{"id":28529,"date":"2016-06-01T11:14:37","date_gmt":"2016-06-01T10:14:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28529"},"modified":"2016-06-01T11:14:37","modified_gmt":"2016-06-01T10:14:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-argento-e-diamanti-di-riccardo-crema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28529","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Argento e diamanti&#8221; di Riccardo Crema"},"content":{"rendered":"<p>In un fredda mattina d\u2019inverno banchi di nebbia ammantavano le montagne\u00a0 avvolgendosi attorno agli alberi mentre la luce solare filtrava fredda tra essi. Sui rami la galaverna stava lasciando il posto a coni di ghiaccio trasparenti e perfettamente lucidi e i rivoli d\u2019acqua si stavano solidificando. Il lago, che ormai era totalmente coperto da uno strato di ben quaranta centimetri di ghiaccio, stava richiamando molte coppie di amanti che andavano l\u00ec per ammirare la perfetta trasparenza della\u00a0 lastra. Tra quegli\u00a0 alberi e monti in un enorme castello abitava Idho che alla morte del nonno avrebbe ereditato un\u2019immensa fortuna. Aveva vent\u2019anni e nella grande catastrofe della cava aveva perso gli zii e molte persone che gli erano care. Solo gli dei sapevano quanti altri erano morti l\u00ec sotto in quel pomeriggio di nove anni prima. E solo un anno dopo con il disastro della centrale nucleare di Asta la sua famiglia conobbe un ulteriore lutto. Dopo quell\u2019evento le radiazioni si erano prese i suoi cugini uno ad uno, lentamente e dolorosamente.\u00a0 Spesso molti piccoli venuti al mondo dopo quella catastrofe con gravi e mostruose deformit\u00e0: chi con le mani palmate, altri con membrane tra le braccia, due volti l\u2019uno opposto all\u2019altro, altri con dita al posto dei capelli. A volte gli sembrava di essere in una fiera di mostri, altre volte si sentiva lui\u00a0 il mostro, deforme e fuori posto. Molti dei bambini nati dopo quella catastrofe erano apatici, al limite della razionalit\u00e0 e della schizofrenia, creature mentalmente distrutte destinate a rimanere in una prigione chiamata Casa di Cura senza\u00a0 mai poter uscire, senza mai poter\u00a0 avere un rapporto con il mondo. Non\u00a0 oso dire il dolore dei genitori nel vedere i propri figli ridotti in quello stato. Quella mattina portava un velo di nebbia che mordeva le mani ed il naso, un freddo non insolito\u00a0 in quel luogo ed in quel periodo.\u00a0 Un anziano signore era sulla terrazza che dava sul giardino interno seduto sulla sedia a rotelle e vestito con una semplice camicia da notte.\u00a0 Il nipote si avvicin\u00f2 a lui\u00a0 con aria stanca e leggermente trascurata.<\/p>\n<p>\u201c Ecco il signor Morte. \u201c Disse il nonno con\u00a0 un filo di voce flebile. Aveva iniziato a chiamarlo cos\u00ec da quando lo aveva visto per la prima volta vestito con camicia e giacca nera. Il che era un soprannome veramente azzeccato data l\u2019aria truce che portava sempre stampata sul viso,un marchio indelebile amplificato e peggiorato dalla sua carnagione chiara e dalle profonde occhiaie che gli scavavano gli occhi, cerchiandoli.<\/p>\n<p>\u201c Cosa ci fai qui nonno? ti prenderai una polmonite fulminante!\u201d Gli disse il nipote mentre saliva gli ultimi scalini. Il ninnolo guard\u00f2 sorridendo.<\/p>\n<p>\u201c Vedi: mi ero preparato come al solito lavandomi la faccia , pettinando i pochi capelli che mi restano e mettendo l\u2019acqua di colonia per andare a fare il nostro solito giro, ma quando sono uscito improvvisamente Jack Frost aveva disteso il suo bianco mantello sugli alberi e sui prati. \u201c Disse con un\u00a0 tono di voce tale da far capire all\u2019istante al nostro giovane amico che quel giorno la sua mente era un po\u2019 pi\u00f9 vacillante del solito e che ben presto sarebbero iniziate le urla e le grida isteriche, poi i deliri ed infine l\u2019apatia. Il nipote prese le due impugnature della carrozzella e lo riport\u00f2 in camera. Quella notte non aveva dormito gran che a causa dei continui lamenti del\u00a0 vecchio signore per i dolori da arto fantasma. Gli erano state amputate le gambe; una all\u2019altezza del ginocchio, l\u2019altra completamente; ed il braccio sinistro. Il cancro alle ossa era un nemico maledetto ed infido, impossibile da debellare e che ti mangiava lentamente pezzo per pezzo.<\/p>\n<p>Non appena fu davanti allo specchio e vide la sua immagine riflessa in esso si spavent\u00f2 come se avesse visto\u00a0 un fantasma .<\/p>\n<p>\u201c Chi \u00e8 quel vecchio che continua a fissarmi?\u201d Chiese con un filo di voce interrotta dalla paura indicando se stesso.<\/p>\n<p>\u201c Continua ad imitarmi in tutto quello che faccio.\u201c Disse poi,\u00a0 mentre il nipote prendeva da un alto mobiletto una bottiglietta di vetro marrone, facendo cadere in un bicchiere alcune gocce di un liquido\u00a0 che allung\u00f2 con un po\u2018 d\u2018acqua.<\/p>\n<p>\u201c Oh, giusto in tempo Signorino Morte, ho una tal sete .\u201d Tra le mille farneticazioni ed i balbettii insensati che si facevano sempre pi\u00f9 intensi e sconclusionati, nella mente di\u00a0 Idho, lentamente una sicurezza disarmante ed innegabile iniziava a crescere. Quello ormai non era pi\u00f9 suo nonno, era solo il fantasma di un passato assai pi\u00f9 felice di ora.<\/p>\n<p>\u201c Cos\u2019\u00e8?\u201d<\/p>\n<p>\u201c Acqua e menta. Bevila tutta d\u2019un sorso .\u201d raccomand\u00f2. Il nonno fece come detto e non ne lasci\u00f2 neanche una goccia.<\/p>\n<p>Alcuni minuti dopo era tornato ad essere il\u00a0 caro e dolce anziano signore che, educato e riservato trascorreva le sue ultime lune di vita tra momenti felici con il nipote e letture che lo riportavano ai cari momenti della sua ormai passata giovinezza, quando ancora aveva l\u2019et\u00e0 di Idho. Fu proprio in quel momento di lucidit\u00e0 che chiese al nipote di poterlo portare al parco per prendere un po\u2019 d\u2019aria. Il signorino Morte non pot\u00e9 farne a meno dicendo tra se e se che tanto avrebbe dovuto passare comunque per il paese per la riscossione mensile delle tasse.\u00a0 Le sue visite erano talmente regolari e precise che gli impiegati bancari ormai conoscevano perfino la strada che percorreva. Arrivava la prima mattina del mese\u00a0 alle 10.30 e si toglieva il cappotto. Alle 10.40 si stava rimettendo il cappotto. Alle 10.41 era uscito e mescolandosi ad una caotica ma tranquilla massa si avvicinava alla macchina. In fine, alle 11.00 era arrivato al\u00a0 parco che il nonno tanto desiderava rivedere. Con la carrozzella Idho lo port\u00f2 nel loro punto speciale: una panchina all\u2019ombra di un salice piangente secolare che si protendeva verso un lago artificiale come se volesse specchiarsi. S\u00ec sedevano li\u00a0 e con quella vista idilliaca iniziavano adiscutere. Altre volte se ne stavano in silenzio, lasciando che fosse il paesaggio a parlare per loro. Quello fu uno di quei pochi e rari momenti in cui il nonno era perfettamente lucido e aveva voglia di chiacchierare.<\/p>\n<p>\u201c Cosa ti lega cos\u00ec tanto a me Idho? Perch\u00e9 continui a portarti dietro un peso morto quale sono io? Sei ogni giorno pi\u00f9 stanco e magro\u2026 hai gli occhi che a stento riesci a tenere aperti per il sonno. \u201c<\/p>\n<p>\u201c Finch\u00e8 ci sar\u00e0 la\u00a0 possibilit\u00e0 che tu non peggiori o che comunque io riesca a continuare, lo far\u00f2. Sei mio nonno tutto quello che resta della mia famiglia .\u201c<\/p>\n<p>\u201c Ma non hai gi\u00e0\u00a0 sofferto abbastanza vedendoli morire tutti? E poi cosa mi dici dei tuoi fratelli?\u201d<\/p>\n<p>\u201c Almeno tu sei ancora qui .\u201d<\/p>\n<p>Vi fu un momento di silenzio .<\/p>\n<p>\u201c Quant\u2019\u00e8 passato dall\u2019ultima\u00a0 volta in cui sono stato totalmente lucido?\u201d<br \/>\n\u201c Tre anni. Ad essere precisi tre anni. \u201c<\/p>\n<p>Cal\u00f2 nuovamente il silenzio per il resto della giornata. Quella sera gli mise del sonnifero nell\u2019acqua e lo port\u00f2 a letto.<\/p>\n<p>\u201c Non potrai andare avanti ancora per molto con questa bella recita \u201c disse, mentre il nipote gli rimboccava le coperte.<\/p>\n<p>\u201c Ti prometto che trover\u00f2 una soluzione per te\u201d disse infine l\u2019anziano.<\/p>\n<p>Idho chiuse i balconi alle finestre, dove aveva fatto mettere delle inferriate e la porta facendo scattare due volte la chiave nella serratura. Tornato nella torre cilindrica che usava come camera, si stese sul comodo letto, mentre l\u2019ultimo pezzo di legno bruciava nel camino. Dopo essersi messo il pigiama, si mise a ripensare a quella giornata. Non\u00a0 era stata poi cos\u00ec pesante come si sarebbe aspettato, forse perch\u00e9 il vecchietto era lucido, forse perch\u00e9 non aveva avuto la forza per pensare. Guard\u00f2 l\u2019orologio a pendolo e gli venne il pensiero che due ore dopo il conto sarebbe ricominciato da zero. Suo nonno aveva ragione a dire che non sarebbe andata avanti ancora tanto: era al limite di quello che il suo corpo poteva permettergli di sopportare. La sua mente era gi\u00e0 stata spezzata, il tempo stava corrodendo gi\u00e0 anche le pi\u00f9 forti parti del suo essere. Chiss\u00e0 cosa sarebbe accaduto a lui? Sarebbe finito come il nonno? Sarebbe impazzito e finito in qualche manicomio fino a che non sarebbe crepato? Mentre questi mille pensieri gli passavano nella mente, lentamente si addorment\u00f2. La mattina seguente, dopo essersi svegliato e\u00a0 aver fatto colazione, controll\u00f2 le sue mail. Ce n\u2019era solo una: quella del senatore Putreq. La lesse. Come al solito non c\u2019erano particolari novit\u00e0 dalla capitale, un\u2019unica notizia: il re aveva legittimato la richiesta dell\u2018anziano antenato di Idho di rendere il ragazzo unico erede del titolo di Gran Duca e di potergli lasciare ogni bene che spetta di diritto ad un primogenito.<\/p>\n<p>Erano giorni freddi e piovosi quelli, giorni in cui il cielo pareva come coperto da una cappa di piombo e ferro dalle quali cadevano lacrime di acqua e grida d\u2019oro. Le giornate si facevano sempre pi\u00f9 piccole e fievoli, la temperatura scendeva ogni giorno sempre di pi\u00f9 sotto la minaccia\u00a0 incombente del gelo, e tutto era calato in un letargo nascosto nella terra, quasi come se gli animali e gli alberi volessero allontanarsi da quel mondo grigio per risvegliarsi col ritornare dei colori.<\/p>\n<p>L\u00ec Idho si sentiva\u00a0 un re che temuto ed amato nello stesso tempo camminava tra i suoi sudditi prostrati. I suoi passi erano talmente leggeri da sembrare quelli di un fantasma, poi quando si guardava allo specchio si diceva tra s\u00e8 e s\u00e8 che il vero morto era lui. Scarno, pallido , con un cancro la cui possibile cura lo sfiniva e lo lasciava ogni giorno sempre pi\u00f9 spossato e vuoto. Mangiava e beveva quanto gli bastava per sopravvivere o per essere pi\u00f9 precisi mangiava quanto bastava per non morire. Non parlava pi\u00f9 ormai.<\/p>\n<p>Idho guardava la barella spostarsi mossa da degli infermieri che la misero nell\u2019ambulanza . C\u2019era una persona \u00a0coperta da un telo bianco. Mentre guardava allontanarsi il nonno defunto un pensiero gli attravers\u00f2 la testa, spontaneo , inaspettato. \u2013 <em>Finalmente \u00e8 crepato. Era ora<\/em>.-<\/p>\n<p>Nella causa del decesso c\u2019era scritto: <em>caduta accidentale dal balcone<\/em>. Quella notte Idho era andato nel laboratorio e a seguire il nonno c\u2019era una badante. Si era gettato dal balcone in una delle sue solite\u00a0 crisi, inutile dire la fine che fecero le sue povere e fragili ossa malate\u00a0 al contatto con il terreno. Il corpo venne cremato contro le usanze\u00a0 e senza tutte quelle cerimonie fastose, niente funerali, n\u00e8 veglie o cortei. Le ceneri vennero poste in un\u2019urna di porcellana bianca decorata con intarsi di argento. La \u00a0notizia della morte del duca era dilagata a macchia d\u2019olio in tutto il territorio e tutti si chiedevano come sarebbe stato il nuovo nobile. Ci\u00f2 nonostante dobbiamo tornare a quella fredda ed umida mattina in cui la morte aveva lasciato dietro di s\u00e8 la traccia della sua presenza come un temporale lasciava dietro di s\u00e8 pozzanghere e fango. Non \u00e8 necessario dire quindi che il giovane ragazzo non fece altro che starsene solo per tutto il resto del giorno in camera sua. Quel pomeriggio sarebbe arrivato un impiegato della banca per leggere il testamento e per firmare le carte che gli erano state mandate . Le aveva lasciate l\u00ec sul tavolo la sera prima quando aveva finito di compilarle, in modo da evitare di doverle prendere all\u2019ultimo momento, rischiando inoltre di non trovarle pi\u00f9 o di confondersi con altri fogli inutili che gettava di solito nel camino o che usava per accendere il fuoco in giornate fredde e cupe come quelle. Tutto gli sembrava strano ora che non c\u2019era pi\u00f9 il nonno o qualcun altro a cui badare. Al silenzio era abituato,\u00a0 ma non era solito a quella calma, non lo era a svegliarsi dopo una notte intera di\u00a0 sonno e con semplicit\u00e0\u00a0 andare a fare colazione.<\/p>\n<p>Dopo colazione and\u00f2 in bagno, si tolse l\u2019accappatoio rimanendo con solo le braghe del pigiama. Da un cassetto prese un barattolino\u00a0 in plastica verde, un pennello da barba ed un rasoio con il manico in argento e cesellature di madreperla. Una volta steso lo strato di schiuma da barba chiuse il barattolo riponendolo nel cassetto, sciacqu\u00f2 il pennello e mise via anche quello. Prese in fine il piccolo capolavoro, si guard\u00f2 allo specchio per un istante ed infine inizi\u00f2 a radersi come faceva regolarmente ogni due giorni. La lama scivolava liscia come scorresse su velluto tanto era affilata. Lui sentiva il rumore dei peli che venivano recisi senza fatica dalla formidabile. Era sempre dello stesso pallore funereo che ormai aveva da qualche tempo. Il suo sguardo scese sul riflesso del suo corpo: sempre pi\u00f9 magro, emaciato; il volto scarno e scavato dalla stanchezza e dalla morte ridotto ad una maschera con una permanente espressione cupa, tetra, addirittura truce a volte. Apr\u00ec l\u2019acqua della doccia e lasci\u00f2 che diventasse calda mentre si spogliava completamente, poi riapr\u00ec le ante ed entr\u00f2 lasciando che quel tepore lo avvolgesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019impiegato era arrivato, l\u2019aveva fatto accomodare nello studio offrendogli del brandy per intrattenerlo mentre andava a prendere le carte. Una volta tornato ebbe piacere nel vedere che il bicchiere era vuoto e che aveva gi\u00e0 preso il testamento.\u00a0 Tutto and\u00f2 come si era aspettato: aveva ereditato il ducato e anche gli appezzamenti di terra di tutti gli altri parenti suoi.\u00a0 Alla lettura era arrivato lo stesso direttore della\u00a0 banca. Il giovane duca ed il figlio erano grandi amici da sempre.<\/p>\n<p>\u201c Prima di congedarmi volevo chiederle se gioved\u00ec tra due settimane\u00a0 verrete al matrimonio di mia figlia. Ovviamente l\u2018invito \u00e8 valido anche per i vostri fratelli, se lo desiderano.\u201d<\/p>\n<p>\u201c Non mancher\u00f2 dottore. Per i miei fratelli non so dare una risposta ora come ora, la informer\u00f2 il prima possibile.\u201d<\/p>\n<p>Lo accompagn\u00f2 alla porta e torn\u00f2 in cucina a prendere le carte \u00a0che gli aveva lasciato il mastro banchiere. Le mise in una busta plastificata e poi nella cassaforte.<\/p>\n<p>Rimase l\u00ec seduto ad ascoltare lo scoppiettio del fuoco nel camino mentre picchiettava sul tavolo con le dita ritmando il passare dei secondi fino a che non arriv\u00f2 l\u2019ora di cena. Quindi prese una fetta di pane e la consum\u00f2 senza troppo impegno. Rimase l\u00ec un\u2019altra ora o due prima di rincalzare il fuoco con del castagno, accese una lanterna e and\u00f2 in camera dove inizi\u00f2 a pensare ad un regalo per i due futuri sposi. Si ricord\u00f2 in fine di avere dei calici in argento con un\u00a0 piccolo diamante incastonato e pens\u00f2 che quello sarebbe stato un bel dono da fare loro dato che il futuro marito aveva una vigna che produceva il migliore vino di quelle terre.\u00a0 Decise che sarebbe andato a ritirarli la mattina seguente.<\/p>\n<p>Rivolse un ultimo pensiero ai suoi fratelli e alle sue sorelle, chiedendosi se si sarebbero presentati a lui nuovamente o se avrebbero almeno risposto al corvo messaggero che stava mandando loro. Di sicuro il fatto che fosse stato nominato erede del titolo, scavalcando quindi l\u2019ordine di nascita di Rego Aster e Samael, li avrebbe fatti andare su tutte le furie. Conoscendo il loro temperamento impulsivo sapeva che c\u2019era una buona probabilit\u00e0 che si presentassero al castello. Sperando fortemente che ci\u00f2 accadesse apr\u00ec la finestra e fece volare il corvo imperiale. Sapendo che la riuscita dei suoi intenti ora era tra gli artigli del suo messaggero.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28529\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28529\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un fredda mattina d\u2019inverno banchi di nebbia ammantavano le montagne\u00a0 avvolgendosi attorno agli alberi mentre la luce solare filtrava fredda tra essi. 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