{"id":28470,"date":"2016-06-01T18:05:09","date_gmt":"2016-06-01T17:05:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28470"},"modified":"2016-06-01T18:05:09","modified_gmt":"2016-06-01T17:05:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-una-seconda-opportunita-di-matteo-porrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28470","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Una seconda opportunit\u00e0&#8221; di Matteo Porrati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Quando ho dovuto prendere una pausa forzata dal lavoro, ho sofferto moltissimo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Ero caduta dalle scale che portano al decimo piano del palazzo in cui, da un paio d&#8217;anni, il mio ufficio ha la sua attuale sede legale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">In quel periodo il responsabile di reparto, il signor De Robertis, faceva di tutto per sminuirmi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Seguivo alla lettera ogni sua indicazione ma, nonostante gli sforzi fatti, quel che facevo, sembrava davvero non bastare mai.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">&#8211; Ce l&#8217;hai un cervello Giulia? -, questa era la sua frase ricorrente. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Dentro, mi sentivo morire e per darmi forza ripetevo a me stessa: \u00ab<i>E&#8217; normale, in ogni azienda si \u00e8 vessati da<\/i><i>l<\/i><i> proprio capo,no?<\/i><i>\u00bb<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">No, non \u00e8 normale. Per\u00f2 \u00e8 quello che mi avevano sempre fatto credere, ed \u00e8 quello a cui, col tempo, mi ero abituata a pensare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Ricordo che un attimo prima di cadere lungo la rampa delle scale e rompermi il femore, avevo sentito una forte spinta alla schiena che mi aveva proiettata nel vuoto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Nel lungo salto, per un istante, riuscii a guardarmi alle spalle ma non vidi nulla.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">A parte quella strana sensazione non ricordo altro, perch\u00e9 appena dopo l&#8217;impatto, avevo perso conoscenza fino all&#8217;arrivo in ospedale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Dovete sapere che l&#8217;intervento alla gamba fu complesso (la frattura risultava scomposta in pi\u00f9 punti) e doloroso, ma a essere onesta non quanto le successive, lunghe ed estenuanti sedute di riabilitazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Ad Alicia, la mia fisioterapista ispanica, non andavo a genio: quando mi ordinava di alzare la gamba o flettere il ginocchio per irrobustire i quadricipiti della coscia, con quei piccoli occhi da furetto mi gelava il sangue e cos\u00ec, obbedivo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Quell&#8217;attitudine era cos\u00ec ostile da farmi desiderare il ritorno in ufficio: sottopormi remissiva alle ingiuste, ma conosciute, angherie del mio capo era indicibilmente meno frustrante che soccombere ad essi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Odio essere ripresa, certo. Chi lo sopporta davvero? Ma quello era il mio mondo, capite, il mondo che conoscevo, ed era l\u00ec che volevo tornare: la sicurezza di ci\u00f2 che si conosce \u00e8 dolce anche nell&#8217;umiliazione, a volte, se paragonata all&#8217;ignoto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Il terrore di perdere il lavoro a causa della malattia e di non riuscire pi\u00f9 a provvedere ai miei bisogni economici, poi, mi avevano alienata al punto da rendermi insopportabilmente arida, tanto da non provare pi\u00f9 tenerezza neppure davanti ai dolci occhi di un bambino.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Sarei stata disposta a lavorare gratis in quei giorni pur di rifuggire l&#8217;impotenza e la solitudine provate, tanto, che cercai di contattare pi\u00f9 volte il medico mio di base per concordare assieme un rientro anticipato, ma senza esito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Un pomeriggio, durante l&#8217;ultima settimana di convalescenza, dopo essermi svegliata da un pisolino, distratta, dalla portafinestra del soggiorno notai che la strada l\u00ec davanti era stranamente deserta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\"><i>\u00ab<\/i><i>Com&#8217;\u00e8 possibile?<\/i><i>\u00bb<\/i> dissi, \u00abQ<i>ui sotto c&#8217;\u00e8 sempre un traffico infernale!<\/i><i>\u00bb<\/i> Per\u00f2 era cos\u00ec. Non una persona, una macchina o una bicicletta: solo vecchie case e la lunga via alberata che da piazza della Repubblica porta a largo Seveso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Improvviso, sentii un miagolio e, voltando il capo, vidi un micetto dal pelo fulvo che indeciso, sembrava volersi infilare tra dei maleodoranti cassonetti della spazzatura e, pi\u00f9 in alto, proprio sopra di lui, alcuni passeri perfettamente disposti in linea retta su dei cavi elettrici.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Lo ricordo bene, erano le cinque di una tersa giornata d&#8217;agosto: il cielo tinto di un azzurro cos\u00ec brillante da poter essere scambiato per un quadro.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Fuori, in quel piccolo scorcio di mondo, l&#8217;estate sembrava imperversare carica di opportunit\u00e0 e promesse, eppure, dentro, sentivo freddo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Come prigioniera di un involucro di argilla, mi crogiolavo assuefatta in una velenosa e melanconica sensazione d&#8217;impotenza: ogni mio tentativo di fuggire si dimostr\u00f2 inutile.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Stanca di rimanere l\u00ec in piedi a fissare il nulla, stavo per allontanarmi, quando, un piccolo ometto di circa sessant&#8217;anni dal profilo a pera, (era stretto in alto, fino al torace, e poi si allargava come uno di quei palloncini colorati che si riempiono di farina per far giocare i bambini), che correva saltellando, entr\u00f2 dirompente nel mio campo visivo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Era intento a manovrare delle minuscole leve di legno collegate a due candide ali piumate: con quel suo buffo marchingegno fissato alla schiena, sembrava davvero potesse librarsi in aria e fondersi in un tutt&#8217;uno al cielo!<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">&#8211; Che ridicolo, &#8211; sbraitai isterica ad alta voce &#8211; non creder\u00e0 davvero di riuscire a volare a quel modo? &#8211;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Per\u00f2, nonostante ogni cellula del mio corpo provasse vivido disgusto davanti a tanta ingenuit\u00e0, o demenza senile se si preferisce, ricordo che non riuscii a muovermi: non un millimetro di spostamento diede sollievo al mio corpo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Dopo essere tornata padrona di me (dieci minuti dopo, credo), d&#8217;impulso aprii la portafinestra che dava sul balcone e aguzzando la vista mi accorsi di una cosa strana: quell&#8217;uomo portava ben saldo in testa un copricapo nero, uno di quelli \u201cvintage\u201d che usavano gli aviatori d&#8217;inizio secolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">&#8211; Ah, ecco perch\u00e9 sta cercando di volare! &#8211; mi scoprii pronunciare stupefatta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Era rapito, assorto da quel saltellio ritmico, avanti e indietro, tanto serrato da sembrar essere la sola cosa al mondo che gli importava davvero.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Si sforzava con tutto s\u00e9 stesso. Balzava sempre pi\u00f9 in alto, un saltello dopo l&#8217;altro, e in quel correre trafelato, passando ripetutamente davanti all&#8217;animale, regalava lui un sorriso sincero. Era un trambusto indicibile eppure, nonostante quel baccano, l&#8217;odioso batuffolo di pelo rimaneva a fissarlo incredulo esattamente come facevo io.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Dopo venti minuti l\u00ec ferma immobile, mi stancai di guardarlo. Stavo per andare via (non avrebbe mai volato, quindi cosa rimanevo alla finestra a fare?) quando, prima di voltarmi, vidi che era tornato serio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Quell&#8217;atto del tutto naturale in un&#8217;altra occasione, mi scosse, profondamente, e a forza, contro ogni volont\u00e0, mi costrinsi a rimanere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">&#8211; Ma&#8230;s\u00ec, &#8211; dissi a un certo punto &#8211; era ora! &#8211;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">E intanto protendeva il capo scuotendolo in sincronici movimenti ondulatori come un grosso piccione, fino a quando, quel suo sorriso tanto ampio da sembrare magico, riapparse sornione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Furente di rabbia, desiderai la sua morte.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Un istante dopo lo vidi barcollare, fin quando si ferm\u00f2 del tutto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">&#8211; Hai visto? &#8211; proruppi fiera &#8211; Pensavi davvero di prendere il volo a quel modo, stupido vecchio? &#8211;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Nel pronunciare quelle parole avvertii un acuto dolore, tanto forte da uccidere per sempre una piccola e profonda parte di me e comunque non vi rinunciai, pronunciandole con rabbia una seconda, poi una terza volta, come sfida a chiss\u00e0 quale Dio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Noncurante, il vecchietto riprese a correre per poi finalmente cadere a terra lungo e disteso. A fatica e pieno d&#8217;affanno, s\u00ec rimise in piedi e fu allora che notai che una delle bianche ali che aveva sulla schiena si era spezzata proprio poco sopra l&#8217;attaccatura.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Sembrava che la caduta l&#8217;avesse spento per sempre, e invece, una volta tornato sulle proprie gambe, quel vecchio pazzo riprese a correre, pi\u00f9 velocemente di prima, vibrando in aria entrambe le ali pi\u00f9 forte che poteva.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">&#8211; Ma possibile che non si renda conto che non voler\u00e0 mai a quel modo? &#8211; dissi arrabbiata al cielo ora pi\u00f9 con me stessa che con Dio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">E in quel momento, i passeri sul cavo elettrico raddoppiarono.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">All&#8217;inizio non vi diedi peso: quando si \u00e8 intenti a disprezzare i sogni degli altri, non si ha tempo di innaffiare i propri.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Ricordo che cominciai a desiderare che quello stupido vecchio capitolasse e a terra ancora una volta e che magari, in quella caduta, si rompesse l&#8217;osso del collo oltre le ali.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">E allora, i passeri si moltiplicarono per dieci.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Alla fine cadde davvero.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Fu un istante: si rimise in piedi ancora una volta facendo leva su un ginocchio malridotto e riprese subito a correre, saltellando ostinato esattamente come prima.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Ero furiosa, bruciavo di rabbia a quel punto &#8211; Hai visto cosa succede a fare il bambino e sperare nell&#8217;impossibile, eh? Ti muore il sorriso, vero? -, proruppi carica d&#8217;odio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Fu in quel momento che il vecchietto si ferm\u00f2 di scatto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">&#8211; Finalmente\u2026 &#8211; esordii soddisfatta dell&#8217;evidente sconfitta &#8211; era ora che ti svegliassi. &#8211;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Prima di provare a pieno la pi\u00f9 crudele delle soddisfazioni per quel suo fallimento, i passeri presero a moltiplicarsi, ancora e ancora e poi ancora dieci, cento volte agglomerando una nera massa soffice e indistinta, intenta a fissarmi in un solo occhio ricolmo d&#8217;odio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Ebbi paura.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Pulsavano all&#8217;unisono quei passeri, silenti e immobili come l&#8217;eternit\u00e0. Sentivo quel loro gelatinoso occhio indagatore fin dentro le membra, in una sonda meccanica intenta a scavarmi dentro grattando avida le pareti del mio passato di bambina. E poi, come in un sogno (ma non lo era, ve l&#8217;assicuro), tutti assieme, spiccarono il volo in un corpo nero e il cielo si oscur\u00f2.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Il vecchietto riprese a sorridere: in quel momento il mio cuore esplose.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">A un suo segnale, dopo una breve ascesa, quel mantello di morte fatto di piume inconsistenti, ridiscese rapido in un denso vortice viscoso e lo avvolsero per intero. Poi, tutti assieme, presero a pulsare ritmici sostenendone il volo al sole in una nube orribile. Prima per\u00f2, con un cenno del capo, ordin\u00f2 loro di fermarsi alla mia portafinestra. Come un diavolo, rimase l\u00ec fermo davanti ai miei occhi per un tempo indefinito. Un minuto, forse, che per me dur\u00f2 quasi un&#8217;eternit\u00e0 intera.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Era serio, il volto privo del pi\u00f9 abbozzato dei sorrisi e dietro quel pozzo incolore, ci vidi la mia morte. Alle sue spalle il sole si oscur\u00f2 del tutto e provai un freddo tanto intenso da spingermi a tremare come una foglia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Rimase l\u00ec, a mezz&#8217;aria nel vuoto, sostenuto solo da quei piccoli psicopompi intento a fissarmi senza la pi\u00f9 latente traccia di umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Poi, senza un motivo apparente, quella lastra trasparente di nera disperazione che era diventato il suo volto si dilu\u00ec, come un fondale di lago torbido e fangoso che, nella risalita, clemente, lascia spazio alle chiare acque di superficie.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">I suoi tratti allora si sollevarono, prima lievemente, poi con beffarda sicurezza.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Sorrise, di nuovo, e il sole alle sue spalle pian piano torn\u00f2 luminoso, dapprima leggero, poi pieno di luce sfolgorante.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Rimase l\u00ec sospeso ancora una frazione di secondo, poi scomparve.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New,monospace;\">Non permisi mai pi\u00f9 a me stessa di oscurare i sogni altrui, altrimenti, ne sono certa, quel vecchietto sarebbe tornato e mi avrebbe portato via con s\u00e9. Per sempre.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28470\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28470\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ho dovuto prendere una pausa forzata dal lavoro, ho sofferto moltissimo. 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