{"id":28579,"date":"2016-06-02T22:46:06","date_gmt":"2016-06-02T21:46:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28579"},"modified":"2016-06-02T22:46:06","modified_gmt":"2016-06-02T21:46:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-maggio-di-eleonora-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28579","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Maggio&#8221; di Eleonora Massa"},"content":{"rendered":"<p>Se l\u2019avesse avuta tra le mani.<\/p>\n<p>Se l\u2019avesse avuta, e basta. Se l\u2019avesse potuta tenere \u2013 tenere su, dritta \u2013 stringere, talmente tanto da non farla pi\u00f9 muovere, n\u00e9 respirare. Se l\u2019avesse potuta possedere, una sola volta ancora \u2013 almeno una.<\/p>\n<p>Erano due giorni che non dava segni di vita. Non un post, quattro righe dall\u2019ultimo libro che leggeva, qualche verso di Brecht, un paragrafo di Moravia: niente da due giorni.<\/p>\n<p>L\u2019ultima notizia risaliva al venerd\u00ec precedente: quel maledetto post corredato di fotografia che gli faceva venire pi\u00f9 lo stomaco acido che altro. L\u2019incipit diceva che si trovava con Delia Bassani. Doveva essere a Ponte Tazio, riconosceva il parchetto sullo sfondo. Dio, com\u2019era bella. Era la creatura pi\u00f9 bella che avesse mai visto muoversi attorno a s\u00e9. Lei si muoveva e tanto sarebbe bastato per farlo morire. Ma Delia Bassani era con lei sulla foto. Allora questo voleva dire che era stato qualcun altro a fotografarle? Che c\u2019era qualcun altro l\u00ec con loro \u2013 l\u00ec con lei? Qualcuno che le girasse intorno, che respirasse la sua stessa aria? Solo l\u2019idea lo rendeva pazzo.<\/p>\n<p>Eppure di recente non aveva stretto amicizia con nessuno.<\/p>\n<p>Aveva partecipato a un aperitivo sociale e poi a una riunione di vecchi frequentatori del corso di scrittura creativa. Gliene aveva parlato la prima volta, di quel corso? O forse la seconda, o la quarta?<\/p>\n<p>Il suo diario poi era quello di sempre.<\/p>\n<p>Le piaceva la locandina del prossimo workshop di italiano per stranieri a Viterbo; aveva condiviso il prossimo bando di selezione per esperto di lingua inglese a Ca\u2019 Foscari. Le piaceva anche la foto di Andrea: un equilibrista filiforme su una striscia di materia appesa nel nulla.<\/p>\n<p>Lui le avrebbe fatto delle foto bellissime. L\u2019avrebbe ritratta di domenica mattina, coperta da un lenzuolo bianco fin sulla met\u00e0 delle natiche; l\u2019avrebbe assaporata mentre scattava, tanto da averne la bocca intrisa.<\/p>\n<p>Ma a parte ci\u00f2 era inutile voler trovare in quelle pagine di diario qualcosa che anche solo nel modo pi\u00f9 lontano raccontasse di lui. Non c\u2019era nulla di vago in quelle parole, nulla di ambiguo che potesse lasciare spazio a dubbi: quei caratteri erano un mero codice della certezza e lei non lo pensava pi\u00f9 davvero.<\/p>\n<p>Se non fosse stato per quei tre versi che raccontavano di un bacio: <em>un bacio, un bacio solo vorrai tu donarmi, in tutto il viver mio? <\/em><\/p>\n<p>Li aveva pubblicati alle due di notte del marted\u00ec precedente. Non dormiva ancora \u2013<em> non dormivi ancora, amore mio<\/em>? \u2013 e perch\u00e9? Perch\u00e9 alle due di notte era sveglia a pubblicare versi? Erano per lui forse? Allora lo pensava ancora? S\u00ec, lo pensava ancora.<\/p>\n<p>Forse immaginava di essere tenuta di fianco. Glielo aveva detto che le piaceva. E lui non era pi\u00f9 riuscito a fermarsi e quando non c\u2019era neanche pi\u00f9 un millimetro di lui che non fosse dentro di lei, le aveva detto \u00absono pieno d\u2019amore per te \u00bb. Glielo aveva detto.<\/p>\n<p>Dopo lei aveva raccontato di un articolo, di una brutta storia con una rivista, poi morta sul punto di nascere; gli aveva fatto vedere le bozze di un\u2019altra idea, spiegato come intendeva modificare l\u2019ordine dei paragrafi; gli aveva detto che le parole che scriveva le sembravano sempre troppo poche. E lui invece si sentiva nutrito, allevato, sfamato, da quelle parole. Quelle parole erano per lui linfa vitale, acqua per il deserto, luce per le piante. A lui sembrava di mangiarle, quelle parole, mentre con l\u2019indice le scorreva una ad una le vertebre incavate lungo la schiena bianca.<\/p>\n<p>E lei, prima di farsi prendere di nuovo, gli aveva detto che le piaceva assaporarlo.<\/p>\n<p>E quella mattina sapeva di lei, sapeva di maggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019aveva sorpresa due volte, a guardarlo, all\u2019ultima mostra.<\/p>\n<p>Lei era stata abbastanza brava nel dissimulare, ma lui ne era certo: lei lo aveva cercato, scrutato, osservato. La prima volta dal fondo della sala, mentre fingeva interesse per la stampa in bianco e nero sulla sinistra, la seconda dal lounge esterno, mentre fumava e chiacchierava con un tipo. L\u2019aveva trovata incredibilmente bella cos\u00ec fuggiasca. E tanto quello non le piaceva.<\/p>\n<p>Se l\u2019era sentita tutta addosso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aveva avuto paura fino all\u2019ultimo momento che non venisse \u2013 la solita paura. Non aveva accettato l\u2019invito, non aveva detto \u201cforse\u201d, non aveva rifiutato. Che significava, ora, quel mero codice della vaghezza? Era capace di mandarlo ai matti!<\/p>\n<p>Non ci sperava quasi pi\u00f9, ormai, quando la vide scendere le scale, con quei suoi passi incerti nel mondo.<\/p>\n<p>La prima cosa a cui pens\u00f2 furono le mutandine: quali portava quella sera? Non riusc\u00ec ad evitare il pensiero che non le portasse affatto. Immagin\u00f2 di cingerla sui fianchi, di avvolgerla nell\u2019incavo dell\u2019avambraccio, di premersela addosso \u2013 di sentirla cos\u00ec, a lungo.<\/p>\n<p>L\u2019aveva guardata mentre mangiava due carciofini: sembrava ci facesse l\u2019amore: un lungo e intenso incontro d\u2019amore.<\/p>\n<p>Poi l\u2019aveva sentita raccontare dell\u2019Argentina. Lo sapeva che ci era stata, era riuscito ad accedere ad alcune foto commentate da contatti comuni, fonti di seconda mano, roba sporca. L\u2019aveva vista con un velo di sole sul profilo, rivolta a guardare l\u2019orizzonte, con gli zigomi sporgenti e gli occhi grandi di nocciola e la nuca affusolata. <em>A che pensavi, amore mio?<\/em><\/p>\n<p>A fine serata ci aveva sperato. \u00abTi prego, dimmi che vuoi io venga con te, dimmi stiamo insieme, dimmi voglio fare l\u2019amore\u00bb. Glielo aveva sussurrato mentre si erano sfiorati: \u00abCiao, ci vediamo\u00bb \u00abciao\u00bb. E lui avrebbe voluto fermare il tempo e fermare loro due l\u00ec, insieme, in mezzo alla notte chiara di primavera, sulla strada ormai deserta di gente.<\/p>\n<p>Ma lei non lo aveva voluto sentire.<\/p>\n<p>Fu un lungo sogno, quello di averla tra le mani, quella notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La busta da lettera rossa sulla destra della pagina lo attraeva \u2013 tremendamente.<\/p>\n<p>Le avrebbe voluto scrivere, maledizione.<\/p>\n<p>Le avrebbe scritto \u00abTi ricordi quella domenica al mare?\u00bb<\/p>\n<p>Era all\u2019aria calda della sera e il solo rumoreggiare delle onde ricordava loro in quale tempo e luogo si trovavano. Era tutto il giorno che la desiderava, tutto il giorno che immaginava come sarebbe stato sfiorarla lungo la curva dei fianchi, accarezzarne la sporgenza del bacino, tenerla per le natiche che sembravano fatte apposta per stare nelle sue mani.<\/p>\n<p>Quando c\u2019erano solamente ombre, ormai, intorno a loro, si erano amati come due animali.<\/p>\n<p>\u00abCi sentiamo domani\u00bb, si erano detti al ritorno, e lui avrebbe voluto davvero che fosse per sempre.<\/p>\n<p>Poi per\u00f2 era arrivato l\u2019inverno.<\/p>\n<p>Si erano solamente sfiorati, pi\u00f9 volte: \u00abciao\u00bb, \u00abciao\u00bb, \u00abciao, ci vediamo\u00bb, \u00abciao, ci vediamo\u00bb.<\/p>\n<p>Ma lei non gli aveva lasciato aria, lei non lo aveva fatto respirare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una mattina di marzo erano finiti a fare l\u2019amore dopo dieci minuti che si erano visti.<\/p>\n<p>\u00abChe vuoi?\u00bb, gli aveva detto lei sforzandosi di non urlare, sotto casa, tra i ragazzini che andavano a scuola.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo parlare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAh s\u00ec? E sentiamo, di che vuoi parlare?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDi noi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNon c\u2019\u00e8 niente da dire\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abScusa\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSei uno stronzo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abTi voglio\u00bb.<\/p>\n<p>S\u2019erano rifugiati dentro il portone, cercando di non inciampare nel proprio fremito, mentre s\u2019affannavano lungo le scale che portavano al secondo piano. Lui non riusciva a smettere di tirarla a s\u00e9, di stringerla, di sentirla addosso &#8211; alle otto di mattina.<\/p>\n<p>Quel suo recondito volergli resistere ancora, quando lui era gi\u00e0 dentro di lei e la teneva a s\u00e9, l\u2019aveva fatto impazzire. Ad offuscare i loro gemiti, i clacson della Tangenziale in lontananza. Si erano amati per un\u2019ora e lui non avrebbe mai voluto smettere. Non avrebbe mai voluto smettere di baciarla, ovunque.<\/p>\n<p>Dopo, al bar all\u2019angolo, il cibo plac\u00f2 ogni loro residuo scalpitio: si sciolsero lentamente, in silenzio, assopiti, storditi, sfiniti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fu qualche settimana dopo, una mattina in cui l\u2019aria tirava da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Non seppe bene neanche lui il perch\u00e9 e il come: invece di sfrecciare verso Nord, sfrecci\u00f2 verso Sud.<\/p>\n<p>Corse via, affinch\u00e9 non potessero pi\u00f9 prenderlo, trattenerlo, braccarlo.<\/p>\n<p>Ma lei non gli diede tregua, neanche quella volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mattina, quando prendeva il caff\u00e8 dalle parti di Via Labicana, si chiedeva quanti caff\u00e8 avesse gi\u00e0 bevuto lei.<\/p>\n<p>Si chiedeva se avrebbe mangiato a pranzo; se le sarebbe piaciuto dello zenzero in pi\u00f9 o del curry in meno, la sera, mentre cucinava.<\/p>\n<p>Lo eccitava il pensiero di darle da mangiare, e di mangiarla poi.<\/p>\n<p>Per caso un pomeriggio si trov\u00f2 a passare davanti a un negozio di intimo femminile, e quasi si sciolse di piacere a immaginarla vestita di seta.<\/p>\n<p>La cercava ovunque, nelle strade di sempre, negli angoli di un tempo. A volte all\u2019ombra degli Acquedotti Antichi. Dovevano andarci a fare delle fotografie e non lo avevano mai fatto. E lui non avrebbe voluto altro che andare con lei, all\u2019ombra degli Acquedotti Antichi, a fare delle fotografie e ad amarsi.<\/p>\n<p>La pensava di mattina, quando si svegliava e le avrebbe voluto dire \u00abbuongiorno, amore mio\u00bb.<\/p>\n<p>Non c\u2019era donna che gli passasse accanto in cui non sperasse di ritrovarla, per andare via con lei, per sempre.<\/p>\n<p>La pensava quando si faceva la barba.<\/p>\n<p>Si chiedeva come sarebbe stato tornare di l\u00e0, in cucina, e trovarla in attesa della prima goccia di caff\u00e8 \u2013 come sarebbe stato, poterla guardare, di mattina.<\/p>\n<p>La pensava quando fumava uno spinello la sera.<\/p>\n<p>Gli sembrava di respirare la sua stessa aria.<\/p>\n<p>L\u2019aveva adorata ogni giorno, sulla foto che la ritraeva con i capelli pi\u00f9 scuri, fini come spaghi, che si aprivano sulla fronte, la pelle candida e le labbra rosse di porpora.<\/p>\n<p>Lui l\u2019aveva scrutata, scandagliata, spiata.<\/p>\n<p>Sfiorata, toccata, amata con lo sguardo: ogni volta che voleva, che ne aveva bisogno, che doveva respirarla per respirare.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non era riuscito a rivederla alla mostra.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non l\u2019aveva rivista a Ponte Tazio, bella come nient\u2019altro.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non aveva mai smesso di vivere del suo pensiero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il prossimo vernissage sarebbe stato l\u2019occasione giusta: lui le avrebbe parlato.<\/p>\n<p>E poco importava che lei non avesse ancora accettato l\u2019invito: quella sera, lei sarebbe venuta, magari in ritardo, ma sarebbe venuta e gli avrebbe fatto tremare le gambe. Sarebbe arrivata e lui le avrebbe detto \u00a0\u00abAndiamo via, andiamo a fare l\u2019amore. Non c\u2019\u00e8 cosa al mondo che io voglia di pi\u00f9 se non fare l\u2019amore con te\u00bb. Glielo avrebbe detto.<\/p>\n<p>\u00abSei sparito\u00bb, gli avrebbe risposto lei. \u00abUn\u2019altra volta. Che vuoi?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abVoglio stare con te\u00bb.<\/p>\n<p>Lei avrebbe opposto resistenza.<\/p>\n<p>\u00abTi prego \u2026 fatti amare \u2026 lascia che io ti ami, ti prego\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abTu non sai amare\u00bb, avrebbe aggiunto lei, \u00abe nemmeno pi\u00f9 io\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLo sai che non \u00e8 vero \u2026 Insegnami ad amarti allora. Ti prego, insegnamelo. Ho bisogno di amarti per vivere\u00bb.<\/p>\n<p>Alla fine sarebbero andati a fare l\u2019amore.<\/p>\n<p>Si sarebbero amati tutta la notte, da lei, e lui le avrebbe detto \u00abquanto sei bella, Carla, quanto sei bella, amore mio\u00bb.<\/p>\n<p>La mattina dopo si sarebbero amati ancora e lui non se ne sarebbe mai voluto andare.<\/p>\n<p>E sarebbe stato di nuovo maggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe stata la cosa pi\u00f9 bella al mondo \u2013 che di pi\u00f9 belle non se ne potevano immaginare \u2013 davvero.<\/p>\n<p>Ma: non sarebbe mai accaduta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 lui non le avrebbe mai parlato.<\/p>\n<p>Lui non le avrebbe mai scritto.<\/p>\n<p>N\u00e9 oggi, n\u00e9 mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiuse la pagina.<\/p>\n<p>Fuori c\u2019era una bella aria.<\/p>\n<p>Accese il motore e sfrecci\u00f2 via, da qualche parte, di nuovo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 in fondo, chi glielo diceva a lui, che lei fosse diversa dalle altre?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28579\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28579\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se l\u2019avesse avuta tra le mani. 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