{"id":28773,"date":"2016-06-01T17:51:28","date_gmt":"2016-06-01T16:51:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28773"},"modified":"2016-06-01T17:51:28","modified_gmt":"2016-06-01T16:51:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-lorganizzazione-di-paolo-panaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28773","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;L&#8217;organizzazione&#8221; di Paolo Panaro"},"content":{"rendered":"<p>Il coadiutore in prova Giuseppe Bianchi si rec\u00f2 al lavoro volenteroso e di buon umore quel mattino soleggiato di maggio. Da tre mesi aveva preso servizio nel suo nuovo impiego, e sebbene non gli avessero ancora assegnato una postazione fissa n\u00e9 delle mansioni precise, lo rendeva orgoglioso sentirsi parte di una grande organizzazione. Come sempre, era salito in ascensore al diciassettesimo (e ultimo) piano, per conoscere le sue consegne giornaliere dal dirigente della sezione a cui lo avevano temporaneamente assegnato. Quel giorno non c\u2019erano compiti particolari per lui, cos\u00ec scese al settimo piano e accese il suo computer provvisorio alla sua scrivania provvisoria in un angolo della sala riunioni, rassegnato e compiaciuto di continuare la lettura del manuale aziendale del sistema integrato di gestione della qualit\u00e0 e della sicurezza. Era dal primo giorno che tentava di decifrarlo, inseguendo schizofrenici rimandi a leggi, normative e allegati. Sia pure assegnatogli come riempitivo, non prendeva sottogamba quel compito, convinto che comprendere la filosofia e le procedure operative del manuale gli avrebbe fornito competenze professionali decisive. Apr\u00ec il documento al capitolo: \u201cMission, stakeholders e strategie di management per il business-improvement\u201d. Era fiero di lavorare per una grande impresa nazionale, ma a volte qualcosa non lo convinceva del tutto, cos\u00ec prima di iniziare, tir\u00f2 fuori dal primo cassetto il block notes, lo apr\u00ec sulla prima pagina bianca e lo posizion\u00f2 in bella vista, assieme alla penna biro. Poi, dopo che una rapida occhiata alle due porte d\u2019ingresso ebbe scongiurato presenze indiscrete, apr\u00ec rapidamente il quotidiano comprato poco prima in edicola, ripiegandolo a mezza pagina e posizionandolo sulle gambe, seminascosto dal piano della scrivania. Si concentr\u00f2 finalmente sull\u2019oroscopo del giorno: \u201cAriete: Mercurio in opposizione potrebbe mettervi in difficolt\u00e0 anche nelle attivit\u00e0 pi\u00f9 semplici, oggi. Mediate la vostra intraprendenza con una buona dose di prudenza.\u201d Il responso gli parve una vera stonatura in una cos\u00ec bella giornata e gli suscit\u00f2 una smorfia di disappunto, che si mut\u00f2 in vero stupore quando, subito dopo, si spensero improvvisamente tutte le luci, tutti i computer e tutte le ventole del ricambio dell\u2019aria. Per un attimo fu il silenzio completo, interrotto da uno, e poi due, tre trilli di campanella che intu\u00ec essere gli allarmi degli ascensori. Tanto le luci appena spente, quanto le luci di emergenza che si erano accese in concomitanza, in realt\u00e0 non erano indispensabili a quell\u2019ora del mattino, in cui la luce naturale inondava letteralmente tutti gli ambienti.<\/p>\n<p>Ritrasse il giornale dalle gambe e lo ripieg\u00f2 per bene. Tese l\u2019orecchio, si alz\u00f2 e diede un\u2019occhiata oltre l\u2019uscio. Torn\u00f2 al suo posto con un\u2019espressione dubbiosa.<\/p>\n<p>Dopo qualche minuto entr\u00f2 il dirigente: \u201cBianchi!\u201d Disse con tono gentile: \u201cBianchi, mi faccia una cortesia\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto direttore.\u201d Rispose.<\/p>\n<p>\u201cVuole accompagnare l\u2019ingegner Magni alla cabina elettrica? Pare che le cause del black-out siano laggi\u00f9. Lo raggiunga nel suo ufficio di sotto.\u201d<\/p>\n<p>Bianchi conosceva di vista l\u2019ingegner Magni e sapeva dal manuale che ricopriva il ruolo di responsabile della sicurezza, e anche che la cabina elettrica si trovava al piano interrato.<\/p>\n<p>\u201cCerto direttore. Vado!\u201d<\/p>\n<p>Scese per le scale al sesto piano, trov\u00f2 subito l\u2019ufficio e si affacci\u00f2 alla porta che era aperta: \u201cBuongiorno.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019ingegnere lo salut\u00f2, pos\u00f2 la cornetta del telefono con aria assorta, usc\u00ec e con un semplice cenno lo invit\u00f2 a seguirlo.<\/p>\n<p>\u201cPassiamo da Bini: \u00e8 meglio che venga anche lui, dato che \u00e8 un addetto incaricato.\u201d<\/p>\n<p>Non conosceva Bini. Tent\u00f2 di ricordare se ci fosse una specifica procedura del manuale applicabile in quel caso: gli sovvenne solo la gestione dell\u2019emergenza relativa alle persone bloccate negli ascensori.<\/p>\n<p>Scesero due rampe di scale e furono al quinto piano.<\/p>\n<p>Imboccato il corridoio attraverso le porte antincendio, un tizio gli venne incontro con aria gioviale: \u201cIngegnere carissimo! Ma che ci combina questo impianto elettrico? Per gli ascensori stanno gi\u00e0 provvedendo.\u201d Non ricevette risposta, e sorridendo tese la mano a Bianchi, che gliela strinse.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 il nuovo coadiutore.\u201d Tagli\u00f2 corto Magni.<\/p>\n<p>\u201cDavvero strano questo guasto. Un black-out totale dovrebbe essere pressoch\u00e9 \u00a0impossibile, a meno di problemi sulla consegna dell\u2019energia elettrica, ma non \u00e8 questo il caso. Vedremo. Quelli della manutenzione ci stanno raggiungendo di sotto.\u201d Continu\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cBeh, peccato non poter prendere neanche un caff\u00e8.\u201d Replic\u00f2 Bini.<\/p>\n<p>Si infilarono nelle scale e proseguirono la discesa.<\/p>\n<p>Mentre scendevano, Bianchi si chiese a cosa potesse servire la sua presenza, essendoci anche Bini. Di certo era un\u2019esperienza di formazione unica, e sarebbe tornata utile in futuro.<\/p>\n<p>Chiese ai due se fosse gi\u00e0 capitato altre volte un problema simile.<\/p>\n<p>Magni rispose di no, e che comunque lui ricopriva l\u2019incarico da meno di un anno.<\/p>\n<p>Bini conferm\u00f2 con enfasi teatrale: \u201cMai, no! Non c\u2019\u00e8 mai stato un solo guasto in cabina! Il black-out s\u00ec, un paio di volte, ma solo per interruzione dell\u2019ente di distribuzione! E s\u00ec che sono qui da pi\u00f9 di vent\u2019anni!\u201d<\/p>\n<p>Verso il terzo piano, il cellulare di Magni squill\u00f2. Rispose con deferenza che era impegnato nella faccenda del black-out, ma ci dovevano essere motivazioni superiori, dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Chiusa la comunicazione, spieg\u00f2 alquanto agitato che era costretto ad assentarsi perch\u00e9 chiamato dal direttore generale. Consegn\u00f2 le chiavi del locale tecnico a Bini e si raccomand\u00f2 di passarle a quelli della manutenzione. Avrebbero dovuto gi\u00e0 averle, secondo procedura, ma la ditta era nuova, e cos\u00ec\u2026 Assicur\u00f2 ai due che li avrebbe raggiunti al pi\u00f9 presto e si mise a risalire le scale con vigore sorprendente verso il diciassettesimo piano. Bini e Bianchi proseguirono la discesa.<\/p>\n<p>\u201cScusi se mi permetto,\u201d fece dopo qualche istante Bini: \u201ccome mai c\u2019\u00e8 anche lei in questa faccenda?\u201d<\/p>\n<p>E l\u2019altro, colmando d\u2019indifferenza il disappunto: \u201cMe l\u2019ha chiesto il mio direttore. Credo che voglia farmi fare esperienza.\u201d<\/p>\n<p>Al secondo piano squill\u00f2 anche il telefono dell\u2019addetto Bini, che rispose: \u201cAh, si. Si, ho capito. Al terzo. Arrivo.\u201d<\/p>\n<p>Poi, rivolgendosi a Bianchi: \u201cC\u2019\u00e8 ancora qualcuno chiuso in ascensore al terzo piano, non riescono a tirarli fuori, devo andare. Tenga, le conviene aspettarmi gi\u00f9. Non prenda iniziative. Far\u00f2 il prima possibile.\u201d E gli porse le chiavi che sembrava iniziassero a scottare.<\/p>\n<p>Bianchi continu\u00f2 da solo la discesa.<\/p>\n<p>La sua mente cominci\u00f2 a rimuginare.<\/p>\n<p>Si trovava inaspettatamente nel bel mezzo di una situazione di emergenza.<\/p>\n<p>Impreparato.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non avrebbero dovuto nemmeno coinvolgerlo.<\/p>\n<p>Non aveva ancora iniziato la formazione ufficiale, anche se diverse cose le aveva imparate, tra i rompicapo del manuale.<\/p>\n<p>Ma non era questa un\u2019occasione? Non era forse la sua grande occasione per entrare a far parte degli ingranaggi che contano?<\/p>\n<p>Al primo piano aveva fugato del tutto ogni dubbio e riconquistato fiducia.<\/p>\n<p>Un solo futile e trascurabile pensiero lo importunava ancora: quella stupida sentenza dell\u2019oroscopo del giorno.<\/p>\n<p>Sfog\u00f2 la stizza afferrando bruscamente il corrimano delle scale. Avvert\u00ec qualcosa di tagliente. Ritrasse subito la mano: dei tagli piuttosto profondi alle falangi di indice, medio e anulare presero a sanguinare copiosamente.<\/p>\n<p>Imprec\u00f2 in modo sconveniente. \u201cCalma.\u201d Si disse subito dopo. Si fasci\u00f2 strette le tre dita con il fazzoletto bianco che aveva con s\u00e9, dopo aver spremuto un po\u2019 di sangue, che segn\u00f2 di vistosi cerchietti rossi il granito di un paio di gradini.<\/p>\n<p>\u201cSolo un piccolo incidente.\u201d Si disse, e continu\u00f2 risoluto verso il sottosuolo.<\/p>\n<p>\u201cCi siamo quasi.\u201d Si disse al piano terra. Il fazzoletto si era chiazzato di rosso. Strinse la mano a pugno e la alz\u00f2, strozzando in gola l\u2019urlo di sfida che stava per uscirne.<\/p>\n<p>Non fece in tempo a tirarla gi\u00f9. Scivol\u00f2 malamente sul gradino bagnato e perse l\u2019equilibrio, rovinando per la rampa fino al pianerottolo intermedio. Par\u00f2 le braccia e protesse almeno la testa. Si rialz\u00f2 con un forte dolore intercostale e un ginocchio sanguinante sotto lo strappo dei pantaloni. Not\u00f2 solo ora una striscia nera d\u2019umido e un rivolo traslucido sull\u2019angolo del muro sotto il pianerottolo del primo piano: una perdita d\u2019acqua. Finalmente le lampade di emergenza si dimostravano utili. E dal piano terra in gi\u00f9, la luce naturale era ridotta a un flebile chiarore.<\/p>\n<p>Si mosse per risalire e cercare aiuto. Si blocc\u00f2.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mollare proprio ora che era praticamente arrivato?<\/p>\n<p>Sopport\u00f2 il dolore e continu\u00f2 fino al piano interrato.<\/p>\n<p>Osserv\u00f2 con odio le chiavi, ma si impose: in fondo i danni si limitavano a una mano ferita, un ginocchio sbucciato e una fitta al torace.<\/p>\n<p>Attravers\u00f2 la porta tagliafuoco e fu in un corridoio oscuro, nonostante le lampade accese. Ancora nessuno. Ma non toccava certo a lui intervenire, senza alcun incarico, alcun dovere, alcuna responsabilit\u00e0 e alcuna competenza specifica. Doveva aspettare quelli della manutenzione. Sarebbero tornati anche l&#8217;ingegner Magni e Bini.<\/p>\n<p>Ma lui era l\u00ec. E gli altri no.<\/p>\n<p>Con questi vani pensieri per la testa, avanz\u00f2 guardando le targhe dei vari portoni metallici che si alternavano sul corridoio.<\/p>\n<p>Alla fine intravide la scritta: \u201cCabina elettrica\u201d.<\/p>\n<p>Rest\u00f2 immobile per qualche minuto.<\/p>\n<p>Il ginocchio bruciava, la fitta pungeva e la mano sanguinava.<\/p>\n<p>Non si udiva nulla. N\u00e9 passi, n\u00e9 voci: nessuno arrivava. Fiss\u00f2 la porta di ferro. Una porta tagliafuoco come le altre, in grado di resistere per del tempo alle fiamme, al fumo e al calore.<\/p>\n<p>Tempo? Per quanto tempo avrebbero resistito le luci di emergenza? Era gi\u00e0 trascorsa pi\u00f9 di mezz&#8217;ora dal black-out. Di l\u00ec a poco l\u00ec si sarebbe fatto buio.<\/p>\n<p>Che fare? Aspettare? Tornare indietro? Per raccontare cosa?<\/p>\n<p>Era stato elettricista una volta. E se non ci fosse nessun guasto?<\/p>\n<p>Forse solo un interruttore da riarmare&#8230;<\/p>\n<p>Accost\u00f2 l&#8217;orecchio al metallo della porta, gli sembr\u00f2 di udire dei lievi crepitii. Ma la porta era fredda. Nessun incendio. Avesse risolto da solo la faccenda sarebbe passato alla storia. Forse avrebbe ricevuto incarichi di prestigio e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma valeva la pena di correre rischi per questo? Intanto era passato un altro quarto d&#8217;ora e ancora non si vedeva nessuno dei responsabili. Non ne valeva assolutamente la pena, no, decise risoluto. Eppure una strana eccitazione lo prendeva.<\/p>\n<p>Accost\u00f2 ancora l&#8217;orecchio sulla porta. Di nuovo gli sembr\u00f2 di udire come dei debolissimi mormorii&#8230;<\/p>\n<p>Autosuggestione, pens\u00f2.<\/p>\n<p>Infil\u00f2 la chiave nella toppa, esit\u00f2, la sfil\u00f2 di nuovo.<\/p>\n<p>La rinfil\u00f2 e gir\u00f2 la prima mandata.<\/p>\n<p>Gli parve di udire come dei sommessi cigolii stavolta. E non era la chiave.<\/p>\n<p>Ancora un ripensamento, poi gir\u00f2 la seconda mandata e la terza. Impugn\u00f2 la maniglia e apr\u00ec con decisione.<\/p>\n<p>La porta si spalanc\u00f2 verso l&#8217;esterno come sotto pressione, spingendolo violentemente per terra.<\/p>\n<p>Url\u00f2 di ribrezzo e terrore, sommerso da una valanga di fetide bestie, zampettanti, squittenti e mordaci che gli piombarono addosso e si accanirono sulla sua carne, partendo dalle ferite scoperte.<\/p>\n<p>\u201cTopi! Luridi topi: altro che guasto! Maledetti! Stupido manuale! Maledetto oroscopo! Che sole che c\u2019era oggi!\u201d Fu l\u2019ultima cosa che riusc\u00ec a pensare. Poi il pensiero fu soffocato dall\u2019orrore e dalla sofferenza.<\/p>\n<p>Le luci di emergenza si affievolirono come a smorzare le urla strazianti che riecheggiavano nel corridoio.<\/p>\n<p>Ancora non arrivava nessuno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28773\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28773\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il coadiutore in prova Giuseppe Bianchi si rec\u00f2 al lavoro volenteroso e di buon umore quel mattino soleggiato di maggio. 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