{"id":29518,"date":"2016-12-21T10:53:48","date_gmt":"2016-12-21T09:53:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29518"},"modified":"2016-12-22T18:39:27","modified_gmt":"2016-12-22T17:39:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-cuore-di-gesso-di-francesca-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29518","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Cuore di gesso&#8221; di Francesca Romano"},"content":{"rendered":"<p>Il bianco candido dell\u2019abito di scena contrastava con il buio dell\u2019anima. Le ciglia pesantemente truccate le accarezzavano il volto di ceramica, filtrando gocce di lacrime scure. \u00ab\u00c8 un\u2019allergia\u00bb aveva specificato alle sue colleghe curiose di conoscere la sua silente disperazione. Si era appuntata una rosa bianca di tulle sui lunghi capelli neri, raccolti in una crocchia laterale. Era stata una richiesta di Fabian, mentre si stringevano abbandonati tra le lenzuola nell\u2019hotel a ore a Monmatre. La chiamava <em>mon<\/em> <em>petit fleur <\/em>e lei, come una stupida, aveva insistito per ottenere, contro il volere della costumista, quello che ora riteneva solo un inutile orpello. Le altre ballerine, leggermente scostate dal centro del palco, la circondavano a semicerchio, indicandola in posizione <em>en dehors<\/em>. Era lei la star indiscussa. Le sue braccia ossute formavano un\u00a0 cerchio: avrebbe voluto gettarvisi dentro, chiudere gli occhi e scomparire inghiottita da quel buco nero.<\/p>\n<p>Il balletto era terminato, come la sua vita. In attesa del responso del pubblico e del suo destino, contraeva il volto mostrando profonda tristezza e malinconia. Tutti la ritenevano una grande interprete, una perfetta Giselle, la migliore dell\u2019Oper\u00e0, ma era solo una ballerina di fila della propria vita. Le labbra rosse fuoco socchiuse le permettevano a malapena di inspirare l\u2019aria che scarseggiava. Avrebbe voluto spalancarle, urlare la propria disperazione; invece era compita, in attesa del suo destino gi\u00e0 scritto. Le pareva che l\u2019odore del gesso delle scarpette da punta le penetrasse nel naso sottile, fino a infiltrarsi nello sterno e afferrarle il cuore impietrito come gesso solidificato. Se non avesse percepito il tamburellare dei propri battiti, avrebbe giurato di essere morta.<\/p>\n<p>Il lungo collo era proteso in avanti in una perfetto cambr\u00e8, il tulle dell\u2019abito le accarezzava il corpo minuto sfiorandole delicatamente le spalle ossute. Avrebbe voluto alzarsi, strapparsi il vestito, il cuore di gesso e scappare lontano. Invece se ne stava immobile, dimessa, divorata dall\u2019interno, con le viscere contratte. I grandi occhi neri erano rivolti al pavimento polveroso; avrebbe voluto alzarli al cielo in cerca di un Dio assente, perch\u00e9, se fosse esistito, Fabian sarebbe rimasto, regalandole il suo amore invece destinato a un\u2019altra.<\/p>\n<p>Le aveva lasciato solo un biglietto accompagnato da un mazzo di rose bianche: \u201c<em>Mon petit fleur,<\/em> non posso continuare a vivere cos\u00ec. La mia vita appartiene a un\u2019altra, ma non il mio cuore. Tuo per sempre, Fabian\u201d.<\/p>\n<p>Si mosse cercando con un gesto rapido di asciugare le lacrime che scorrevano lungo il volto. Le mani ossute si soffermarono sulle gote pallide, che si tingevano di un rosso vivido solo dinanzi a lui. Accolse con un inchino gli applausi cercando di sorridere, mentre voleva morire. La luce di scena la abbagliava. Con uno sguardo disperato cerc\u00f2 nella prima fila della platea. Era il posto di Fabian. Ad ogni prima si liberava dalla moglie con una scusa e correva tra le sue braccia.<\/p>\n<p>La \u00a0poltrona di velluto rosso era vuota. Un anziano signore in panciotto vi aveva poggiato un bastone di onice scuro con il pomello argentato.<\/p>\n<p>Corse nel camerino senza degnare di uno sguardo le altre ballerine, che si abbracciavano dopo il successo ottenuto in sala. Si strucc\u00f2 con le mani tremanti, senza nemmeno rifinire con la matita le sopracciglia. Si infil\u00f2 un soprabito e si affrett\u00f2 ad uscire recriminando ad ogni richiesta di autografi, evitando gli sguardi indagatori e indiscreti delle colleghe.<\/p>\n<p>Il vento la accarezz\u00f2, regalandole per un attimo un dolce ricordo di attimi furtivi. Sapeva che quei brevi momenti di felicit\u00e0 rubata sarebbero finiti, ma non oggi. Non ora. Tuttavia era pronta al suo infausto destino. Le luci erano accese, le strade deserte del quartiere dell\u2019Oper\u00e0 non la spaventavano. Era inadeguato quanto inopportuno per una signora, aggirarsi di notte senza essere accompagnata.<\/p>\n<p>Uno scoppiettio la fece voltare, un fremito la travolse. Una Traction Avant sfrecci\u00f2 a tutta velocit\u00e0. Strizz\u00f2 i grandi occhi umidi, era la macchina di Fabian. Forse aveva deciso di tornare da lei. Subito il disappunto e la delusione le si dipinsero addosso: un vecchio dal cilindro nero stava scortando una donna di mezza et\u00e0.<\/p>\n<p>Affrett\u00f2 il passo dirigendosi verso il Pont Neuf. Le acque scure della Senna erano rischiarate dalla luna. Con le unghie laccate si slacci\u00f2 lentamente i bottoni rimanendo in abito di scena. Sal\u00ec sul muro alzando le braccia e puntando i piccoli piedi. Chiuse gli occhi, trattenne il respiro, e con un passo di danza, si butt\u00f2 nel vuoto.<\/p>\n<p>Le acque melmose e scure le accolsero, trascinandola nell\u2019abisso. Un uomo, che pass\u00f2 lungo il ponte poco dopo, si ferm\u00f2 a rimirare un oggetto galleggiante nella Senna: una rosa bianca di tulle che veniva trascinata dal lento incedere del fiume. Il chiarore della luna la rendeva irreale: pareva un cuore bianco di gesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29518\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29518\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bianco candido dell\u2019abito di scena contrastava con il buio dell\u2019anima. 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