{"id":29404,"date":"2016-11-25T13:19:16","date_gmt":"2016-11-25T12:19:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29404"},"modified":"2016-11-25T13:19:16","modified_gmt":"2016-11-25T12:19:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-ti-credo-riposa-in-pace-di-romano-parodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29404","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Ti credo, riposa in pace&#8221; di Romano Parodi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni anni or sono, durante un\u2019esercitazione subacquea, \u00e8 morto un tenente elicotterista dell\u2019eliporto di Luni. Ne parlarono i giornali. Si chiamava Vincenzo Simonini e abitava con la nonna, la moglie e un bambino, a 200 metri dalla casa di mia figlia. Il giorno del funerale, lungo quella strada che porta alle scuole, al parco giochi, alla chiesa e al cimitero, c\u2019era un mare di gente e tantissime uniformi. Oggi in quella casa abita solo la nonna. Tutte le volte che passo, saluta il mio nipotino, e scambiamo qualche parola. E\u2019 una bella signora, sui novanta, sempre curata nel vestire e nel portamento, sempre mesta, sempre a curare le rose del suo piccolo giardino. Tutte le mattine, col suo bastone e dei fiori, va al cimitero: \u201cLa mia famiglia \u00e8 tutta li\u201d. Una volta ci sono andato anch\u2019io, le ho portato l\u2019acqua. E\u2019 un bel cimitero, tutto a gradoni, in salita. Ci sono molte Piet\u00e0, molte Madonne, anche intarsiate e a colori, ma quello che attira la mia attenzione in questi luoghi sono le dediche. Nella lapide di Vincenzo, con la grande foto di un bel ragazzo sorridente, nel bordo inferiore, e a caratteri piccoli, in corsivo, come per un senso di pudore, c\u2019\u00e8 il saluto della moglie: \u201cIl tuo sorriso sar\u00e0 la mia vita\u201d. Poco lontano c\u2019\u00e8 quest\u2019altra: \u201cTi credo, riposa in pace\u201d. Ho chiesto\u2026la signora mi ha raccontato:<\/p>\n<p>Giulio aveva tre anni, quando, in incidente stradale con la moto, perse il padre. Con la mamma e la sorella di dieci anni pi\u00f9 grande vennero ad abitare qui, dalla nonna materna. A dieci anni perse anche la madre, alla quale, il ragazzo, era attaccato in maniera morbosa. Rimase con la sorella sposata e con la nonna. Il suo carattere per\u00f2 sub\u00ec un profondo mutamento: era introverso e silenzioso. Non partecipava ai giochi, nemmeno se lo chiamavano. Stava a vedere, appartato e solo. Spesso s\u2019isolava nel bosco, dove aveva trovato un capanno dei cacciatori e vi stava delle ore. Lo portarono anche da uno psicologo: \u201cDiamogli tempo\u201d. Tutte le mattine prendeva la corriera e andava a scuola. Anche se non molto studioso, era un ragazzo mite e ubbidiente che si faceva benvolere da tutti. Giocava spesso con la nipotina, dalla quale era adorato. Aveva dodici anni, quando, un sabato pomeriggio, lo lasciarono solo con la bimba e andarono al mercato. assicurando che sarebbero tornate presto. La bimba aveva pi\u00f9 di tre anni. Parlava e sapeva farsi intendere in tutto. Da pi\u00f9 di un anno faceva i suoi bisognini da sola, senza nessun aiuto,, ma quel giorno, tutta presa dal gioco, se la fece addosso. La cacca le colava gi\u00f9 per le gambe. Giulio aveva visto spesso la nonna e la sorella che la pulivano, ma non se la sentiva di farlo e cerc\u00f2 di temporeggiare in attesa del loro arrivo. La bimba per\u00f2 cominci\u00f2 a piangere e allora dovette prendere l\u2019iniziativa. La port\u00f2 nel bagno e le tolse la mutandina, sporcandosi le mani e strizzando la bocca schifato, poi prese un rotolo di scooteck e cominci\u00f2 a pulirla. In cuor suo sapeva che non avrebbe dovuto farlo, ma\u2026piangeva&#8230; Bagnava la carta e la passava sulle gambe e sul sedere della bimba. Aveva quasi finito e stava pulendole le parti intime quando, una furia umana si avvent\u00f2 su di lui, con urla e schiaffi. Il ragazzo riusc\u00ec a sfuggirle e a scappare. Sulla porta la nonna cerc\u00f2 di bloccarlo: \u201cChe cosa hai fatto delinquente\u201d, ma lui riusc\u00ec a divincolarsi e ad allontanarsi velocemente: \u201cNon ho fatto niente\u201d; ma in cuor suo sapeva che l\u2019aveva fatta grossa, la reazione della sorella glielo confermava. I maschietti non devono toccare le parti intime delle bambine. Non erano tanto gli schiaffi a farlo star male quanto quelle parole che non aveva mai sentito: porco, pervertito, depravato, maiale\u2026<\/p>\n<p>La sorella cap\u00ec subito di avere preso un grosso abbaglio: nel water c\u2019era una montagnola di carta sporca di cacca, e le mutandine in bella vista ne era piena, e sul bordo del bagno c\u2019era quella pulita. Lasci\u00f2 la bimba alla nonna e corse fuori a cercare il fratello. L\u2019avevano visto andare verso il sentiero che portava in citt\u00e0. Telefon\u00f2 al marito di andare a cercarlo e torn\u00f2 a casa preoccupata. Dopo qualche ora l\u2019uomo arriv\u00f2, ma il ragazzo non l\u2019aveva trovato. Partirono entrambi. Andarono a parlare con i suoi compagni di scuola, i conoscenti, e tutti gli abitanti lungo la strada: niente. Cercarono fino a notte fonda, domandarono a tutti: nulla. Allora andarono dai carabinieri e ne denunciarono la scomparsa. Subito iniziarono le ricerche su vasta scala. Alcuni giorni dopo una donna disse che domenica mattina, il giorno dopo la scomparsa, alle quattro e mezzo, mentre scendeva dal treno alla stazione di Viareggio, aveva visto un bimbo che invece vi saliva. Il treno andava verso Genova. Le rimase impresso, perch\u00e9, cos\u00ec piccolo, era solo, e senza bagaglio. Pens\u00f2 che fosse abituato a prendere il treno tanto era sicuro di se: forse rientrava a casa pens\u00f2, e quello, per lui era un viaggio abituale. Lo cercarono alla Spezia, a Genova e lungo tutta la tratta del treno, ma invano. Cominciarono a parlarne i giornali, e le ricerche si estesero in tutta Italia.<\/p>\n<p>Passarono i giorni, i mesi, gli anni, e poi l\u2019interesse cominci\u00f2 a scemare, e sulla scomparsa del ragazzo, scese l\u2019oblio. Era svanito nel nulla, anche nella memoria; ad accezione della sorella che si port\u00f2 addosso, per sempre i sensi di colpa. Perch\u00e9 non aveva capito? Perch\u00e9 non l\u2019aveva inseguito lungo il sentiero?<\/p>\n<p>Ma quella sera, il ragazzo non era andato lontano: pass\u00f2 parte della notte nel suo eremo \u201calpestre\u201d. Non albeggiava ancora quando incominci\u00f2 a piangere, e fu allora che prese la decisione estrema: si alz\u00f2, e, nella semioscurit\u00e0 della notte, corse a passi veloci, verso Viareggio.<\/p>\n<p>Da allora, passarono quarantanove anni, e nessuno, neanche pi\u00f9 si ricordava di quel bimbo scomparso nel nulla, quando un mattino, arriv\u00f2 in paese un carro funebre di un\u2019agenzia milanese con una salma. La targhetta diceva che era quella di Giulio Viviani. Sulla cassa c\u2019era una scritta indelebile, fatta con uno stampo ardente: \u201cNON GLI HO FATTO NIENTE &#8211; TE LO GIURO SULLA MAMMA\u201d. Seppero che l\u2019agenzia era stata pagata dagli amici del morto. La sorella e la nipote cominciarono a scrivere e vennero a sapere che era morto per un tumore ai polmoni causato dal fumo. Era vissuto tutta la vita dentro il porto di Buenos Aires, sul Rio de la Plata, L\u2019avevano sempre visto l\u00ec. Aveva molti amici ed era benvoluto da tutti. Era un lavoratore, instancabile e onesto, molto ricercato. Gli ultimi giorni della sua vita lo assistettero loro; finch\u00e9 un mattino, lo trovarono morto.<\/p>\n<p>Per volere della sorella, si erano informati e avevano saputo che era vissuto a Puerto Madero, con un vecchio vagabondo fin da ragazzo. Non sapevano null\u2019altro, n\u00e9 come aveva fatto ad arrivare l\u00ec, n\u00e9 dove aveva vissuto la sua infanzia. Lo chiamavano Julio. Dormiva in piccoli container adibiti alla bisogna, offertogli dalle varie compagnie portuali, cui prestava la sua opera anche come guardiano notturno, e che aveva un po\u2019 di soldi. In una lettera testamento, chiedeva di essere sepolto vicino a sua madre. Seguiva l\u2019indirizzo e le parole, in italiano, che dovevano essere scritte in modo indelebile sulla cassa: e loro esaudirono il suo desiderio. Un mese dopo la sorella ricevette la lettera di un notaio, che le inviava un bonifico bancario e un pacco. Le due donne capirono subito che in quel pacco avrebbero trovato la sua anima. E cos\u00ec fu: dentro un prezioso cofanetto d\u2019argento, trovarono un grosso cuore in oro massiccio, per la sua \u201cadorata nipotina\u201d, con questa frase. \u201cTi volevo un mondo di bene; mai avrei potuto farti del male, credimi, fammi riposare in pace\u201d.\u00a0 Come nel \u201cProcesso\u201d di Kafka, aveva vissuto tutta la vita, quell\u2019oscuro meccanismo oppressivo che il destino gli aveva portato in sorte. Un\u2019accusa che, anche\u00a0 se sapeva ingiusta, gli aveva pesato sulle spalle come un macigno, e mor\u00ec con l\u2019incubo che la vergogna potesse sopravvivergli: \u201c\u2026credimi, fammi riposare in pace\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29404\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29404\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Alcuni anni or sono, durante un\u2019esercitazione subacquea, \u00e8 morto un tenente elicotterista dell\u2019eliporto di Luni. 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