{"id":29501,"date":"2016-12-17T16:30:41","date_gmt":"2016-12-17T15:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29501"},"modified":"2016-12-17T16:30:41","modified_gmt":"2016-12-17T15:30:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-loris-di-giovanni-benedetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29501","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Loris&#8221; di Giovanni Benedetti"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;aereo era in ritardo di due ore. Ogni tanto guardavo il tabellone luminoso, forse in cerca dei motivi che mi avevano spinto a rispondergli di s\u00ec. Ma l\u2019unica spiegazione che mi veniva in mente era un possibile attacco di febbre. O un malinteso. Oppure che fossi pi\u00f9 pirla di quanto avessi sempre creduto.<\/p>\n<p>Appoggiai il giornale sulla poltroncina accanto alla mia proprio mentre l\u2019altoparlante annunciava l\u2019arrivo del suo volo.<\/p>\n<p>Lo riconobbi subito: stava parlando con una hostess dai capelli rossi, molto carina e alta il doppio di lui. Mi venne da sorridere, il lupo perde il pelo\u2026 Mi salut\u00f2 da lontano, mi venne incontro per abbracciarmi e a tradimento mi dette una strizzata alle palle che mi lasci\u00f2 senza fiato. Ecco, pensai, \u00e8 proprio lui. Lo scostai con uno spintone che voleva essere deciso. \u201cLoris, non cominciare a fare l\u2019imbecille come al solito!\u201d<\/p>\n<p>Ma lui non diede importanza alle mie parole e mi schiocc\u00f2 due baci sulle guance. \u201cJennifer, questo \u00e8 il mio grande amico Nicola!\u201d. La rossina mi porse timidamente la mano e mi accorsi che aveva due occhi celesti talmente chiari che sembravano finti. Sicuramente un\u2019irlandese, o una scozzese.<\/p>\n<p>Usciti dall\u2019aeroporto, i due si baciarono teneramente e lei se ne and\u00f2. \u201cChi \u00e8, la tua ragazza?\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa mia ragazza? Ahahah, Nicola! Mi fai morire! L\u2019ho conosciuta un\u2019ora fa!\u201d<\/p>\n<p>Nel tragitto da Pisa a Viareggio, Loris non smise un minuto di parlare. Non capii quasi nulla, ma rimasi col dubbio che in questi tre anni lontano dall\u2019Italia avesse aperto un\u2019agenzia di viaggi a Londra, fosse diventato amico intimo e consulente di David Gilmour, gestisse un pub esclusivo a Mont Saint-Michel, importasse arance dalla Spagna all\u2019Olanda e fosse socio di una piccola compagnia aerea vicino a Parigi.<\/p>\n<p>Parcheggiai sotto casa dei suoi zii e lo salutai mentre stava finendomi di raccontare come fosse redditizio il mercato dei pannelli solari in Lussemburgo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mattina dopo era luned\u00ec e, dopo aver riflettuto un attimo sulla pochezza e la banalit\u00e0 della mia vita, mi diressi come di consueto verso l\u2019agenzia di assicurazioni dove lavoravo. Mentre stavo spiegando a un cliente che aveva fatto il pieno di benzina in una macchina diesel che il danno non era configurabile come responsabilit\u00e0 civile, sentii suonare il cellulare. Strano, nessuno mi chiamava mai in orario di ufficio.<\/p>\n<p>\u201cNicola, dovresti venire subito alla questura per chiarire un malinteso, grazie\u201d<\/p>\n<p>Non feci in tempo a chiedere spiegazioni perch\u00e9 Loris aveva gi\u00e0 messo gi\u00f9. Mentre il cliente (anzi, ex cliente), se ne andava imbufalito giurando che non avrebbe pi\u00f9 fatto una polizza con noi, presi le chiavi della macchina e mi avviai alla questura, luogo che in ventinove banali anni di esistenza non avevo mai avuto occasione di visitare.<\/p>\n<p>Fu difficile e imbarazzante spiegare nell\u2019ordine che 1) no signor maresciallo, il mio amico non voleva dire che lei \u00e8 un figlio di puttana, sa, lui non vive pi\u00f9 in Italia da un sacco di tempo e certi modi di dire all\u2019estero hanno tutto un altro significato. 2) come pu\u00f2 pensare signor maresciallo che il qui presente Sig. Loris dicesse sul serio quando affermava che \u201ca Marsiglia conosce un tale che se gli dice due parole qui fate tutti una brutta fine\u201d? Era evidentemente stravolto dalla stanchezza e dal fuso orario, e 3) ma via signor maresciallo, cosa vuol dire che le risulta un conto non pagato di duemila euro al Grand Hotel Principe di Piemonte per vini e champagne, si tratta sicuramente di un malinteso!<\/p>\n<p>Il maresciallo non mi parve del tutto convinto ma alla fine ci lasci\u00f2 andare. D\u2019altronde, pensai, in Italia per trattenere qualcuno in questura spesso non \u00e8 sufficiente nemmeno un triplice omicidio, figuriamoci bagatelle come questa.<\/p>\n<p>Loris mi ringrazi\u00f2 e mi disse che per lui ero come un fratello, che presto quel maresciallo avrebbe contato le pecore sul Gennargentu, che le cose non erano andate affatto cos\u00ec, che era incredibile come certe persone riescano a ribaltare la realt\u00e0, e che aveva bisogno che lo ospitassi in casa mia per qualche giorno.<\/p>\n<p>A questa richiesta fui irremovibile: era impossibile, l\u2019appartamento era piccolo, il padrone di casa era assolutamente contrario, insomma, mi dispiaceva tanto ma avrebbe dovuto organizzarsi diversamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Loris si sistem\u00f2 in soggiorno, gli diedi un paio di coperte per il divano, e rimanemmo fino a notte tarda a rievocare i bei tempi della nostra adolescenza. Praticamente eravamo cresciuti insieme e di episodi di cui parlare ce n\u2019erano a centinaia. Come quella volta che, a quindici anni, uscimmo dal porto con una barchetta a remi per arrivare allo yacht della sua fidanzatina dell\u2019epoca. O quella volta che ci sperdemmo sulle Alpi Apuane e ci ritrovarono i soccorsi a notte fonda. Ma l\u2019episodio che ricordavamo entrambi con pi\u00f9 allegria era il capodanno imbucati a una festa a Forte dei Marmi, dove ci ubriacammo e ci divertimmo con belle ragazze sconosciute. Se proprio vogliamo essere pignoli, per quanto mi riguarda mi limitai a ubriacarmi.<\/p>\n<p>La mattina dopo stavo cercando di convincere un idraulico in tuta blu sbrindellata a sottoscrivere un fondo d\u2019investimento, quando mi arriv\u00f2 un messaggio sibillino da parte del mio padrone di casa: \u201cChe succede in casa tua? Strani odori e traffico intenso\u201d. Il solito rompicoglioni, pensai, a casa mia non c\u2019\u00e8 nessuno, o al massimo Loris che dorme; si sar\u00e0 sbagliato con l\u2019appartamento accanto. Comunque nell\u2019intervallo di pranzo faccio un salto a controllare, decisi, mentre l\u2019idraulico, finalmente convinto, tir\u00f2 fuori dalle tasche decine di banconote da 50 euro unte e spiegazzate, per una cifra che io non mi sognavo di guadagnare in un anno di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel giro di cinque secondi realizzai che il mio padrone di casa non si era affatto sbagliato e che il pranzo me lo potevo scordare. Non ebbi difficolt\u00e0 a riconoscere dal pianerottolo gli \u201cstrani odori\u201d. D\u2019altronde solo un perfetto pirla come me poteva pensare che Loris avesse cambiato vita, che l\u2019et\u00e0 e il nuovo ambiente l\u2019avessero maturato. Entrai in casa con un diavolo per capello ma la mia rabbia and\u00f2 a scontrarsi con due enormi tette che facevano capolino dal divano, seguite a breve distanza dalla legittima proprietaria che a prima vista sembrava tutto fuorch\u00e9 lucida e capace di intendere e di volere. Anche se arrabbiato, dovetti riconoscere la buona qualit\u00e0 dello spettacolo e probabilmente ero parecchio distratto perch\u00e9 mi imbattei in due gambe di cui non avevo notato l\u2019esistenza finch\u00e9 non andai a inciamparvi contro, finendo lungo disteso sul padrone delle gambe stesse, che mi accolse con un abbraccio fraterno, un alito di birra scura e una serie di esclamazioni in tedesco. Evidentemente le cose che diceva erano divertenti, perch\u00e9 la nudista dietro il divano scoppi\u00f2 in risate irrefrenabili. Forse fu il nervoso, forse la disperazione, forse la fame o l\u2019odore di hashish che saturava l\u2019aria, ma non seppi reagire in altro modo che mettermi a ridere anch\u2019io. E fu in quel momento che Loris, uscendo dal bagno in mutande, url\u00f2 con gioia: \u201cNicola! Friedrich! Vedo che avete gi\u00e0 fatto amicizia!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quel pomeriggio non tornai in agenzia perch\u00e9 troppo affaccendato in attivit\u00e0 di routine come spalancare tutte le finestre per mandar via gli strani odori, spiegare a Friedrich che non era che non mi piacesse ma assolutamente non volevo avere una storia con lui, convincere Julia che s\u00ec, le sue tette erano bellissime ma non era il caso di uscire in strada senza coprirle, prestare a Loris i cento euro necessari per pagare il fumo gi\u00e0 fumato (me li avrebbe resi sicuramente entro domani), trasformare un bivacco hippy in un normale appartamento viareggino, spiegare al mio padrone di casa che la cosa non si sarebbe ripetuta mai pi\u00f9, mandar gi\u00f9 senz\u2019acqua le mie prime pasticche di Valium dal 2005, e cancellare la scritta \u201cI have a dream\u201d dalle piastrelle di cucina. Alla fine ero talmente stanco che accettai con rassegnazione la proposta di Loris di prepararmi uno spaghetto all\u2019aglio olio e peperoncino, ricetta originale avuta da un romano con cui aveva gestito un ristorante a Bruxelles. E feci bene ad accettare, perch\u00e9 erano davvero buonissimi, cotti e conditi al punto giusto, e con un sapore speciale dovuto a un ingrediente misterioso che non mi volle assolutamente rivelare. E anch\u2019io tutto sommato preferii non indagare troppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La settimana trascorse cos\u00ec, con risse in discoteca e album di foto sul divano, con flautiste seminude e triglie fritte a mezzanotte, con creditori furiosi sull\u2019uscio di casa e rievocazioni di serate giovanili, con dosi crescenti di Valium e wurstel alla bavarese fatti proprio come quando aveva quella barca che navigava sul Reno\u2026 Magari sar\u00e0 stata un\u2019altra balla, ma resta il fatto che quella sera mangiai i wurstel pi\u00f9 saporiti di tutta la mia vita. E tutto sommato l\u2019unica volta che me la vidi davvero brutta fu il sabato mattina, mentre stavo mercanteggiando con una vecchina il premio di assicurazione della sua Panda, quando entr\u00f2 in ufficio una ragazza giovane e carina e arrabbiatissima con un ombrello in mano e segni di pianto agli occhi. \u201cDov\u2019\u00e8 quello stronzo?\u201d. Non dubitai nemmeno un secondo sull\u2019identit\u00e0 dello stronzo in questione, e cercai di spiegarle, sotto gli occhi attenti della vecchina, che il mio amico era dovuto partire la mattina stessa a causa di un lutto improvviso. Una zia. A cui era molto affezionato. Quasi una mamma. Povero Loris, era distrutto. No, non lo so quando torner\u00e0. Forse il mese prossimo. Forse mai pi\u00f9. Non fu un compito semplice n\u00e9 privo di imbarazzo, ma alla fine me la cavai con qualche insulto e l\u2019impegno solenne di parlargli. Oltre allo sguardo disgustato della vecchina che se ne and\u00f2 con la sua Panda giurando di non rimettere pi\u00f9 piede in un posto dove \u201csi facevano piangere le povere ragazze\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma finalmente, grazie al cielo, arriv\u00f2 anche il giorno della partenza. Nuvole grigie, una chitarra elettrica lunghissima che quasi non entrava in macchina e una giovane brasiliana di colore ci accompagnarono nel nostro viaggio verso l\u2019aeroporto. Loris e Fernanda sembravano affiatatissimi e mi raccontarono nei dettagli i loro programmi futuri: avrebbero rilevato un chiosco di gelati sul porticciolo di Saint-Malo, e la sera lui avrebbe suonato la chitarra nei localini della citt\u00e0 (avevano gi\u00e0 &#8211; e ti pareva &#8211; un sacco di contatti), e lei avrebbe dato lezioni di samba. Il fatto che in vita sua Loris non avesse mai preparato gelati n\u00e9 tantomeno suonato chitarre era, per me come per loro, completamente irrilevante. Parlavano con l\u2019entusiasmo di chi sta per iniziare una nuova vita, e mi ritrovai ancora una volta a pensare alla mia, di vita, cos\u00ec uguale a s\u00e9 stessa, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Cos\u00ec inquadrata, e nello stesso tempo cos\u00ec precaria.<\/p>\n<p>Al momento di salutarci Loris mi abbracci\u00f2 forte e poi, con un movimento rapidissimo, spost\u00f2 la sua mano sul mio inguine e diede la solita strizzatina di palle, cosa che odiavo \u2013 e lui lo sapeva. Non ebbi nemmeno la forza di arrabbiarmi, forse perch\u00e9 tra pochi secondi sarebbe partito e non l\u2019avrei rivisto per chiss\u00e0 quanto tempo.<\/p>\n<p>Entrai in casa e finalmente potei rilassarmi sul divano senza il timore di veder spuntare fuori un tedesco ubriaco o una ex fidanzata furiosa.<\/p>\n<p>Passai l\u2019aspirapolvere in soggiorno, misi nel microonde la solita pizza a scongelare e accesi la TV.<\/p>\n<p>Maledetto bastardo, quanto mi mancavi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29501\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29501\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aereo era in ritardo di due ore. 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