{"id":28589,"date":"2016-06-01T18:15:25","date_gmt":"2016-06-01T17:15:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28589"},"modified":"2016-06-01T18:15:25","modified_gmt":"2016-06-01T17:15:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-il-gusto-del-nulla-di-beatrice-peli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28589","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Il gusto del nulla&#8221; di Beatrice Peli"},"content":{"rendered":"<p>Notte. La linea dell&#8217;orizzonte si confonde con l&#8217;oscurit\u00e0 del mare tanto che non so dove inizi l&#8217;una e dove finisca l&#8217;altra, solo qualche stella tenta di illuminare questa triste serata, ma invano: la luce \u00e8 flebile. Sento le onde infrangersi sul bagnasciuga. Seduta, accarezzata dal vento gelido un brivido mi percorre tutta la schiena. Mi volto e osservo. Potrebbe essere perfezione tutto quello che mi circonda: la notte, il mare, il cielo, le stelle. Tutto appare perfetto, quasi irreale, a tal punto da iniziare \u00a0a spaventarmi. Perch\u00e9 mi spaventa l&#8217;idea di una qualsiasi cosa: fisica, astratta, concettuale che sia, ma perfetta? Provo a rispondermi da sola: forse la perfezione non esiste, ed \u00e8 come al solito un&#8217;idea di cui si nutre la sciocca mente umana. Spesso abbiamo bisogno di porci un obbiettivo da raggiungere e puntiamo, per l&#8217;appunto alla perfezione, anche se poi non siamo mai in grado di raggiungerla dal momento che pare non esista. L&#8217;uomo \u00e8 perennemente teso tra il disgusto per la banalit\u00e0 della vita e l&#8217;aspirazione alla bellezza e alla perfezione, inseguita e mai raggiunta e questo lo esprime nella sua poetica un uomo che sapeva farci con le parole, Baudelaire infatti tratta di un senso di turbamento profondo che poi definisce lui stesso spleen, tedium vitae, ma forse i miei pensieri si stanno spingendo troppo oltre.<br \/>\nMentre la mia testolina continua ancora un po&#8217; a rimuginare su tutto ci\u00f2 facendo ragionamenti parzialmente inintelligibili e che a malapena riesco a decifrare io stessa, o comunque il mio alter ego dato che sono i miei pensieri l&#8217;argomento in questione, fisso sempre pi\u00f9 incantata, con uno sguardo perso quel cielo stellato che mi affascina e spaventa allo stesso tempo. Mi rendo conto di essere io stessa una sorta di figura poetica in questo momento. Se ci dovesse essere, per cos\u00ec dire, un ipotetico osservatore esterno in grado di immortalare la scena nella sua memoria visiva potrebbe rimanere estasiato nel momento in cui il ricordo di questo istante gli riaffiorasse nella mente. Riuscirebbe a mettere a fuoco l&#8217;immagine di una personcina raggomitolata in maniera tale da sembrare ancora pi\u00f9 piccola e indifesa di quello che \u00e8 e, se l&#8217;obiettivo presente all&#8217;interno di un&#8217;ipotetica camera dei ricordi riuscisse a focalizzare anche i pi\u00f9 infimi dettagli, allora il nostro osservatore riuscirebbe a concentrarsi sul suo sguardo e, lo definirebbe vuoto, esanime. Se potesse per\u00f2 andare oltre, se solo potesse entrare nella sua testa e decifrare i suoi pensieri non la reputerebbe pi\u00f9 una debole, ma una piccola combattente, un cuor di leone. Ma non \u00e8 in grado e quindi si limiterebbe a giudicarla in maniera oggettiva, proprio come qualsiasi altro essere umano, ma come fargliene una colpa? Sono io che mi aspetto troppo..<br \/>\nAncora una volta sono i miei pensieri ad avermi condotta sulla cattiva strada del non riposo, \u00e8 tardi. Notte fonda direi. E io sono qui, ancora una volta a pormi domande su tutto, senza trovare risposte. Non sarebbe il caso di smetterla? Dovrei tornare nella modesta abitazione in cui alloggio e che condivido con Elisa e Pietro, i miei coinquilini, ma sono troppo stanca. La schiena inizia a darmi fastidio, come accade spesso dopo essere stati ricurvi per molto tempo di seguito. Decido quindi di cambiare posizione. Faccio affondare la mano destra nella distesa vellutata di sabbia che mi soggiace, provo un lieve piacere mentre la mano \u00e8 immersa nell&#8217;arena, un po&#8217; come Amelie ne &#8220;Il meraviglioso mondo di Amelie&#8221; e mi stendo supina. Esattamente nel punto che a occhio e croce dovrebbe essere il mio zenit scorgo una flebile lucina, che trema, sembra spegnersi, trema ancora e si spegne. E mi addormento.<\/p>\n<p>&#8220;..And you can&#8217;t fight the tears that ain&#8217;t coming<br \/>\nOr the moment of truth in your lies..&#8221;<\/p>\n<p>Una voce un po&#8217; rauca, ma piacevole canta con un tono di voce abbastanza basso accompagnandosi con una chitarra suonata da una mano leggiadra, esperta, capace. Non ho bisogno di aprire gli occhi per capire che si tratta di Pietro. Sapendo di essere in dolce compagnia attendo ancora qualche minuto prima di stiracchiarmi,stropicciarmi gli occhi e correre a salutarlo. Gli do un bacio sfuggente sulla guancia, poi lui mi tira a s\u00e9 mi ruba un bacio, mi dice: &lt;&gt; (mi chiama cos\u00ec da sempre, ora che ci penso non ne ricordo il motivo). Mi porge una brioches alla panna, la mia preferita, e poi ci incamminiamo insieme lungo la promenade. \u00c8 mattina piuttosto tarda,d&#8217;altronde so di essere un piccolo ghiro, e quindi ci sono gi\u00e0 i diversi banchetti dei pescatori che servono pesce fresco di giornata alle donne del paesino marino. Pietro ed io continuiamo a camminare, io continuo a mangiare la brioche, e lo seguo, poi torniamo a casa. Appena entro saluto Elisa, che sta tentando di organizzarsi per andare al concerto degli U2 a Roma, ricambia il saluto in maniera sfuggente, \u00e8 troppo impegnata. Mi preparo un caff\u00e8, lo trangugio in un sorso solo e mi sento subito pi\u00f9 carica. Vado in camera mia, prendo il pc, mi siedo sul letto, lo apro e provo a scrivere. La mia redattrice, una donna poco cortese e parecchio insistente, mi ha imposto una sorta di ultimatum per la conclusione dell&#8217;articolo che dovrei aver gi\u00e0 scritto: ho ancora qualche giorno di tempo. \u00c8 per questo motivo che ieri notte mi sono recata sulla spiaggia, per cercare ispirazione, ma a quanto pare erano pi\u00f9 le domande nuove che si formavano nella mia testa rispetto alle risposte che cercavo e il tutto non \u00e8 stato prolifero per la nascita di nuove idee. Ancora una volta sento Pietro suonare attraverso i muri di cartongesso che separano la mia stanza dalla sua. Mi piace la sua musica, ascoltarla \u00e8 una delle cose che pi\u00f9 preferisco, ma al momento mi impedisce di concentrarmi. Provo a leggere in cerca di un po&#8217; d&#8217;ispirazione, ma ancora niente. Un altro buco nell&#8217;acqua. Che fare? Prendo velocemente la reflex, la mia borsa, un paio di occhiali da sole, mi infilo le Converse e in un batter di ciglia sono sgattaiolata fuori dall&#8217;appartamento e gi\u00f9 per le scale ripide e pericolanti come di consueto nei condomini della citt\u00e0 vecchia. Prendo la mia bicicletta da uomo rossa e ancora una volta scappo nel mio posto felice. Raggiungo la spiaggia. Ora \u00e8 giorno e quello che ieri mi faceva paura oggi mi rende allegra e spensierata, il mare sembra calmo. Decido che \u00e8 giornata da scogli e cos\u00ec riesco a vedermi: un grosso mucchio di capelli rossi sbarazzini raccolti in una crocchia disordinata, un vestito leggero, trasparente. Una ragazza seduta in contemplazione di un mare che scopre imponente e spaventoso anche a cielo sereno, osserva il rifrangersi delle onde sulla scogliera, pensa a com&#8217;\u00e8 bello tutto quello che la circonda. Vede la schiuma balzare in alto, schizzandola tutta. Sente la brezza marina entrarle nei polmoni. Inspira, espira. Chiude gli occhi. Si lascia trascinare dal suono della rifrazione delle onde, dall&#8217;eco dei gabbiani, dall&#8217;immagine che \u00e8 rimasta impressa del mare nei suoi occhi chiusi e poi.. Poi mi sento sussurrare all&#8217;orecchio :&lt;&gt;. \u00c9 Luca che mi chiama, mi riporta per cos\u00ec dire alla realt\u00e0, gli dico che s\u00ec mi ero incantata, ma non gli racconto che cosa ho visto nel quadro simbolista di Kupka . Mi capirebbe? S\u00ec, senz&#8217;altro. Lui \u00e8 l&#8217;unico che ci riesce, ma \u00e8 lungo da spiegare. Non ne ho voglia adesso. Lo prendo per mano e lo trascino lontano da quella mostra, pensando di parlare nel mio articolo di come l&#8217;arte se vera e capita pu\u00f2 essere la trasposizione del nostro tipo di vita ideale da parte di altri. Mi rendo conto per\u00f2 che forse non sono io a dover scrivere l&#8217;articolo, sono davvero una giornalista? Se nel quadro ho visto me stessa e la vita che vorrei, un po&#8217; come in un sogno.. pu\u00f2 darsi che tutta questa storia giri attorno a una me idealizzata, alla me del quadro. E allora chi sono io? Sono la giornalista di cui parlavo? Mi gira la testa, ci penser\u00f2 pi\u00f9 tardi nel frattempo abbraccio Luca e lo guardo. Lui mi rende felice, lo sa? Nel dubbio glielo dico. Mi dice di stare ferma. Lo faccio. Mi scatta una foto. Vuole ricordarsi di questo momento, magari tra vent&#8217;anni e ha paura che la sua memoria non lo aiuter\u00e0. Cos\u00ec nel dubbio me ne scatta un&#8217;altra, e io gli sorrido.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28589\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28589\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notte. 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