{"id":28618,"date":"2016-06-01T22:59:16","date_gmt":"2016-06-01T21:59:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28618"},"modified":"2016-06-01T22:59:16","modified_gmt":"2016-06-01T21:59:16","slug":"premio-racconti-per-corti-2016-uno-sporco-lavoro-di-chiara-micheli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28618","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2016 &#8220;Uno sporco lavoro&#8221; di Chiara Micheli"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un ultimo viaggiatore che scende dal treno delle 17 e 10. Ha un impermeabile nero e svolazzante lungo fino ai piedi, cappello a larghe falde su una faccia sporca di un&#8217;altra giovinezza, stivali neri. Se ha la pistola alla cintura non si vede. Si guarda intorno, prima di avviarsi verso l&#8217;uscita trascinando alla meglio con una fune un baule che ha visto molti inverni.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un sole accecante oggi a Lucca, e ha sete il nostro uomo, e mentre ordina una birra, nera anche lei, al Red Dirt Pub davanti alla stazione, dice le sue prime parole:<br \/>\n&#8220;Cerco Maicol del Palazzone&#8221;.<br \/>\nChiss\u00e0 chi mai \u00e8 Maicol ma il Palazzone sta a nord, oltre la superstrada e i capannoni, un postaccio. Ci arriva solo il 27b, capolinea, e non si sa mai se ritorna.<br \/>\nLui non nota gli sguardi degli altri passeggeri mentre scende: lui guarda davanti a s\u00e9 l&#8217;enorme piazzale sterrato dove non cresce erba ma crescono diversi rottami di auto abbandonati qua e l\u00e0, cartacce e altri oggetti senza memoria che non sbocceranno mai a rallegrare il suo contorno, un casamento popolare che svetta come il sogno anni &#8217;80 di un architetto del Lego.<br \/>\nDei ragazzini giocano al pallone alzando polvere, si spintonano a testa bassa. Solo uno si ferma, osserva da lontano l&#8217;uomo. Si guardano. Il ragazzino si avvicina, incerto, incredulo, e poi gli si butta tra le braccia.<br \/>\n&#8220;Sapevo che saresti venuto, Garcia, hai ricevuto il messaggio!&#8221;<br \/>\nLui \u00e8 Maicol, lo ha trovato. Maicol ha dodici anni, calzonucci e camicia chiari, impolverati come tutti i dodicenni del mondo, capelli pi\u00f9 lunghi e i lineamenti pi\u00f9 marcati del sud del mondo.<br \/>\n&#8220;Vieni&#8221; gli dice, &#8220;vieni,&#8221; e lo trascina, quasi, verso il caseggiato. Passano la sporcizia e i rifiuti ammassati per infilarsi in un vicoletto senza uscita.<br \/>\n&#8220;Ecco&#8221; indica Maicol a bassa voce, &#8220;ecco, la vedi, \u00e8 lei.&#8221;<br \/>\nOltre una finestra bassa sbirciano un luogo pieno di movimento e musica che arriva a tutto volume. C\u2019\u00e8 diversa gente dentro, che parla un bel fritto misto di lingue, che gioca al rumore delle slot e altri aggeggi, beve, e su una poltroncina una ragazza, al massimo 20 anni, bella ma con una faccia triste, agghindata come una troia e di certo lo \u00e8, visto la mano possessiva che un tizio tarchiato e lucido le tiene sulla coscia mentre parla. Il lucido ha due tipi torvi in doppiopetto grigio e turbante arancione che gli fanno da angeli custodi, neanche fosse il paradiso. Ma forse per il lucido lo \u00e8.<br \/>\n&#8220;Ma questi non sono indiani&#8221; dice Garcia.<br \/>\nMaicol arrossisce, imbarazzato. &#8220;S\u00ec, che lo sono&#8230; insomma, circa. Ma sono cattivi, molto cattivi, non fa lo stesso? E lui \u00e8 Amal. Tiene Sofia prigioniera con la forza e le hanno fare quelle cose&#8230; di sesso, brutte, con tutti&#8230; sono cattivi e nessuno mi vuole ascoltare, nessuno mi vuole aiutare, ma tu mi aiuterai, vero? Mi aiuterai a liberarla e vendicare il male fatto?<br \/>\n&#8220;Ma perch\u00e9 non scappa?&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo fa per me, per proteggermi, ma \u00e8 in pericolo, la minacciano, la uccideranno, sono sicuro, ci uccideranno!&#8221;. Ora Maicol implora. &#8220;Mi aiuterai? Solo tu puoi aiutarmi, nessun altro!&#8221;<br \/>\nGarcia si guarda intorno, strano posto questo dove capitare. In fondo al muro e tutto quel cemento pieno di macchie c&#8217;\u00e8 un paesaggio luminoso di campagna verde e fiori immensi, ma \u00e8 solo il manifesto mezzo strappato di una pubblicit\u00e0 cui sono appoggiati due tizi che sniffano. Non \u00e8 un luogo per crescere bambini.<br \/>\n&#8220;Va bene&#8221; dice Garcia, &#8220;va bene. \u00c8 una cosa semplice, ma c&#8217;\u00e8 troppa gente adesso, agir\u00f2 stanotte.&#8221;<br \/>\nMaicol respira di sollievo.<br \/>\nAllora lo porta alla sua casa, Maicol, nel Palazzone, scale su scale per arrivare a un buco di due stanze con ninnoli da tre soldi, le immagini di Padre Pio e i giornaletti, l&#8217;incerato sulla tavola.<br \/>\nGarcia lascia finalmente il suo baule e si toglie l&#8217;impermeabile mentre Maicol mette sul fuoco la minestra per la cena. Garcia appoggia il suo cinturone e le sfila: ci sono due pistole. &#8220;Ho bisogno di pisciare e di lavarmi.&#8221;<br \/>\nMaicol guarda le pistole, affascinato: sembrano antiche, una grande, l&#8217;altra pi\u00f9 piccola ma hanno l&#8217;impugnatura nuova.<br \/>\n&#8220;Cerchi le tacche?&#8221; sorride per la prima volta Garcia, uscendo dal bagno a torso nudo. &#8220;Sono qui&#8221; e Maicol gli guarda gli avambracci coperti di tanti segni, tutti uguali, cicatrizzati.<\/p>\n<p>Hanno finito di cenare, con un sigaraccio in bocca Garcia racconta.<br \/>\n&#8220;Avevo la mia terra, morbida e rigogliosa, una fattoria, avevo una moglie, aspettavo il mio primo figlio. Era il tempo, ma quando arrivai a casa col dottore trovai la porta aperta e mia moglie distesa con una rosa rossa nel petto, tutti gli animali spariti. Amavo le rose ma non quelle di sangue. Poi non ricordo niente, solo buio, freddo. E dopo caldo, la casa che bruciava alle mie spalle. Da allora non ho pi\u00f9 niente, solo le pistole non mi hanno abbandonato. C&#8217;\u00e8 voluto un anno per chiudere i conti.&#8221;<br \/>\n&#8220;Hai ucciso parecchie persone?&#8221; mormora Maicol, affascinato.<br \/>\n&#8220;Da allora non mi sono pi\u00f9 fermato. La vendetta non muore mai, ha sempre nuovi clienti. \u00c8 uno sporco lavoro, ma \u00e8 l&#8217;unico che so fare bene. Non fallisco un colpo.<br \/>\n&#8220;Sei meglio della legge, allora!&#8221;<br \/>\n&#8220;Lo ero, ora sono solo stanco.&#8221;<br \/>\n&#8220;Io sono arrivato dal mare&#8221; dice Maicol, &#8220;ero piccolo e non parlavo, i miei genitori sono rimasti nell&#8217;acqua tra l&#8217;Africa e l&#8217;Italia, cos\u00ec mi racconta Sofia. Lei mi ha preso con s\u00e9, \u00e8 una sorella e anche una mamma, farei tutto per lei.&#8221;<br \/>\n&#8220;Devi promettermi che dopo stanotte tu e Sofia ve ne andrete da qui. In un posto bello, col sole, con gli alberi e la terra, un posto differente.&#8221;<br \/>\n&#8220;Io ce l&#8217;ho!&#8221; dice Maicol, eccitato. &#8220;\u00c8 bellissimo, \u00e8 anche abbastanza vicino, domani te faccio vedere, ti ci porto.&#8221;<br \/>\n&#8220;Domani. Ma ora \u00e8 tempo di andare.&#8221; Spenge il sigaro.<br \/>\n&#8220;Lo sai che fumare fa male alla salute?&#8221; dice Maicol.<br \/>\n&#8220;Anche sparare&#8221; ribatte Garcia.<br \/>\n&#8220;Puoi lasciare qui il tuo bagaglio, se vuoi.<br \/>\n&#8220;Non preoccuparti, lui viene con me.&#8221;<\/p>\n<p>\u00c8 buio pesto adesso, tutto \u00e8 silenzio, poche luci nelle case, lontano il chiarore di una citt\u00e0 che non arriva fin qui.<br \/>\nEntrano dal retro, una camera, e sul letto c&#8217;\u00e8 Sofia, legata e seminuda. Maicol corre da lei per liberarla, in silenzio Garcia si dirige di sotto. Amal \u00e8 solo con i suoi due scagnozzi, sta contando i soldi. Due spari, e gli scagnozzi sono a terra, freddati.<br \/>\n&#8220;Chi sei?!&#8221; urla Amal &#8220;Che vuoi?!&#8221;<br \/>\n\u201cSono la tua buonanotte\u201d dice Garcia calmo, lo butta a terra e gli incrocia le pistole alle tempie.<br \/>\n&#8220;No!&#8221;<br \/>\nDa cima le scale arriva la voce di Sofia. &#8220;Non lo uccidere, non lo uccidere!&#8221; Sofia corre, si butta tra Amal e Garcia.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9?&#8221; grida Maicol. &#8220;Ti ha fatto male, ti fa del male!&#8221;<br \/>\nSofia guarda Maicol, poi Garcia. &#8220;Perch\u00e9 \u00e8 meglio un bastardo vivo che un padre morto.&#8221; E si tocca la pancia. &#8220;Tu lo sai&#8221; Se si guarda bene, e Maicol lo fa, si vede che \u00e8 incinta.<br \/>\nGarcia \u00e8 confuso. Guarda Amal in ginocchio che suda freddo aspettando la sua ora. Allora anche Maicol si mette in mezzo, quattro anime in fila, un italian standoff. Afferra il braccio di Garcia. &#8220;Ha ragione, non sparare!&#8221;<br \/>\nFuori si sente un vociare che si avvicina, gli spari hanno attirato gente.<br \/>\n&#8220;Non sparare&#8221; ripete Sofia, &#8220;scappate, non fatevi trovare.&#8221; Poi &#8220;Dammi le pistole&#8221; dice a Garcia.<br \/>\n\u201cNo, mai!\u201d esclama Garcia.<br \/>\n&#8220;Devi lasciarmele\u201d lo incalza Sofia. \u201cCi penser\u00f2 io, dir\u00f2 che si sono sparati a vicenda, un regolamento di conti\u2026, ma ho bisogno delle pistole!\u201d<br \/>\n\u201cDagliele Garcia, avanti\u201d lo incalza Maicol.<br \/>\n\u201cNon preoccuparti di lui&#8221; Sofia indica Amal &#8220;non mi far\u00e0 pi\u00f9 del male, sa che \u00e8 finita.\u201d<br \/>\nGarcia \u00e8 frastornato. Sofia afferra le pistole. \u201cOra scappate, via, non fatevi trovare!&#8221;<\/p>\n<p>Scappano, Maicol e Garcia, s\u2019infilano appena in tempo dietro il cassonetto dove avevano lasciato il baule, mentre il locale laggi\u00f9 si riempie di gente.<br \/>\nGarcia sta sudando, ha corso si e no 100 metri ma sembrano chilometri. Si toglie il cappello, si lascia cadere a sedere.<br \/>\n&#8220;Ti senti bene?&#8221; chiede Maicol.<br \/>\n&#8220;Ho un dolore atroce alle braccia&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Ti hanno ferito?&#8221;<br \/>\n&#8220;Non hanno fatto in tempo neanche a tirar fuori le armi, ma sono stanco.&#8221;<br \/>\n&#8220;Forse era meglio se chiamavo Superman&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Chi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Lascia stare.&#8221; Eppure del sangue cola dal suo polso.<br \/>\n&#8220;Aspetta, vedo di trovarti qualcosa&#8230;&#8221; dice Maicol.<br \/>\n&#8220;Non importa\u2026&#8221; prova a dire Garcia, ma Maicol si \u00e8 gi\u00e0 infilato nel buio e scomparso.<br \/>\nGarcia si appoggia meglio e chiude gli occhi.<br \/>\nQuando li riapre \u00e8 il chiarore del giorno, preannuncia una splendida giornata di sole.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 Maicol che lo scuote. &#8220;Che succede, devo aver dormito\u201d dice Garcia, \u201cdove sei stato?&#8221;<br \/>\n&#8220;C&#8217;era Sofia a casa con degli uomini in divisa, mi hanno messo a letto ma io sono scappato. Ecco una fascia, tieni&#8221; e gliela aggiusta al polso alla meglio. &#8220;Dobbiamo trovare un posto sicuro&#8221; mormora Garcia.<br \/>\n&#8220;Ce l&#8217;ho, te l&#8217;ho detto ieri, sono tornato apposta per portarti l\u00e0. Andiamo.&#8221;<\/p>\n<p>S\u2019incamminano, Garcia trascina il suo baule, e dietro i muri di cemento e l&#8217;immondizia ecco, improvvisa, davanti a loro \u00e8 aperta campagna. Rigogliosa, con il sole che gioca con le foglie e la calma, la bellezza della natura. La strada che percorrono non \u00e8 pi\u00f9 asfalto scheggiato ma un sentiero d&#8217;erba e in lontananza c&#8217;\u00e8 una casa di campagna con le finestre bianche.<br \/>\n&#8220;Vieni&#8221; lo tira Maicol.<br \/>\nSi avvicinano. Garcia si ferma, incredulo.<br \/>\n&#8220;Assomiglia alla mia casa di un tempo&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Te l&#8217;avevo detto che era bello, no? Da grande voglio venirci anch&#8217;io.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma tu conosci chi ci abita?&#8221;<br \/>\n&#8220;Certo, si chiama Anne, \u00e8 simpatica.&#8221;<br \/>\nSono alla porta, basta bussare e si apre. Ad accoglierli \u00e8 una ragazza dal volto dolce e i capelli neri raccolti, il vestito lungo, un po\u2019 datato.<br \/>\n&#8220;Finalmente&#8221; dice Anne, e sorride, per niente stupita da quegli ospiti. &#8220;Ciao, John&#8221; dice Anne, guardando Garcia. &#8220;\u00c8 tanto tempo che ti aspettavamo.&#8221;<br \/>\nGarcia \u00e8 impietrito. Dalla stanza arriva improvviso un pianto. Anne accorre, si piega sul tavolo dove \u00e8 appoggiato un bambino, piccolo, i braccini alzati.<br \/>\n&#8220;Ecco tua figlia, John&#8221; dice Anne. &#8220;Dobbiamo decidere il nome da darle.&#8221;<br \/>\nGarcia guarda quella donna e poi guarda la bambina. Sono istanti interminabili sotto occhi sorridenti, comprensivi, che aspettano che lui si decida. John rilascia le spalle, \u00e8 come se il peso del mondo si fosse spostato finalmente dal suo corpo.<br \/>\nAllora si volta, si piega verso quel suo onnipresente baule e lo apre. Non contiene niente se non una culla per bambini. Non \u00e8 bella, \u00e8 una culla antica, un po\u2019 goffa, legno grezzo lavorato a mano, ma sembra fatta apposta per Anne che ci appoggia la bambina.<br \/>\n&#8220;\u00c8 perfetta, John, grazie.&#8221;<br \/>\nPoi si gettano uno nelle braccia dell&#8217;altra.<br \/>\nMaicol \u00e8 restato in disparte, si avvia silenzioso alla porta, la chiude dietro di s\u00e9. Questa non \u00e8 la sua casa.<br \/>\nFuori non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il sole, \u00e8 notte fonda. Non uccelli che cantano ma confusione in strada e lontano le grida di chi litiga al quarto piano alle 2 di notte. Nessun prato verde, solo il cortile del Palazzone, in fondo il locale di Amal e la gente radunata davanti, ora c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;auto della Polizia, le luci intermittenti.<br \/>\nMaicol fa una smorfia e tira fuori di tasca un mp3 sgangherato, una musica bella \u00e8 quello che ci vuole. E mentre si mette l&#8217;auricolare all&#8217;orecchio, il polso della camicia cade a rivelare una cicatrice, ma fresca, rossa, come appena fatta.<br \/>\nSorride, Maicol, quando passa davanti al cassonetto di prima. C&#8217;\u00e8 uno sparuto drappello l\u00ec intorno.<br \/>\n&#8220;Ma che \u00e8, un cowboy? Ma che, giravano un film?&#8221;<br \/>\n&#8220;Sembra morto&#8221; dice uno.<br \/>\n&#8220;\u00c8 morto&#8221; dice l\u2019altro, &#8220;e sono tre stanotte, cazzo. Sai ora quanto romperanno le palle&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Verr\u00e0 dalla festa dei fumetti?&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma se \u00e8 a novembre, che l&#8217;hanno spostata?&#8221;<br \/>\n&#8220;Omar, vai a dire loro, a polizia&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Tu andare, io no!&#8221;<br \/>\nMaicol passa oltre, va verso il buio, si confonde nel buio. Maicol tira dritto. La musica cresce e ingoia quelle voci mentre tutto sfuma al nero.<br \/>\nAddio John Garcia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28618\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28618\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un ultimo viaggiatore che scende dal treno delle 17 e 10. 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