{"id":29298,"date":"2016-11-04T12:22:36","date_gmt":"2016-11-04T11:22:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29298"},"modified":"2016-11-04T12:22:36","modified_gmt":"2016-11-04T11:22:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-caro-direttore-di-giordano-vintaloro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29298","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Caro direttore&#8221; di Giordano Vintaloro"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; E per quando servirebbe?<\/p>\n<p>&#8211; \u2026per ieri, come al solito!<\/p>\n<p>Anche per telefono si sente il solito ghigno stupido di chi fa una battuta ripetuta troppe volte, che fa ridere solo lui.<\/p>\n<p>&#8211; Eh eh, certo, allora per la chiusura.<\/p>\n<p>&#8211; Grazie, ciao.<\/p>\n<p>Chiudo e maledico il cellulare e quella condizione di freelance, il magico mondo in cui sei libera di lavorare a qualsiasi ora vogliano gli altri.<\/p>\n<p>Sono le 7 di sera e in teoria avevo finito, anzi, stavo per finire di fare i compiti con Tania, mia figlia, e mio marito Antonio si stava appropinquando alla postazione di cucina per far finta, come al solito pure lui, di mettersi a cucinare. Ora mi tocca riaccendere il computer e inventarmi qualcosa su un caso drammatico e oscuro che dovr\u00e0 aprire il giornale domani e che faccia vendere un bel po\u2019 di copie, altrimenti non lavorer\u00f2 n\u00e9 fuori orario n\u00e9 mai.<\/p>\n<p>&#8211; Su cosa devi scrivere? \u2013 mi chiede Antonio, rassegnato a questa routine.<\/p>\n<p>&#8211; Su Giulio Regeni, il ricercatore ucciso in Egitto, hai presente?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, certo. Un affare complicato, praticamente un incidente diplomatico non dichiarato.<\/p>\n<p>&#8211; Esatto. Brivido, terrore, raccapriccio e intrigo internazionale. Ci vorrebbe Shakespeare, altro che me. E se non \u00e8 commovente al punto giusto, \u00e8 capace di cassarmelo pure e farmelo riscrivere in dieci minuti prima di andare in stampa.<\/p>\n<p>&#8211; Tu sei bravissima, e il Bardo ti fa un baffo.<\/p>\n<p>Odio quando dice cos\u00ec e fa pure quell\u2019allitterazione compiaciuta. Accidenti a lui e alla sua adorata poesia inglese.<\/p>\n<p>&#8211; Cosa vuol dire cassare? Sembra una parolaccia.<\/p>\n<p>&#8211; No, stavolta non lo \u00e8. Vuol dire stroncare.<\/p>\n<p>&#8211; Anche stroncare sembra una parolaccia.<\/p>\n<p>&#8211; Uff\u2026vuol dire rifiutare, ma sgarbatamente.<\/p>\n<p>&#8211; Se rifiuti sgarbatamente allora usi le parolacce.<\/p>\n<p>Inutile, i bambini hanno sempre ragione. E ora non ho tempo di controbattere, devo scrivere. Devo trovare il punto di vista.<\/p>\n<p>Egitto. Allora: terra dei Faraoni, grande civilt\u00e0 del passato, misera civilt\u00e0 del presente, o tempora o mores, militari, Al Sisi (sembra La Sissi), occultamenti fatti da dilettanti, i servizi segreti non sono pi\u00f9 quelli di una volta\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Quanto deve cuocere il pollo, poi? Non me lo ricordo mai.<\/p>\n<p>Grande popolo, grande paese, secondo paese pi\u00f9 popoloso dell\u2019Africa (90 milioni di abitanti\u2026per\u00f2, cos\u00ec tanti?). Mezz\u2019ora, cazzo, MEZZ\u2019ORA. Poi controlli la cottura. E taglia bene le patate. Crescono le patate in Egitto? Eh mica tante, infatti importano tantissimi cibi, il prezzo del grano se oscilla \u00e8 un dramma. Controllo del cibo = controllo della popolazione. Come la tassa sul macinato.<\/p>\n<p>&#8211; Mezz\u2019ora. Poi controlli. E taglia piccole le patate altrimenti vanno messe prima quelle e poi il pollo.<\/p>\n<p>Cosa faceva l\u00e0? Faceva ricerca sociale sui sindacati egiziani, che sono pochi e piccoli ma resistono. Sacche di resistenza. Ottimo argomento per ricerche accademiche. Infatti era andato a farla a Cambridge (quella in Inghilterra). Italiani che si fanno onore all\u2019estero, rischi della ricerca sul campo, ricercatori non fermi alla scrivania o topi di biblioteca, fuga di cervelli. Fuga precoce, poi, Collegio del Mondo Unito in Nuovo Messico a 16 anni, se ne sar\u00e0 andato anche qualche volta nel Vecchio Messico? Visto che \u00e8 l\u00ec, io un giretto lo farei. Magari avr\u00e0 incontrato Saul e Heisenberg ad Albuquerque.<\/p>\n<p>&#8211; Ho finito mamma. Mi manca solo qualche esercizio di divisione.<\/p>\n<p>Cervelli che non ritornano, Italia paese immobile, piuttosto l\u2019Egitto rischioso, anche se con una confortevole posizione a Cambridge \u00e8 pi\u00f9 facile correre rischi. Cosmopolitismo, amore per il sapere, i colleghi ricercatori hanno anche scritto una lettera aperta: bisogna proteggere i ricercatori, rischiano la vita sul campo e sono fondamentali per il sapere. Ma se ti manca qualcosa, allora non hai finito, miseriaccia. \u00c8 come se dicessi al direttore: ecco l\u2019articolo, manca solo il paragrafo finale. Me lo tira in faccia (via mail). Mail e social, in Medio Oriente sono strumento politico, bloccati spessissimo con scuse di ordine pubblico, e controllati (spiati). Per\u00f2 riescono a creare reti. Reti clandestine di contrari al regime, oppositori politici, sindacalisti, atei (pericolosi terroristi contro lo stato confessionale arabo), e terroristi (pericolosi paladini della religione che usano per portare terrore in occidente).<\/p>\n<p>&#8211; Se ti manca qualcosa non hai finito. Hai quasi finito. Dimmi quando hai finito.<\/p>\n<p>Lo so, ce li ho alle spalle ma li vedo. Mi stanno fissando intimoriti, hanno paura a farmi domande perch\u00e9 potrei urlargli contro. Quando scrivo sono cos\u00ec. Quando scrivo sotto pressione sono cos\u00ec. Sono cos\u00ec quasi sempre, e sono stufa, perch\u00e9 io non sono cos\u00ec. Io vorrei la pace nel mondo, gente che pensa a fare l\u2019amore e non la guerra, famiglie felici e single felici. Ma il lavoro di giornalista non \u00e8 questo, le storie devono essere forti, scandalose o almeno un po\u2019 torbide. Le buone notizie sono piccoli riempitivi per dare l\u2019illusione che ci sia una possibilit\u00e0 di miglioramento. Purtroppo non lo sapevo quando mi sono iscritta a scienze della comunicazione. Poi me l\u2019hanno anche detto, ma illusa come sono non ci ho creduto.<\/p>\n<p>&#8211; Non ce la faccio. Stavolta no. Non mi viene niente. Hanno gi\u00e0 detto tutto, e finch\u00e9 non saltano fuori dati nuovi non ha senso scrivere altro.<\/p>\n<p>&#8211; Le letterature ci insegnano che la stessa storia si pu\u00f2 raccontare in modi pressoch\u00e9 infiniti.<\/p>\n<p>Adesso gli tiro un piatto.<\/p>\n<p>&#8211; Non farmi la lezione, con me non attacca!<\/p>\n<p>&#8211; I grandi come pap\u00e0 non vanno a lezione, i bimbi ci vanno. Vero, mamma?<\/p>\n<p>&#8211; Ogni tanto le lezioni servono anche ai grandi. Sai, le cose si dimenticano.<\/p>\n<p>Pensiero laterale, via di fuga, cambio cappello, impostazione tattica, non strategica. Se mi sono messa in un vicolo cieco, devo tornare indietro al punto di svolta.<\/p>\n<p>&#8211; Senti, fai pausa pollo e patate con noi. Poi vedrai che ti viene qualcosa.<\/p>\n<p>Punto di svolta: pollo. Forse stavolta ha ragione. In effetti lo stomaco mi stava brontolando e non me n\u2019ero accorta. Forse l\u2019ala del pollo m\u2019indicher\u00e0 la via.<\/p>\n<p>&#8211; Com\u2019\u00e8?<\/p>\n<p>&#8211; Inaspettatamente, buono.<\/p>\n<p>&#8211; Esagerata! \u2013 fa lui con un sorrisino \u2013 ormai \u00e8 nel mio repertorio, uno dei piatti di sicuro effetto.<\/p>\n<p>&#8211; A me mi piace.<\/p>\n<p>&#8211; A me mi non si dice. \u2013 la riprendo troppo, lo so.<\/p>\n<p>&#8211; Ma a scuola lo dicono tutti.<\/p>\n<p>&#8211; E tutti sbagliano.<\/p>\n<p>&#8211; Ma non hai detto che se tutti sono d\u2019accordo su qualcosa, allora diventa giusto?<\/p>\n<p>&#8211; Dipende dalla cosa. Se tutti sono d\u2019accordo nell\u2019ammazzare alcuni, la cosa non va bene lo stesso. Ci deve essere una regola morale superiore.<\/p>\n<p>&#8211; E se tutti sono d\u2019accordo che la regola \u00e8 che alcuni non devono vivere?<\/p>\n<p>&#8211; \u2026<\/p>\n<p>&#8211; \u2026<\/p>\n<p>Discutere con una bambina di sette anni cercando di non trattarla da scema ti si pu\u00f2 ritorcere contro. A noi capita sempre. Da chi avr\u00e0 preso? E adesso cosa le dico?<\/p>\n<p>&#8211; Ma non succede mai. Succede sempre che solo alcuni decidono di ammazzare qualcuno in particolare, e ordinano di farlo ad altri che eseguono e non discutono. Come \u00e8 successo al povero ricercatore.<\/p>\n<p>&#8211; Quale ricercatore?<\/p>\n<p>&#8211; Giulio, quel ragazzo su cui devo scrivere.<\/p>\n<p>&#8211; Lo conoscevi?<\/p>\n<p>&#8211; No.<\/p>\n<p>&#8211; E allora come fai a scrivere qualcosa su di lui?<\/p>\n<p>&#8211; Devo raccontare come sono andati i fatti e cosa si \u00e8 scoperto finora, sono cose conosciute. Solo che l\u2019hanno gi\u00e0 fatto in tanti.<\/p>\n<p>&#8211; E perch\u00e9 lo devi fare?<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 me l\u2019ha chiesto il direttore, devo farlo.<\/p>\n<p>&#8211; Il direttore \u00e8 come quelli che decidono di ammazzare gli altri, allora.<\/p>\n<p>Forse il pollo non \u00e8 stata una buona idea. Comunque era ben cotto, devo riconoscerlo. Oltre a saper fare battutine, qualcosa sa anche cucinare.<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 dici cos\u00ec?<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 lui decide e tu esegui anche se pensi che non \u00e8 giusto.<\/p>\n<p>Porca miseria, qui devo agire d\u2019autorit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; Senti, sei piccola e non puoi capire tutto. Ma il direttore non \u00e8 come uno che decide di ammazzare gli altri.<\/p>\n<p>&#8211; Per\u00f2 tu pensi che non c\u2019\u00e8 niente da dire su quello che vuole lui, ha ragione. \u2013 interviene Antonio. \u2013 Perch\u00e9 non scrivi quello che vorresti leggere anche tu?<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 se no il giornale non vende e non mi pagano. E poi se devo dire qualcosa di nuovo ho bisogno di fatti a supporto, non ce li ho e non ho certo il tempo di andarmeli a scovare. Non posso inventarmi favole.<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 non gli piacciono le favole? Sono belle. \u2013 guai a toccare le favole a una bambina.<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 le favole finiscono bene. Nessuno vuole leggerle sulla prima pagina del giornale.<\/p>\n<p>&#8211; Allora fai una favola che finisce male, cos\u00ec il giornale la pubblica.<\/p>\n<p>Una favola che finisce male. In effetti molte favole finiscono male. Alcune sono proprio terribili. Quelle vecchio stile, che oggi non vanno pi\u00f9 di moda. Andersen e i fratelli Grimm, quelle regionali italiane. Guardo l\u2019ala del pollo sul piatto. Mi indica il computer. S\u00ec, torno a scrivere.<\/p>\n<p>Mi viene in mente che Regeni era di un paesino della bassa friulana.<\/p>\n<p>&#8211; Com\u2019\u00e8 che si chiama quel posto? \u2013 chiedo ad Antonio.<\/p>\n<p>&#8211; Fiumicello. Mia nonna era di l\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Ecco dove l\u2019avevo gi\u00e0 sentito.<\/p>\n<p>&#8211; Anche la tua nonna era ricercatore? \u2013 chiede Tania.<\/p>\n<p>&#8211; Ricercatrice, casomai. No, lei cercava solo un po\u2019 di tranquillit\u00e0 e un lavoro.<\/p>\n<p>&#8211; Allora era s\u00ec una ricercatrice. Cercava.<\/p>\n<p>&#8211; Vabb\u00e8, se intendi questo lo siamo tutti. No, un ricercatore cerca cose speciali, i dettagli che non si vedono, i segreti. Li mette assieme e poi li pubblica, cos\u00ec tutti li possono leggere e conoscere.<\/p>\n<p>&#8211; E quando ha finito di cercare?<\/p>\n<p>&#8211; Cerca altre cose. Il mondo \u00e8 pieno di cose da scoprire.<\/p>\n<p>Tania si troverebbe bene l\u00ec. Il Friuli \u00e8 un posto ordinato, dove abita gente molto precisa, metodica, e parecchio testarda. Certo, \u00e8 vero anche di altri posti, mica \u00e8 un\u2019esclusiva. Ma l\u00ec, vicino ai confini, \u00e8 un modo di vivere particolarmente temprato dalle guerre e dal tempo. La cosa curiosa \u00e8 la creativit\u00e0 delle persone, riesce a esprimersi solo in segreto e in modi che rasentano l\u2019ossessione e la follia. L\u2019anticonvenzionale in un contesto difficile partorisce strani risultati. Joyce aveva iniziato a scrivere l\u2019Ulisse a Trieste, dove ha vissuto 10 anni (parlava piuttosto bene il triestino, dicono), e Michelstaedter si era sparato a 23 in una soffitta di Gorizia dopo aver stabilito con certezza di aver compreso la verit\u00e0 ultima del mondo.<\/p>\n<p>Antonio viene da quei posti, ci siamo incontrati a Trieste perch\u00e9 io volevo fare l\u2019interprete ma non sono entrata alla Scuola \u2013 forse per quello mi irritano le sue frasette da prof di lingue \u2013 e ho ripiegato su scienze della comunicazione a Bologna.<\/p>\n<p>&#8211; Fiumicello per\u00f2 \u00e8 sul confine. \u2013 aggiunge dopo un po\u2019.<\/p>\n<p>&#8211; Ma no, sar\u00e0 a 30 km \u2013 l\u2019ho gi\u00e0 trovato sulle mappe.<\/p>\n<p>&#8211; Ma non il confine di stato. Mica c\u2019\u00e8 solo quel confine, l\u00ec. \u00c8 al confine linguistico, vicino all\u2019Isonzo e verso il mare. Si parla un friulano bastardo, \u00e8 mescolato al bisiaco di Monfalcone, che \u00e8 una lingua veneta, e a un po\u2019 d\u2019influenza di Grado, che ha il suo antico dialetto isolano diverso da tutti gli altri. Mia nonna li parlava tutti e tre.<\/p>\n<p>&#8211; E vabb\u00e8. E allora?<\/p>\n<p>&#8211; Vuol dire che prima c\u2019era il confine dell\u2019Impero austro-ungarico, cent\u2019anni fa. Passava l\u00ec vicino. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ma ha lasciato il segno. In quei posti i confini sono dappertutto, dovresti saperlo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, dovrei saperlo. In effetti \u00e8 una cosa che mi ha sempre dato fastidio e che per questo ho sempre rifiutato di approfondire. Il problema \u00e8 che i confini ce li avevano nel cervello, pensavo. Per\u00f2 dove c\u2019\u00e8 un confine c\u2019\u00e8 sempre anche un centro. E quali sono i centri, oggi? Quali erano cent\u2019anni fa? Roma e Vienna? Ma guarda un po\u2019.<\/p>\n<p>Me li immagino, questi contadini del confine del 1915 senza neanche gli occhi per piangere che si vedono arrivare le truppe inviate da Roma e da Vienna. Prima gli italiani, che sfondano verso la sacra Gorizia e l&#8217;eldorado di Trieste. Poi gli austriaci, che si riprendono ci\u00f2 che era loro, la principesca contea propriet\u00e0 personale del Re e Imperatore e il porto franco. Poi di nuovo gli italiani. Loro s\u00ec che potevano dire di essersi svegliati e di aver trovato l\u2019invasor. Ma l\u2019invasor era sempre diverso.<\/p>\n<p>&#8211; A cosa stai pensando? \u2013 mi chiede Antonio, vedendomi assorta a fissare il muro sopra lo schermo.<\/p>\n<p>&#8211; Stavo pensando alla guerra.<\/p>\n<p>&#8211; Quale guerra?<\/p>\n<p>&#8211; La guerra in generale. Fa schifo. Il partigiano di Bella Ciao \u00e8 un eroe, vero? Eppure chiss\u00e0 quanti tedeschi invasor ha macellato prima di finire sepolto in montagna sotto l\u2019ombra di un bel fior. Degli eroi si ricordano solo le cose belle, ma se sono diventati eroi \u00e8 evidente che le circostanze facevano talmente schifo da non potere fare altrimenti.<\/p>\n<p>&#8211; Be\u2019, si sa. Nel racconto diventa tutto pi\u00f9 bello, mica puoi dire in ottava rima che Orlando si ferma in battaglia per scaccolarsi. Anche l\u2019Eneide s\u2019inventa di sana pianta degli episodi eroici per nobilitare la nascita dell\u2019Impero romano. Ma Ottaviano aveva semplicemente preso il potere facendo fuori Antonio e Cleopatra.<\/p>\n<p>Impero, impero, impero. Perch\u00e9 ricorre sempre questa parola? Perch\u00e9 questa smania di potere? Anche Al Sisi, mica che anche lui vuole rifare un impero, come quello dei Faraoni? Forse voleva vendicarsi di quello spiacevole episodio di Cleopatra di 2000 anni fa? Sto scivolando nel mito, manca un\u2019ora alla consegna e non ho scritto una riga.<\/p>\n<p>&#8211; Allora, ti ho dato lo spunto per un taglio?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, sar\u00e0 breve \u2013 per forza, non ho tempo.<\/p>\n<p>&#8211; Questa \u00e8 una battuta che farei io. Ma Tania dov\u2019\u00e8?<\/p>\n<p>&#8211; Si \u00e8 addormentata sul divano, a forza di sentire queste storie di imperi.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, forse sta sognando la favola del ricercatore che va in giro per il mondo a cercare segreti per poi fare la sua pubblicazione. M\u2019immagino la storia:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019era una volta un ricercatore.<\/p>\n<p>Era nato ai confini del grande impero dell\u2019Austria Felix, un impero che si era estinto centro anni prima, dove un tempo si dice che tutti fossero felici. Anche oggi in quelle terre sono tutti piuttosto felici, anche se nel frattempo sono passate due guerre e una grande devastazione.<\/p>\n<p>Era nato in un paese abbastanza vicino al mare da sentirne l\u2019odore, ma non lontano dalle montagne che nelle belle giornate sembravano vicinissime e minacciose con le loro punte innevate. Si chiamava Giulio e le montagne si chiamavano come lui, era logico che quella dovesse essere casa sua, pensava. Era felice perch\u00e9 viveva in un bel posto, circondato da vigneti, pescheti e persone tranquille. Ma era anche curioso, ed \u00e8 per questo che era diventato un ricercatore.<\/p>\n<p>Non si stancava di indagare, di domandare, di scoprire il perch\u00e9 delle cose. E una volta finito di cercare attorno a s\u00e9, decise che doveva cercare altrove. E part\u00ec per l\u2019America. Voleva sapere se anche negli altri imperi le persone erano felici.<\/p>\n<p>Attravers\u00f2 il grande oceano. Si accorse che l\u00ec c\u2019erano tanti che erano molto ricchi e felici, ma molti di pi\u00f9 erano quelli poveri e infelici. Era il paese in cui tutti avevano un\u2019opportunit\u00e0, ma per uno che riusciva a coglierla c\u2019erano migliaia di altri che non ce la facevano e si limitavano a sognare di essere felici. \u2013 Questo modo di vivere \u00e8 ingiusto. \u2013 pens\u00f2.<\/p>\n<p>In America viveva vicino a un confine. E com\u2019era abituato a fare, lo pass\u00f2.<\/p>\n<p>Anche l\u00ec l\u2019impero non c\u2019era pi\u00f9. Visit\u00f2 le grandi citt\u00e0 e la famosa foresta. Nel mezzo, mimetizzate dagli alberi, c\u2019erano delle grosse piramidi con gli scalini. Prov\u00f2 a scalarle, e arrivato in cima riusc\u00ec a vedere lontanissimo. Pens\u00f2: \u2013 Be\u2019, quass\u00f9 la vista \u00e8 magnifica, chi pu\u00f2 vedere quello che vedo io, \u00e8 sicuramente felice. Ma il resto del paese non mi sembra felice, c\u2019\u00e8 tanta corruzione e criminalit\u00e0, e tanti sono poverissimi.<\/p>\n<p>Tornato in Europa, and\u00f2 a visitare quello che una volta era stato l\u2019impero pi\u00f9 grande mai esistito. Aveva ancora una certa autorit\u00e0, ma l\u2019Imperatrice si era ristretta a Regina. La gente che ci viveva era tutto sommato ancora abbastanza felice, anche se lavorava troppo e spesso non aveva il tempo di fare quello che voleva davvero fare. Pioveva molto ma c\u2019erano anche molti libri. Pens\u00f2 che fosse un bel posto per studiare. E l\u00ec cominci\u00f2 finalmente a scrivere di tutte le cose che aveva visto fino a quel momento. Voleva pubblicare le sue ricerche, in modo che tutti sapessero.<\/p>\n<p>Studiando e scrivendo, si accorse che tutto il suo cercare, in fondo, voleva stabilire se c\u2019era un posto in cui le persone fossero davvero felici. Felici com\u2019era lui nel tempo che aveva passato al suo paese. S\u2019incurios\u00ec \u2013 era un ricercatore, dopotutto \u2013 e pens\u00f2 che doveva andare a indagare in Egitto, l\u2019impero pi\u00f9 antico. C\u2019erano le piramidi anche l\u00ec, ma erano pi\u00f9 lisce di quelle che aveva visto in America, difficili da scalare.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 a incontrare le persone: non erano felici, anzi, qualche anno prima avevano addirittura fatto una rivoluzione per cambiare le cose. Ma un nuovo \u201cimperatore\u201d aveva preso il posto di quello vecchio con la forza, e non gli piaceva che la gente facesse troppe domande e richieste, voleva solo che ubbidissero.<\/p>\n<p>\u2013 Questo non va bene \u2013 pens\u00f2, \u2013 questo \u00e8 sicuramente il posto pi\u00f9 infelice di tutti quelli che ho visto. Devo fare qualcosa.<\/p>\n<p>Impar\u00f2 la lingua e cerc\u00f2 di scalare le piramidi. Parl\u00f2 con la gente e scopr\u00ec che erano tanti quelli che non erano d\u2019accordo con il nuovo imperatore. Cerc\u00f2 di pubblicare le cose che sapeva e che aveva appreso in tutti i suoi viaggi e i suoi studi. Tutti avevano diritto di sapere. Giulio rispondeva alle domande di tutti, e tutti gli portavano rispetto perch\u00e9 vedevano che teneva alla loro felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma l\u2019imperatore lo venne a sapere e lo fece rapire. Voleva sapere cosa aveva detto alla gente, e cosa la gente aveva detto a lui, e quale segreto nascondeva quella ricerca sulla felicit\u00e0 che sembrava interessargli tanto. Gli uomini dell\u2019imperatore glielo chiesero per giorni, ma lui gli rispose sempre la stessa cosa: \u2013 Voi non mi fate domande come gli altri, per cercare di diventare felici. Voi cercate solo il modo di rendere infelici gli altri. E io, a voi, non rispondo.<\/p>\n<p>Sapendo che quello che diceva il ricercatore era vero, non sopportarono di avere trovato qualcuno che non gli ubbidiva. E lo uccisero. Per mascherare il delitto, lasciarono il corpo del ricercatore per strada, fingendo che fosse rimasto vittima di un incidente.<\/p>\n<p>Pensarono cos\u00ec di avere risolto il problema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Caro direttore,<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco il pezzo per la prima pagina. Non \u00e8 una favola, e infatti \u00e8 finita male. Per ora.<\/em><\/p>\n<p><em>Infatti, gli uomini dell\u2019\u201cimperatore\u201d non sapevano che altri ricercatori, in gran segreto, stanno portando avanti il lavoro del ricercatore curioso nato ai confini di un impero, e ucciso in altro impero che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sono al mondo molti pi\u00f9 ricercatori curiosi che tirapiedi ignoranti, per fortuna. E stanno scrivendo altri racconti per i quali, forse, il finale sar\u00e0 felice come sognava per il suo il ricercatore Giulio.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29298\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29298\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; E per quando servirebbe? &#8211; \u2026per ieri, come al solito! 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