{"id":28475,"date":"2016-05-30T22:23:13","date_gmt":"2016-05-30T21:23:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28475"},"modified":"2016-05-30T22:23:13","modified_gmt":"2016-05-30T21:23:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-passi-nel-buio-di-enrico-mura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28475","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Passi nel buio&#8221; di Enrico Mura"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p style=\"text-align: left;\">Quando sarebbe sorta l&#8217;alba?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il bagliore del giorno, avrebbe sopito i tumulti del cuore,imprigionandoli,come un mostro del buio,dietro la porta di un ripostiglio?Le ansie e le paure di Miro lo aveva accompagnato tutta la notte.Dopo cena,era corso a letto sperando di incalzare cos\u00ec le ore che lo<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">separavano dal giorno seguente.Come ogni sera,aveva baciato il viso dolce e rugoso della nonna assaporando il gentile profumo di magnolia che la pelle emanava.Con una pacca sulle spalle,da uomo rude di 13 anni,aveva fatto sobbalzare il nonno,immerso nella lettura del quotidiano.Non aveva mai capito,almeno da quando ne aveva memoria,per quale arcano motivo il nonno leggesse il quotidiano la sera.Di giorno non aveva nulla da fare,non andava al lavoro,non nutriva un hobby,non aiutava neppure la nonna;ed allora perch\u00e9 aspettare cos\u00ec tanto per leggere un giornale?Miro era un tipetto curioso,uno scriccioletto tutto ossa e nervi,con due grandi occhi verdi e capelli neri a spazzola.Doveva sempre scoprire cose nuove,capire e conoscere e cos\u00ec un pomeriggio chiese al nonno il motivo di quelle letture serali.Il nonno sorridendo rispose&#8221;Aspetto la sera perch\u00e9 leggendo buone notizie andr\u00f2 a letto con il cuore sereno,mentre per quelle brutte avr\u00f2 la consolazione che il giorno che si spegne le porta con s\u00e9 &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Miro aveva strabuzzato gli occhi e mordicchiandosi le labbra aveva bofonchiato&#8221;Perch\u00e9 non leggere allora delle barzellette? &#8220;Il nonno non aveva udito le sue parole ma aveva ben colto la sua espressione&#8230;..&#8221;Quando arriver\u00e0 anche per te la vecchiaia, caro nipote,capirai che, nel viaggio misterioso \u00a0e fantastico dell&#8217;esistenza \u00e8 meraviglioso come la libert\u00e0 del sentire possa mostrare infiniti orizzonti.&#8221;Parole ridondanti,significati criptici per la mente di Miro che, veloce ,aveva raggiunto la nonna per la merenda.Giunto in camera aveva controllato il suo zainetto,ispezionandone il contenuto.Erano giorni che aggiungeva e toglieva&#8230;.Poteva occorrere un cappello od era meglio un caschetto,una torcia o una candela,un pennello o una paletta.Era tutto pronto,occorreva solo riposare.La mattina seguente avrebbe raggiunto il castello sulla rocca e le sue fantasie sarebbero state appagate.Fin da piccolo,gironzolando sul triciclo nel giardino e ammirando il castello sentiva che fra quelle antiche macerie non c&#8217;erano solo polvere e nidi di merli ma una forza misteriosa che calamitava la sua curiosit\u00e0.Il castello era arroccato sul ciglio di un dirupo,antica dimora di una nobile casata della zona,come un gigante buono ,vegliava sul paesino che si snoda va ai suoi piedi tra piazze,viottoli e case dai colori pi\u00f9 diversi&#8230;.un piccolo presepe naturale.Il maniero troneggiava nello stemma della casa comunale e nella piazza del paese, numerose guide, accoglievano i turisti invitandoli a partecipare a curiose escursioni.Un percorso tra boschi e sentieri immersi nel verde avrebbe mostrato loro scorci e bellezze naturalistiche davvero eccezionali. Miro aveva deciso di raggiungere il castello da solo, nel mese di maggio,quando sul lato est un tappeto di gigli arancioni accoglieva il visitatore che aveva quasi raggiunto la meta.Inoltre la stagione mite era l&#8217;ideale per percorre il ripido sentiero che rappresentava l&#8217;unica via d&#8217;accesso.Gioia e paura,eccitazione e dubbio avevano accompagnato il sonno di Miro.Il suono della sveglia segn\u00f2 il gong a quell&#8217;incontro di sentimenti e il ring vedeva il povero Miro esausto ma pronto a vivere la sua avventura.Dopo una ricca colazione,aveva salutato i nonni e lesto si era incamminato nel bosco.Le fronde degli alberi come antiche ancelle donavano ombra al suo cammino e una brezza leggera rendeva piacevole il viaggio.Dopo circa tre ore di marcia,la vegetazione si dirado&#8217;ed un bagliore eccezionale regal\u00f2 a \u00a0Miro uno spettacolo straordinario:un prato immenso correva verso il castello.Una parete verde cosparsa di fili ramati si abbatteva da entrambi i lati al suo passaggio,pareva quasi che ogni filo d&#8217;erba volesse inchinarsi dinnanzi al primo visitatore.Pochi passi,una breve corsa e finalmente il nostro esploratore varco&#8217;la soglia del castello. Ad attenderlo non c&#8217;erano schiere di cavalieri con lucide armature o sentinelle ai torrioni e neppure servitori dai volti paonazzi accaldati dalle mille faccende.Il vento fresco bisbigliava nei corridoi deserti ed il canto degli uccelli intonava il benvenuto.&#8221;Finalmente ci incontriamo&#8221;ripet\u00e9 a bassa voce Miro&#8230;.&#8221;Mostrati il tuo mistero!&#8221;tuono&#8217;in segno di sfida.Era ora di pranzo,Miro seduto al centro di quella che una volta doveva essere la sala dei banchetti,scarto&#8217;il panino che la nonna con cura gli aveva preparato e gustandolo bevve \u00a0a piccoli sorsi la fresca bibita. Il pasto frugale era terminato,ora iniziava la parte pi\u00f9 \u00a0divertente del viaggio.Perlustrare ogni angolo di quelle rovine e trovare ci\u00f2 che nascondevano.Si&#8217;,certo,perch\u00e9 nel corso degli anni era cresciuta in Miro la convinzione che quel castello, che ogni mattina al risveglio ed ogni sera prima di coricarsi ,osservava, avesse in serbo per lui qualcosa di incredibile&#8230;..Posiziono&#8217;la visiera del cappello,aggiusto&#8217;la cintura dei calzoni e inspir\u00f2 profondamente.Era ora di cominciare.I rintocchi del campanile in lontananza annunciavano le tre del pomeriggio.Miro doveva sbrigarsi.La nonna non avrebbe tollerato un ritardo per cena&#8230;.proprio nella sera in cui avrebbe cucinato il suo piatto migliore:minestrone freddo.Miro non impazziva per quella pietanza ma la nonna era sempre la nonna e non voleva deluderla.Perlustro&#8217;in lungo ed in largo il castello,in realt\u00e0 le strade percorribili non erano molte.Le piogge e la neve dell&#8217;inverno avevano creato profonde spaccature nelle gi\u00e0 provate pareti di roccia ed il terreno franoso rendeva il passaggio difficile.Partendo dalla sala dove aveva pranzato,percorse i sotterranei che avevano ospitato le prigioni,osserv\u00f2 \u00a0i punzoni arrugginiti delle sbarre,spost\u00f2 massi e scavo&#8217;buche.Come un novello Indiana Jones, spennello &#8216; ogni sasso che il terreno restituiva ma non trovo&#8217;nulla.Visit\u00f2 l&#8217;unica torre ancora accessibile e affacciandosi alla sommit\u00e0 vide la sua casetta,con il cortile,l&#8217;orto sul retro e due minuscole figure che,come burattini mossi da una mano invisibile,percorrevano ora in un senso ora nell&#8217;altro il piccolo giardino.Rest\u00f2 per qualche minuto ad osservare il panorama ed ebbe la sensazione che un abbraccio discreto ad accogliente lo coccolasse;proprio come quando ,da piccolo,nelle fredde giornate invernali la \u00a0nonna lo sedeva accanto al camino e gli narrava storie della sua giovent\u00f9.Se la salita era stata difficile,ancora di pi\u00f9 lo fu la discesa.Terra e sassolini sembravano pattini ai piedi di Miro che,ad ogni passo, cadeva e si \u00a0rialzava,cadeva \u00a0e si rialzata. Aveva quasi raggiunto il fondo quando uno scivolone pi\u00f9 \u00a0forte degli altri lo mando&#8217; a gambe all&#8217;aria e rotolando per qualche metro si trov\u00f2 a sbattere la zucca proprio contro il masso sul quale aveva pranzato poco prima.Porto&#8217;le mani al capo lamentandosi per la botta e sollevando gli occhi vide alla base dalla roccia coperta tra i muschi una strana figura.Penso&#8217;allo stemma della casata,ma lo conosceva bene,in paese era disegnato ovunque e quello non sembrava proprio un giglio.Gratto&#8217; via il muschio e con un pennello tolse polvere e terra.Lentamente port\u00f2 alla luce un&#8217;incisione;cinque linee irregolari disegnavano un pentagramma, ma con grande stupore di Miro al suo interno non comparivano note ma lettere la cui melodia recitava pressapoco cos\u00ec&#8221;Quando il carro del Sole incontra la dama della Sera, dove il settentrione declina a oriente l\u00e0 puoi vedere l&#8217;antica ferita del nobile maniero&#8221;.Miro impiego&#8217;parecchio tempo per decifrare la scrittura poich\u00e9 le lettere erano in caratteri medievali e consumate dal tempo.Ripet\u00e9 pi\u00f9 volte l&#8217;enigmatico indizio \u00a0ma non venne a capo di nulla.L&#8217;unica cosa certa in quel pomeriggio primaverile che volgeva all&#8217;imbrunire era che il minestrone della nonna quella sera avrebbe aspettato&#8230;&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28475\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28475\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando sarebbe sorta l&#8217;alba? 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