{"id":29400,"date":"2016-11-25T13:27:00","date_gmt":"2016-11-25T12:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29400"},"modified":"2016-11-25T13:27:00","modified_gmt":"2016-11-25T12:27:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-colloquio-di-milena-privitera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29400","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il colloquio&#8221; di Milena Privitera"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;umiliazione la paralizz\u00f2. Il cuore le batteva lento, molto lento, la mente si era bloccata su quelle parole che lei ripeteva, ripeteva, tra s\u00e9, \u00a0le lacrime erano state ingoiate con grande sforzo. No, non poteva, non doveva dimostrare, alcuna emozione. Intorno una stanza che si ingigantiva sempre pi\u00f9 nell&#8217;ufficialit\u00e0 dell&#8217;incontro. Tavolo ovale, poltrone girevoli, quadri d&#8217;autore, finestre che si affacciavano su una strada percorsa dalla vita. E lei rinchiusa l\u00ec, dentro un colloquio che non le apparteneva. Ma poi quale colloquio, a parlare era solo e soltanto lui, sfrontatamente sicuro, giuridicamente preparato. Un lui appena conosciuto e sin da subito non piaciuto. Un lui che le stava raccontando la sua vita ma lei sapeva, ne era certa, non era andata come lui diceva. Eppure a quel colloquio si era presentata nel miglior modo possibile: un filo di trucco, scarpe con mezzo tacco, tailleur dai giusti colori, capelli in perfetto ordine. E dunque dove aveva sbagliato perch\u00e8 non riusciva a contenere quell&#8217;uomo. Il suo modo beffardo di guardarla, le smorfie rapide che gli attraversavano il volto quando lei cortesemente invano tentava di interromperlo, i gesti veloci delle mani che dirigevano, come un direttore d&#8217;orchestra puntiglioso, ogni suo impercettibile movimento. Lei, ormai le gambe serrate, il viso contratto, gli occhi sbarrati davanti a un televisore al plasma, acceso ma con l&#8217;audio al minimo, trovava la sua salvezza, la sua unica fuga, guardando le immagini dei giovani ballerini dai movimenti leggiadri trasmesse in quel preciso momento. Non era chiusa l\u00ec dentro ma ballava con loro, leggera, libera, eterea, bianca. Un colpo di tosse. Il colloquio era finito, una stretta di mano, fredda, rigida, formale e finalmente via, via da quella stanza asettica di un Palazzo Comunale, denominato Minotauro, sempre pi\u00f9 simile al castello kafkiano, via da lui, calcolatore elettronico vivente, via da quell&#8217;imbarazzante situazione, che come una museruola le aveva impedito di parlare, di esprimersi. Lei non aveva potuto dire la sua, chi lo avrebbe mai creduto? Una volta fuori, una brezza primaverile le aveva ridato il colorito e le forze. Era tornata s\u00e9 stessa. Un sorriso sarcastico le attravers\u00f2 il viso alla fine comunque aveva fatto la scelta migliore, sorridendo ed incassando, aveva concluso quel colloquio nel migliore modo possibile. Se mai lo avesse incontrata avrebbe fatto finta di non vederlo, non era il suo stile, ma il rispetto dell&#8217;altro \u00e8 il fondamento del vivere civile e lui le aveva dimostrato di non mostrarne affatto. Lui, il tanto sicuro di se, aveva esordito il colloquio presentandosi con la sua laurea -poverino, di lauree lei ne aveva ben due- eppure non si sarebbe mai sognata di precedere il suo nome e cognome con un titolo. Nel momento che lui lo aveva pronunciato le era venuto in mente il divertente Ragioniere Fantozzi Ugo. Come dire prima l&#8217;apparire, il ruolo, il titolo di studio poi l&#8217;essere persona, l&#8217;essere umano. Ancor peggio il seguito del colloquio lui aveva iniziato a paragonare la sua vita all&#8217;insegna dello studio, della fatica, dei sacrifici dando per scontato che per lei la vita era stata tutta rosa e fiori. Non la conosceva, non sapeva nulla di lei, ma era comunque il pi\u00f9 bravo, il pi\u00f9 onesto, il pi\u00f9 intelligente &#8230; Beh, lei aveva iniziato a lavorare l&#8217;estate del suo primo anno di liceo, grazie ai lavoretti che trovava proprio in estate, babysitter, dog-sitter, commessa, cameriera, barista, cassiera, vigile urbano, si era mantenuta sino alla prima laurea. Aveva poi continuato a barcamenarsi in due o tre lavori, studiando e crescendo due figli. L&#8217;incomunicabilit\u00e0 tra di loro infine raggiunse un non ritorno quando lui a dispetto di ogni regola di bon ton tra esseri umani l&#8217;aveva accusata di inseguire utopie. Ma chi era lui per dire a lei cosa doveva fare o non fare nella e della sua vita e segnare le sue scelte con la parola chimera. Ancora una volta lui esprimeva sentenze affrettate e approssimative su di lei senza alcun riguardo della sua storia, di tutte le prove che la vita le aveva presentate nel suo cammino e che lei a modo suo aveva superato. Una volta fuori pi\u00f9 rimuginava sull&#8217;accaduto pi\u00f9 era arrabbiata ma era certa che nulla di simile sarebbe mai pi\u00f9 successo nella sua vita e che di fatto con il suo comportamento distaccato e composto era stata brava, molto brava, proprio brava, addirittura diabolica. Lei gli aveva dimostrato tutta la sua indifferenza e financh\u00e9 il suo disprezzo. Erano trascorsi tanti anni ormai quel colloquio era solo un brutto ricordo che a volte le tornava in mente ma che lei riusciva subito a rimuovere. Quel pomeriggio alla Feltrinelli per\u00f2, pur circondata da tanto affetto e ammirazione, con il suo romanzo in mano, non riusciva proprio a non pensare a quel lontano giorno, a quell&#8217;imbarazzante situazione che l&#8217;aveva spinta a scrivere, a raccontare. Aveva iniziato cos\u00ec a incontrare donne che avevano subito non solo violenza fisica, ma soprattutto psicologica, e avevano reagito, combattendo per la propria dignit\u00e0. Racconti, romanzi brevi, testimonianze vere, a volte enfatizzate, che avevano in parte fatto giustizia a un&#8217;intera squadra di donne, eroine nella vita quotidiana. Il passaggio narrativo dalla terza alla prima persona era stato tanto automatico che il suo editore l&#8217;aveva chiamata in piena notte pregandola di rivedere quel suo ultimo romanzo, secondo lui molto interessante ma pieno di contraddizioni. Il suo vissuto prorompeva emotivamente e prendeva forma, una forma che andava a vuotarsi, o meglio, liberarsi in maniera catartica, eliminando i sensi di colpa, curando i problemi fisici e psicologici collegati allo stress, esfoliando il suo io dalla paura e dalla rabbia. Il successo era arrivato subito dopo la pubblicazione, a leggere quel suo romanzo in vetta alle classifiche molte donne ma anche tanti uomini. Forse tra di loro anche quel lui, chiss\u00e0 se si sarebbe riconosciuto?<br \/>\n&#8220;Dedicarsi alla scrittura significa, in ultima analisi, occuparsi della propria esistenza nella sua interezza&#8221; (N. Golberg)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29400\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29400\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;umiliazione la paralizz\u00f2. 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