{"id":28611,"date":"2016-06-02T18:34:55","date_gmt":"2016-06-02T17:34:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28611"},"modified":"2016-06-02T18:34:55","modified_gmt":"2016-06-02T17:34:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-distacco-di-roberto-galatro-sibaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28611","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il distacco&#8221; di Roberto Galatro Sibaldi"},"content":{"rendered":"<p>Le mie dita bambine accarezzano la fresca aria del mattino, sfrecciante, al di l\u00e0 del finestrino della nostra auto. Le palpebre socchiuse aumentano la dolce sensazione di quella carezza sulla mia mano mentre il mio corpo sprofonda sempre pi\u00f9 nel sedile vibrante e mi sento come in una culla. Intanto, in sottofondo, irrompe una melodia familiare e i miei occhi si aprono involontariamente verso mio pap\u00e0, che di fianco a me, con occhi spaesati, guida svelto e nervosamente.<\/p>\n<p>La sua mano destra si alza di scatto dal cambio verso l\u2019autoradio, si dirige senza esitazione alcuna sul pulsante del cambio stazione ma una volta l\u00ec si blocca di colpo, come fosse afferrata da qualcosa. Inizia a tremare poggiata sopra il tasto. La voce femminile dalla radio canta di montagne verdi e di corse di una bambina. Sorrido, perch\u00e9 mia mamma me la cantava spesso e a casa ho persino un disco da lei inciso sulle note di questa canzone, ma non ricordo pi\u00f9 n\u00e9 il titolo n\u00e9 dove sia quel disco. Mi domando se mio pap\u00e0 si ricorda di questo ma guardandolo ha la testa altrove, gli occhi scuri e grandi sotto la luce del sole mattutino mi paiono anche pi\u00f9 lucidi oggi, anzi, brillano vistosamente nella luce di taglio del finestrino. La barba fitta \u00e8 sempre pi\u00f9 bianca e non nasconde pi\u00f9 tutte le nuove rughe, \u00e8 come se il tempo gli avesse dilaniato via parte della sua vita e l\u2019ha fatto con una fretta disarmante, gli ha divorato vent\u2019anni in uno nascondendosi nel primo di questi.<\/p>\n<p>\u00c8 una mattina come le altre e sono in ritardo, i miei compagni di scuola sono gi\u00e0 tutti entrati da diversi minuti. Quando stiamo per attraversare la strada, davanti l\u2019entrata di scuola, mi fermo sulle strisce e gli porgo la mano a mezz\u2019aria, lui nemmeno la nota, mi sorpassa frettolosamente facendo cenno di seguirlo con la sua. La mamma ha sempre tenuto la mia mano stretta nella propria, non avrebbe mai permesso che attraversassi da sola, ma mio pap\u00e0 questo non lo sa. Oltrepassiamo la soglia del grande cancello di ferro battuto, proseguendo lungo il cortile adornato di alberi rossastri e entriamo nell\u2019edificio in silenzio. Le foglie scricchiolanti sotto ai nostri piedi svelti.<\/p>\n<p>Una vecchia donna burbera e un po\u2019 grassoccia ci fa cenno di seguirla, i suoi passi lenti e ciondolanti ricordano un po\u2019 un pinguino mentre ci conduce fino alla soglia di una porta scura e vecchia. Cigola mentre la apre per farci accomodare.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte del grande tavolo in legno pieno di scartoffie, \u00e8 seduta la dirigente scolastica che scruta seria mio pap\u00e0 con gli occhiali abbassati e in bilico sulla punta del grosso naso. La sua mano sgarbata ondula a mezz\u2019aria facendo cenno di aspettare fuori. La porta cigolante si chiude e i due iniziano a dialogare, sono solo sussurri, non afferro una parola mentre guardo la vecchia donna pinguino ritornare ciondolante nella sua tana silenziosa.<\/p>\n<p>Il silenzio accomodante della scuola, interrotto solo da quei sussurri oltre la soglia di quella vecchia porta, mi rende stranamente calma mentre rimango in piedi, appoggiata con la schiena al muro e gli occhi socchiusi, sola. Davanti a me ora \u00e8 rimasto solo il panorama quieto del cortile alberato, oltre la finestra del corridoio completamente vuoto. Proprio come un quadro, se non fosse per le foglie danzanti l\u00ec fuori. Vorrei sentire ancora quella dolce sensazione di una carezza del vento di poco fa e quella canzone, che cercavo tanto di afferrare nei miei ricordi.<\/p>\n<p>Improvvisamente per\u00f2, avverto come una fitta percorrermi tutto il corpo e le mie gambe iniziano a tremare, sento una morsa che mi sale fin sopra lo stomaco. Al di l\u00e0 dell\u2019intermittente vociare alle mie spalle inizio a udire dei passi lontani e lievi, un rumore familiare che non ho dimenticato. Piccoli tonfi veloci che echeggiano come un rullante in crescendo avvicinandosi. Il tallone di uno stivale che batte forte sul marciapiede di fronte. I miei occhi seguono le mie orecchie e la vedo l\u00e0, passare davanti al grande cancello. I capelli d\u2019ebano mossi e lunghi sospesi nel vento, la schiena dritta coperta da un lungo cappotto nero, la borsa di pelle marrone appesa sulla spalla destra mentre la mano fluttua nell\u2019aria seguendo il ritmo dei passi svelti.<\/p>\n<p>Non la vedo bene in volto, \u00e8 quasi di spalle, ma non ho dubbi, \u00e8 lei.<\/p>\n<p>Non posso fare come l\u2019ultima volta e lasciarla andare, cos\u00ec agisco d\u2019istinto. Il corridoio silenzioso e vuoto \u00e8 un\u2019occasione. Apro la finestra quel poco che basta per una bimba di nemmeno dieci anni, la cartella gettata a terra, appena sotto la piccola fessura, mi funge da trampolino, \u00e8 un attimo e sono gi\u00e0 fuori. Corro cauta verso il cancello lungo il cortile alberato della scuola, nonostante lo schiocco delle foglie sotto ai miei piedi nessuno mi nota. La fortuna \u00e8 dalla mia parte penso, lei \u00e8 ancora a pochi passi da me ferma a un incrocio. Il semaforo rosso mi aiuta, ma non appena mi avvicino a nemmeno un metro, si tramuta in verde. Volgo lo sguardo verso il cancello ma la decisione ormai \u00e8 presa. La seguo.<\/p>\n<p>Attraverso la strada da sola subito dietro di lei, come un\u2019ombra, il suo passo svelto e lungo aumenta la nostra distanza ma non la perdo di vista. Vorrei vederla in volto, mi manca il suo viso, potrei chiamarla ma le parole non mi escano dalla bocca. Continuiamo a lungo cos\u00ec su quella strada, poi giriamo l\u2019angolo, una lunga via trafficata, quello successivo mentre il flusso delle persone indifferenti corrono senza sosta contro i nostri passi. La sua chioma scura fluttuante nell\u2019aria lascia la sua scia da seguire al mio sguardo cos\u00ec da non poterla perdere di vista, e infine un altro ancora. Il tempo passa ma il distacco non si colma, anzi, lei \u00e8 sempre pi\u00f9 distante e le mie caviglie iniziano a farmi male dallo sforzo per l\u2019andatura veloce che provo a tenere.<\/p>\n<p>Di fronte alla strada trafficata di auto si ferma e il suo volto si gira leggermente di lato mostrando appena il profilo. Gli occhiali penso, non riesco a vederli, ma \u00e8 distante e i capelli fluttuanti sospinti dal vento non aiutano. Cerco di avvicinarmi nuovamente il pi\u00f9 vicino possibile e senza accorgermene inizio infine a correre. Arrivata quasi accanto sono come senza fiato nonostante non sia effettivamente stanca, eppure, sento il mio corpo come appesantito e tutto intorno mi pare estraneo con i suoi rumori assordanti. Le macchine saettano minacciose di fianco a noi, gli alberi sopra le nostre teste mi paiono persino pi\u00f9 alti e stretti, mi guardo intorno e non riesco a riconoscere la zona, non so pi\u00f9 nemmeno dove sono, mi sono persa. Cerco di concentrarmi solo su di lei che riesce a calmarmi e inizio a guardarle la mano liscia, le piccole dita sottili e la fede nell\u2019anulare sinistro con lo smalto rosso quasi sbiadito sulle piccole unghie. Alzo la mia mano adagio verso la sua e le sfioro il dorso appena, impercettibilmente. Sento il leggero calore della sua pelle che si avvicina alla mia infreddolita e ritrovo anche il respiro. Ecco cosa si sente nel ritrovare qualcosa che ti \u00e8 mancato cos\u00ec tanto, di nuovo io e lei penso, ma \u00e8 soltanto un attimo.<\/p>\n<p>\u00abGuardami!\u00bb Grido. La voce per\u00f2 \u00e8 solo nella mia testa.<\/p>\n<p>Una macchina intanto si ferma e la lascia attraversare, lei ringrazia mentre passa all\u2019altro lato di corsa, anche la sua mano svanisce cos\u00ec, di fronte a me, lasciandomi al di l\u00e0 della strada. Perch\u00e9 non grido mi domando rimanendo come imbambolata, se ne va di nuovo penso, se ne va. Cerco di andarle dietro, ma l\u2019assordante traffico mi blocca nel bel mezzo della strada. Lo stridio di una frenata mi fa portare i palmi delle mani all\u2019orecchie e un colpo violento di clacson mi fa chiudere gli occhi di scatto. L\u2019ultima immagine che vedo \u00e8 lei, di spalle, che si allontana, poi il buio.<\/p>\n<p>\u00abMamma!\u00bb Grido. Stavolta per\u00f2 non rimane nella mia testa come prima ma esplode letteralmente in un gemito acuto.<\/p>\n<p>Avverto una forza prendermi le spalle e sollevarmi prima di sentirmi avvolgere in una morsa stretta. Quando riapro gli occhi \u00e8 lei che mi sta fissando, in lontananza, ma non porta alcun occhiale e i suoi occhi sono diversi, chiari, persino la sua bocca ha una curva diversa e la sua pelle non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec liscia come ricordavo. Quella era la donna che ho seguito, soltanto una donna.<\/p>\n<p>\u00abLei dov\u2019\u00e8?\u00bb Urlo ancora, prima che i miei occhi gonfi iniziano a offuscare l\u2019immagine e a sbiadirla. Le lacrime, come una pioggia incessante, scendono lungo le mie guance piene di lamenti. Ora che il mio pianto \u00e8 divenuto un grido assordante e senza freno, \u00e8 il traffico, invece, rimasto quasi silenzioso e congelato tutt\u2019attorno a me.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 qui &#8211; dice una voce calda e profonda picchiettandomi prima la fronte \u00a0&#8211; e qui.\u00bb Battendo poi sul mio petto.<\/p>\n<p>Mi asciugo gli occhi afferrando il cappotto dell\u2019uomo che mi stringe a s\u00e9, abbracciandomi stretto. Delle piccole gocce s\u2019infrangono sopra la mia testa ma non sta piovendo, alzo lo sguardo e vedo il volto di mio pap\u00e0, i suoi occhi ancora lucidi adesso lasciano scivolare su di me le sue lacrime. Nel suo sguardo il riflesso della donna che si allontana definitivamente da noi.<\/p>\n<p>\u00abPerdonami, manca anche a me\u00bb mi sussurra, come se le parole fossero uno sforzo immenso per lui in questo momento.<\/p>\n<p>Non riesco a trattenere nuovamente il pianto incessante e il mio corpo comincia a dimenarsi selvaggiamente, ma la sua mano possente mi avvolge ancor pi\u00f9 al suo petto mentre l\u2019altra delicatamente mi sposta i lunghi capelli scuri dai miei occhi nascosti.<\/p>\n<p>\u00abPap\u00e0, ti ricordi quella canzone?\u00bb Gli chiedo infine singhiozzando.<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, mi ricordo la canzone. Ti faccio ascoltare il disco della mamma se vuoi, appena torniamo a casa.\u00bb<\/p>\n<p>Con le mie braccia strette attorno al collo e la testa sprofondata sotto al suo mento, sento cos\u00ec vicino adesso il battere forte del suo petto su di me, cos\u00ec lascio che il mio lamento si perda silenzioso nell\u2019abbraccio forte e stretto, cos\u00ec rassicurante, che solo un genitore credo, riesce a poter fare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28611\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28611\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le mie dita bambine accarezzano la fresca aria del mattino, sfrecciante, al di l\u00e0 del finestrino della nostra auto. 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