{"id":28568,"date":"2016-06-01T17:54:05","date_gmt":"2016-06-01T16:54:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28568"},"modified":"2016-06-01T17:54:05","modified_gmt":"2016-06-01T16:54:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-orgoglio-e-indignazione-di-valdimara-duri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28568","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Orgoglio e indignazione&#8221; di Valdimara Duri"},"content":{"rendered":"<p>La signora era salita sull\u2019autobus diretto verso il centro citt\u00e0 affannata, come se avesse corso. La pelliccia di ottimo taglio e la borsa nera di coccodrillo, la dicevano lunga su di lei.<\/p>\n<p>Una volta chiuse le porte, mentre il mezzo ripartiva, \u00a0si era trovata a vacillare ed aveva dovuto afferrare come meglio poteva la maniglia di un sedile per non cadere. Aveva guardato con aria di rimprovero verso il posto di guida \u00a0poi, col biglietto da timbrare in mano, aveva cercato intorno a s\u00e9 il congegno che serviva al suo scopo.\u00a0 Quella mano risolutamente protesa in avanti, con in pugno quel pezzetto di carta rigida, \u00a0era passata davanti al suo obiettivo senza riconoscerlo. Come un cavaliere che, lancia in resta in un torneo, \u00a0snobbasse il suo nemico per correre verso pi\u00f9 imprecisi orizzonti.<\/p>\n<p>Nel tardo pomeriggio invernale, l\u2019autobus era quasi vuoto e i pochi passeggeri la stavano osservando \u00a0dal momento in cui aveva messo le sue \u00a0costose scarpe sul predellino. Tra loro erano passati sguardi di scherno, nessuno pareva disposto ad aiutarla, ma tutti guardavano solo lei. Nella considerevole cubatura di quel lungo veicolo non rimbalzava suono di umana provenienza. Era il rumore del traffico esterno a rendere assordante il silenzio di quei volti, l\u2019immobilit\u00e0 convinta dei corpi. Sul viso di quella donna di mezza et\u00e0 si leggevano indecisione e irritazione per quella piccola lotta di classe messa in scena.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 lei appariva smarrita, meno gli altri passeggeri parevano oppressi dalla stanchezza e pi\u00f9 attenti al frenetico lavorio dei suoi nervosi pensieri.<\/p>\n<p>\u201cAvrei fatto meglio ad aspettare un taxi\u201d rimuginava tra s\u00e9 . \u201cTanto arriver\u00f2 in ritardo ugualmente. Sa Dio perch\u00e9 sono salita su questo mezzo. L\u2019autista guida come un folle e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la macchinetta per timbrare. Di sicuro uno di questi sfaccendati ci si \u00e8 appoggiato e me la nasconde. Figuriamoci se mi dicono dov\u2019\u00e8. Ma che avranno da guardare cos\u00ec? Pensassero invece a lavarsi di pi\u00f9!\u201d<\/p>\n<p>Procedendo con cautela, si era sistemata in un sedile a quattro posti e in quella conquistata solitudine si era rilassata. Dal suo viso erano scomparsi a poco a poco titubanza e disordine. Teneva gli occhi fermi sulle immagini che sfilavano dal finestrino, assorta nel suo recuperato orizzonte mentale. Composta rigidamente, con la borsetta ben stretta in grembo, sembrava non essersi accorta dell\u2019uomo che si era seduto di fronte a lei, fino a quando lui si alz\u00f2 di scatto.<\/p>\n<p>La signora, seguendo il confuso movimento, lo guard\u00f2 e si immobilizz\u00f2 stupefatta.<\/p>\n<p>L\u2019individuo, sulla quarantina, scarmigliato e con la barba mal rasata, si era sollevato i lembi del logoro giaccone e si stava stringendo il nodo di una corda, usata come cintura dei pantaloni. Erano visibilmente di una taglia di troppo, gli lasciavano i fianchi scoperti.<\/p>\n<p>L\u2019operazione sembrava semplice ed era stata fatta con grande velocit\u00e0, ma i calzoni continuavano a scivolare gi\u00f9 perch\u00e9 il nodo non teneva. Dovette essere fatto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. In quei minuti l\u2019espressione del volto della signora, fermo al\u2019altezza della cintura, a soli trenta centimetri di distanza da quel corpo maschile, era rimasta impassibile. Risolto il suo problema con accuratezza, l&#8217;uomo sospir\u00f2 soddisfatto e si sedette.<\/p>\n<p>Fu a quel punto che lei apr\u00ec bocca per assalirlo.<\/p>\n<p>\u201cMa che cosa sta facendo?\u201d disse.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, scuotendosi svogliatamente dalla tranquillit\u00e0 appena raggiunta, le aveva puntato addosso un paio di profondi occhi neri.<\/p>\n<p>\u201cAh, allora tu \u00e8 mezza cieca che non vede, ma tiene bocca bene aperta a fare domande inutili\u201d le disse sprezzante. \u201cAnche bambino capisce cosa facile che io faccio\u201d.<\/p>\n<p>Che non fosse disposto a dare spiegazioni a quella estranea rompiscatole, era molto chiaro agli attenti passeggeri che, attorno a loro fingevano il pi\u00f9 totale disinteresse. Tutti perci\u00f2 si voltarono incuriositi quando risentirono la tediosa voce tornare decisa alla carica. Dunque il divertimento non era ancora finito.<\/p>\n<p>\u201cMa che dice! Meno male che non c\u2019\u00e8 un bambino. Sarebbe proprio un bell\u2019esempio, il suo. Qui, in mezzo alla gente, mettersi a fare queste cose. Non \u00e8 a casa sua!\u201d<\/p>\n<p>Qualcuno degli astanti si era gi\u00e0 perso in quel dialogo che tirava in ballo troppi argomenti. Per dire, che c&#8217;entravano, ora, i bambini? Chiss\u00e0 cosa aveva capito, quella donna.<\/p>\n<p>Non bastava si fosse resa antipatica con la superbia dimostrata fin dal primo momento? Ora i fatti dimostravano anche la sua grande stupidit\u00e0. Si meritava che nessuno l\u2019avesse aiutata a timbrare il biglietto, ma soprattutto sembrava giusto che il caso l\u2019avesse consegnata nelle mani di quel burlone. Cos\u00ec i conti tornavano e per quella sera il viaggio era valso la pena!<\/p>\n<p>Come seguendo i pensieri di tutti, l\u2019uomo continuava a prendersi gioco di lei stuzzicandola e disorientandola sempre pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cAh, perch\u00e9 ora, tu che non vede bene e fa domande inutili, \u00e8 molto brava a dire a me cosa devo fare a casa mia\u201d le disse.<\/p>\n<p>Aveva con lentezza accavallato le gambe, poggiato lo zaino davanti a s\u00e9 ma molto vicino ai piedi della signora, che velocemente li ritir\u00f2. Mentre lui parlava lei si faceva sempre pi\u00f9 indietro sul sedile, in una posizione quasi di difesa: ginocchia ben accostate, braccia rigidamente incrociate sopra la borsetta, collo quasi incassato nelle spalle. Sembrava essersi rimpicciolita, asserragliata dietro al muro di protezione che desiderava ci fosse stato tra lei e quell\u2019uomo ordinario e incalzante, tra lei e il mondo di estranei da sopportare. Ritrov\u00f2 la voce per dire con fastidio: \u201cAllora lei fa finta di non capire e mi mette in bocca parole che non ho detto. Qui non pu\u00f2 fare tutto quello che le passa per la testa, a casa sua faccia quello che le pare, non mi interessa\u201d. Non lo guardava nemmeno.<\/p>\n<p>L\u2019uomo al contrario non smetteva di fissarla,\u00a0 con occhi maliziosi, con tono sempre pi\u00f9 provocatorio, non mollava la presa.<\/p>\n<p>\u201cAh, certo, a signora non interessa quello che capita in mia casa. Se sono riscaldato, se trovo da mangiare in mio frigo, se dormo in letto di lenzuola o materasso sporco, cosa fanno miei bambini e la mia moglie. Non interessa nemmeno perch\u00e9 sono venuto in vostro paese, cosa speravo e cosa ho ottenuto\u201d.<\/p>\n<p>Tutti sull&#8217;autobus potevano vedere come il volto della donna fosse diventato paonazzo, la voce ancora pi\u00f9 stridula. \u201cOh, senta\u201d sbott\u00f2. \u201cNon voglio di certo ascoltare una conferenza sui diritti dei popoli. Ho gi\u00e0 i miei pensieri! Lo sa che sono in ritardo per la cena con le mie amiche?\u201d<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima osservazione fece girare molte teste per la sua insensatezza. Cosa c&#8217;entravano la sua cena, il suo ritardo con il resto? Quella donna era cos\u00ec arrogante, che non si riusciva nemmeno a provar pena per la situazione in cui si era cacciata con le sue mani.<\/p>\n<p>\u201cSe signora preoccupata da suoi grossi, grossi guai, non interessa cosa faccio qui. Signora meglio sta veramente zitta, pensa fatti suoi. Io non fa male a nessuno, non rubo e non disturbo\u201d. Ci\u00f2 dicendo l&#8217;uomo incroci\u00f2 le braccia.<\/p>\n<p>Era meglio che andare al cinema. Quel regista improvvisato aveva mille idee su come proseguire quello strambo film ma poco tempo, purtroppo. Fra una manciata di fermate doveva scendere dall\u2019autobus e avrebbe fatto ridere tutta la sua famiglia con il racconto di quel viaggio serale.<\/p>\n<p>La signora, raccolte le ormai scarse energie polemiche, con un ultimo guizzo sembr\u00f2 voler uscire dal fragile nido in cui si era ritratta. Sembr\u00f2 ancora voler portare argomenti a favore delle sue tesi. Distese il corpo e rialz\u00f2 il capo, pronta a vincere la sua personale battaglia.<\/p>\n<p>Con foga fece uscire dalle labbra pregiudizi insolenti, i quali non fecero che renderla ancora pi\u00f9 sgradita al pubblico. Non un cane tifava per lei anzi, ormai le sbuffavano contro senza riserbo .<\/p>\n<p>\u201cPer carit\u00e0, non si metta a fare la vittima, ne siete cos\u00ec capaci voi che vi aggirate per le nostre citt\u00e0, ci manca solo questo\u201d disse imperterrita. \u201cHa mai visto qualcuno su un autobus comportarsi come lei? Non sta bene, non \u00e8 per niente normale!\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo aveva sollevato un sopracciglio, forse risentito da quell\u2019ultima frase. Con studiata calma, \u00a0si era accomodato meglio sul sedile. \u201cAh, fa ancora domande e d\u00e0 risposte che non servono\u201d esclam\u00f2 con tono perentorio. \u201cMeglio che tace e guarda da altra parte come fanno sempre signore vestite bene che vedono cose che non piacciono.\u201d<\/p>\n<p>Agitandosi sul sedile, lei mormor\u00f2 piccata tra s\u00e9 e s\u00e9: \u201cAdesso non posso nemmeno pi\u00f9 parlare che mi trovo a dovermi difendere, quando chi si comporta da incivile \u00e8 proprio lei. Questo \u00e8 il colmo!\u201d<\/p>\n<p>Dai modi dell\u2019uomo era difficile capire se fosse pi\u00f9 contrariato da quell\u2019ultima offesa o solo stanco di quel gioco. Si dimostrava pi\u00f9 distaccato dalla scena, \u00a0e il suo pubblico sembrava deluso dalla sua mancata reazione, \u00a0dalle risposte frettolose che stava dando.<\/p>\n<p>Forse si era alla fine dello spettacolo.<\/p>\n<p>\u201cNiente di strano che se io non posso fare lei non pu\u00f2 parlare, cos\u00ec siamo pari. Mia cara signora sono triste a continuare, ma le devo ancora dire che sarei stato pi\u00f9 civile se avessi potuto comprare una cintura nuova.\u201d Lei appariva fiaccata nelle sue energie da una esasperazione insopportabile mentre, evitando quella inattesa possibile discussione, \u00a0rispondeva in tono puerile girando la testa dalla parte opposta.<\/p>\n<p>\u201cNon la voglio pi\u00f9 ascoltare, la smetta\u201d. \u00a0Molti la guardarono con sufficienza compatendo questa ultima espressione della sua gi\u00e0 esibita stupidit\u00e0. Il caso l\u2019aveva beffata, la necessit\u00e0 ebbe piet\u00e0 di lei: lo straniero era giunto alla sua fermata. Alzandosi e suonando per la chiamata, continu\u00f2 inclemente. \u201cAh, signora, se il suo bel cappotto si rompe va dal sarto e paga o ne compra un altro. Apre la borsa e tira fuori il portafoglio, io lego di nuovo lo spago quando il nodo scivola e i pantaloni cadono. Meglio che vedere le mie gambe pelose no?\u201d<\/p>\n<p>\u201cBasta, la smetta di parlare,\u00a0 lei \u00e8 troppo impertinente!\u201d lo interruppe con voce isterica. \u201cSe continua vado dall\u2019autista!\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh, questo paese civile \u00e8 per me molto complicato. La prossima volta salgo con gambe pelose nude e chiedo soldi per cintura nuova\u201d le rispose l\u2019uomo sorridendo, mentre scendeva dall\u2019autobus.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28568\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28568\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La signora era salita sull\u2019autobus diretto verso il centro citt\u00e0 affannata, come se avesse corso. 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