{"id":28702,"date":"2016-06-02T22:02:39","date_gmt":"2016-06-02T21:02:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28702"},"modified":"2016-06-02T22:02:41","modified_gmt":"2016-06-02T21:02:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-odysseus-di-silvia-colonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28702","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Odysseus&#8221; di Silvia Colonna"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<div class=\"testo\">Stanno stappando una bottiglia di un qualche prezioso alcolico; non so cosa sia e francamente non mi interessa, ho solo riconosciuto quel gesto che hanno fatto cos\u00ec tante volte da non poterlo scordare mai pi\u00f9. Spesso il tappo \u00e8 saltato via rimbalzando da tutte le parti; \u00e8 forse questo l&#8217;aspetto principale che ricordo, quel piccolo affarino gommoso saltellante.<\/div>\n<div class=\"testo\">Oggi c&#8217;\u00e8 una grande festa, sono tutti allegri e brindano, chiacchierano, si fanno gli auguri. Qualcuno mi rivolge anche qualche parola \u2013 tenera, nostalgica, scherzosa \u2013 pochi istanti dedicati a me, prima di continuare a far baldoria insieme al resto della ciurma. Per il resto del tempo vengo ignorata, anche se la festeggiata qui sono io.<\/div>\n<div class=\"testo\">Un festone con scritto \u2018<i>500<\/i>\u2019 campeggia a lato della sala, sopra una tavola imbandita con ogni bendidio; ovviamente ogni bendidio che sia possibile trovare nello spazio. Li vedo mangiare di gusto e mi chiedo come facciano a gradire quelle cose mollicce e appiccicose, per me non sono altro che un inutile modo per sporcare, per sporcarmi.<\/div>\n<div class=\"testo\">Sento levare forte il mio nome, come levano in alto i calici: in <i>mio<\/i> onore. La festa \u00e8 giunta al termine, la sala lentamente si svuota e ognuno torna alle proprie mansioni.<\/div>\n<div class=\"testo\">In sala comandi, il timoniere inizia a premere dei bottoni in una sequenza che sa a memoria e quelli subito si illuminano uno dietro l&#8217;altro. Gli ufficiali si danno comandi, parole che non capisco, per me \u00e8 tutto molto pi\u00f9 semplice: accensione, partenza, spegnimento. E ovviamente c&#8217;\u00e8 anche la funzione di <i>salto interstellare<\/i>, ma in fondo \u00e8 sempre una partenza, l&#8217;andare da un punto <span style=\"font-variant: small-caps;\">a<\/span> a un punto <span style=\"font-variant: small-caps;\">b<\/span>, che sia navigando nello spazio aperto o con un <i>ponte di Einstein-Rosen<\/i>.<\/div>\n<div class=\"testo\">Il motore \u00e8 acceso, lo sento vibrare ansioso per il prossimo viaggio in un punto imprecisato che potrei definire come il mio basso ventre; all&#8217;altezza del mio petto, inizia invece a pulsare il congegno per creare <i>wormhole<\/i>, anche se non sempre viene utilizzato. Sento fremere anche lui, non con la stessa potenza del motore primario, ma \u00e8 un solletico altrettanto irritante.<\/div>\n<div class=\"testo\">Mentre inizio lentamente a muovermi, sento il capitano bisbigliare il suo ultimo augurio: \u00abBuon cinquecentesimo viaggio, Odysseus.\u00bb<\/div>\n<div class=\"testo\">Non so perch\u00e9 mi hanno dato quel nome, se ho ben capito deriverebbe da un vecchio, vecchissimo mito terrestre, un <i>eroe epico<\/i>. Non capisco queste due parole, non ho mai visto un \u2018eroe\u2019 in vita mia e non ho la minima idea di cosa possa essere definito \u2018epico\u2019, ma evidentemente hanno visto queste caratteristiche in me se mi hanno chiamata cos\u00ec.<\/div>\n<div class=\"testo\">Ho accarezzato galassie di ogni sorta, visitato pianeti fra i pi\u00f9 disparati. Il mio viaggio \u00e8 sempre proseguito in avanti, verso nuovi mondi e nuove scoperte, non sono mai tornata indietro. Non sono mai tornata a casa. Non so dire se ne ho nostalgia; credo di no, sono una nave stellare dopotutto, non provo sentimenti.<\/div>\n<div class=\"testo\">Ogni tanto qualche percezione mi coglie, come quella della gente che cammina per i vari ponti, colgo di tanto in tanto stralci di conversazione \u2013 per la maggior parte del tempo non mi interesso di questo \u2013 e poi c&#8217;\u00e8 quella buffissima sensazione che chiamano ruggine. L&#8217;ho provata solo una volta, ma \u00e8 stato un solletico troppo divertente. A volte la immagino nella polvere che si annida in ogni mio piccolo angolo, solo per ricordare, ancora un&#8217;ultima volta.<\/div>\n<div class=\"testo\">Non siamo nemmeno a met\u00e0 nel nostro viaggio che una spia inizia a lampeggiare, seguita da una seconda e poi da una terza: l&#8217;intera sala comandi \u00e8 immersa in una pulsante luce cremisi. Scoppia il putiferio; c&#8217;\u00e8 una falla sullo scafo esterno, sto perdendo materiale radioattivo. Se si perde nello spazio profondo non c&#8217;\u00e8 nessun pericolo, ma se dovesse venire a contatto col mio nucleo generatore di <i>wormhole<\/i> potrei esplodere.<\/div>\n<div class=\"testo\">Passano minuti interminabili in cui gli ufficiali tentano il tutto per tutto per rimettermi in sesto, ma non possono pi\u00f9 correre rischi, non sono riparabile. Sento anche qualcuno dare la colpa all&#8217;unico divertimento che ho mai avuto, la \u2018<i>ruggine<\/i>\u2019. Poi quelle terribili parole che nessuno vorrebbe mai sentire.<\/div>\n<div class=\"testo\">\u00abAbbandonare la nave!\u00bb<\/div>\n<div class=\"testo\">Il mio adorato equipaggio, con cui ho condiviso viaggi e avventure, sale sulle capsule di salvataggio, si sganciano, navigano lontano da me. Non voglio restare sola, non voglio morire. \u00c8 forse questa che chiamano paura?<\/div>\n<div class=\"testo\">Per\u00f2 non sono sola: il capitano \u00e8 tornato nella sala dove solo poche ore prima mi stava festeggiando. C&#8217;\u00e8 solo lui sulla nave, da una parte le sono grata per non avermi abbandonata, dall&#8217;altro vorrei tanto dirgli \u2013 urlargli \u2013 di mettersi in salvo come tutti gli altri. Sembra non volersene andare.<\/div>\n<div class=\"testo\">Cammina lento, si versa da bere e si porta il calice alle labbra con una lentezza esasperante, poi parla. Parla a me, mi dice quanto ci tiene, che non vuole abbandonarmi, mi rivela cosa si cela nel suo cuore, si apre a me. E mi chiede scusa. Riempie un nuovo bicchiere e lo lascia l\u00ec, sul tavolo ancora imbandito; quel bicchiere \u00e8 per me.<\/div>\n<div class=\"testo\">Mentre il mio scafo inizia a cedere sempre pi\u00f9 in fretta, il mio capitano corre verso la capsula di salvataggio pi\u00f9 vicina evitando le scintille. Non ho labbra, ma emetto comunque un lamento: mi sto piegando in una curva innaturale, la mia schiena si sta spezzando.<\/div>\n<div class=\"testo\">Vedo partire il mio capitano subito prima di rompermi a met\u00e0. Non posso dire addio, vorrei tanto farlo, ora che non sono altro che un relitto alla deriva. Posso fare solo una cosa: surriscaldo il mio cuore, gli permetto di funzionare anche se l&#8217;energia mi ha ormai abbandonata, e un piccolo tunnel spazio-temporale inghiotte il mio equipaggio portandolo al sicuro. Quello \u00e8 il mio commiato a loro.<\/div>\n<div class=\"testo\">E io resto l\u00ec, distrutta e alla deriva. Non esplodo, ma sono come morta perch\u00e9 nessuno, mai, verr\u00e0 pi\u00f9 a cercarmi o mi user\u00e0 per un nuovo viaggio. Spero solo che il mio ricordo resti nei cuori di chi ha esplorato lo spazio profondo in mia compagnia.<\/div>\n<\/blockquote>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28702\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28702\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stanno stappando una bottiglia di un qualche prezioso alcolico; non so cosa sia e francamente non mi interessa, ho solo riconosciuto quel gesto che hanno fatto cos\u00ec tante volte da non poterlo scordare mai pi\u00f9. 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