{"id":28520,"date":"2016-05-31T22:43:23","date_gmt":"2016-05-31T21:43:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28520"},"modified":"2016-05-31T22:43:23","modified_gmt":"2016-05-31T21:43:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-insospettabile-di-margherita-peri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28520","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Insospettabile&#8221; di Margherita Peri"},"content":{"rendered":"<p>Toccava a Tom recuperare la palla. Toccava sempre a lui, il pi\u00f9 piccolo della squadra, andarla a ripescare tra i bidoni della spazzatura dall&#8217;altra parte della strada, dove finiva immancabilmente quando un calcio troppo forte la scagliava oltre lo steccato del campetto della scuola.<\/p>\n<p>Tom brontolava tra s\u00e9 mentre camminava e trascinava i piedi sul selciato sollevando piccole nuvole di polvere. La giornata era afosa e l&#8217;odore pungente dei rifiuti giungeva alle sue narici pi\u00f9 forte e nauseabondo del solito. Tom arricci\u00f2 il naso. Scacci\u00f2 con un movimento brusco della mano i moscerini e le mosche che volteggiavano sulla catasta maleodorante e si chin\u00f2 per prendere la palla. La sollev\u00f2 e subito la lasci\u00f2 cadere, con un grido. Seminascosto tra i rifiuti, pallido e inerme, giaceva il cadavere di un uomo.<\/p>\n<p>I suoi occhi si spalancarono nel buio. Gocce di sudore freddo gli imperlavano la fronte, il cuore palpitava nelle tempie. Tom si tir\u00f2 a sedere sul letto, respirando profondamente per calmarsi. La stanza era avvolta nella penombra, e fuori il cielo era del colore plumbeo e perlaceo che precede l\u2019alba. Tom scese dal letto e si vest\u00ec rapidamente, mentre un fiume di pensieri emergeva dalla nebbia confusa della sua mente assonnata. Pens\u00f2 a quante volte aveva fatto quel sogno, a quante volte quel ricordo aveva terrorizzato le notti della sua infanzia. Viveva nascosto nella sua mente, emergeva all\u2019improvviso, non lo lasciava mai. E Tom ne era ossessionato, terrorizzato.<\/p>\n<p>Scosse la testa, come per scacciare queste riflessioni e and\u00f2 davanti allo specchio. Squadr\u00f2 per un attimo quel volto magro e scavato, le occhiaie profonde, i capelli scuri e spettinati, la barba ispida tagliata corta. Non si riconobbe. Sembrava quasi che i suoi pensieri avessero consumato il suo corpo tanto quanto avevano logorato la sua mente, e ora quella che vedeva era solo l\u2019ombra dell\u2019uomo che era stato. Come obbedendo ad un impulso improvviso, si allontan\u00f2 dallo specchio e a passi risoluti si avvi\u00f2 verso la porta di casa, afferr\u00f2 la giacca e usc\u00ec.<\/p>\n<p>Una \u00a0brezza gelida lo invest\u00ec, insieme all\u2019odore di terra bagnata. Camminando velocemente Tom imbocc\u00f2 la strada verso il suo ufficio. Ma cosa lo spingeva ad uscire a quell\u2019ora cos\u00ec insolita? Negli ultimi tempi quel sogno si era fatto pi\u00f9 frequente, lo assillava e non gli dava pace. Da anni ormai indagava su quell\u2019omicidio, e pi\u00f9 il tempo passava pi\u00f9 questo lo tormentava, come \u00a0se lo spronasse a scoprire la verit\u00e0. Quel mattino Tom aveva deciso di porre fine al suo tormento, ben deciso a chiudere il caso che lo perseguitava dall\u2019infanzia, dal giorno in cui la vista di quel cadavere aveva cambiato la sua vita.<\/p>\n<p>Un quarto d\u2019ora dopo essere uscito di casa, Tom si ritrov\u00f2 davanti alla porta del suo ufficio, sulla quale una targa di ottone riportava scritto \u201cDetective Thomas Reed\u201d. Entr\u00f2, e senza togliersi la giacca, and\u00f2 a sedersi alla sua scrivania. Aperto uno dei cassetti, frug\u00f2 tra le cartelle e ne estrasse una piena di ritagli di giornale, appunti, relazioni. Cominci\u00f2 a sfogliarla, leggendo tra s\u00e9:<\/p>\n<p>\u201cRinvenuto cadavere del giovane Montgomery, diciassette anni, ucciso da un colpo di oggetto contundente sulla nuca. Il suo cadavere gettato tra i rifiuti. La polizia in cerca dell\u2019assassino \u2026\u201d<\/p>\n<p>Quelle carte rappresentavano anni di ricerche, anni passati a studiare minuziosamente tutti i possibili indizi che potessero rivelare una pista alla polizia. Tom era sempre pi\u00f9 impaziente. Sollev\u00f2 la cornetta del telefono e compose un numero. \u201cPronto?\u201d rispose dall\u2019altro capo una voce impastata dal sonno. \u201cMr. Dallas? Sono il detective Reed\u201d disse Tom. \u201cS\u00ec, sono io \u2026 che succede? Sa che ore sono?\u201d ribatt\u00e9 la voce. \u201cS\u00ec, sono le quattro e mezzo, e lei dovr\u00e0 trovarsi in ufficio tra quindici minuti!\u201d replic\u00f2 Tom, e senza dare all\u2019altro la possibilit\u00e0 di protestare, riattacc\u00f2 e torn\u00f2 a dedicarsi alle sue carte.<\/p>\n<p>Mezz\u2019ora dopo, la porta dell\u2019ufficio si apr\u00ec e comparve la faccia occhialuta dell\u2019assistente di Tom, Robert Dallas, con un\u2019aria trafelata e assonnata insieme. \u201cE\u2019 in ritardo\u201d osserv\u00f2 seccamente il detective, senza alzare gli occhi dalla cartella. \u201cPerch\u00e9 mi ha chiamato?\u201d rispose quello sedendosi alla scrivania. \u201cRiguardo al caso Montgomery\u201d disse Tom. \u201cAvrei dovuto immaginarlo\u201d pens\u00f2 Dallas amaramente e si pent\u00ec di non essere rimasto a casa. Il detective si occupava di quel caso da anni, e sembrava non pensare ad altro. Ci doveva essere qualcosa, pensava Dallas, che lo interessava direttamente in quella faccenda, per assorbirlo a quel modo. Certo, era un individuo ben strano, quel Reed. Quell\u2019uomo cos\u00ec dedito al suo lavoro, ma dall\u2019aspetto cos\u00ec inquieto e stravolto, come se qualcosa lo tormentasse. A volte il suo volto si contraeva e i suoi occhi, scuri e riflessivi, erano attraversati da lampi di tristezza, o addirittura di puro ed inspiegabile terrore.<\/p>\n<p>Lo squillo del telefono sulla sua scrivania interruppe queste riflessioni. \u201cPronto?\u201d disse Dallas alzando il ricevitore. Ascolt\u00f2 in silenzio per qualche minuto, poi disse rivolgendosi a Tom: \u201cE\u2019 il commissario \u2026 dice che l\u2019hanno trovato, signore. Hanno trovato l\u2019assassino.\u201d<\/p>\n<p>Mezz\u2019ora dopo, Tom e il suo assistente camminavano nei corridoi del commissariato, verso la stanza degli interrogatori. \u00a0Entrarono. \u00a0Il commissario li fece accomodare.<\/p>\n<p>\u201c Si chiama Jack Hastings\u201d disse indicando l\u2019 uomo seduto al tavolo \u201cha trentotto anni, \u00e8 stato in cura fino a poco tempo fa in un ospedale psichiatrico, dove era stato mandato in seguito a \u00a0manifestazioni di rabbia violenta, schizofrenia e sdoppiamento di personalit\u00e0. \u00a0Stamattina si \u00e8 presentato al distretto di polizia \u00a0e si \u00e8 dichiarato colpevole dell\u2019omicidio di Montgomery. Mi dica, signor Hastings, lei conosceva bene la vittima?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo, dapprima con titubanza, poi parlando sempre pi\u00f9 in fretta, cominci\u00f2 la sua confessione. \u201cS\u00ec\u2026 s\u00ec, lo conoscevo\u2026 eravamo compagni di stanza nell\u2019ospedale psichiatrico. \u00a0Mike era rimasto orfano di padre e aveva ereditato una somma cospicua di denaro, ma dopo aver sperperato tutti i suoi averi nel gioco d\u2019azzardo era letteralmente impazzito. \u00a0Fin\u00ec in cura all\u2019ospedale dopo un tentato suicidio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE quali furono i motivi che la spinsero ad uccidere Montgomery, la sera del 7 ottobre di diciotto anni fa?\u201d chiese il commissario.<\/p>\n<p>L\u2019uomo si agit\u00f2 sulla sedia. \u201c Vede, commissario \u2026 n\u00e9 io n\u00e9 Mike tolleravamo di vivere chiusi in quel posto. Cos\u00ec decidemmo di evadere. Lavorammo su quel piano per settimane, pianificando ogni minimo dettaglio. La sera del 7 ottobre decidemmo di scappare. Fil\u00f2 tutto liscio, fino a quando \u2026\u201d Qui l\u2019uomo si blocc\u00f2, incapace di continuare. Tom lo fissava in silenzio, ma il suo viso era pallidissimo.<\/p>\n<p>\u201c\u2026 fino a quando scavalcammo il muro del cortile\u201d riprese Hastings parlando a fatica \u201callora Mike, che non era mai stato coraggioso, non volle pi\u00f9 proseguire. Rimase l\u00ec, fuori dal cancello della clinica, dicendo che non voleva andarsene, che non sapeva dove scappare. Inizi\u00f2 ad agitarsi e a gridare. Io ebbi paura che ci scoprissero, cercai di calmarlo, ma invano. Continuava a urlare, cerc\u00f2 di tornare indietro. Fu a quel punto, credo, che mi colse una delle mie crisi. Non avrei permesso che quell\u2019uomo rovinasse la mia fuga. Cos\u00ec raccolsi un sasso da terra e\u2026 lo scagliai con violenza contro la sua testa\u2026 solo quando cadde bocconi ai miei piedi mi resi conto di ci\u00f2 che avevo fatto.\u201d<\/p>\n<p>\u201c Mr. Reed, si sente bene?\u201d il commissario interruppe il racconto rivolgendosi verso il detective, che aveva la faccia di chi sta per svenire.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec \u2026 s\u00ec sto bene\u201d riusc\u00ec ad articolare Tom, cercando di contenere il fiume di ricordi che quel racconto stava evocando. Quel viso\u2026 Hastings\u2026 l\u2019aveva visto, quel giorno, mentre\u2026<\/p>\n<p>\u201c\u2026 trascinai il suo corpo nel vicolo pi\u00f9 vicino\u201d prosegu\u00ec l\u2019accusato \u201ce lo gettai in mezzo alla spazzatura, dove pensavo che nessuno l\u2019avrebbe trovato. Poi iniziai \u00a0correre, sentivo passi che mi seguivano, e io correvo \u2026\u201d<\/p>\n<p>\u2026 senza voltarmi, oltrepassando il cortile della scuola, con l\u2019immagine di quel cadavere impressa nella mia mente, io, Tom Reed, scappavo tra i vicoli polverosi, \u00a0con le mani sporche di terra e il cuore che scoppiava nel petto, pazzo di paura \u2026<\/p>\n<p>\u201cBasta! Signor commissario, lo faccia smettere!\u201d proruppe Tom, alzandosi di scatto. i suoi occhi lampeggiavano, folli.<\/p>\n<p>\u201c Sono stato io, signor commissario, io ho ucciso Mike Montgomery!\u201d<\/p>\n<p>Nella stanza cal\u00f2 il silenzio. Poi, parlando lentamente, il commissario replic\u00f2: \u201cLo sappiamo, Mr. Reed. Questa messinscena serviva a farglielo confessare. La dichiaro in arresto per l\u2019omicidio di Mike Montgomery.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon si ricorda di me, signor Reed?\u201d Jack Hastings lo fissava dritto negli occhi.<\/p>\n<p>Tom lo guard\u00f2 \u00a0e la sua mente torn\u00f2 a quella notte di ottobre di diciotto anni prima, quando nel buio di quel vicolo, con le mani ancora sporche di sangue, fuori dal muro del manicomio da cui era appena evaso, aveva visto quel viso di bambino che lo fissava con occhi pieni di terrore. Tom era fuggito da quello sguardo e da quel luogo, e da allora non aveva mai smesso di scappare. Aveva soffocato quel ricordo, la sua mente folle l\u2019aveva stravolto e trasformato fino a convincerlo che tutto fosse andato diversamente. E ora quell\u2019unico testimone era riapparso, dopo anni, a riportare a galla la realt\u00e0, per rivelare con quella messinscena chi era veramente, un pazzo schizofrenico assassino.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28520\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28520\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Toccava a Tom recuperare la palla. 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