{"id":289,"date":"2008-12-13T12:03:29","date_gmt":"2008-12-13T11:03:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=289"},"modified":"2008-12-13T12:18:30","modified_gmt":"2008-12-13T11:18:30","slug":"piccola-utopia-privata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=289","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Piccola utopia privata&#8221; di Diego Ragazzi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><span>Fu verso la fine di maggio, qualche mese dopo il mio rientro dalla Cina. Ero stato immediatamente assorbito dal lavoro, ma non riuscivo a trovare sollievo da un senso di cupa inquietudine. Un\u2019immagine mi perseguitava nei momenti di stanchezza:<span>\u00a0 <\/span>la visione notturna di Shanghai dal ventiduesimo piano dell\u2019albergo, una selva di gru e impalcature che si perdevano nel buio e nella pioggia fine come polvere. Di fronte, due mozziconi di grattacielo crescevano letteralmente di giorno in giorno grazie al lavoro ininterrotto delle formiche umane. Potenti fasci di luce tagliavano la notte per consentire alle squadre di operai di lavorare 24 ore su 24. Avevo decisamente bisogno di rallentare, di immergermi nella natura e riprendere il colloquio con me stesso.<span>\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Perci\u00f2, avevo pianificato con cura questo trekking sulla riviera ligure, da Monterosso a Porto Venere. La giornata era apparsa subito magnifica, soleggiata ed eccezionalmente limpida. Giunto all\u2019altezza del Colle del Telegrafo decisi di tagliare per il sentiero a mezza costa. Avevo appena superato una piccola frana quando manc\u00f2 improvvisamente l\u2019appoggio sotto il piede destro e persi l\u2019equilibrio. Sentii un colpo secco alla base del cranio e un lampo bianco mi accec\u00f2 per un istante. Mi rialzai senza apparenti problemi, imprecando contro me stesso. Per fortuna ero abbastanza lontano dalla scarpata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Per un tempo che mi parve interminabile proseguii il mio cammino lungo la costa. Non riuscivo ad orientarmi, avrei dovuto da tempo incrociare il sentiero che sale in quota fino a Campiglia. Un paio di volte avvistai alcuni animali infilarsi velocemente nel sottobosco al mio passaggio. La prima volta mi parvero cani, la seconda cinghiali. Dopo forse un\u2019altra ora di cammino mi apparve una casa bianca affacciata sulla scogliera. La sua forma mi stup\u00ec, ma non saprei spiegare per quale motivo. Di fronte alla casa, guardando il mare, si apriva una terrazza di pietra inondata di sole. Di lato, un giardino con alberi da frutta. Riconobbi limoni e aranci singolarmente grandi, insieme ad altri frutti che non riuscii a identificare. Decisi di chiedere informazioni. Mi accolse un uomo dai tratti indefinibili, che giudicai poco oltre i trent\u2019anni. Era molto alto, con un fisico slanciato e dalle proporzioni vagamente inusuali. Sembrava straniero, ma non riuscii a identificare la provenienza. Non parve sorpreso dal mio arrivo, e mi accolse con grande cordialit\u00e0. Dalla casa usc\u00ec anche una giovane donna. Pi\u00f9 scura di pelle, aveva qualcosa dell\u2019Africa nelle movenze, ma gli occhi splendidamente allungati tradivano una possibile discendenza orientale. Mi invitarono a bere qualcosa sulla terrazza. Non avevano mai sentito parlare di Campiglia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cIl sentiero sulla destra porta al paese, dista solo due chilometri\u201d, mi spieg\u00f2 l\u2019uomo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cSulla sinistra, il sentiero sale e prosegue sul crinale per poi scendere fino alla chiesa sul mare\u201d, aggiunse la donna. <span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Non capivo di che cosa stessero parlando. Forse sono stranieri e vengono qui solo per pochi giorni all\u2019anno, pensai. Parlavano un italiano curioso, con un accento indefinibile. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>La donna si conged\u00f2 temporaneamente e rientr\u00f2 in casa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cSiete originari di qui?\u201d, domandai.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cNo, siamo nati nel Pacifico del Sud.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cNel Pacifico del Sud? Siete australiani?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>L\u2019uomo sembr\u00f2 non comprendere e riprese ignorando la mia domanda:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cMi chiamo Kai. Io e Hadiya ci siamo stabiliti qui da qualche anno, dopo aver molto viaggiato, perch\u00e9 il Mediterraneo \u00e8 la terra della conoscenza, dove \u00e8 cominciato tutto. Adesso siamo nell\u2019et\u00e0 matura, desideriamo fermarci e perfezionare la nostra comprensione del mondo. C\u2019\u00e8 qualcosa nell\u2019aria, nel pulsare del mare, nelle scogliere inondate di sole, nei profumi della terra, qualcosa che aiuta il pensiero a distendersi, l\u2019intelligenza diviene pi\u00f9 acuta, la speculazione pi\u00f9 penetrante.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Dovette notare il mio smarrimento, e si affrett\u00f2 ad aggiungere:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cCapisco la tua sorpresa. Non c\u00e0pita spesso che i nostri mondi vengano in contatto. Di solito dura solo qualche ora, se questa misura di tempo avesse un senso per descrivere la singolarit\u00e0 che genera la connessione. Probabilmente non ricorderai nulla della nostra conversazione, ma per il momento puoi farmi tutte le domande che desideri.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Per un attimo ebbi l\u2019assurdo impulso di andarmene senza fare domande. Invece chiesi: <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cIl vostro mondo \u00e8 sempre stato cos\u00ec?\u201d <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cNo. \u00c8 cos\u00ec da circa duecento anni, dopo un lungo periodo di transizione seguito ai grandi sconvolgimenti che hanno segnato la fine del ventunesimo secolo.<span>\u00a0 <\/span>Verso la fine di quel secolo inizi\u00f2 un periodo di instabilit\u00e0 diffusa, con frequenti conflitti. Le risorse sempre pi\u00f9 scarse del pianeta non erano pi\u00f9 in grado di soddisfare la domanda crescente di un\u2019umanit\u00e0 ormai ben oltre i 15 miliardi di individui. L\u2019interdipendenza della macchina economica era tale che bastava che un anello qualunque della catena si allentasse o si aprisse per gettare intere nazioni nella depressione, e in alcuni casi ridurle alla fame. Ci furono milioni di morti per fame alla fine del secolo. Le guerre rallentavano temporaneamente l\u2019esplosione demografica, ma nel contempo riducevano le capacit\u00e0 dell\u2019economia di sostenere la pressione crescente e la sete di risorse. Era chiaro che occorreva cambiare radicalmente il paradigma su cui si fondava lo sviluppo umano, se non si voleva l\u2019estinzione pura e semplice della specie. Quando infine si fece strada la consapevolezza della necessit\u00e0 di mutare paradigma, il pianeta era allo stremo. La prima azione fu una riduzione drastica della popolazione umana, attraverso politiche di controllo volontario delle nascite che nel giro di un secolo decimarono la popolazione. Oggi siamo circa 250 milioni su tutto il pianeta. Poi fu necessario ribaltare il modello di sviluppo. Non pi\u00f9 basato sulla produzione e la modifica dell\u2019ambiente, ma sulla crescita della conoscenza e la fusione nell\u2019ambiente.\u201d <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Ormai si era fatta sera. I raggi obliqui del sole accendevano una lama di scintille palpitanti sul mare. Una brezza piacevole portava i profumi dell\u2019entroterra, liquirizia, timo, rosmarino, limone. Mi parve di scorgere un dorso scuro inabissarsi nel mare, proprio sul margine destro della lama di luce. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cSono balene. Hanno ripopolato il Mediterraneo da una cinquantina d\u2019anni\u201d, mi spieg\u00f2 Kai. \u201cAvrai incontrato anche lupi e cervi lungo il sentiero\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Ci raggiunse anche Hadiya, portando un enorme cesto di frutta. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cProbabilmente non conoscerai molti di questi frutti\u201d, disse Hadiya con un sorriso. \u201cSono stati creati da Kai, \u00e8 il suo passatempo. Non ti preoccupare, non ti faranno alcun male.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cIn che nazione ci troviamo?\u201d, ripresi rivolgendomi a Kai. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cNon esistono nazioni, sono cadute in disuso da molto tempo. Siamo liberi di girare il mondo e stabilirci dove ci piace. Spesso riutilizziamo le vecchie abitazioni e i siti antichi. Viaggiamo solo sfruttando l\u2019energia naturale: il vento, le correnti.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cQuindi avete deciso di tornare alla natura, di abbandonare la scienza e la tecnologia?\u201d <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cAlcuni fecero questa scelta, e adesso popolano varie zone del pianeta. Hanno ricreato un sistema tribale simile alle societ\u00e0 di cacciatori-raccoglitori delle origini. Ma la maggior parte di noi ha solo abbandonato la volont\u00e0 di potenza, non la scienza e la tecnologia. La nostra tecnologia \u00e8 cos\u00ec integrata nell\u2019ambiente che \u00e8 divenuta invisibile.\u201d <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cOgni tecnologia sufficientemente avanzata \u00e8 indistinguibile dalla magia\u201d, mormorai. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cOsservazione interessante, \u00e8 tua?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cNo, di un autore della mia epoca.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cAbbiamo compreso i meccanismi fondamentali della macchina umana\u201d, prosegu\u00ec Kai. \u201cPossiamo garantire il buon funzionamento del corpo almeno per duecento anni. Io e Hadiya siamo ancora nella prima met\u00e0 della vita, abbiamo quasi settant\u2019anni. La logica e la matematica, dopo i colpi inferti da G\u00f6del, hanno trovato una nuova sintesi che ci ha permesso di espanderne i confini verso livelli di astrazione e profondit\u00e0 sorprendenti. La fisica continua ad approfondire la nostra comprensione della manifestazione materiale. Le tecnologie dell\u2019informazione e delle comunicazioni si sono completamente integrate nell\u2019ambiente. Possiamo accedere a tutta la conoscenza del mondo semplicemente ricordandola, grazie alle estensioni di memoria impiantate nel cervello. Possiamo comunicare con chiunque e in qualsiasi momento&#8230;\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201c&#8230; ma solo se lo desideriamo\u201d, aggiunse Hadiya con il suo solito sorriso. <span>\u00a0<\/span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cCapisco\u201d, mentii. \u201cMa come funziona la societ\u00e0?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cTutte le energie dell\u2019umanit\u00e0 sono state convogliate nello sviluppo della conoscenza. L\u2019economia \u00e8 basata unicamente sulla creazione e lo scambio di conoscenza.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cIn giovent\u00f9 viaggiamo alla scoperta del pianeta\u201d, disse Hadiya. \u201cPoi ci prende il desiderio di fondare una casa e stabilirci.\u201d <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cAvete sconfitto la morte?\u201d, chiesi senza molta convinzione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u201cLa vostra guerra contro la morte non ha senso. La morte \u00e8 l\u2019unica esperienza che ci consente di trascendere i nostri limiti. \u00c8 un percorso lungo, per cui ci prepariamo tutta la vita. Gradualmente, cresce la nostra comprensione del mondo, e si sfumano i confini dell\u2019io individuale. Quelli di noi che hanno ben oltre un secolo di vita hanno raggiunto un livello spirituale talmente elevato che non potresti conversare con loro, non riusciresti a comprenderli. Dopo circa duecento anni, l\u2019uomo \u00e8 pronto per affrontare se stesso e si ritira in solitudine. Nel corso di alcune decine di anni di contemplazione e meditazione, la sua coscienza individuale gradualmente si spegne per fondersi con una coscienza pi\u00f9 vasta. Al termine del processo, il corpo viene cremato o viene lasciato esposto agli elementi naturali.\u201d <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>La notte era calata. La piccola terrazza era illuminata dalla luce calda e tremante di alcune fiaccole disposte lungo il perimetro. Mi assal\u00ec una piacevole sonnolenza, aiutata probabilmente anche dal vino fresco e singolarmente speziato che avevamo bevuto. L\u2019ultima immagine che ricordo \u00e8 il sorriso luminoso di Hadiya, quasi materno. Ancora oggi non so che valore dare a questi ricordi impressi nei miei neuroni. Forse si tratta di un\u2019immagine sfocata del delirio che mi prese mentre rimasi svenuto lungo il sentiero, poco oltre la frana. Da allora, tutte le volte che ritorno, dopo il Colle del Telegrafo prendo sempre per il sentiero a mezza costa, ma non ho mai pi\u00f9 ritrovato la casa bianca sulla scogliera.\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_289\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"289\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu verso la fine di maggio, qualche mese dopo il mio rientro dalla Cina. 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