{"id":28664,"date":"2016-06-02T18:39:50","date_gmt":"2016-06-02T17:39:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28664"},"modified":"2016-06-02T18:39:50","modified_gmt":"2016-06-02T17:39:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-cane-che-amava-schopenhauer-di-assunta-decorato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28664","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il cane che amava Schopenhauer&#8221; di Assunta Decorato"},"content":{"rendered":"<p>Le tre del pomeriggio. Il sole tiepido di maggio, l\u2019erba morbida sotto i piedi scalzi, una sedia a dondolo di legno girata verso il lago. Silenzio.<\/p>\n<p>Il professor Savio si appoggi\u00f2 con forza ai braccioli della sedia e scese col sedere lentamente, per conferire solennit\u00e0 al momento e non sforzare il ginocchio malandato; poi si appoggi\u00f2 con la schiena, piano piano, come se due grandi mani lo stessero mettendo a letto con dolcezza. Lasci\u00f2 andare la testa contro il legno, chiuse gli occhi e sollev\u00f2 i piedi da terra: il dondolio della sedia lo cull\u00f2 verso il suo sogno realizzato.<\/p>\n<p>Aspettava quel momento da tutta la vita: il primo giorno di pensione. Niente pi\u00f9 studenti, assistenti o colleghi docenti. Finalmente poteva trascorrere il tempo con l\u2019unica persona degna delle sue conversazioni: se stesso.<\/p>\n<p>Tese il naso a godersi il profumo della lontananza dal resto del mondo.<\/p>\n<p>\u201cAaaahhh!\u201d sospir\u00f2. Non si preoccup\u00f2 nemmeno di scacciare la mosca che gli si era appoggiata all\u2019angolo dei baffi.<\/p>\n<p>Allung\u00f2 la mano verso il tavolino su cui aveva lasciato alcuni libri, l\u2019unica compagnia che non faceva mai sentire soli, ne prese tre e li esamin\u00f2 con attenzione: la sua nuova vita non poteva cominciare con una lettura mal ponderata.<\/p>\n<p>Opt\u00f2 per Platone.<\/p>\n<p>Si sistem\u00f2 sulla sedia, inforc\u00f2 gli occhiali, controll\u00f2 che la bottiglietta d\u2019acqua e il panino al prosciutto fossero a portata di mano e, accertatosi che niente avrebbe potuto rovinare il suo tanto agognato ritiro, cominci\u00f2 a leggere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aveva cambiato angolazione al libro a seconda della luce che mano a mano diminuiva, come se con le pagine volesse catturare il giorno fino alla fine, e proprio quando anche l\u2019ultimo raggio di sole stava per scappare, il professor Savio si ritrov\u00f2 a fissare pieno di ammirazione l\u2019ultima frase del <em>Fedone<\/em>. Annu\u00ec serio: a Platone s\u00ec che avrebbe concesso un applauso. Fece schioccare la copertina chiudendo il volume con una mano sola, si gir\u00f2 e per poco non si ribalt\u00f2: c\u2019era una testa pelosa all\u2019altezza dei suoi occhi. Si aggrapp\u00f2 al libro come se volesse nascondercisi dietro.<\/p>\n<p>\u201cE tu, da quanto sei qui?\u201d chiese non appena gli torn\u00f2 il respiro.<\/p>\n<p>Il cane in tutta risposta cominci\u00f2 a scodinzolare.<\/p>\n<p>\u201cNon sembri randagio. Sei scappato dai tuoi padroni?\u201d<\/p>\n<p>La coda continuava a rimbalzare sull\u2019erba.<\/p>\n<p>\u201cHai fatto bene. Le persone sono stupide. John Donne diceva: No Man is An Island, e sai perch\u00e9? Perch\u00e9 era stupido. Gli intelligenti non sopportano la compagnia\u201d<\/p>\n<p>Gli occhi del cane non mollavano quelli del professore.<\/p>\n<p>\u201cBeh? Che c\u2019\u00e8? Hai fame?\u201d<\/p>\n<p>Prese il panino che aveva dimenticato di mangiare e ne stacc\u00f2 un pezzo.<\/p>\n<p>\u201cPuoi mangiare il prosciutto, vero?\u201d<\/p>\n<p>\u201cWhoof!\u201d<\/p>\n<p>\u201cImmagino voglia dire s\u00ec\u201d. Il cane lo prese tra i denti e sollev\u00f2 la testa, masticando con maestria, poi si rimise seduto accanto alla sedia del professore e continu\u00f2 a guardarlo. L\u2019unico rumore era quello della coda che picchiettava il terreno.<\/p>\n<p>\u201cAncora?\u201d<\/p>\n<p>\u201cWhoof!\u201d<\/p>\n<p>Il professore stacc\u00f2 un altro pezzo, poi un altro e un altro ancora, fino a che il panino non fin\u00ec. Il cane, comunque, non se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cSenti, \u00e8 inutile che mi guardi, ormai \u00e8 quasi buio e io rientro a casa. Da solo. Come ben si conface alle persone d\u2019intelletto. Prendi esempio da me e va\u2019 per la tua strada senza dar retta a nessuno, soprattutto a chi conosci. Sono i peggiori.\u201d<\/p>\n<p>Raccolse i libri e l\u2019acqua dal tavolino.<\/p>\n<p>\u201cBuonanotte\u201d lo salut\u00f2 mentre era gi\u00e0 sul vialetto di casa.<\/p>\n<p>\u201cWhoof!\u201d rispose il cane quando il professore spar\u00ec dietro la porta d\u2019ingresso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mattino dopo, il professor Savio infil\u00f2 la camicia di lino, i pantaloni lunghi leggermente risvoltati per non farli macchiare d\u2019erba, e bevve il suo caff\u00e8 davanti alla libreria, saggiando i libri uno ad uno per scegliere a quali dedicarsi. Poi, tenendone tre sotto braccio, usc\u00ec in giardino. Dopo due passi umidi tra l\u2019erba si blocc\u00f2: il cane era ancora l\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cE tu? Che fai?\u201d<\/p>\n<p>Il cane si risvegli\u00f2 dal sonno e si sedette con la testa bella dritta ad aspettarlo vicino alla sedia a dondolo.<\/p>\n<p>\u201cGuarda che \u00e8 presto per il panino. Non ho niente da darti\u201d<\/p>\n<p>Il cane non si mosse.<\/p>\n<p>\u201cHo capito. Io mi siedo qui a leggere, tu fa\u2019 quello vuoi\u201d, e come il giorno precedente scelse uno dei tre libri che aveva appoggiato sul tavolino, si lasci\u00f2 andare al dondolio, e si mise a leggere. Ma quei due occhi non si staccavano dai suoi.<\/p>\n<p>Il professor Savio prov\u00f2 a ignorarlo, a lanciargli occhiate cattive, a tossire fingendo imbarazzo, ad un certo punto con un gesto rapido e di cui la sua spalla si sarebbe pentita il giorno seguente raccolse un rametto da terra e lo scagli\u00f2 lontano. Niente. Il cane non si mosse.<\/p>\n<p>Sbuff\u00f2 guardando alternativamente lui e il libro.<\/p>\n<p>\u201cSenti\u201d gli disse \u201cCos\u00ec non funziona: se mi fissi in quel modo non riesco a concentrarmi!\u201d. Il cane cominci\u00f2 a scodinzolare. \u201cHo capito, vado a farti il panino\u201d<\/p>\n<p>Qualche minuto dopo torn\u00f2 portando due piatti.<\/p>\n<p>\u201cHai fatto venir fame anche a me\u201d lo incolp\u00f2, e intanto spezzettava il panino e glielo lanciava, ridendo per il modo in cui si leccava i denti.<\/p>\n<p>\u201cCi ho messo la bresaola, va bene lo stesso?\u201d<\/p>\n<p>\u201cWhoof!\u201d. Dopo aver finito il suo pranzo, per\u00f2, il cane rest\u00f2 l\u00ec: l\u2019unica cosa che muoveva era la coda, che sventagliava a destra e sinistra. Con gli occhi teneva imprigionati quelli del professore.<\/p>\n<p>Savio sospir\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cSai che facciamo? Visto che vuoi stare qui, allora legger\u00f2 a voce alta, cos\u00ec magari anche tu impari qualcosa\u201d. Prese il volume e gli mostr\u00f2 la copertina. \u201cQuesto \u00e8 Kant,\u201d spieg\u00f2 lentamente, come se parlasse ad un turista straniero \u201cL\u2019opera si intitola <em>Critica della Ragion Pura<\/em> e\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il cane prese a mugugnare appiattendosi sull\u2019erba.<\/p>\n<p>\u201cChe c\u2019\u00e8? Lo so che pu\u00f2 essere un po\u2019 ripetitivo con tutte queste triadi, per\u00f2 ti assicuro che dopo averlo letto la tua visione del mondo sar\u00e0 molto diversa!\u201d<\/p>\n<p>Il cane nascose gli occhi con le zampe, lamentandosi sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>\u201cVabb\u00e8, cambiamo libro allora. Che ne dici di Schopenhauer?\u201d<\/p>\n<p>\u201cWhoof!\u201d fece il cane di nuovo dritto e scodinzolante.<\/p>\n<p>E cos\u00ec il professor Savio lesse a voce alta per lui, lesse fino a che non divenne buio, e poi ancora il giorno dopo, e quello seguente, e quello dopo ancora. Per un mese il cane dorm\u00ec nel suo giardino, e il professore la sera, dalla finestra, lo spiava sonnecchiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un giorno, il professore and\u00f2 al supermercato (la spesa era l\u2019unica attivit\u00e0 sociale a cui doveva per forza sottomettersi) e lasci\u00f2 il cane ad aspettarlo fuori, nella sua solita posa seria; non serviva legarlo: minacciare di mandarlo a letto senza Schopenhauer era abbastanza perch\u00e9 obbedisse.<\/p>\n<p>Quando usc\u00ec, una donna agitata piagnucolava al cellulare e intanto abbracciava il cane come se fosse un parente che aveva creduto morto, lo accarezzava, si faceva leccare le mani. Il professore borbott\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cAdesso dovr\u00f2 anche parlarci con questa. La gente quando vede un po\u2019 di pelo rincretinisce\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 bello, vero?\u201d le chiese.<\/p>\n<p>\u201cDove\u2026 dove lo ha trovato?\u201d rispose lei ignorando chi tentava di parlarle dall\u2019altro lato del telefono. \u201cNon l\u2019ho trovato, ha semplicemente cominciato a vivere nel mio giardino\u201d<\/p>\n<p>\u201cE lei non ha pensato di chiamarmi?\u201d<\/p>\n<p>Il professore sgran\u00f2 gli occhi:<\/p>\n<p>\u201cMa, guardi, io non la conosco, e se sono venuto qui \u00e8 proprio per evitare di parlare con\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuesto cane \u00e8 mio! Non ha visto i volantini?\u201d e gliene indic\u00f2 uno appeso ad un lampione, proprio di fronte a lui. La foto mostrava un cane smarrito, davvero uguale a quello che credeva fosse suo.<\/p>\n<p>\u201cMi scusi, \u00e8 solo che stava nel mio giardino, dividevamo un panino, gli leggevo Schopenhauer. E lui lo capiva davvero, mica come i miei studenti\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cSchopenhauer? Ma \u00e8 pazzo? \u00c8 un cane! Stava con lei solo perch\u00e9 gli dava da mangiare! Vieni Arthur, andiamo a casa\u201d la donna si allontan\u00f2 tenendo il cane al collare, che camminava a testa bassa e con la coda che strusciava per terra. Il professore riusc\u00ec a sentire i mugolii anche a metri di distanza.<\/p>\n<p>\u201cSi chiama Platone\u201d sussurr\u00f2 e una lacrima gli si incastr\u00f2 in una ruga.<\/p>\n<p>Il professor Savio and\u00f2 a casa, e senza neanche mettere a posto la spesa si infil\u00f2 a letto, sentendo che il silenzio e la solitudine che aveva tanto cercato lo stringevano troppo. Mentre si odiava per non riuscire a capire come liberarsi da quella morsa, piangendo, si addorment\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno dopo Platone scapp\u00f2 dai suoi padroni per tornare da lui, abbai\u00f2, gratt\u00f2 la porta, si allung\u00f2 con le zampe fino alle finestre, ma il professore non si svegliava; allora torn\u00f2 in paese e chiam\u00f2 aiuto, la sua padrona fece arrivare un\u2019ambulanza, i medici lo toccarono e poi lo lasciarono l\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cAndiamo a casa Arthur, ti do da mangiare\u201d gli disse la padrona accarezzandogli la testa, ma Platone piangeva, non se ne voleva andare e rimase immobile davanti alla finestra finch\u00e9 gli uomini vestiti di nero non portarono via il professore.<\/p>\n<p>Seppellirono il professor Savio di sera, e al funerale non and\u00f2 nessuno.<\/p>\n<p>Di notte, dopo che il custode ebbe chiuso i cancelli del cimitero, Platone si intrufol\u00f2 tra le sbarre tenendo qualcosa tra i denti; trov\u00f2 la tomba priva di fiori, ci appoggi\u00f2 sopra il libro e si sdrai\u00f2 accanto. Aspettava la mattina, aspettava che il professore si svegliasse e gli leggesse ancora Schopenhauer.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28664\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28664\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tre del pomeriggio. 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