{"id":28737,"date":"2016-06-02T22:23:48","date_gmt":"2016-06-02T21:23:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28737"},"modified":"2016-06-02T22:25:12","modified_gmt":"2016-06-02T21:25:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-profumo-dei-papaveri-di-medeea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28737","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il profumo dei papaveri&#8221; di Medeea Elena Popa"},"content":{"rendered":"<p>Sulla collina pi\u00f9 alta della valle, giungevano rumorosi i primi di Maggio. L&#8217;aria si era fatta pi\u00f9 mite, il cielo pi\u00f9 terso e il vento cercava di far risuonare i primi fiori del\u00a0suono della giovane\u00a0Estate. La bambina sedeva su quei piccoli e soffici petali che non si piegavano sotto il suo leggero peso, e ne catturava gli odori ispirando piano e dolcemente quel polline sopito eppure cos\u00ec denso. Le fresie predominavano l&#8217;aria con la loro vivacit\u00e0, seguite dai giacinti e ancor prima dalla dolce e violacea essenza dei glicini e delle violette. Con il\u00a0vestitino di lino e la pelle diafana era l&#8217;unica macchia bianca su quel tappeto smeraldo e il cappello grande che indossava le faceva ombra tutto intorno per via della grande tesa che la avvolgeva, proteggendola da quei raggi gi\u00e0 cos\u00ec forti. Aspettava la nonna, che le aveva promesso il fiore pi\u00f9 bello di tutti.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Oh, piccola bambina mia! Non credevo fossi gi\u00e0 arrivata.\u00a0&gt;&gt; grid\u00f2 dopo qualche minuto la voce rauca della vecchietta. La bambina si alz\u00f2 lesta e le si avvicin\u00f2 cercando di capire se aveva mantenuto la parola data.<\/p>\n<p>&lt;&lt; So cosa cerchi. Guarda, \u00e8 qui con me. &gt;&gt; e indic\u00f2 la tasca della camicia sul petto, riempita da petali cremisi. Prese tra le dita gonfie e legnose l&#8217;esile gambo di quel fiorellino e lo mise a un palmo dagli occhi onice della fanciulla.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Questo \u00e8 il fiore che sovrasta gli altri per le sue magiche propriet\u00e0. La corolla che lo rende cos\u00ec vistoso \u00e8 un distillato di rubini e succo di melograno, e ti tinger\u00e0 le labbra di un scarlatto intenso\u00a0in modo che tu possa trovare un amore vero e passionale. Il bulbo al suo interno \u00e8 ricco invece di questi minuscoli semi: hanno la capacit\u00e0 di trasportarti nel mondo di Morfeo. Qui ti troverai faccia a faccia con i tuoi sogni che potrai portar via con te non appena saranno solidi. E questo invece \u00e8 il suo profumo.&gt;&gt; La nonna inspir\u00f2 a lungo nella cavit\u00e0 purpurea, poggiandoci sopra il suo enorme naso.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Fammi sentire!&gt;&gt;, grid\u00f2 la bimba.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Tu non puoi ancora arrivare al suo cuore, alla sua essenza. Sei troppo giovane. Devi ancora aspettare qualche anno ma\u00a0quando ti imbatterai in\u00a0un cammino di papaveri, seguilo senza timori e arriverai a sentirne anche tu il loro profumo&gt;&gt;<\/p>\n<p>La bambina posizion\u00f2 il nasino tra la\u00a0fossetta di amaranto\u00a0e inspir\u00f2 forte forte. Una, due, tre volte ancora. La nonna aveva ragione, non si sentiva altro che un forte odore di erba e di terra. Al momento.<\/p>\n<p>Passarono degli anni e la fanciulla era oggi una giovane donna. Aveva occhi duri di ossidiana, capelli lunghi e corvini, corpo esile e grazioso e una pelle eburnea. Indossava abiti leggeri e dai colori pallidi e tra l&#8217;orecchio destro era poggiato\u00a0sempre quel minuscolo fiore regalatole anni prima. Un giorno accadde che un giovane uomo, alto e dagli occhi d&#8217;acqua si avvicinasse all&#8217;ormai cresciuta bambina. Era capace di sorridere attraverso lo sguardo, il pi\u00f9 sincero e affabile di tutti quelli che la ragazza aveva mai notato. Se ne innamor\u00f2. Ma l&#8217;uomo era circondato da tante ragazze altrettanto belle ed era impossibile farsi notare; cos\u00ec la fanciulla stacc\u00f2 due petali e inizi\u00f2 a strofinarli fortemente sulle labbra.<\/p>\n<p>&#8220;Le mie saranno labbra di ciliegia e fragola, non potr\u00e0 resistere e mi bacer\u00e0&#8221;<\/p>\n<p>E il ragazzo not\u00f2 quelle note di carminio. E le guance in fiamme. E gli occhi, ah quegli occhi! Ma prenderle significava rinunciare a tutte le altre labbra? A tutte le altre guance? A tutti gli altri occhi?<br \/>\nIl giovane distolse lo sguardo da quella carne succosa e dissetante. Se ne and\u00f2 e su quelle labbra disegn\u00f2 un sorriso con il fil di rame che feriva la giovane ogni qual volta cercasse di muoverle.<\/p>\n<p>Un giorno la giovane, mentre cercava di dar forma a quelli che erano i suoi sogni, ricord\u00f2 il regno di Morfeo e tent\u00f2 di aprirne cos\u00ec i regali portoni. I suoi erano sogni di inchiostro, palazzi di carta pregni di lava nera che colando davano forma ad immagini e storie mai accadute. Prese un pugno di quei semi miracolanti e li ingurgit\u00f2: non poteva pi\u00f9 aspettare e doveva agire in quel momento. Il regno le si apr\u00ec senza alcuno sforzo e comparvero dinnanzi a lei citt\u00e0 e mondi in bilico su di un filo evanescente\u00a0e bluastro. Era un&#8217;atmosfera tiepida e umida al tempo stesso, dai contorni indefiniti: delle stelle morenti erano attaccate al soffitto con degli spilli e intorno volteggiavano balene dalla carne putrefatta che nuotavano in quell&#8217;aria densa, cos\u00ec simile all&#8217;acqua. I palazzi di inchiostro che cercava non erano affatto cos\u00ec solidi come sperava di trovarli ma invece finivano con l&#8217;essere macchie di acquerello, che mutavano al movimento delle pinne di quei mammiferi volanti. Riprese in mano il bulbo del fiore da cui aveva estratto i semi e lo vide ora trasformarsi in un ragno che le iniett\u00f2 un veleno acuto nel petto e che la riport\u00f2 indietro, da dove era partita. Con quella pozione nel cuore ora per\u00f2 era pi\u00f9 immobile che mai e Morfeo, impietosito, le fece dimenticare l&#8217;accaduto trasportandola nell&#8217;Oblio. Ma cos\u00ec facendo le tolse anche quel poco di ispirazione che le rimaneva, riducendo il suo scheletro in fine polvere bianca.<\/p>\n<p>La ragazza ricord\u00f2 del bulbo e delle otto zampe che ne erano fuoriuscite e ricord\u00f2 anche quei petali rossi che dovevano donarle un amore passionale. Si mise nuovamente in cammino fino a che, un giorno, non si pales\u00f2 di fronte a lei una strada di papaveri. Qui per\u00f2 si ferm\u00f2. Dopo anni di cotante illusioni si chiese: perch\u00e9 devo sentire il profumo dei papaveri?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28737\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28737\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla collina pi\u00f9 alta della valle, giungevano rumorosi i primi di Maggio. 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