{"id":28445,"date":"2016-05-30T22:12:44","date_gmt":"2016-05-30T21:12:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28445"},"modified":"2016-05-30T22:12:44","modified_gmt":"2016-05-30T21:12:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-una-sgradevole-interferenza-di-ferruccio-moroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28445","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Una sgradevole interferenza&#8221; di Ferruccio Moroni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">\u00a0 Di giorno \u00e8 pi\u00f9 facile. Posso attraversare la strada e camminare sul marciapiede opposto a quello del mio condominio. Ho molti alibi, qualora venissi scoperto. Come entrare nel negozio di alimentari per un acquisto dell&#8217;ultimo momento oppure dirigermi all&#8217;edicola. Il tempo necessario affinch\u00e9 il condomino che sta rincasando apra il portone e raggiunga l&#8217;ascensore, lasciando cos\u00ec il campo libero al mio ingresso. Meglio concedergli una manciata di minuti in pi\u00f9 per eseguire queste operazioni. Purtroppo mi \u00e8 gi\u00e0 capitato di imbattermi in qualcuno che, prima di salire in ascensore, si era fermato a controllare la posta. In questi casi adotto una strategia supplementare. Dopo aver salutato, ritorno in strada dicendo di aver dimenticato qualcosa in auto. E&#8217; sufficiente uscire dal suo angolo visivo, restare qualche minuto sul marciapiede di fianco al portone e alla fine rientrare senza il rischio di dover condividere l&#8217;ascensore.<br \/>\nPerch\u00e9 qui si tratta di condividere o meno qualcosa con qualcun altro che non ci \u00e8 dato scegliere. I condomini sono come i parenti: non siamo noi a sceglierli, sono l\u00ec e basta. Per un tempo pi\u00f9 o meno lungo sono i compagni abituali e casuali di fuggevoli incontri che hanno nel momento di apertura del portone il loro punto di non ritorno. Se poi, come nel mio caso, si aggiunge anche la presenza di un ascensore, allora la possibilit\u00e0 di restare vittime di faccia a faccia obbligati subisce un considerevole aumento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; 1 &#8211;<\/p>\n<p>\u00a0 Proprio in questo consiste la mia sfida: nel ridurre al minimo, se non azzerare, questi punti di non ritorno. Non accetto critiche o giudizi su questo mio comportamento. Ogni considerazione di ordine morale risulterebbe ipocrita. Chi pu\u00f2 sostenere di essere felice o di trovare il bench\u00e9 minimo appagamento personale in incontri del genere? Salvo rare eccezioni, chiunque se potesse ne farebbe a meno. Ci\u00f2 che mi differenzia dagli altri \u00e8 aver deciso di realizzarlo, questo desiderio. Dopotutto non faccio male a nessuno. Anzi, evitando accuratamente queste possibilit\u00e0 d\u2019incontro sul confine che separa l\u2019esterno dall\u2019interno del condominio o il pianerottolo dall\u2019interno dell\u2019ascensore, rendo un servizio a quanti preferirebbero trovarsi soli in quei momenti.<br \/>\nMa non \u00e8 stato sempre cos\u00ec. Non ho sentito da subito il bisogno di sottrarmi a questi incontri. Ci sono arrivato col tempo, dopo aver ragionevolmente scartato ogni alternativa.\u00a0\u00a0\u00a0 All\u2019inizio, com\u2019\u00e8 comprensibile, anche in me ha prevalso la curiosit\u00e0. Era il periodo dell\u2019osservazione: vedere da vicino i condomini e poterli inserire in tipologie via via pi\u00f9 dettagliate. Poi \u00e8 venuto il periodo della comunicazione: scambiare frasi di circostanza sul tempo o sui lavori di manutenzione delle parti condominiali. A questo \u00e8 seguito il periodo dell\u2019indifferenza: ridurre al minimo le parole, annuire o scuotere la testa. Non poteva che finire col periodo attuale, quello dell\u2019evitamento. Prima parziale, il portone, e poi completo, portone e ascensore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; 2 &#8211;<\/p>\n<p>\u00a0 Restava tuttavia un\u2019incognita: riuscire ad arrivare all\u2019ascensore in perfetta solitudine e rendermi conto che di l\u00ec a poco la porta si sarebbe aperta e mi sarei trovato davanti un condomino in uscita. Ho valutato attentamente questa possibilit\u00e0. Scartata l\u2019ipotesi di fare le scale a piedi, visto che abito ai piani alti, non restava che quella di salire i pochi gradini necessari ad occultare la mia presenza, per poi tornare sul pianerottolo non appena il portone si fosse chiuso.<br \/>\nIl portone. E\u2019 l\u00ec che si gioca quasi tutta la partita. L\u2019esperienza ha il suo peso. Da principiante, mentre inserivo la chiave nella serratura, tendevo spesso a guardare a destra e a sinistra per verificare l\u2019eventuale arrivo di un condomino. Niente di pi\u00f9 sbagliato. Come faccio a entrare e richiudere il portone se per caso mi accorgo che a pochi passi da me qualcuno sta rincasando? Sarei costretto ad aspettarlo, magari tenendo il portone socchiuso. Grazie, molto gentile. Prego, si figuri. E poi la distanza che mi separa dall\u2019ascensore. Anche lei senza ombrello? L\u2019ho dimenticato in ufficio. E poi l\u2019attesa che si apra quella porta. Dicono che piover\u00e0 tutta la settimana. Si, \u00e8 un incubo. E i secondi all\u2019interno dell\u2019ascensore. E lei? Al sesto, grazie. Oggi \u00e8 pi\u00f9 lento del solito. Gi\u00e0.<br \/>\nNo, ho imparato sulla mia pelle che una volta arrivato al portone \u00e8 bene tenere gli occhi fissi sulla serratura. Solo cos\u00ec sono autorizzato a chiuderlo senza voltarmi. E poi diritto all\u2019ascensore, sperando di trovarlo gi\u00e0 pronto o al massimo fermo ai primi piani. La salita solitaria \u00e8 la ricompensa a tutti i miei sforzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; 3 &#8211;<\/p>\n<p>\u00a0 Ci sono momenti in cui le mie strategie vengono messe a dura prova. Come il giorno in cui rinuncio ad avvicinarmi al portone per ben tre volte di seguito. Intravedo nell\u2019atrio un paio di persone ferme davanti alle buchette della posta. Io mi trovo dall\u2019altra parte della strada perch\u00e9 poco prima uno dei due era appena entrato. Ne avevo approfittato per acquistare della frutta. Quando sto per dirigermi verso il portone noto appunto quei due sospesi tra ingresso e ascensore. Allora faccio il giro dell\u2019isolato col sacchetto in mano. Al mio ritorno sono scomparsi. Attraverso la strada e mi dirigo verso il portone preparando le chiavi in tasca. A non pi\u00f9 di quattro metri da casa vedo arrivare in senso contrario un altro condomino. Lui accenna un saluto, io mi fermo. \u00abEntri pure\u00bb, gli dico. \u00abDevo tornare in auto un momento\u00bb.<\/p>\n<p>Di notte \u00e8 tutto pi\u00f9 complicato. I negozi sono chiusi. Se un vicino dovesse vedermi camminare avanti e indietro dall\u2019altra parte della strada cosa potrebbe pensare? Non parliamo poi delle notti invernali e del giro dell\u2019isolato sotto zero per trovare il campo libero. No, mi accontento di evitare solo la condivisione dell\u2019ascensore. Mi concedo una mediazione. La partita la gioco al caldo, senza alibi esterni. Controllo la posta, salga pure. Faccio un salto in cantina, non stia ad aspettarmi.<br \/>\nPu\u00f2 capitarmi di tornare a casa in compagnia di una donna. Intendo una professionista. In questo caso la prevenzione inizia a monte, gi\u00e0 all\u2019imbocco del marciapiede. Io davanti e lei dietro di me ad almeno qualche metro di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; 4 &#8211;<\/p>\n<p>\u00a0 E\u2019 l\u2019unica condizione che pongo al momento del contratto. Sono disposto anche a pagare un sovrapprezzo. Arrivato al portone lo apro, entro e lo accosto. Se la strada \u00e8 libera, a quell\u2019ora lo \u00e8 quasi sempre, mi dirigo all\u2019ascensore e salgo al mio piano. In quel momento lei pu\u00f2 fare il suo ingresso. Seguiamo la stessa procedura all\u2019uscita. Io scendo per primo e l\u2019aspetto in macchina. Lei arriva dopo qualche minuto e poi la riaccompagno al suo posto di lavoro.<br \/>\nSolo una volta c\u2019\u00e8 stata una sgradevole interferenza. La ragazza era appena arrivata da un paese dell\u2019Est e non conosceva ancora la nostra lingua. L\u2019ho aspettata sul pianerottolo alcuni minuti, poi sono sceso e ho fermato l\u2019ascensore al primo piano. Appena uscito ho sentito delle voci provenire dall\u2019atrio. Ho fatto qualche gradino verso il basso e ho capito che qualcuno le stava chiedendo delle spiegazioni.<br \/>\n\u00abCosa ci fa qui a quest\u2019ora e vestita in questo modo? Come ha fatto a entrare? Questo \u00e8 un palazzo rispettabile. Chiamo la polizia se non va via subito\u00bb.<br \/>\nLa ragazza ha detto qualche parola nella sua lingua, dopodich\u00e9 \u00e8 uscita.<br \/>\nQuella notte ho tardato a prendere sonno. Qualcosa era andato per il verso sbagliato. Cosa ci faceva la vicina ancora in piedi a quell\u2019ora? Mi chiedevo se per caso avesse avuto qualche sospetto sul mio conto. Forse la ragazza, a gesti, ha fatto intendere qualcosa di pi\u00f9 preciso. Sarei stato costretto a rinunciare ai miei piaceri notturni?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; 5 &#8211;<\/p>\n<p>\u00a0 Il giorno dopo leggo che all&#8217;alba \u00e8 stato trovato il cadavere di una giovane donna slava, ai bordi di una strada del mio quartiere. La testa riportava lesioni profonde dovute probabilmente a ripetuti colpi di pietra. Nessuno sa spiegarsi che cosa ci facesse la donna in quella zona della citt\u00e0.<br \/>\nIo s\u00ec. E so che le cose sarebbero andate diversamente se qualcuno, quella notte, non si fosse trovato fuori posto e non avesse fatto tante domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; 6 &#8211;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28445\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28445\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Di giorno \u00e8 pi\u00f9 facile. 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