{"id":2848,"date":"2010-02-09T18:24:55","date_gmt":"2010-02-09T17:24:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2848"},"modified":"2010-02-19T18:33:38","modified_gmt":"2010-02-19T17:33:38","slug":"chaiselongue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2848","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Chaiselongue&#8221; di Elena Rapisardi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"14pt;\"><span style=\"Calibri;\"><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Se ne sta distesa sulla chaiselongue. \u201cE\u2019 strano come le distanze sociali si assottiglino, dopo una semplice stretta di mano. Un minuto prima sei in posizione eretta e ti sembra di avere il controllo su te stessa, un minuto dopo sei sdraiata, con lo sguardo estatico di una martire\u201d. Ren\u00e9e parla al telefono con un\u2019amica e ride. E\u2019 rimasta sola nella stanza. I suoi occhi, infastiditi dalla luce bianca, scivolano sugli oggetti senza afferrarne i dettagli. E\u2019 miope ma si rifiuta di indossare gli occhiali. Le lenti a contatto? Non ci pensa affatto. Ha perfino la fobia del collirio. Quando frequentava il primo anno di universit\u00e0 fu colpita da una congiuntivite virale. Le sue compagne di casa la immobilizzavano sul letto e la costringevano a tenere gli occhi spalancati per metterle le gocce. Ren\u00e9e piangeva e sussultava come una mucca pazza.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Chiude la telefonata e gli occhi. Quando li riapre, il volto del dentista scruta a pochi millimetri dal suo, la bocca spalancata.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>Le labbra del medico si stringono e si allentano in uno spasmo. Pi\u00f9 la situazione si fa complicata e pi\u00f9 il tic schizofrenico si ripete. Per lei \u00e8 un chiaro indice di criticit\u00e0. Le gambe di Ren\u00e9e s\u2019intrecciano e il tronco s\u2019irrigidisce: \u201cEh signorina! \u2013 <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>sbotta seccamente il medico \u2013 occorre che lei collabori altrimenti non andiamo da nessuna parte\u201d. Il dentista \u00e8 una massa informe avvolta da un camice bianco. Basso, spelacchiato con le mani grassocce. Sul viso rotondo spicca un naso storto. I suoi denti non sono bianchi come ci aspetterebbe. Sposato e divorziato per due volte ha 7 figlie tutte femmine. Adesso convive con una biondona russa, una donna met\u00e0 geisha met\u00e0 soldato delle SS. Si sono incontrati alla festa organizzata per l\u2019ultimo dell\u2019anno. Lei si era fatta indicare da un fedele amico gay le \u2018prede\u2019 da accalappiare quella sera. Aveva stampato nella mente una mappa semplice: uomini di mezza et\u00e0, liberi professionisti, avvocati e palazzinari. Stretta in un tubino rigorosamente nero, sfoggiava un decollet\u00e9 prosperoso. Due scamorze in bellavista, impreziosite da lingerie in raso rosso. La chioma liscia e bionda come spaghetti appena scolati, si appoggiava sulle spalle nude. Mentre camminava col sorriso a 36 denti, ancheggiava su tacchi 12. L\u2019incontro fu fortuito. La russa non lo vide immediatamente, ma lui la travolse, sbattendo la sua testa fra le gigantesche tette. Il dottore rimase folgorato alla sua vista. La bionda si lasci\u00f2 andare ad una risatina maliziosa.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span><span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Ren\u00e9e cerca in tutti i modi di restare il pi\u00f9 possibile immobile ma il dentista non sembra apprezzare il suo sforzo. E\u2019 irritato. Comincia a maltrattare perfino la sua assistente, bestemmiando a denti stretti. Ren\u00e9e geme per il dolore e quando il dentista afferra la pinza, il suo cuore martella sempre pi\u00f9 forte. Il respiro si sminuzza, le unghie si conficcano nei braccioli della chaiselongue. Ha la gola arsa ma il timore di fare imbestialire il dottore le impediscono di alzare il braccio per interrompere l\u2019operazione. La relazione fra il dentista e la straniera sta prendendo una brutta piega. La tipa non gliela d\u00e0 pi\u00f9. Sta cercando un altro uomo. Ma finch\u00e9 non l\u2019avr\u00e0 trovato non trasloca. Cosa poteva aspettarsi da un uomo che deve mantenere gi\u00e0 due ex mogli e 7 figlie, per di pi\u00f9 femmine. Sposate con nipoti a carico, universitarie, disoccupate e viziate. Un esercito di fashion victim malate di shopping, viaggi e centri Spa. Alla russa non rimangono che le briciole della torta.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Passano pochi istanti. Finalmente l\u2019estrazione \u00e8 avvenuta. L\u2019infermiera introduce il beccuccio lungo e sottile dell\u2019aspiratore: il dentista si fa cupo. Ren\u00e9e non capisce cosa le dice il medico. Ha le orecchie otturate. Scruta il suo volto e capisce che la situazione si \u00e8 complicata. L\u2019infermiera allunga al dottore un filo spesso e nero come un cappio. Poi gli passa un lungo ago ricurvo. Ren\u00e9e \u00e8 colta dal panico. Urla di dolore. Il camice verde sfila repentinamente il pungiglione dalla gengiva e impugnata la siringa punzecchia con l\u2019anestetico la parte inferiore della cavit\u00e0. Ren\u00e9e ingoia: un sapore amaro le paralizza la faringe. <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>Il medico armeggia di nuovo l\u2019ago ad uncino. Come un automa Ren\u00e9e chiude gli occhi e spalanca la bocca. Sangue, spago e tampone. Le dita ingombranti e fastidiose del medico spingono per 20 interminabili minuti. Ren\u00e9e non sopporta pi\u00f9 la situazione, la sua mente partorisce pensieri malvagi, creature mostruose. Le viene in mente \u2018La madre dei mostri\u2019 di Guy de Maupassant. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">La tensione cresce, il dottore urla: \u201cCretina! Non vedi che devi tagliare il filo? Non stiamo cazzeggiando! Muovitiiii!\u201d L\u2019assistente si fa scura in volto. Ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni volta con un paziente diverso per qualsiasi situazione, Antonella, assistente del dentista da oltre 10 anni,<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>ingurgita insolenze e rimproveri del suo datore di lavoro. Inviperita, l\u2019infermiera solleva il trapano dall\u2019apparecchiatura, il dispositivo si accende con un fischio acuto. Lo strumento ruota vorticosamente. <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>Lesta, lo conficca nella tempia del dentista che \u00e8 ancora l\u00ec a <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>maneggiare nella bocca di Ren\u00e9e. Fiotti di sangue schizzano sul volto e sulla camicia della paziente. Antonella \u00e8 una furia assassina. Esterrefatta e inerte fino a quel momento, Ren\u00e9e salta gi\u00f9 dalla chaiselongue e d\u00e0 una gomitata sulla nuca dell\u2019infermiera. Che crolla pesante sul pavimento vischioso. Il dentista sta irrigando lo studio: muco, sangue, materia grigia si spalmano ovunque. L\u2019uomo agonizza, il suo corpo sussulta: il blob oltrepassa la soglia della porta e raggiunge il corridoio. \u201cE\u2019 morto!\u201d grida Ren\u00e9e. L\u2019urlo desta l\u2019assistente che rinviene come una molla, la porta si spalanca: appare la segretaria che, agghiacciata dalla tragedia, lancia grida di disperazione. Antonella si getta sulla collega e l\u2019afferra al collo. La colluttazione si fa violentissima. Unghiate negli occhi, capelli strappati a ciocche, brandelli di pelle, pugni sferzati a ripetizione. La segretaria, presa a calci in bocca, espelle sangue a fiotti, finch\u00e9 cede una volta per tutte. Ren\u00e9e \u00e8 rimasta a guardare la scena in 3D in prima fila. Non riesce a muovere un passo. Pietrificata dall\u2019orrore e dal dolore. Le pulsa la gengiva, dalle labbra insanguinate penzola il filo di sutura. Vorrebbe scappare, teme che la prossima vittima sia proprio lei. Il furore di Antonella si estingue. Lo sguardo ritorna mansueto. E, rivolgendosi alla superstite, con voce mielosa la esorta a sedersi sulla chaiselongue: \u201cAdesso apri bene la bocca, il dentista non ha avuto tempo di concludere l\u2019operazione\u201d. Mentre Antonella afferra le forbici, Ren\u00e9e chiude gli occhi e pensa \u201c Adesso mi ammazza!\u201d, invece taglia il filo, aspira il sangue e tampona la gengiva con garbo. Mentre svolge queste azioni l\u2019infermiera, con tono persuasivo, d\u00e0 indicazioni precise: \u201cPer un po\u2019 di tempo non potrai assumere bevande e cibi caldi, caff\u00e8, alcolici, n\u00e9 tantomeno fumare. Dovrai evitare sforzi fisici intensi e dormire con due o tre cuscini sotto la testa per la pressione sanguigna. Porti protesi removibili?\u201d Ren\u00e9e fa cenno di no. \u201cBene \u2013 replica Antonella \u2013 abbiamo finito\u201d. <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span><span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2848\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2848\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ne sta distesa sulla chaiselongue. \u201cE\u2019 strano come le distanze sociali si assottiglino, dopo una semplice stretta di mano. 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