{"id":29293,"date":"2016-11-03T19:58:37","date_gmt":"2016-11-03T18:58:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29293"},"modified":"2016-11-03T19:59:42","modified_gmt":"2016-11-03T18:59:42","slug":"premio-raccnti-nella-rete-2017-zio-benjamin-di-francesco-cale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29293","title":{"rendered":"Premio Raccnti nella Rete 2017 &#8220;Zio Benjamin&#8221; di Francesco Cal\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Il caro, vecchio zio Benjamin. Nemmeno allora aveva dismesso i suoi lineamenti sbarazzini, da eterno fanciullo. Anzi, sembrava che anche in quel momento gli stesse elargendo uno dei suoi sorrisi complici. Esibiva un aspetto cos\u00ec sereno, cos\u00ec vispo, e soprattutto cos\u00ec vivo. Decisamente, gli appariva pi\u00f9 vivo del personaggio austero e allampanato che stazionava proprio al fianco dello zio.<br \/>\nEppure, si sorprese a riflettere Sam, zio Benjamin era morto. E quello stoccafisso terreo era l\u2019officiante che avrebbe, di l\u00ec a poco, aperto il cerimoniale. La liturgia che era causa e occasione della sua presenza in quella sala anonima.<br \/>\nLa sua vista si calamitava ora sul morto-vivo ora sul vivo-morto. Il contrasto paradossale gli strapp\u00f2 un risolino. Lo mascher\u00f2, simulando qualche strozzato colpo di tosse.<br \/>\nFu riscosso da queste meditazioni dal tocco delicato di una mano, che gli si pos\u00f2 sulla spalla. Si volt\u00f2. Era Clarice: lo fissava attraverso la veletta scura con occhi mesti, sforzandosi di assumere un\u2019espressione consolatoria. Evidentemente, aveva scambiato quei singulti per un pianto soffocato.<br \/>\n\u201cCoraggio, Sam. Mancher\u00e0 a tutti noi\u201d, esord\u00ec sua cugina, con voce calda. L\u2019ovale perlaceo del viso e la chioma dorata, raccolta in un nodo, gli parvero al solito radiosi, seppur costretti dietro quel sottile schermo opaco. \u201cDobbiamo ricordarlo come lui avrebbe voluto\u201d, stava continuando lei. \u201cDobbiamo serbare nella memoria l\u2019immagine di uno zio giocherellone, brioso, gaudente\u2026\u201d.<br \/>\n\u201cCerto, come no? Chiamalo gaudente, chiamalo come vuoi, ma rimarr\u00e0 sempre quello che era. Un grandissimo pagliaccio!\u201d. La brusca intromissione, che si era inserita a spezzare le parole commosse di Clarice, proveniva dall\u2019altro lato della stanza.<br \/>\nSi girarono entrambi, a indirizzare una muta reprimenda, fatta di ciglia aggrottate e di occhiate furenti, verso l\u2019autore di quell\u2019improvvida uscita. Carl, il terzo cugino convocato a quel rito. Quello sostenne il loro sguardo infuocato, contraccambiandolo con una smorfia cinica e annoiata. La moglie, seduta accanto a lui sul divano, lo osservava tesa. Nel tentativo di placare gli animi, mosse un timido rimbrotto al consorte: \u201cCarl! Ma che stai dicendo? Era un tantinello originale, indubbiamente. Forse un po\u2019 troppo, a dire il vero. Ma era pur sempre tuo zio. E soprattutto, ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. E ai defunti bisogna portare rispetto\u201d.<br \/>\n\u201cOriginale? Bell\u2019eufemismo!\u201d, sbott\u00f2 Carl, ostentando un ghigno irridente. Il cauto rimprovero della moglie non era servito ad alcunch\u00e9. \u201cA me le sue dannate burle non sono mai parse un sintomo di originalit\u00e0. Le ritenevo, e le ritengo tuttora, uno sfoggio di cattivo gusto, oltre che il prodotto deviato di una personalit\u00e0 malata\u201d.<br \/>\n\u201cSuvvia Carl, non credi di starla facendo troppo grossa?\u201d, intervenne Sam con tono scanzonato. Aveva deciso che non valeva la pena di rabbuiarsi. Avrebbe dato il fatto suo a quel ruvido figuro che era il cugino, nei modi che di sicuro lo zio avrebbe apprezzato: facendosi beffe di lui. \u201cA me gli scherzi di zio Benjamin sono sempre piaciuti\u201d, incalz\u00f2. \u201cPerch\u00e9, a te no?\u201d. Sbirci\u00f2 di sottecchi la cugina, poi le fece l\u2019occhiolino. Il volto imbronciato di lei si distese. Clarice aveva compreso il suo gioco, e lo approvava.<br \/>\n\u201cDai\u201d, prosegu\u00ec Sam, conservando un timbro provocatoriamente cordiale, \u201cnon dirmi che non ti sei mai divertito. In fondo, le trovate dello zio erano innocue goliardate. Ma scommetto che sotto sotto le gradivi anche tu, nonostante la corazza burbera e seriosa che hai incessantemente tenuto a indossare\u201d.<br \/>\n\u201cCorazza seriosa? Per come la racconti, sembrerebbe quasi un motivo di vergogna. Ma io mi vanto di essere sempre stato una persona seria!\u201d, proruppe Carl. \u201cE se ci tieni tanto a saperlo, no. Non ho mai gradito quelle che tu definisci innocue goliardate. Ma fammi capire, a te garbavano? Anche quando la vittima eri tu?\u201d.<br \/>\n\u201cOvviamente s\u00ec. Zio Benjamin aveva la capacit\u00e0 di donarmi il buonumore. Persino quando il bersaglio ero io\u201d, conferm\u00f2 Sam. Poi si rivolse alla cugina, chiedendole: \u201crammenti quando mi lasci\u00f2 nell\u2019automobile, parcheggiata sotto casa mia, quel manichino che aveva tutta l\u2019apparenza di un cadavere insanguinato di donna? Per poco non mi faceva arrestare, quel vecchio matto\u201d. Le parole finali si stemperarono in una risata prima accennata, che divenne via via pi\u00f9 sonora.<br \/>\nA quella genuina manifestazione di allegria si accod\u00f2 anche Clarice, che incurv\u00f2 le labbra in uno splendente sorriso, per poi rafforzare il concetto: \u201cio non scorder\u00f2 quella mattina, quando mi svegliai, e mi accorsi che le porte della mia villa erano state murate. Per uscire, fui obbligata a scavalcare la finestra del salotto, e capitombolai tra le siepi del giardino. Non mi sono mai spiegata come avesse fatto a organizzare tutto in una sola notte. Hai ragione, Sam\u201d, concluse affettuosa. \u201cEra proprio un vecchio matto. E ogni volta ci ha mostrato il lato buffo delle cose\u201d.<br \/>\nI due si volsero a contemplare lo zio. Pareva incoraggiarli. Pareva seguire la sceneggiata che si stava svolgendo di fronte a lui, con quegli occhi maliziosi, come se volesse rubare alla vita un ultimo sprazzo di ilarit\u00e0.<br \/>\nAltri occhi avevano nel frattempo assistito a quel teatrino. Gli occhi imperscrutabili del maestro di cerimonia. Chi sa quali pensieri si celavano dietro quello sguardo statico. Chi sa se il tizio stava in effetti pensando a qualcosa.<br \/>\nCarl, con affettazione, manteneva un contegno altero. \u201cLa verit\u00e0 \u00e8 che lo zio poteva permettersi di architettare i suoi infernali stratagemmi a spese di noi povere persone normali, perch\u00e9 aveva un sacco di tempo da perdere. Comodo, con tutti i soldi che aveva da parte\u201d, dichiar\u00f2 con asprezza. Per poi affermare: \u201cvi tirava su di morale? Beh, mi fa piacere per voi. Ma io e Daisy non ci vedemmo nulla di divertente, quando al ritorno dal nostro matrimonio rientrammo in casa e la trovammo in quelle condizioni. La porta della camera da letto serrata, e la chiave nascosta in uno degli innumerevoli palloncini che erano stati gonfiati e disseminati per le stanze e i corridoi. Impiegammo ore e ore per farli scoppiare\u201d. Si gir\u00f2 verso la moglie, in cerca di sostegno al proprio risentimento, per scoprirla che si teneva una mano premuta sulla bocca, a frenare una spontanea esplosione di risa.<br \/>\n\u201cSei fortunato\u201d, lo punzecchi\u00f2 Clarice. \u201cHai una moglie che ha pi\u00f9 senso dell\u2019umorismo di te\u201d.<br \/>\nCarl non era tipo da darsi per vinto. Si impose di ignorare il tradimento della moglie, e us\u00f2 l\u2019argomento che si era riservato per ultimo. La stilettata definitiva. \u201cMa sentiteli, i santarellini\u201d, attacc\u00f2. \u201cQuelli che si sollazzavano tanto, alle graziose burle dello zio. Quelli che ne traevano per giunta un insegnamento di vita. Ma andiamo! Non fate gli ipocriti! Voi siete qui soltanto per i soldi! Per l\u2019eredit\u00e0!\u201d.<br \/>\nClarice, incredula che il cugino avesse potuto muovere un\u2019accusa del genere, si era fatta paonazza in volto. Balbett\u00f2 qualche frase smozzicata, poi avanz\u00f2 qualche passo verso di lui, con i pugni stretti e le braccia tese lungo i fianchi.<br \/>\nLa blocc\u00f2 Sam, che le si piazz\u00f2 davanti, con le mani sollevate e aperte, le lanci\u00f2 un\u2019occhiata rassicurante, per poi rispedire quel colpo basso al mittente: \u201cipocriti noi? Tu, dal piedistallo della tua millantata seriet\u00e0, hai marchiato lo zio come un pagliaccio. Hai sbandierato il fatto che i suoi scherzi non li hai mai potuti soffrire. E nonostante tutto, ti sei presentato qui. A chi \u00e8 che interesserebbero solo i soldi? Chi sarebbe l\u2019ipocrita?\u201d.<br \/>\nIl tizio alto e secco si schiar\u00ec la gola, per interrompere quella schermaglia, e per ricondurre l\u2019attenzione su di s\u00e9 e soprattutto sulla solennit\u00e0 della funzione che stava per essere celebrata.<br \/>\nI tre cugini, insieme a Daisy, gli si avvicinarono, attorniando quegli inusitati affari: da una parte la teca trasparente, dalla quale si affacciava, sornione, lo sguardo dello zio, dall\u2019altra il macchinario che troneggiava in quell\u2019ambiente asettico.<br \/>\nMentre armeggiava con quel marchingegno, il pallido individuo inizi\u00f2: \u201ccome sapete, sono il notaio chiamato a far rispettare le estreme volont\u00e0 del vostro compianto zio, Benjamin Faulkner. Questi ha espressamente disposto che i suoi beni debbano essere egualmente ripartiti fra voi nipoti, unici suoi parenti, a condizione che partecipiate al sorteggio che ora andr\u00f2 a presiedere\u201d.<br \/>\nQualche scatto, e l\u2019urna prese a roteare sul proprio asse. L\u00ec dentro, i bussolotti ruzzolavano, volteggiavano e sobbalzavano.<br \/>\nCarl si approssim\u00f2 alla salma dello zio, la scrut\u00f2 ostile, e bofonchi\u00f2: \u201cinsulso maniaco. Non hai resistito alla tentazione di giocarci il tuo ultimo tiro, vero? Ti sei fatto imbalsamare. Ti sei fatto collocare in questa bacheca, bello comodo su quella che \u00e8 stata la tua stramaledetta poltrona preferita. E poi, hai sistemato le cose in modo che noi tre dovessimo necessariamente prender parte a questa estrazione, per stabilire chi avr\u00e0 la fortuna di ospitarti, per il resto dei propri giorni, nel salotto di casa, pena l\u2019esclusione dal testamento. E io non dovrei neanche chiamarti pagliaccio?\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29293\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29293\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caro, vecchio zio Benjamin. 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