{"id":29308,"date":"2016-11-08T19:00:43","date_gmt":"2016-11-08T18:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29308"},"modified":"2016-11-08T19:00:43","modified_gmt":"2016-11-08T18:00:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-la-storia-di-un-sassolino-di-anna-donati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29308","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;La storia di un sassolino&#8221; di Anna Donati"},"content":{"rendered":"<p>Non sono; e allora perch\u00e9 ci sono? Perch\u00e9 continuo a vivere? Cos\u2019\u00e8 che incessantemente muove il mare e me, che dentro esso sono immerso: ospite straniero.<\/p>\n<p>Roccia, che dall\u2019alto della tua integrit\u00e0 splendi sotto il torrido sole; Roccia, tu che sei; che sei madre. Madre dovevi essere e non sei stata: perch\u00e9?<\/p>\n<p>Sono qui adesso, anzi non sono qui adesso e ricordo; ricordo come tu Roccia, Madre, madre non sei stata. Gli anni passavano ed io ti sentivo sempre pi\u00f9 distante, assente.<\/p>\n<p>\u00c8 bastato cos\u00ec poco: hai permesso ad un soffio di vento innocuo e a qualche alta marea di privarmi anche della tua assente presenza. Come hai potuto non porgere le tue carsiche mani a quel piccolo frammento di te che lentamente se ne stava andando, come hai potuto volgere lo sguardo altrove e lasciare che una parte di te medesima, piccola parte, sprofondasse nell\u2019abisso del non senso, del non essere?<\/p>\n<p>Solo, confuso, perso: rotolavo e cadevo, cadevo e rotolavo finch\u00e9 non fu acqua.<\/p>\n<p>Acqua, che con le tue gelide mani e i tuoi occhi vitrei hai accolto in te l\u2019ospite straniero.<\/p>\n<p>E fu la paura, la paura provocata dall\u2019incommensurabile vasta profondit\u00e0 di quella liquida Madre ritrovata. In te gelida Madre gli anni che furono, furono anni disperati alla ricerca di quel senso perduto, di quell\u2019essere che sentivo di aver posseduto, ma che adesso mancava. Anni crudeli, s\u00ec, perch\u00e9 quando non si \u00e8, ma si vuole in tutti i modi essere, allora bisogna soffrire e soffrire di un dolore atroce. Costruire a partire dalle macerie di ci\u00f2 che non siamo: un percorso lungo, difficile, pieno di insidie.<\/p>\n<p>Non ero, ma c\u2019ero; non ero, ma cercavo: mi ricercavo. Sentivo di essere stato e volevo ritornare ad essere: ma come?<\/p>\n<p>Dalla nullit\u00e0 del tutto alla nullit\u00e0 delle parti: io piccolo frammento nel gelido flusso acquoso mi domandavo quale fosse la via del ritorno, ritorno al nucleo indisceso.<\/p>\n<p>Mille e mille volte ancora mi sono perso nel silenzio della placida Madre per poi ritrovarmi e perdermi ancora. Anni di acquisti, anni di perdite: ho creduto di aver ritrovato il mio essere per poi vederlo svanire sotto i miei stessi occhi.<\/p>\n<p>Sono stato segno, sono stato relazione, sono stato distanza; tante cose sono stato, tante altre non sono stato. Ero e non ero, ma c\u2019ero.<\/p>\n<p>Ci fu un tempo in cui ritrovai il mio essere sotto forma di segno. Segno che individuava un punto, ma infiniti erano i punti nella fluida Madre e allora era il segno ci\u00f2 che importava, il mio segno, il segno di me. Io ero, ero quel segno e quel segno era me: mi vedevo, mi riconoscevo. Dal segno, che era al di fuori di me, nacque la mia autoconsapevolezza: finalmente ero tornato ad essere. Ma nel tempo, perch\u00e9 nella condizione di nullit\u00e0 delle parti \u00e8 nel tempo che siamo e non siamo, il moto costantemente incessante della Madre acqua mosse ogni suo punto e ogni suo punto da lei venne mosso. E fu cos\u00ec che di nuovo mi persi, lo persi, persi il segno, il segno di me: di nuovo solo, di nuovo non essere. Ritorn\u00f2 il tempo dell\u2019atroce dolore, ritorn\u00f2 per poi svanire ancora: essere e non essere, onda che vai, onda che vieni.<\/p>\n<p>Venne il tempo in cui riconobbi il mio essere nella relazione. Relazione: il modo di essere di una cosa rispetto ad un\u2019altra. I punti, le sostanze e quindi gli enti dotati di esistenza erano molteplici e tutti in qualche modo diversi da me; ed ecco che io ero ci\u00f2 che le infinite sostanze accolte dalla Madre acquosa non erano. Ma la molteplicit\u00e0 sostanziale degli enti mi restituiva un\u2019immagine di me altrettanto molteplice ed io non riuscii a sostenere questa immensa molteplicit\u00e0. Mosso: sopra, sotto, destra, sinistra; ogni spostamento era un nuovo essere, un nuovo me. La molteplicit\u00e0 esistenziale di nuovo mi port\u00f2 a smarrirmi nel non essere: la costante incostanza a cui la relazione mi aveva condotto riport\u00f2 in me la fuliggine del non senso. Ritorn\u00f2 il tempo dell\u2019atroce dolore, ritorn\u00f2 per poi svanire ancora: essere e non essere, onda che vai, onda che vieni.<\/p>\n<p>Ci fu anche il tempo in cui la distanza rappresent\u00f2 il mio essere. Distanza: spazio che intercorre tra due luoghi, intervallo di tempo tra due eventi. Scoprii che ero in quanto distavo ed ero in quanto resistevo al flusso costante del tempo. Ci\u00f2 che caratterizzava l\u2019acqua, la Madre, era il movimento, lo spostamento continuo di tutte le sue parti. Perch\u00e9 ci possa essere movimento \u00e8 necessario uno spazio, una distanza entro cui le parti possono agitarsi: ed ecco che io ero distanza tra le parti, ero possibilit\u00e0 maggiore o minore di movimento per me e per gli altri punti. Il movimento presuppone anche la temporalit\u00e0: un punto si muove non soltanto nello spazio, ma soprattutto nel tempo. Ed ecco che io ero punto all\u2019interno del tempo, punto mosso nel tempo, sempre presente allo scorrere del tempo: in grado di ricostruire un prima ed un poi. Presto, per\u00f2, svan\u00ec anche la certezza esistenziale della distanza: affinch\u00e9 la distanza possa conferire esistenza \u00e8 necessaria la quiete, perch\u00e9 non pu\u00f2 esserci rapporto distanziale costante senza un punto fermo, senza un riferimento immobile; e la Madre acquosa a nessun suo punto permetteva il lusso della quiete. Restava la certezza esistenziale della distanza temporale, ma presto anche questa fu raggiunta dalla caligine: c\u2019era il tempo, un passato, un presente ed un futuro, ma che senso ha temporalizzare la realt\u00e0 se l\u2019evento che sancisce il prima ed il poi \u00e8 sempre lo stesso? La realt\u00e0 destinata ad un eterno ritorno non \u00e8 forse una realt\u00e0 in cui passato e futuro convergono in un costante presente?<\/p>\n<p>Ritorn\u00f2 il tempo dell\u2019atroce dolore, ritorn\u00f2 per poi svanire ancora: essere e non essere, onda che vai, onda che vieni.<\/p>\n<p>Adesso pochi attimi mi restano da vivere, ancora poche particelle della fluida Madre riusciranno ad incontrarmi e poi sar\u00e0 la fine.<\/p>\n<p>Potrei continuare a raccontare tutto ci\u00f2 che sono stato e non stato, ma adesso non \u00e8 questo ci\u00f2 che importa, perch\u00e9 essere e non essere rappresentano la mutevolezza. Ci\u00f2 che importa \u00e8 il fatto che mentre ero e non ero, c\u2019ero. La verit\u00e0 dimora al di l\u00e0 dell\u2019essere e del non essere, la verit\u00e0 \u00e8 l\u2019esserci. Ma cos\u2019\u00e8 che ha permesso che io ci fossi in ogni istante, quando ero e quando non ero? Cos\u2019\u00e8 che con un sottile filo mi ha sempre tenuto teso tra la perdizione dell\u2019oblio, del non senso e la vita, il senso?<\/p>\n<p>Ecco che sono arrivato, la vedo: la verit\u00e0.<\/p>\n<p>La verit\u00e0: il coraggio della domanda, su se stessi e sul mondo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29308\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29308\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono; e allora perch\u00e9 ci sono? Perch\u00e9 continuo a vivere? Cos\u2019\u00e8 che incessantemente muove il mare e me, che dentro esso sono immerso: ospite straniero. Roccia, che dall\u2019alto della tua integrit\u00e0 splendi sotto il torrido sole; Roccia, tu che sei; che sei madre. Madre dovevi essere e non sei stata: perch\u00e9? Sono qui adesso, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29308\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29308\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":10546,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-29308","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29308"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/10546"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29308"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29308\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29332,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29308\/revisions\/29332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29308"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29308"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29308"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}