{"id":29369,"date":"2016-11-15T11:42:09","date_gmt":"2016-11-15T10:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29369"},"modified":"2016-11-15T11:42:09","modified_gmt":"2016-11-15T10:42:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-le-vite-di-manlio-di-raffaella-imbriaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29369","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Le vite di Manlio&#8221; di Raffaella Imbr\u00ecaco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Se c\u2019era qualcosa che non gli piaceva affatto del suo lavoro, era quella levataccia alle 4,30 ogni mattina. Con la pioggia , il caldo torrido o con il gelo, alle 5,30 puntualmente il furgone della News express consegnava le copie dei quotidiani e bisognava essere gi\u00e0 l\u00ec in edicola , pronti con le saracinesche alzate, per accogliere le fresche notizie del giorno . Per il resto Manlio era molto contento della sua nuova attivit\u00e0, dopo anni di lavoro in una ditta privata. Ma a causa della crisi economica la sua azienda aveva tagliato l\u2019organico e il licenziamento era arrivato solo dopo qualche mese di cassa integrazione. Manlio per\u00f2 non si era perso d\u2019animo. Con i soldi della buonuscita e un gruzzolo risparmiato in anni di attivit\u00e0 da contabile, si era reinventato, questa volta come edicolante, riuscendo a rilevare un piccolo chiosco in una delle vie principali del centro. Del nuovo lavoro gli piaceva molto il contatto umano. L\u2019attivit\u00e0 non era stata avviata da molto ma Manlio aveva gi\u00e0 familiarizzato con buona parte della gente del quartiere. Clienti assidui e meno assidui, altri solo di passaggio, con tutti scambiava una parola. Con il passare del tempo egli aveva affinato una certa capacit\u00e0 di osservazione ed era quasi in grado di catalogare, senza commettere errori, il variegato materiale umano che gli si presentava dinnanzi. Bastavano poche parole, qualche battuta e un occhio attento agli acquisti dei clienti, per riorganizzare i dati in suo possesso e stilare un profilo personale di ognuno. Un passatempo, niente di pi\u00f9 , perch\u00e8 questa operazione mentale, non aveva altro scopo che quello di divertirlo e renderlo sempre pi\u00f9 raffinato conoscitore delle tipologie umane. C\u2019era il professore in pensione, l\u2019avvocato squattrinato, la psicologa sull\u2019orlo di una crisi di nervi, lo studente fuori corso, la casalinga depressa, la badante russa che voleva sposare un italiano, e cos\u00ec via, la parata quotidiana di umanit\u00e0 iniziava gi\u00e0 di buon mattino. Ma di quel nuovo lavoro Manlio oltre che la gente, adorava l\u2019odore dolciastro della carta dei giornali e dell\u2019inchiostro delle riviste fresche di stampa , le copertine patinate e colorate dei giornali che gli trasmettevano allegria e che con molto zelo collocava ordinatamente nei rispettivi contenitori. L\u2019edicola era una finestra sul mondo, un punto di osservazione privilegiato della realt\u00e0, un luogo d\u2019incontro, in cui la gente si salutava, chiacchierava e spesso si raccontava. Manlio, in poco tempo, grazie ai suoi modi gentili, era diventato un riferimento per il quartiere. Qualche volta confessore, qualche altra consolatore ma anche un dispensatore di consigli e di strategie di seduzione come nel caso di Lele che per trovare conforto si rifugiava in edicola a raccontare\u00a0del suo amore non corrisposto per Beatrice , sua compagna di scuola, che non lo degnava neppure di uno sguardo. C\u2019era poi Filomena, casalinga squattrinata che sbirciava gli annunci di lavoro in cerca di qualche occupazione dignitosa che le consentisse di pagare gli arretrati dell\u2019affitto . Anche in questo caso Manlio era l\u00ec pronto a dare una mano. E Pasquale, pensionato esodato, trapiantato da quarant\u2019anni al Nord che ogni giorno gli raccontava le bellezze della sua Calabria, terra nella quale non avrebbe esitato a ritornare se avesse avuto qualche quattrino in pi\u00f9\u2026<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Ma una persona era molto speciale per Manlio e a lei veniva riservato il pi\u00f9 bel momento della giornata. Il suo sguardo si illuminava quando la intravvedeva arrivare con quel passo agile, bella nella sua freschezza dei 20 anni. Era Matilde giovane studentessa di architettura che aveva conosciuto quando lei per la prima volta gli aveva chiesto di una rivista di arredamento. Da una semplice discussione sul Bauhaus era venuta fuori una bella amicizia. Per Manlio, anche di pi\u00f9\u2026 Tutta la vita del quartiere ruotava attorno alla piccola edicola e al suo proprietario, depositario di mille segreti. La sera del 31 dicembre quasi alla chiusura, Manlio si accorse che sul pavimento dell\u2019edicola vi era un biglietto della lotteria di Capodanno un po\u2019 stropicciato, evidentemente staccatosi dall\u2019apposito blocchetto e finito chiss\u00e0 come sotto il banco. Li aveva venduti tutti , tranne quello rimasto a terra, ora sospinto qua e l\u00e0 dagli spifferi del vento che passavano attraverso la porta. Decise allora di tenerlo per s\u00e9 e sfid\u00f2 la sorte. Il 2 gennaio del nuovo anno l\u2019edicola di via Roma non alz\u00f2 la saracinesca come di consueto. In parecchi si chiesero dove fosse finito l\u2019amico di tutti. Solo alcuni di loro lo seppero, dopo alcuni giorni, quando si videro recapitare una cartolina da una famosa localit\u00e0 dei Caraibi. Filomena ,in una busta, oltre la cartolina ricevette un assegno cospicuo che l\u2019aiut\u00f2 a pagare una buona parte dei suoi debiti e cos\u00ec fu per gli altri amici che Manlio aveva visto in forte difficolt\u00e0 economica. Per Matilde invece nella busta, un biglietto aereo di sola andata per i Caraibi. Ancora una volta Manlio stava per reinvertarsi una nuova vita\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29369\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29369\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c\u2019era qualcosa che non gli piaceva affatto del suo lavoro, era quella levataccia alle 4,30 ogni mattina. 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