{"id":28495,"date":"2016-05-30T22:28:25","date_gmt":"2016-05-30T21:28:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28495"},"modified":"2016-05-30T22:28:25","modified_gmt":"2016-05-30T21:28:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-la-romantica-storia-di-un-bavoso-inseguitore-di-demian-rent","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28495","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;La romantica storia di un bavoso inseguitore&#8221; di Demian Rent"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Aveva il problema che le donne credono di risolvere comprando assorbenti una volta al mese. A dire il vero, aveva anche il tipico problema che le donne credono di risolvere attraverso acquisti ben pi\u00f9 inutili e costosi, ma il problema che qui ci interessa \u00e8 il primo, quello che la indusse ad uscire di corsa appena resasi conto di aver finito i Tampax.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Trov\u00f2 giusto il tempo di infilarsi una tuta al volo e, sempre al volo, di agguantare delle banconote colpevolmente lasciate da qualcuno sul tavolo. Era una donna volante e non a caso prediligeva gli assorbenti con le ali. Subito dopo aver richiuso dietro di se il cancello di casa per\u00f2, sent\u00ec uno strano rumore metallico provenire dalle sue spalle. Non \u00e8 che fossero le sue spalle a produrre il rumore metallico, sia ben chiaro, non aveva delle protesi l\u00ec, assolutamente, il rumore proveniva dal cancello dietro di lei. Allarmata, si gir\u00f2 di scatto e per poco non ci rimase secca. Incredibile! Il massimo che gli usc\u00ec di bocca fu un istintivo \u201cMa come diavolo hai fatto ad uscire, Mir\u00f2?\u201d. Solo che non disse esattamente diavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo Mir\u00f2 cui formulava colorite domande altri non era che il suo gigantesco cane, un singolare incrocio frutto della burrascosa relazione tra un Boxer ed una Labrador, anche se, svelto e docile com\u2019era, sembrava pi\u00f9 il figlio segreto di una pantera inguaiata da un orsacchiotto di pelouche. A nulla serviva rinchiuderlo a doppia mandata in casa o nella parte recintata del giardino, Mir\u00f2 trovava ogni volta il modo per raggiungere lei e non restare pi\u00f9 da solo. Scappava dalla solitudine come da una condanna a morte, proprio come gli esseri umani che hanno il terrore di confrontarsi con se stessi. Era un\u2019inguaribile esigenza fisica la sua: seguirla, sempre, dappertutto, pure al Creatore se avesse potuto. E poi non abbaiava mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Lei si chiamava Barby e davanti agli occhioni tristi e supplicanti, color nocciola di Mir\u00f2, come suo solito cedette e si rassegn\u00f2 a concedergli un giro in macchina fino al supermercato. \u201cDai andiamo, dovevo chiamarti Silvan, non Mir\u00f2!\u201d gli disse polemicamente permettendogli di accomodarsi sul sedile anteriore \u201cDevi stare attento per\u00f2, perch\u00e9 non sentendoti arrivare, prima o poi potrei investirti in retromarcia\u201d continu\u00f2 d\u2019un tratto pi\u00f9 materna, avviandosi, vittima dei terremoti d\u2019umore caratteristici della sua condizione di donna bisognosa d\u2019assorbenti. Mir\u00f2 allora, non essendo capace di sorridere, la ringrazi\u00f2 con una bella slinguazzata sulla mano che impugnava il cambio. \u201cE dai Mir\u00f2, piantala! Che schifo!\u201d. Si, d\u2019accordo, certo, tenero, innocuo, amorevole, quello che volete, ma quel cane sbavava peggio di un dodicenne nascosto dentro al bagno delle femmine!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Durante il breve tragitto verso il supermercato, Mir\u00f2 si mise tranquillo col muso inclinato verso l\u2019alto e leggermente fuori dal finestrino a godere degli odori che l\u2019imminente primavera aveva deciso di spargere nell\u2019aria a caso, cos\u00ec, tanto per preannunciarsi e non sembrare inopportuna. Finch\u00e9 d\u2019un tratto, in mezzo a quell\u2019interminabile sfilza di odori, Mir\u00f2 ne prefer\u00ec uno in particolare, un profumo distinto, inebriante, molto persuasivo, addirittura in grado di convincerlo ad affrontare un breve intermezzo di solitudine. Quale profumo? Beh, semplice, quello inequivocabile di una bella cagnetta in calore! Mir\u00f2 lo apprezz\u00f2 a tal punto che l\u2019inverosimile quantitativo di bava fuoriuscito dalla sua bocca spalancata costrinse il malcapitato automobilista che si trovava dietro ad azionare i tergicristalli, come se un inatteso acquazzone si fosse abbattuto sulla strada. E fu solo grazie all\u2019utilizzo a forza sette delle spazzole, condito da sentite citazioni di maiali e personaggi biblici, che questo sfortunato tizio pot\u00e9 notare l\u2019enorme sagoma biancastra nell\u2019istante in cui saltava fuori dalla macchina davanti, diretta verso l\u2019adiacente parco pubblico. Dopodich\u00e9 fu normale cedere all\u2019istinto di seguire con lo sguardo quella velocissima sagoma. Come fu normale sorprendersi a decidere se si trattasse pi\u00f9 di un unicorno o di un leone volante. Ma pi\u00f9 normale di tutto, cos\u00ec distratti e voltati, fu non accorgersi della macchina partoriente animali mitologici che stava bruscamente inchiodando&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quando riapr\u00ec gli occhi, Barby era sdraiata su una barella del Pronto Soccorso, con qualcosa che le immobilizzava il collo ed un dolore terrificante lungo tutta la schiena. \u201cMir\u00f2!..\u201d url\u00f2 non appena fu abbastanza lucida da ricordarsi dell\u2019accaduto \u201c..Mir\u00f2! Mir\u00f2! Dov\u2019\u00e8 Mir\u00f2?\u201d. Intorno a lei solo sconosciuti, chi soffriva di qua, chi soffriva di l\u00e0, chi soffriva al centro, insomma uguale al mondo che stava di fuori, ma un po\u2019 pi\u00f9 concentrato. \u201cMir\u00f2 \u00e8 morto!\u201d gli disse improvvisamente un vecchio con una folta barba bianca e una flebo attaccata al braccio. Alla parola \u2018morto\u2019, cos\u00ec cruda, definitiva, irreversibile, Barby sent\u00ec qualcosa di fragile frantumarsi all\u2019interno del suo corpicino e scoppi\u00f2 in un pianto inconsolabile, pieno di ricordi strazianti ed insopportabili sensi di colpa. \u201cMir\u00f2, perch\u00e9? Perch\u00e9 Mir\u00f2?\u201d singhiozz\u00f2 per diversi minuti sicura che senza di lui non avrebbe pi\u00f9 potuto vivere. Finch\u00e9, decine di litri di lacrime dopo, le venne in mente che i chiarimenti non doveva chiederli a Mir\u00f2, peraltro giustificatamente assente, ma piuttosto al l\u00ec presente vecchio molto disidratato. \u201cMa lei chi diavolo \u00e8? \u00c8 stato lei a tamponarmi? E cosa diavolo ne sa lei di Mir\u00f2?\u201d. Anche stavolta non disse esattamente diavolo. Palesemente infastidito, il vecchio reag\u00ec guardandola in cagnesco, pi\u00f9 che altro per riallacciarsi al tema del cane. \u201cInnanzi tutto io non tampono una donna dal giugno del 72..\u201d disse con voce bassa, ma penetrante \u201c.. inoltre la informo che Mir\u00f2 \u00e8 morto il 25 dicembre del 1983 a Palma di Maiorca!\u201d. \u00c8 fin troppo evidente che Barby non sapeva di interloquire con il temibilissimo Professor Amilcare Testrozzi, ex docente di Storia dell\u2019Arte all\u2019Universit\u00e0 di Pavia, \u2018Lo Spietato\u2019 come lo chiamavano certi suoi studenti, quelli bocciati da lui pi\u00f9 volte di un pallino al circolo delle bocce. Perch\u00e9 se Barby avesse saputo chi fosse, forse, non avrebbe replicato con lo spontaneo e poco misurato \u201cA vecchio, ma che cazzo stai a d\u00ec?\u201d che invece le usc\u00ec solerte di bocca. Talmente solerte che quel cazzo non fece in tempo a trasformarsi in diavolo. C\u2019era da capirla per\u00f2, piccola Barby, sconvolta dagli avvenimenti, gravemente infortunata e pure al primo giorno di ciclo! Contro ogni pronostico per\u00f2, l\u2019illustre Professore, abituatissimo a simili oltraggi durante la sua quarantennale esperienza di docente troppo intransigente, non si scompose pi\u00f9 di tanto e puntualizz\u00f2 soltanto \u201cJoan Mir\u00f2 i Ferr\u00e0, pittore, scultore e ceramista spagnolo, finissimo esponente del surrealismo, \u00e8 deceduto all\u2019et\u00e0 di 90 anni nella localit\u00e0 che le ho pocanzi illustrato e riposa nel delizioso cimitero Montjuic di Barcellona\u201d. Tutto ben esposto, istruttivo, interessante, per carit\u00e0, ma sarete sicuramente d\u2019accordo che poteva starci, vista la situazione, una replica stonata. \u201cMa sti cazzi!..\u201d disse infatti Barby sollevata \u201c..Mir\u00f2 \u00e8 il mio cane! Il mio dolcissimo cane! Ma dov\u2019\u00e8? Dove diavolo \u00e8 Mir\u00f2?\u201d riprese a chiedere nuovamente allarmata. Udito ci\u00f2, Testrozzi fece una tale smorfia che sembr\u00f2 avere un calcolo grosso quanto una ciriola che gli trapassava di colpo l\u2019uretra. \u201cVoi giovani non avete rispetto nemmeno per l\u2019arte! Un cane? Ma si pu\u00f2?\u201d disse tornando al suo silenzio stanco e disgustato. Barby non fece nemmeno in tempo a stabilire quale arzigogolata versione di vaffanculo fosse pi\u00f9 adatta alla circostanza, che subito una minuta donna caucasica vestita di nero gli chiese \u201cScusa se domanda, ma cane suo \u00e8 colore di fango?\u201d. Domanda questa non soltanto sgrammaticata, ma anche piuttosto spiazzante per la povera Barby cui urgevano troppi chiarimenti. Di che colore \u00e8 esattamente il fango? Perch\u00e9 quella domanda? E le frontiere, bisognava tenerle aperte per forza? Ma soprattutto, era finita per caso in un Pronto Soccorso Psichiatrico? \u201cNo, \u00e8 bianco, insomma, una specie, un incrocio..\u201d balbett\u00f2 Barby frastornata \u201c..Perch\u00e9? Perch\u00e9?\u201d. \u201cPerch\u00e9 io credeva quello\u201d disse la donna indicando col dito una finestra nel corridoio fuori la sala d\u2019aspetto. Barby rivolse immediatamente lo sguardo in quella direzione dove aldil\u00e0 del vetro un cagnolone tutto sporco di fango, con le zampe anteriori ben salde sul davanzale, se ne stava immobile e senza fare un fiato di fuori, semplicemente a fissarla. \u201cMir\u00f2! Mir\u00f2!\u201d grid\u00f2 allora lei provando d\u2019istinto ad alzarsi dalla barella. Il dolore lancinante che avvert\u00ec dietro il collo non fu niente, rispetto al sollievo e alla gioia infinita che prov\u00f2\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Mir\u00f2 non abbaiava mai. Era uno che preferiva non perdersi in chiacchiere, un creativo, come il suo pi\u00f9 illustre, umano predecessore. Neanche al parco si sment\u00ec. Col suo fiuto ineguagliabile, dopo un paio di scontri con altre graziose esemplari non altrettanto consenzienti, trov\u00f2 la bella cagnetta in calore. Sembrava che lei lo stesse aspettando, ci fu come un attimo di sfida, tipo i faccia a faccia nei western di Sergio Leone, solo che non furono interessate le facce. Poi fu molto spiccio Mir\u00f2, lui lo voleva, lei aveva lasciato molti indizi. Niente da dire. Zac. Una botta e via, e chi s\u2019\u00e8 visto s\u2019\u00e8 visto. Il problema fu tutta la bava che perse durante i cinque minuti di esercizio sessuale che trasform\u00f2 la terra sottostante in sabbie mobili, tanto da rendergli impossibile il non assumere la colorazione del fango, anzi, colore di fango, come dicono in genere le minute donne caucasiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Subito dopo per\u00f2 si sent\u00ec in colpa per quel tradimento e dovette correre alla ricerca dell\u2019unica femmina che poteva vantarsi di possedere il suo cuore. C\u2019\u00e8 bisogno di dire quale? Torn\u00f2 allora velocemente nel punto esatto dov\u2019era schizzato fuori dalla macchina e trov\u00f2 Barby imbracata peggio di una guida alpina, proprio mentre la stavano introducendo nell\u2019ambulanza. Fu cos\u00ec costretto a correrle dietro, ululando alla sirena che ululava al traffico, tanto che in molti, quel giorno, giurarono di aver visto lo Jety sfrecciare sopra le macchine incolonnate della Tiburtina. Quando alla fine Mir\u00f2 raggiunse con la lingua ciondolante l\u2019ingresso del Pronto Soccorso, vide Barby che veniva trasportata dentro e non gli rimase che un\u2019unica cosa da fare per sconfiggere quel maledetto senso di solitudine: trovare il solito punto. Un punto esatto, mutevole, ma sempre ugualmente determinabile. Un punto che magicamente gli rivelava ogni giorno qual era la strada da intraprendere e quale fosse, senza incertezza alcuna, il suo preziosissimo posto nel mondo. Quel punto l\u00ec, il pi\u00f9 vicino possibile a lei.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28495\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28495\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva il problema che le donne credono di risolvere comprando assorbenti una volta al mese. 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