{"id":29448,"date":"2016-12-06T19:22:11","date_gmt":"2016-12-06T18:22:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29448"},"modified":"2017-01-05T11:15:10","modified_gmt":"2017-01-05T10:15:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-un-pomeriggio-blu-di-marlene-votta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29448","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Un pomeriggio blu&#8221; di Marlene Votta"},"content":{"rendered":"<p>Aveva qualcosa di familiare, come la copertina di un libro gi\u00e0 letto, l\u2019attimo di indecisione che precede i saluti.<\/p>\n<p>La mano alzata a mezz\u2019aria, come se potesse giustificare un gesto distratto nello scacciare una mosca, se lei, in effetti non si fosse rivelata lei.<\/p>\n<p>A giudicare, invece, dal modo in cui lei ricambi\u00f2 il saluto, con un sorriso radioso, nonostante la presenza di piante e arbusti tra loro che nascondevano un poco la visuale, immagin\u00f2 che non si fosse sbagliato.<\/p>\n<p>Tamara? Tatiana?<\/p>\n<p>Un nome dall\u2019aria vagamente esotica, quasi malizioso come la punta della lingua rosea che esce piano dalla bocca, pronta a succhiare l\u2019oliva dell\u2019aperitivo.<\/p>\n<p>\u201cCiao Luca. Che bello vederti a questo convegno. Non ero sicura che ci saresti stato\u201d.<\/p>\n<p>Aveva una elasticit\u00e0 dorata nei gesti, i capelli castani schiariti dal sole. Dritti. Come una coperta.<\/p>\n<p>\u201cCome stai Tat\u2026\u201d. Gli era venuta tronca l\u2019ultima parte del nome, ancora vago su come dovesse concludere.<\/p>\n<p>\u201cTatiana\u201d. Complet\u00f2 lei. Agitando il liquido giallo nel bicchiere e facendone cadere qualche goccia sul risvolto chiaro dei suoi pantaloni di lino.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, a letto, nella crocchiante freschezza delle lenzuola odorose di candeggiante industriale, lei gli piant\u00f2 le piccole unghie nella schiena.<\/p>\n<p>Aveva delle unghie piccole, smaltate di arancione.<\/p>\n<p>Sembrava un gatto che tira a s\u00e9 con forza un topolino.<\/p>\n<p>Lui cominci\u00f2 a scuotersi, non gradiva quel contatto cos\u00ec intimo, un gesto di possesso che, tutto sommato, non pensava che lei avesse il diritto di fare. Pi\u00f9 si muoveva agitato sopra di lei pi\u00f9 lei insisteva, circondandolo con le gambe, stringendolo.<\/p>\n<p>Si affrett\u00f2 a finire, deluso. Con un ultimo ansito si ritir\u00f2 da lei, rotolando su un fianco, un poco scocciato per quei graffi rosei sulla spalla con piccole schegge di smalto arancione.<\/p>\n<p>\u201cSperiamo che non sia tossico, questa schifezza di smalto\u201d. Non rimase a farsi una doccia con lei, n\u00e9 tantomeno a dormire. In quel momento si era accorto di tutte le piccole cose di lei che gli davano fastidio, il naso leggermente storto, che le faceva emettere un sibilo fastidioso, il suo modo di parlare cantilenante, il modo ossessivo in cui sbirciava le altre donne, il suo orrido vestito bianco a balze, come una ragazzina pronta per la cresima.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, alla fine del pomeriggio, se l\u2019era ritrovata di fianco in piscina, all\u2019improvviso. Erano entrambi ricoperti di goccioline d\u2019acqua e puzzavano di cloro.<\/p>\n<p>\u201cNon porti la fede quando nuoti?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, me la tolgo sempre\u201d. Il suo tono era secco, deciso, come chi ammette un dato di fatto che non ha bisogno di essere spiegato n\u00e9 discusso.<\/p>\n<p>Il suo cerchietto dorato era l\u00ec, appoggiato sull\u2019asciugamani, come uno scudo, contro la brillante capigliatura di Tatiana, che in quel momento, dopo essersi tolta la cuffia, aveva raccolto, con pochi movimenti decisi, a chignon e si era acconciata sulla testa con un sacco di forcine color argento. Un\u2019acconciatura che sua nonna avrebbe definito \u201ca tuppo\u201d, intendendo proprio quella cosa informe, molle, di pettinatura avvolta su se stessa, resa esausta dall\u2019acqua.<\/p>\n<p>\u201cNon metto mai la fede quando nuoto\u201d. Aveva spiegato serio come un bambino che reciti la lezione, giusto per far intendere che non era un gesto di delicatezza riservato a lei, n\u00e9 un omaggio alle sue labbra imbronciate, tremule.<\/p>\n<p>Dispiaciute.<\/p>\n<p>Lei, Tatiana, aveva fatto un gesto con le braccia, indicando il mondo che li circondava, incurante di loro due, del loro legame che si sarebbe dissolto di l\u00ec a qualche ora. Il brusio di voci, i gesti chiassosi dei bambini, i palloni galleggianti a strisce viola e rosa.<\/p>\n<p>\u201cChe bel colore di cielo, no? Sembra quasi un quadro impressionista\u201d.<\/p>\n<p>Lui si era leccato le labbra, indeciso su cosa rispondere, e nell\u2019attimo di distrazione che precede il rifiuto, lei si era seduta vicino a lui, toccandogli le cosce abbronzate con le dita bagnate, lo smalto rovinato in pi\u00f9 punti.<\/p>\n<p>\u201cVorrei che potessimo stare sempre immersi qui nell\u2019acqua, in questo blu\u201d.<\/p>\n<p>Si, come spugne. Aveva pensato lui. Proprio quello che voleva per il resto del suo futuro indeciso e vago, gi\u00e0 cos\u00ec consumato da quel cerchietto d\u2019oro. \u201cCi mancava pure questa ossessiva creativa v\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Una che in un pomeriggio blu vede un amore romantico benedetto dai colori.<\/p>\n<p>La pressione delle sue dita sulle cosce si era intensificata. Ormai le sue mani si muovevano come piccole bisce d\u2019acqua, avide di arrivare alla meta.<\/p>\n<p>Le aveva afferrate, entrambe, quelle mani. Per farle stare ferme. Per zittirla. Aveva i palmi arricciati come quelli di una bambina e la stessa espressione speranzosa e infantile che doveva aver avuto da bambina, mentre lo guardava un attimo, illuminata dalla luce in dissolvenza, tutte le cose di lei che lo infastidivano sospese in quella liquidit\u00e0. Gli era sembrata, in quella luce, chiss\u00e0 come mai, perfetta. Oltre quella parlata del nord fastidiosa e querula, oltre l\u2019odore di cloro che gli lasciava addosso, oltre la sua pancia un pochino molle.<\/p>\n<p>\u201cSenti Tatiana questa cosa non pu\u00f2 essere lo sai.\u201d<\/p>\n<p>Lei era rimasta interdetta. Le minuscole mani a coppa. Nervose.<\/p>\n<p>Si era alzata di scatto. Di colpo. Una forcina d\u2019argento le era caduta.<\/p>\n<p>L\u2019aveva raccolta distratto, pensando che, magari era stato troppo precipitoso, che la luce blu del pomeriggio era solo l\u2019inizio della sera, e che quel momento, forse aveva rivelato un\u2019intesa inaspettata tra loro.<\/p>\n<p>A cena si era avvicinato a lei, che spiccava come una macchia bianca di luce in un quadro scuro. Il vestito a balze, quello della cresima, tirato come un fazzoletto, fino alla vita, che la faceva sembrare una barbie sposa.<\/p>\n<p>I capelli di nuovo in piega si muovevano a scatti di qua e di l\u00e0.<\/p>\n<p>Non sembr\u00f2 accorgersi di lui mentre le sfilava accanto con la forcina color argento, continuando a parlare con la sua voce squillante con una ragazzo dalla giacca grigia. Brandelli di conversazione gli arrivavano a tratti.<\/p>\n<p>\u201cOh. Mi piacerebbe moltissimo rivederti nella mia citt\u00e0. Ti farei vedere tutti gli angoli nascosti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE tutti in un pomeriggio blu\u201d.<\/p>\n<p>Non aveva saputo trattenersi. Come un ragazzino geloso. Lei l\u2019aveva liquidato con un gesto della mano, tesa, lo smalto, questa volta color prugna, di nuovo intonso. All\u2019anulare sinistro un diamante grosso almeno quanto un nocciolo di pesca.<\/p>\n<p>\u201cQuesto \u00e8 Enrico, l\u2019amico ligure del mio fidanzato. Lui \u00e8 Luca, un collega di Napoli\u201d.<\/p>\n<p>Tatiana aveva corrugato le sopracciglia in un gesto di complicit\u00e0. Ammiccante. Era proprio una gattina. Con le unghie affusolate.<\/p>\n<p>Bisognosa di coccole.<\/p>\n<p>\u201cNon vi volevo disturbare. Allora auguri pure per il tuo matrimonio eh\u201d.<\/p>\n<p>Si era girato con discrezione urtando delicatamente la spalla di Tatiana. La bocca di lei in un\u2019esclamazione di disappunto. Quella che precede di un attimo una bestemmia.<\/p>\n<p>La macchia rossa di vino che si espandeva come una mano. Perfetta sul bianco del vestito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29448\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29448\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva qualcosa di familiare, come la copertina di un libro gi\u00e0 letto, l\u2019attimo di indecisione che precede i saluti. 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