{"id":29511,"date":"2016-12-21T10:56:30","date_gmt":"2016-12-21T09:56:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29511"},"modified":"2016-12-21T10:56:30","modified_gmt":"2016-12-21T09:56:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lattesa-di-maria-stella-reitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29511","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;attesa&#8221; di Maria Stella Reitano"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p>Adoriamo la tua Croce, Signore,<\/p>\n<p>lodiamo e glorifichiamo<\/p>\n<p>la tua santa risurrezione.<\/p>\n<p>Dal legno della Croce<\/p>\n<p>\u00e8 venuta la gioia in tutto il mondo.<\/p>\n<p>(Venerd\u00ec Santo. Antifona al Salmo.)<\/p>\n<p>Dentro di noi c&#8217;\u00e8 una parte che sa immaginare un futuro migliore. E la chiamiamo coscienza, pi\u00f9 spesso speranza, \u00e8 l\u2019approccio statico, il senso tra precario e stabile di un atto insolito&#8230; <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00c8<\/span> conoscerla, e professandosi, benedire.<\/p>\n<p>Avevo ventanni, venuta dal Sudafrica per sfuggire all&#8217;apartheid, io donna negra approdata a Roma a lavorare come cameriera in un ristorante. L&#8217;italiano lo studiavo all&#8217;universit\u00e0, filosofia, teologia, antropologia religiosa e dello Spirito, storia del Cristianesimo. So esprimermi con correttezza e precisione, non quell&#8217;italiano dei letti e delle discoteche, come mi consigliavano i miei amici. Non ho avuto mai dialogo con loro per non creare disagio. Mi annoiavano, sorridendo ai miei propri pensieri. Cos\u00ec, mi ero seduta tra i banchi introdotta nel rito collettivo che invitava giovani e anziani, femmine e maschi, poveri e ricchi a riappropriarsi di Dio. Non volevo evitare il senso religioso, n\u00e8 solo un&#8217;esperienza passiva di consumo, dentro le forme emblematiche e definitive, quello scambio tra scena e platea che ricrea la nostra met\u00e0 nascosta come se ci facesse inseguire un animale. L&#8217;animale scappa e ne vedi sempre la coda, non la afferri mai, ma non \u00e8 questo l&#8217;importante, quello che conta \u00e8 continuare ad inseguirlo. Cos\u00ec mi ero trasformata in un uccello. Per un atto di fede. Avrei potuto volare nel tempo oltre che nello spazio, come in un film di animazione il mio corpo poteva diventare epico e monumentale dentro tutti i rituali e i tic della preghiera. E mi ero fatta avanti. -Padre? Io vorrei la monacazione ma solo per me stessa.- -Sorella, l&#8217;amore vuole amore.-<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Una scena primaria,<\/span> la mia, dove l&#8217;affetto, il sesso, il potere sul corpo, il rifiuto della massificazione sono un estremo grumo di attrazione odio dipendenza abuso? Mi ero proferita senza raccontarmi nella mia implorazione.<\/p>\n<p>Rientrare in un cono d&#8217;ombra fagocitata su questa biografia estrema impastata e bloccata in una sorta di empasse analitica. La mia vocazione dove tutto fisiologicamente o virilmente \u00e8 spontaneo volontario scaturito da me stessa? Fuori dal tempo, un altrove indisponibile&#8230; Un unico tema: disfarsi dai legami, dall&#8217;amicizia, dalla fiducia e l&#8217;instaurarsi o il perpetuarsi di una barbarie, mia, che non prevede esenzioni, nascere a ridosso di una voragine. L&#8217;attesa di quel giorno, dove questo stesso corpo dalle dimensioni simboliche, comunicative, rituali e sociali, inoltrandosi nelle dimensioni del paradosso, del non ovvio, della necessit\u00e0 e della relazione, performer in un vuoto imprescindibile ha come appiglio la consacrazione.<\/p>\n<p>Sono passati due mesi dai miei quarantanni. Ho una deformazione alla colonna vertebrale, una morsa, quando sento dolore chiudo gli occhi e riproduco arabeschi, vorrei mettere fine a questo stato. Evito il cibo, l&#8217;Eucaristia, gli stralci del quotidiano deglutito deformato mai vissuto, l&#8217;orrore contemporaneo leggero abituale impercettibile. Niente di grave. Lo Spirito e il vento non sono calati. Spazzate via le ultime tracce di assurdo? Non ancora. Siamo ancora al principio dell&#8217;estate, i moscerini turbinano vorticosamente sull&#8217;erba in attesa della pioggia. Mi dirigo verso la chiesetta per cercare riparo e ritrovo lo stesso sacerdote di quella lontana confessione. Sono vent&#8217;anni che non lo vedo, casualit\u00e0. Lo accompagna un accolito, dal suo accento capisco che, come me, viene dal Sudafrica. Sorride, i denti bianchissimi e forti, decido di andare via immediatamente. Non voglio ricordare. Non voglio siano la storia di come sono morta dentro la mia avventura con Dio. Una relazione d&#8217;amore e furia dove non ho saputo restare fedele.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00c8<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"> un<\/span> frattempo, entro appena in un bar, una vodka dopo l&#8217;altra un amico beveva con me, un musulmano, perch\u00e8, per lui, anche Allah potrebbe avere avuto fame o sete e Maometto \u00e8 solo il suo profeta. &#8211; Voglio farti una domanda&#8230;- istantaneo e invadente &#8211; cosa spinge due sconosciuti uno nelle braccia dell&#8217;altro?&#8230; e soprattutto cosa ve li trattiene, ancora? Desiderio allegria curiosit\u00e0, forse disgusto- La sua risposta mi lascia senza fiato. Solitaria e lacerata al desiderio della mia ordinazione religiosa, in fondo siamo fatti per l&#8217;amore&#8230; perch\u00e8 innamorarsi?- Siamo fatti per l&#8217;amore&#8230; perch\u00e8 innamorarsi?- Cos\u00ec per anni mi sono concessa momenti di assoluta spensieratezza, con dentro un punto fisso da reclamare.<\/p>\n<p>Adesso ho settantanni. Incontro il prete e l&#8217;accolito, pi\u00f9 anziani, l&#8217;altro adesso \u00e8 gi\u00e0 sacerdote. Mi offre un dolce. Parliamo con toni lieti, amabili, con i gesti che avrebbero potuto essere normali per accettare un pasticcino o una tazza di t\u00e8. -Ti fidi di me?- Hanno detto. Non \u00e8 l&#8217;asimmetria, mancanza di riconoscimento, violenza formale, diventata anche fisica, dentro il mio corpo che invecchia. Alla percezione storica, e allucinata, trovi solo come un malinconico dinosaurogiocattolo, l&#8217;incubo divenuto ordinario in cui il riflusso della storia getta un&#8217;esistenza immersa nell&#8217;identit\u00e0 di un tempo equalizzato sincronico sull&#8217;istante, in un eterno presente puntuale e ossessionante&#8230; dove ogni variazione \u00e8 una differenza illusoria destinata a ripetere il tema&#8230; non ho mai voluto n\u00e8 un uomo, n\u00e8 figli, e poi qualcuno mi offre dei dolci grossi tondeggianti&#8230; marzapane. Il palcoscenico si svuota, resta deserto, con tutti i pensieri che non sono in grado di pensare da sola. Non sostenere. Ripeto il solito gioco comprimo la colonna vertebrale, schiaccio il corpo con la testa all&#8217;ingi\u00f9, la blocco tenuta ferma con la testa sul mio torace, e la morsa dapprima leggera adesso si \u00e8 fatta fitta, stringente, copro gli occhi, con gli occhi chiusi riproduco arabeschi -Ti fidi di me?- Quella voce \u00e8 una raffica bassa e precisa. Sono una donna anziana.<br \/>\nE&#8217; stato un lento avvelenamento senza fine, verso un dio che sa come la mia vita, tra una gioia di sublime intensit\u00e0 e l&#8217;abisso dell&#8217;angosciosa disperazione. Amo la mia vita quanto la odio. Pu\u00f2 l&#8217;amore avere ragione a farci continuare ad odiare? Eppure&#8230; amo la vita che mi trascina all&#8217;inferno. Superare l&#8217;angoscia e nell&#8217;angoscia sprofondare migliaia di volte. Ogni giorno e ogni notte. Se l&#8217;angoscia \u00e8 dentro di me, il sacro \u00e8 la scintilla che mi scatena. Non voglio essere aiutata ad uscirne. <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00c8<\/span> un dolce miele. Sono come l&#8217;Angelus Novus nel quadro di Klee. Un angelo in procinto di allontananrsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ho occhi spalancati, bocca aperta, ali distese. La tempesta mi ha sospesa a mezz&#8217;aria fra le macerie del presente e il vento del futuro. Io volevo essere amata, per tutti. Dolore antiquariato della mia storia naturale e il suolo resta arido deserto fino a toccare il fondo.<br \/>\nA volte decido di andare a dormire sul divano invece che nel letto. Spazio fisico, pieno di angoscia. A chiedermi il quando e il se, a quella chiamata che mi stavo negando, se l&#8217;avrei fatta con qualcun&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ho ottantanni, liquido come rugiada un fremito mi scuce la veste nell&#8217;oscurit\u00e0 delle tue mani. E&#8217; cos\u00ec bello o mio Signore essere per te ancora giovane&#8230; Cosa donarti mio amato? Ho scoperto un sentiero nel bosco dove respiri di muschio ci stringono le dita intrepide, ormai. Perch\u00e8 tu mi hai condotta per mano. Cosa donarti mio amato? E&#8217; l&#8217;alba. Sono uscita a cercarti col mio piccolo cane. Cosa donarti mio amato? La mia via del ricordo quando mi abbracci di un solo abbraccio, cos\u00ec sospesi. Trattienimi, il mio respiro assente sulla tua bocca. Descrivi breve le mie forme, questo mio corpo e il tuo attenti. E poi mostrami ci\u00f2 che nascondi, lascia che io impari tutto quello che a questo mondo c&#8217;\u00e8 da imparare. Ho sperato, ho creduto, ho amato e tu eri il Dio dentro le mura che mi tenevi chiusa come un uccello nato in gabbia al buio, dove non viene mai il Sole. <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00c8<\/span> adesso la stagione e il tempo, per venire al pozzo di nuovo bambina ormai cresciuta, giocare la cavallina fra le compagne sgambettanti su di Te spettro disteso. Mi hai trovata sola nei campi. A giugno o a mezzogiorno, dove la campagna \u00e8 desolata, ho aperto le gambe e la tua spiga gialla in mezzo al grano mi avrebbe toccata, forse. Mi avresti detto s\u00ec sul mio fianco aperto e vuoto come un cucchiaio, e mi avresti riempita tutta e presa. Ogni mia forma o cavit\u00e0 impressa in te e custodita. Cos\u00ec ogni giorno e sempre. E sono come l&#8217;isola sconosciuta dove capiti un naufrago, i miei fianchi catene rocciose e le mie gambe la dolce spiaggia dove una notte di tempesta sei approdato. Io l&#8217;isola e tu il naufrago. Monti declinati in piane assolate e nelle valli uccelli hanno trovato rifugio, le bestie di varie specie dimorato all&#8217;ombra. Io l&#8217;isola, tu il naufrago. Percorri i miei sentieri a giorno alto, di notte ti apposti sulle rupi. Mangi il cibo pescato. Io sono l&#8217;isola, tu il naufrago&#8230; E l&#8217;eco lo ripete altrove.<\/p>\n<p>Mio Signore, mio angelo, mi hai donato il tuo cuore cos\u00ec bello, cos\u00ec puro, cos\u00ec immacolato, cos\u00ec pieno d&#8217;amore e di umilt\u00e0. Stanotte eri nel Pane della Vita, e ti ho amato come tu mi hai amata, servita come tu mi hai servita. Il mio volto \u00e8 sfigurato, ma non \u00e8 pi\u00f9 dei pi\u00f9 poveri dei poveri, ora che ci sei Tu. Amen.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29511\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29511\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adoriamo la tua Croce, Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione. 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