla porta e buss\u00f2, senza chiamare. Passarono attimi interminabili. Si ud\u00ec lo sferragliare della serratura e la porta si schiuse. Apparve la donna con gli occhi belli, sorridenti e curiosi. Ovviamente in controluce stentava a ravvisarlo. E lui, sorridendo le disse: \u201cAngela, sono io\u201d. Il sorriso della donna mor\u00ec, e il viso si contorse in una smorfia dolorosa. \u201cOh Dio\u201d pronunci\u00f2 con una voce debole e si accasci\u00f2 sul pavimento.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29542\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29542\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il treno si trascinava pigramente lungo una pianura, circondata di montagne scoscese e rocciose. 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