{"id":29275,"date":"2016-11-02T11:45:07","date_gmt":"2016-11-02T10:45:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29275"},"modified":"2016-11-02T11:45:07","modified_gmt":"2016-11-02T10:45:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lanima-gemella-di-federico-fabbri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=29275","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;anima gemella&#8221; di Federico Fabbri"},"content":{"rendered":"<p>La incontrai una sera che fuori pioveva a dirotto.<\/p>\n<p>Mi sorpresi a guardarla dall\u2019altra parte della strada, lei sotto il cornicione di un palazzo scalcinato, io fermo al semaforo, con la pioggia a bagnarmi i capelli e i pensieri.<\/p>\n<p>Attraversai la strada, lo sguardo fisso su di lei che, incurante del temporale, teneva in mano un piccolo libro dalla copertina chiara.<\/p>\n<p>Leggeva, mentre intorno il mondo scorreva rumoroso e frenetico fregandosene della sua vita, dei miei passi frettolosi intenti a scansare pozzanghere e delle luci di fari anonimi di auto che ammiccavano, ferme, al rosso silenzioso del semaforo.<\/p>\n<p>Mi fermai a due metri da lei, immobile e timoroso, con il cuore assurdamente in subbuglio e la luce gialla di un lampione a colorare di mistero il mio futuro pi\u00f9 prossimo. La osservai in silenzio, sotto un diluvio triste e insistente. Era bellissima.<\/p>\n<p>D\u2019improvviso, sollev\u00f2 gli occhi dal suo libro e si ferm\u00f2 a guardarmi, incuriosita. Capelli fradici, abiti inzuppati, scarpe molli: ero sicuro di sembrare un idiota, catapultato l\u00ec da chiss\u00e0 quale luogo sperduto. Per\u00f2 lei sorrise. Un sorriso spontaneo, sincero.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Chi sei?&gt;&gt;, mi chiese.<\/p>\n<p>&lt;&lt;La tua anima gemella&gt;&gt; risposi io, senza esitazione.<\/p>\n<p>Rise. Una risata contagiosa che riemp\u00ec in un attimo lo spazio tra noi mischiandosi alla pioggia che continuava a cadere senza sosta. Per qualche secondo continu\u00f2 a guardarmi, i suoi occhi fissi nei miei. Quindi si alz\u00f2, infilandosi il libro che teneva in mano in una tasca dell\u2019impermeabile verde che indossava, di una misura pi\u00f9 grande della sua. Guard\u00f2 a destra e a sinistra prima di sorridermi facendomi cenno di seguirla.<\/p>\n<p>Camminammo per un po\u2019 sotto l\u2019acquazzone, affiancati e silenziosi come cipressi lungo una strada di campagna. Intorno a noi, adesso, la citt\u00e0 si muoveva a rilento, quasi incatramata da quel temporale improvviso. Dopo molti passi e qualche deviazione per le vie strette del centro, ci fermammo di fronte ad un piccolo portone di legno scuro. Lei si frug\u00f2 in tasca e afferr\u00f2 un mazzo di chiavi. Trov\u00f2 quella che cercava e fece scattare la serratura, aprendo lentamente la porta. Di fronte a noi una stretta rampa di scale poco illuminata.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Sali&gt;&gt;, disse invitandomi a varcare la soglia dopo di lei.<\/p>\n<p>La seguii, mentre il cuore accelerava a ogni scalino che salivo.<\/p>\n<p>Arrivammo sul pianerottolo, davanti a una porta anonima, senza nome e senza campanello.<\/p>\n<p>Lei infil\u00f2 una chiave nella toppa e fece scorrere l\u2019uscio di uno spiraglio sottile dal quale filtr\u00f2 un flebile spicchio di luce.<\/p>\n<p>Ero pronto ad entrare, a seguirla ovunque avesse voluto, senza ripensamenti.<\/p>\n<p>Si volt\u00f2 fissandomi dritto negli occhi, con uno sguardo carico dell\u2019azzurro di un mattino d\u2019estate.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Aspettami qui&gt;&gt; disse, e svicol\u00f2 all\u2019interno dell\u2019appartamento chiudendosi la porta alle spalle.<\/p>\n<p>Rimasi l\u00ec qualche minuto prima che lei si riaffacciasse tenendo in mano il libriccino che le avevo visto leggere in strada. Me lo porse e aspett\u00f2 che io lo prendessi; poi fece un passo indietro, verso l\u2019interno.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Speravo di poter entrare&gt;&gt; le dissi io, rigirandomi il piccolo volume tra le mani.<\/p>\n<p>Lei sorrise di nuovo: con gli occhi, con la bocca, anche con il cuore. O almeno cos\u00ec mi parve.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Saprai dove trovarmi, se arriver\u00e0 il momento&gt;&gt;, rispose facendosi spazio nel varco tra lo stipite e la porta. &lt;&lt;Ma dipender\u00e0 da te, solo da te.&gt;&gt; E, detto questo, scomparve all\u2019interno.<\/p>\n<p>Lo scatto della serratura mi risuon\u00f2 nella testa per tutti i lunghi attimi in cui rimasi fermo l\u00ec, inebetito e ancora fradicio della pioggia che fuori continuava a cadere.<\/p>\n<p>Scesi le scale, il capo basso e il cuore ancora pi\u00f9 gi\u00f9, ben sotto i piedi che calpestavano i gradini di pietra serena, consumati, prima di me, da passi sconosciuti.<\/p>\n<p>Mi affacciai sul marciapiede dove la luce fioca di un lampione occhieggiava dall\u2019alto sulla mia delusione. Mi ricordai del libro che tenevo in mano. Lo guardai indifferente, come se non mi appartenesse davvero.<\/p>\n<p>Nessun titolo sulla copertina chiara. Niente di niente.<\/p>\n<p>Decisi di aprirlo, riparandomi sotto l\u2019ombra di un balcone da cui penzolavano rami secchi di una pianta rampicante. Feci scorrere rapidamente le pagine tra le dita, da fondo a cima, rivelando versi di poesie scritte in una calligrafia minuta e ordinata. Spezzoni di frasi mi restavano attaccate agli occhi, in quel rapido susseguirsi di fogli. Giunsi all\u2019inizio, subito dopo la copertina. Lessi e rilessi quelle poche righe scritte apposta per me, o forse per chiunque prima di me. O dopo di me.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Se tu non fossi un uomo, avrei potuto crederti. L\u2019ho fatto, prima di adesso. E ho sbagliato, perch\u00e9 un uomo sa sempre come far male a una donna. Restano le cicatrici a ricordarlo, e non solo quelle. Ci sono le lacrime, la tristezza, l\u2019amore tradito. E c\u2019\u00e8 mia figlia, lascito gioioso del mio sbaglio alla quale, in ogni caso, voglio insegnare la speranza. Purtroppo anche lei sbaglier\u00e0, ne sono sicura. Anche lei creder\u00e0, come me, a chi sapr\u00e0 prometterle l\u2019amore, quel sentimento che voi uomini non sapete coltivare, ma solo cogliere al momento opportuno.<\/p>\n<p>S\u00ec, l\u2019uomo sa sempre come far male a una donna: se non lo fa con i gesti o con le parole, lo fa con la fuga, con l\u2019abbandono.<\/p>\n<p>Nonostante questo sono qua, con le mie poesie che parlano di me. Loro potranno aiutarti a decidere se davvero sono quella che pensi, la tua anima gemella. Ma conosco gi\u00e0 la risposta. Perch\u00e9 anche tu, al di l\u00e0 delle parole, sei comunque un uomo.&gt;&gt;<\/p>\n<p>Chiusi il libriccino e tornai indietro, verso il suo portone. Volevo rientrare, salire di nuovo quelle scale strette e dimostrarle che stava sbagliando tutto. Ma non c\u2019era un campanello da suonare, neppure un nome da poter chiamare. Niente.<\/p>\n<p>Passarono minuti, fradici come tutto, l\u00ec intorno. Poi, appoggiai il suo libro in terra, accanto alla porta. E mi allontanai, lentamente.<\/p>\n<p>Hai ragione, pensai. Sono un uomo, soltanto un uomo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_29275\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"29275\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La incontrai una sera che fuori pioveva a dirotto. 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