{"id":28686,"date":"2016-06-02T18:41:22","date_gmt":"2016-06-02T17:41:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28686"},"modified":"2016-06-02T18:41:22","modified_gmt":"2016-06-02T17:41:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-rocket-di-michele-de-negri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28686","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Rocket&#8221; di Michele De Negri"},"content":{"rendered":"<p>\u00abUn\u2019ambulanza. D\u00e0i, sembra una barzelletta. Come quella dell\u2019autobus: \u201cscusi, dove devo prendere l\u2019autobus per andare al cimitero? In faccia\u201d. L\u2019ha preso in pieno un\u2019ambulanza che andava agli ottanta e non si era fermato col rosso all\u2019incrocio; non poteva fermarsi, era un\u2019emergenza. Raffaele, tra il motore della moto da cross e i Coldplay nelle orecchie, non ha sentito la sirena. D\u00e0i, una barzelletta, no? Capisci perch\u00e9 non posso baciarti, qui, ora, oggi?\u00bb.<br \/>\nGiulia fa un passo indietro, si appoggia contro il muro. Ha gli occhi liquidi.<br \/>\n\u00abUna volta ci eravamo scambiati. Io e Raffaele. Eravamo a un parco giochi, c\u2019erano i dinosauri di plastica enormi. I miei genitori e i suoi genitori. Stava tramontando il sole, i grandi si stavano salutando prima di ributtarsi in autostrada. Noi eravamo piccoli, molto bassi: arrivavamo appena alle anche dei nostri genitori. Era strano il mondo da l\u00ec, vedevamo tutto a met\u00e0, un sacco di piedi. Io ero stanco, sai quando ti inizia a dondolare la testa? Volevo andare a casa. Ho fatto qualche passo all\u2019indietro, e ho appoggiato la schiena alle gambe larghe di mia mamma. Le ho detto: \u201candiamo a casa?\u201d, e ho strascicato tutte le vocali, pi\u00f9 a lungo possibile, per farle sentire tutta la mia sofferenza. Lei mi ha detto \u201cora andiamo, tesoro\u201d, e mi ha accarezzato la testa. Poi un sussulto. Aveva chinato lo sguardo su di me. Non ero suo figlio. Lei non era mia mamma. Era la mamma di Raffaele. Da piccolo ero un po\u2019 biondo anche io, visti dall\u2019alto ci potevamo confondere. I genitori si sono messi a ridere. Io mi sono vergognato tanto. Ci eravamo scambiati per un attimo, mi sembrava una cosa incresciosa\u00bb.<br \/>\n\u00abS\u00ec, ma cosa\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abAscoltami, Giuli, ti prego!\u00bb<br \/>\nGiulia la prende male, mette un broncio carinissimo che le appallottola il mento.<br \/>\n\u00abTi prego\u00bb, ripete lui.<br \/>\n\u00abOchei\u00bb, e Giulia scioglie il mento e allontana lo sguardo, in ascolto delle parole impastate del ragazzo. Rocket lancia un guaito, si siede sulle zampe posteriori, apre la bocca, tira fuori la lingua e sbava.<br \/>\n\u00abNon se lo potevano portare dietro?\u00bb, dice lui.<br \/>\n\u00abPiantala. Almeno siamo da soli, per una volta! Ti muovi a\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abD\u00e0i, Giuli ti prego! Lasciami finire\u00bb.<br \/>\n\u00abCazzo, parla!\u00bb<br \/>\n\u00abDicevo\u2026\u00bb, guarda il soffitto e prova a ricordarsi.<br \/>\n\u00abChe eravate biondi entrambi e\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abEcco! Ci eravamo scambiati. Capisci? Ci eravamo scambiati una volta, perch\u00e9 non rifarlo? Voglio dire: perch\u00e9 sua mamma ora non vorrebbe rifarlo? Cio\u00e8, d\u00e0i: un\u2019ambulanza. Quanto darebbe sua mamma per scambiarmi ora, con lui? Io sotto quel lenzuolo bianco, vicino a me il rottame di una moto da cross, l\u2019ambulanza che ci pensa un po\u2019 \u2013 vado dritto con il paziente che ho dentro, mi fermo e soccorro quello che ho appena messo sotto, vado dritto, mi fermo, ne carico due? \u2013, poi si ferma, per fortuna. Ma tanto non serve a niente. Ho il collo rotto. D\u00e0i, quanto darebbe sua madre per fare scambio ora? E mentre Raffaele se ne va, io rimango qui, continuo la mia vita da sedicenne, faccio cose da sedicenni. Tipo, magari, mi metto anche a dare il mio primo bacio a una ragazza. Capisci? Non posso farlo. Non posso continuare la mia vita, rubandola a un altro\u00bb.<br \/>\n\u00abMa ti sei drogato?\u00bb, gli dice Giulia, che non sa neanche cosa vuole dire essere drogato, ma a scuola si sente dire.<br \/>\n\u00abGiuli, ti prego, edd\u00e0i! Prova a capire. Afferra il concetto. \u00c8 come negli scacchi, quando un pedone mangia un pedone. All\u2019inizio corrono, fanno due salti a testa. Poi un passo uno, un passo l\u2019altro. Finch\u00e9 non sono vicini, uno di fronte all\u2019altro, un po\u2019 obliqui. Tocca a chi tocca. Il primo a cui capita fa il salto laterale, si mangia il pedone dell\u2019altro, e in quella casella \u2013 quella dove prima c\u2019era il pedone del tuo avversario \u2013 ora c\u2019\u00e8 il tuo, di pedone. Sostituito! Il tuo va avanti per il tabellone, l\u2019altro esce dalla scacchiera e guarda dagli spalti. Ma non \u00e8 bravura, quella del pedone. \u00c8 fortuna. Chi arriva, arriva. \u00c8 terribile no?\u00bb<br \/>\n\u00abCos\u00ec \u00e8\u00bb, dice Giulia. Rocket si \u00e8 stancato di aspettarsi qualcosa da noi. Si stende sulla sua pancia grassa a pelo corto. Sta lasciando un laghetto di condensa sotto il suo naso.<br \/>\n\u00abCos\u00ec \u00e8, ma non va\u00bb, continua lui, impossessato. \u00abNon posso, Giuli\u00bb.<br \/>\n\u00abMa santo cielo, io manco lo conoscevo questo tuo amico. Non saremo mai pi\u00f9 da soli in casa mia\u00bb.<br \/>\n\u00abAndremo in un parco\u00bb.<br \/>\n\u00abCome i drogati!\u00bb<br \/>\n\u00abMa tu manco sai cosa sono i drogati, Gi\u00f9! Ti prego, piantala con i drogati e prova a afferrare il mio concetto\u00bb.<br \/>\n\u00abMa io non voglio afferrare nulla, se non la tua vergine lingua di ragazzino\u00bb.<br \/>\n\u00abMa come parli, ora?\u00bb<br \/>\n\u00abMi baci, dannazione?\u00bb<br \/>\nLui alza le mani. Fa una piroetta, cade sul letto dei genitori di Giulia: prono.<br \/>\n\u00abNon hai capito niente\u00bb, dice una voce ovattata dalle lenzuola.<br \/>\n\u00abNon ti sopporto quando fai il filosofo, M\u00f2\u00bb.<br \/>\n\u00abEccola l\u00ec\u00bb, lui si tira su, siede sul bordo del letto con la schiena curva, \u00abprima i drogati, ora i filosofi. Ma nomi con un senso, tu, mai? Guarda che non ti ho riempito la testa mezz\u2019ora solo per romperti. C\u2019\u00e8 un motivo, sai, se faccio cos\u00ec. Se sono\u2026 bloccato! Non \u00e8 la prima volta che mi succede\u00bb.<br \/>\n\u00abCosa, ti succede?\u00bb. Giulia si \u00e8 seduta vicino a lui, si appoggiano l\u2019uno all\u2019altra come sassi.<br \/>\n\u00abQuesta cosa del pedone. Mi \u00e8 gi\u00e0 successa una volta. Che io vado avanti, in cambio di qualcuno che si \u00e8 fermato\u00bb.<br \/>\n\u00abNon ci credo\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abTi giuro, Giuli. Due anni fa. Prima liceo. Hai presente il saggio di teatro? La recita?\u00bb<br \/>\n\u00abEh\u00bb, Giulia sbuffa.<br \/>\n\u00abChe \u00e8 stato?\u00bb<br \/>\n\u00abNiente, \u00e8 Rocket che russa\u00bb.<br \/>\n\u00abMa i cani russano?\u00bb<br \/>\n\u00abE sognano. Ma chissene? Ti muovi con la storia?\u00bb<br \/>\n\u00abS\u00ec\u00bb, lui esita, guarda il soffitto.<br \/>\n\u00abLa recita di prima liceo\u2026\u00bb, lo imbocca lei.<br \/>\n\u00abEcco, la recita. Per una volta non facevo un ruolo del cazzo. Cio\u00e8, tipo che entravo a due secondi dalla fine, dicevo una battuta e sipario. Ero protagonista, Giuli. Pro-ta-go-ni-sta. Puck\u00bb.<br \/>\n\u00abMa Puck non \u00e8 il protagonista!\u00bb<br \/>\n\u00abE chissene? Certo che lo \u00e8, lo hai visto L\u2019attimo fuggente?\u00bb<br \/>\n\u00abQuello con l\u2019amico di Dottor House da giovane? S\u00ec, s\u00ec. Wow\u00bb.<br \/>\n\u00abAppunto\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abEri pro-ta-go-ni-sta\u00bb, Giulia scandisce con uno sbadiglio.<br \/>\n\u00abEcco. Protagonista assoluto. Un mese a ripetere le battute. Mi alzavo alle 6:00 di mattina, e leggevo, provavo a ripetere. Poi la sera prima di andare a letto, come un\u2019Ave Maria. La sapevo perfetta, Giuli, perfetta\u00bb.<br \/>\n\u00abE stica\u2019\u00bb.<br \/>\n\u00abInfatti. Anche il costume, me l\u2019ero fatto io, con foglie di carta crespa di tre tonalit\u00e0. Insomma, \u00e8 il giorno della recita. Vado in scena perfetto, sublime. Quando esco di scena, tutti i compagni che mi dicono che sono portato, che sono una forza, che devo fare l\u2019attore. Anche la prof di Latino, estasiata. Quando usciamo, i genitori degli altri, in visibilio. Le bidelle, un trionfo. Poi vado dai miei. Bravo, una mano sulla spalla. Mio pap\u00e0 distantissimo, gli occhi appannati. Avr\u00e0 dormito, penso. Come quando mi porta al cinema\u00bb.<br \/>\n\u00abPoi arriviamo a casa, mi faccio una tazza di latte e biscotti, perch\u00e9 la performance mi ha messo fame. I miei mi bloccano sul frigo, con lo sportello aperto mentre sceglievo la bottiglia che scadeva prima. Mi dicono: \u201c\u00e8 mancata la nonna\u201d. Di mio pap\u00e0. La mamma di mio pap\u00e0\u00bb.<br \/>\n\u00abCazzo, M\u00f2\u00bb.<br \/>\n\u00abEh! \u201cMa quando?\u201d, dico. \u201cStasera, qualche ora fa\u201d. Cio\u00e8, quando era iniziata la recita, pi\u00f9 o meno. Mio pap\u00e0 le aveva detto ciao, si era fatto il suo pianto, e era venuto alla recita. Arrivando in ritardo, implorando di entrare perch\u00e9 dentro c\u2019ero io che facevo il protagonista. Capito? Il giorno della mia nascita, del mio debutto al mondo, della mia fioritura come talento. Se n\u2019era andata la nonna. Mi aveva lasciato il posto. Anche lei, come Raffaele. Si sono messi da parte, per lasciarmi andare avanti. Ma io non posso reggerla questa pressione. Perch\u00e9 me? Perch\u00e9 sacrificarsi per me? Sono sempre un pedone. Un cazzo di pedone come lo erano loro. Non ho niente di speciale, sono solo partito prima. Culo. Culo sfondato.<br \/>\n\u00abCapisci, Giuli, perch\u00e9 non ti posso baciare? Non posso darti il mio dannato primo bacio, dopo che due \u2013 due! \u2013 mi hanno lasciato il posto. E chiss\u00e0 quanti ne accadranno ancora. Chiss\u00e0 quanti mi daranno questa fiducia, completamente infondata. E allora penso di avere qualcosa di speciale: tipo Spiderman, tipo Harry Potter. Un prescelto dagli altri. Per\u00f2, ti giuro, io non ho ancora sentito niente: nessun potere o altre specialit\u00e0. Sono nullo, e mi sento una cacca secca per aver preso il posto di altre due persone e in cambio non fare nulla. Non riuscire manco a dare un semplicissimo primo bacio a una ragazza gnocca come te. D\u00e0i, Giuli, d\u00e0i. Perch\u00e9?\u00bb<br \/>\nLui si volta verso il corpo di Giulia, adiacente al suo, ma ormai sdraiato, assopito sul letto materno. Ronfa come il suo cane bulldog.<br \/>\n\u00abTi ho annoiato per bene, eh, Giuli? Sono un disastro cosmico\u00bb.<br \/>\nSi alza in piedi, gironzola per le stanze di quella casa vuota abbandonata dai genitori della sua fidanzata.<br \/>\n\u00abChe bella roba. Me ne sto qui a parlare da solo. Hai casa libera, e parlo da solo, mentre tu dormi insieme al tuo cane. Bella roba. Non potevo baciarti, e finirla l\u00ec? Mica \u00e8 complicato. Apri la bocca, ci butti la lingua. Giri. Invece no. Filosofeggio. Parlo che sembro pure drogato. Faccio il filosofo drogato, d\u00e0i!\u00bb<br \/>\nOra \u00e8 in cucina, conta le calamite sul frigo.<br \/>\n\u00abChe poi non sono l\u2019unico. Almeno quello. Non sono l\u2019unico prescelto. Glenn Miller. Il carinettista di Glenn Miller. Anche lui ha avuto fortuna. Il clarinetto prima non se lo filava nessuno. Poi una sera, prima di un concerto, uno dei sassofonisti si \u00e8 scheggiato un labbro. Forse bevendo da una lattina. Non poteva suonare, allora l\u2019hanno sostituito con il clarinetto. Che \u00e8 come sostituire uno squalo con un\u2019acciuga. Una pelliccia con una canottiera. Ma comunque. Glenn Miller non era il primo che passava. E l\u2019ha fatto suonare, quel clarinetto, insieme ai sassofoni. E ha coniato il suono di Glenn Miller. Un bel colpo per il clarinettista\u00bb.<br \/>\nOra \u00e8 nel salotto, guarda i quadri di casa d\u2019altri, e si chiede perch\u00e9 siano stati scelti.<br \/>\n\u00abCerto, mica \u00e8 morto, il sassofonista. Un conto \u00e8 scheggiarsi un labbro, un conto \u00e8 rimanerci. No. Decisamente, io sono il peggio. A prezzo pi\u00f9 un alto, hanno preso uno per niente speciale. Almeno Glenn, in cambio solo di un labbro, si \u00e8 costruito una carriera. Io nulla. Non ho dato nulla in cambio. Che poi come si fa a parlare di Glenn Miller a sedici anni? Manco volessi fare colpo su una tipa. Dannato Discovery Channel\u00bb.<br \/>\nOra lui \u00e8 di nuovo nella camera coniugale. Rocket sente i suoi passi e alza il muso umido, subito sveglio. Lui si accuccia all\u2019altezza del cane, come fanno i grandi coi bambini piccoli.<br \/>\n\u00abSiamo rimasti io e te, Rocket. Non \u00e8 che mi rimani tu, in cambio di lei, ora che dorme? Devo baciare te?\u00bb.<br \/>\nPoi torna a altezza uomo, si inclina sulla sua Giulia appisolata. Le stampa un bacio sulla bocca dischiusa dal sonno.<br \/>\nPoi si volta, sta per lasciare la stanza e lasciare la casa e lasciare dormire la sua ragazza.<br \/>\n\u00ab\u00c8 per questo che sei speciale\u00bb, dice la voce rauca di Giulia.<br \/>\nLui si gira e la vede in mezzo al corridoio che si lega i capelli in una coda.<br \/>\n\u00abHanno fatto bene a lasciarti andare avanti\u00bb, dice Giulia.<br \/>\n\u00abNon dire stronzate\u00bb, fa lui mentre ha gi\u00e0 aperto la porta di casa e se la sta tirando dietro. \u00abNon ci ho nemmeno messo la lingua\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28686\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28686\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abUn\u2019ambulanza. 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