{"id":28587,"date":"2016-06-01T18:10:56","date_gmt":"2016-06-01T17:10:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28587"},"modified":"2016-06-01T18:10:56","modified_gmt":"2016-06-01T17:10:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-processione-di-antonella-monsu-scolaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28587","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Processione&#8221; di Antonella Monsu Scolaro"},"content":{"rendered":"<p>Si tratta di un\u2019ombra, le avevano detto. A lei di ombre venivano in mente solo quelle che le raccontava nonna \u2018Ngel\u00ec, quando era piccola, la nonna materna di cui aveva ripreso il nome. Erano le ombre della processione dei morti che camminavano per le vie del paese. Erano bianche in faccia e coi vestiti con cui se n\u2019erano andati. Nonna \u2018Ngelina, quelli che conosceva, li nominava uno per uno e poi c\u2019erano quelli di cui non sapeva, perch\u00e9 erano morti prima che lei nascesse. E c\u2019era lu murticedd, che non ce l\u2019aveva fatta, l\u2019inverno in cui c\u2019era stato tanto freddo e tanta neve. La nonna glielo descriveva cos\u00ec bene che lei se lo vedeva, con la sua camiciola lunga e coi piedini scalzi, mentre trotterellava davanti a tutti.<br \/>\nMa l\u2019ombra nei polmoni di sua figlia, proprio non riusciva a immaginarsela. Era al centro, ma non aveva capito se a quello destro o al sinistro. E che importanza poteva avere. Le parole al telefono avevano continuato a entrarle nell\u2019orecchio, come un suono lungo e omogeneo, senza significato. L\u2019unico significato era quell\u2019ombra scura e imprecisa, che non si sapeva che cosa fosse e non lasciava presagire niente di buono.<br \/>\nSua figlia aveva solo vent\u2019anni. Qualche giorno prima aveva cominciato a non respirare bene e il medico del paese, aveva detto che doveva fare una tac. Cos\u00ec era partita col padre, verso il capoluogo. Lei non era potuta andare, perch\u00e9 doveva restare a badare alla casa e alla madre vecchia e malata.<br \/>\n-Torniamo domani stesso- aveva detto il marito e poi i giorni erano passati, tra una visita specialistica, le radiografie, le analisi del sangue.<br \/>\n-Ma che t\u2019ha detto il professore, l\u2018ha vista la tac?-.<br \/>\n\u201cTac\u201d era un battito di tempo in cui tutto stava avvenendo. Il rumore di un orologio che le martellava il cervello, rendendole tutto irreale. Pi\u00f9 irreale della processione dei morti. Quella, Nonna \u2018Ngelina l\u2019aveva vista coi suoi occhi e sua madre Mar\u00ece, quando era bambina, aveva visto l\u2019immagine di zio Castolo, il fratello di nonna \u2018Ngelina. L\u2019aveva visto sulla parete della sala. Portava un maglione verde e quando sua madre l\u2019aveva raccontato a nonna \u2018Ngelina, la povera vecchia si era messa a piangere. Prima che suo fratello partisse, gli aveva fatto lei stessa un maglione verde con i ferri, ma sua figlia non poteva saperlo, perch\u00e9 non era ancora nata e lei non l\u2019aveva raccontato a nessuno. Di quel giorno voleva conservare il ricordo solo per s\u00e9. Era l\u2019ultimo ricordo di quel fratello che la guerra gli aveva rubato. E con lui gli aveva rubato pure la giovinezza.<br \/>\n\u201cTac\u201d . Era bastato quel frammento di suono e una crepa aveva lesionato il suo tempo, sempre uguale, ma sicuro e antico. Aveva aperto un canale che portava verso ospedali, macchinari sconosciuti, che avrebbero sputato le loro verit\u00e0. Verit\u00e0 moderne e cattive.<br \/>\nIl telefono squill\u00f2 e Angelina rispose con un pronto che veniva dall\u2019oltretomba. -Come stai? &#8211; le disse il marito dall\u2019altro capo.<br \/>\n&#8211; Mo\u2019 lascia sta\u2026 allora la tac?-<br \/>\n&#8211; No, non si capisce. Pare che la vogliono ricoverare, per tenerla sotto controllo e poi ripetono la tac.<br \/>\n&#8211; Ma come\u2026allora non tornate?<br \/>\n-Statt \u2018ngrazie de Dije, \u2018Ngel\u00ec. Nun te da penzier. Vedrai che si risolve.<br \/>\nAngelina usc\u00ec di casa e s\u2019incammin\u00f2 per la via che portava alla chiesa di San Michele. Era quasi sera e i lampioni erano gi\u00e0 accesi sulle pareti scrostate delle case. L\u2019inverno si cominciava ad annusare, con l\u2019odore di legna bruciata che usciva dai comignoli. Gir\u00f2 in un vicolo e sent\u00ec che le campane davano sei rintocchi. I battocchi le martellarono cupi nel petto: \u201ctac\u2026 tac\u2026 tac\u2026 tac\u2026 tac\u2026 tac \u201d. Le venne in mente che la settimana prima era morto \u00f9 scarpar, che aveva la bottega proprio nella stradina accanto. Le sembr\u00f2 di vederlo uscire da un portone, col grembiule, il cappello, gli occhiali. Lo salut\u00f2 con un cenno del capo e prosegu\u00ec verso la chiesa.<br \/>\nEntr\u00f2 e si and\u00f2 ad inginocchiare ad uno degli altari della navata laterale, davanti ad una statua della Vergine Maria e preg\u00f2. Preg\u00f2 per un tempo lungo, un tac di tempo indefinito. E poi dal profondo del cuore le arriv\u00f2 una voce che le disse fallo, fallo il tuo voto. E allora Angelina raccolse tutta se stessa in un grumo di devozione e si offr\u00ec. Si offr\u00ec in sacrificio, e disse:<br \/>\n&#8211; Santa Mar\u00ece,<br \/>\nmamme de Dije,<br \/>\nprendi la vita mia in cambio di quella di mia figlia.<br \/>\nPrega per noi peccatori adesso e nell\u2019ora della nostra morte<br \/>\nAmm\u00e9n. &#8211;<br \/>\nPoi si fece il segno della croce e usc\u00ec.<br \/>\nLa notte trascorse serena. Sogn\u00f2 \u00f9 scarpar, \u00f9 morticedd, zio Castolo col maglione verde e tutti gli altri senza volto e se ne and\u00f2 con loro, in processione per le strade del paese. Cadeva la neve, bianca e soffice e copriva ogni cosa, che restava immutata per sempre in un sonno senza tempo. Si svegli\u00f2 e si accorse di avere dormito a lungo, come non le capitava da tanto. Si sentiva calma e serena, come se la processione notturna l\u2019avesse lavata da ogni tormento e consegnata ad una pace nuova.<br \/>\nAttese tutto il giorno e il giorno dopo ancora e poi il telefono squill\u00f2.<br \/>\n&#8211; Angel\u00ec, i dottori hanno detto che non \u00e8 grave. Si tratta de nu pneumotorace, una cosa che pu\u00f2 capitare ai giovani, che si risolve da solo senza interventi. Angel\u00ec, s\u00ec cuntent?&#8230;Angel\u00ec, che fai, nun rispunn?<br \/>\n&#8211; S\u00ec\u2026s\u00ec, su cuntent &#8211; disse Angelina<br \/>\nPoi rassett\u00f2 la casa, accud\u00ec la madre malata e quando ebbe sbrigato ogni cosa, si port\u00f2 una sedia in strada, davanti alla porta, si sedette e attese. Attese che la notte arrivasse e con la notte la processione. E quella arriv\u00f2, proprio come gliel\u2019aveva raccontata nonna Angelina. E c\u2019erano tutti, quelli che aveva conosciuto lei, quelli che le aveva raccontato sua nonna e tanti altri di cui non sapeva. Procedevano lenti e leggeri lungo la strada, avvolti in una luce bianca. Una processione di anime vestite che avevano conservato un legame sottile col luogo della vita, con affetti che ancora bisbigliavano nella preghiera. Dalla schiera si stacc\u00f2 una donna e ad Angelina parve che la invitasse a unirsi a loro. Allora si alz\u00f2 dalla sedia e mosse alcuni passi per vederla meglio. Aveva una figura minuta dentro una larga camicia da notte bianca e lunghi capelli grigi. Le ricordava sua nonna Angelina, morta anni prima. Si diresse verso di lei per vederla meglio, ma quando si avvicin\u00f2 si rese conto che non aveva lineamenti, che il suo viso era un alone bianco e sfocato. Tutti i morti della processione non avevano volto e procedevano senza guardarla, ognuno intento nel proprio cammino. Angelina li segu\u00ec e il suo passo divenne sempre pi\u00f9 sicuro, come se sapesse dove stava andando.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28587\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28587\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta di un\u2019ombra, le avevano detto. 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