{"id":28436,"date":"2016-05-29T22:23:38","date_gmt":"2016-05-29T21:23:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28436"},"modified":"2016-05-29T22:23:38","modified_gmt":"2016-05-29T21:23:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-ci-sono-cose-che-non-sai-di-sara-vallefuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28436","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Ci sono cose che non sai&#8221; di Sara Vallefuoco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni il posto preferito di Dolores in corriera era diventato quello dietro il conducente. Un posto cieco, di solito schermato da un pannello fum\u00e9, una nicchia dalla quale il ritaglio di finestrino \u00e8 l\u2019unica vista possibile. Laterale. A una certa et\u00e0, bastevole. Vedere la strada la disturbava, specialmente nel tratto pieno di tornanti, lungo i quali qualsiasi autista si sentiva in dovere di gesti giovanilistici.<\/p>\n<p>Dolores detestava i poggiatesta che le appiattivano i capelli sulla nuca. Di tanto in tanto poggiava la fronte sul finestrino, solo un istante per capire a che punto si era del tragitto. Alla fine aveva dovuto tenersi il suo borsone a quadri scozzesi in grembo. Con tutti i posti liberi a disposizione, una ragazza aveva deciso di andarsi a sedere proprio vicino a lei.<\/p>\n<p>La sua vicina di autobus era salita due paesi dopo, trascinando un grosso sacco di tela a righe colorate. Aveva gli stessi gusti di Dolores in fatto di corriere. Il posto dietro al conducente aveva pi\u00f9 spazio per le gambe e i borsoni rispetto alle normali file di sedili. La nuova arrivata aveva guardato Dolores con gentilezza per poi dedicarsi alla miriade di perline divise in bustine di plastica trasparente che teneva nel sacco. In un astuccio morbido, di quelli da scuola, teneva gli strumenti minimi da lavoro. Pescava dal sacco a righe e lavorava lentamente, con precisione. Indossava molti orecchini. Risalivano tutto l\u2019orecchio, lo rendevano metallico e gentile allo stesso tempo. Un profilo raffinato, nonostante tutto, che mise Dolores a suo agio. Era cos\u00ec difficile che le persone la mettessero a suo agio, ultimamente.<\/p>\n<p>&#8211; Lei l\u2019avrebbe fatto?<\/p>\n<p>&#8211; Fatto cosa, scusi?<\/p>\n<p>&#8211; Lei avrebbe mancato cos\u00ec di rispetto a sua sorella? Voglio dire: sono stata a trovare mia sorella Maria. Vado ogni anno. Sono sua sorella minore, tocca a me. Anche perch\u00e9 lei \u00e8 murata viva da cinquant\u2019anni in un convento delle Marche. B\u00e9, in tre giorni neanche una parola sul mio libro. Dovrebbe sapere quanto ci tengo, no?<\/p>\n<p>&#8211; Lei ha scritto un libro?, le chiese la sua giovane compagna di viaggio con un tono di sorpresa leggera.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec. Si pu\u00f2 proprio dire che abbia scritto un libro.<\/p>\n<p>&#8211; A me non piace leggere, ma ammiro molto quelli che scrivono libri. Il suo di cosa parla?<\/p>\n<p>&#8211; Il mio? Parla di due ragazze. Due sorelle che vanno per mare insieme e che poi vengono divise da un disgraziato. Quante collanine fa all\u2019ora?<\/p>\n<p>\u2013 Oh, una decina, non di pi\u00f9. Questi anelli sono cos\u00ec piccoli. E fragili. Bisogna fare attenzione a incatenarli senza che si rompano.<\/p>\n<p>&#8211; E poi? Le vende?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, le vendo sulla bancarella. Collanine, orecchini, braccialetti. D\u2019estate le bancarelle sul lungomare funzionano, si guadagna bene.<\/p>\n<p>Dolores tocc\u00f2 per empatia la catenina sottile che non toglieva mai.<\/p>\n<p>&#8211; Il suo libro \u00e8 in vendita?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, cio\u00e8 no, per la verit\u00e0 non saprei. Enrico dice che il suo amico tipografo ha voluto stamparne duecento copie, ma non so dove siano adesso. Forse nel garage di Enrico.<\/p>\n<p>&#8211; Enrico \u00e8 suo marito?<\/p>\n<p>&#8211; No! Per l\u2019amor di dio!, le rispose Dolores con una risata. &#8211; Va bene per fare il vino, Enrico, ma non per fare il marito.<\/p>\n<p>La sua vicina rise con lei.<\/p>\n<p>Che ragazza di buonumore, doveva essere. Anche lei e sua sorella Marietta sul tram ridevano sempre, coprendosi la bocca con la manina guantata o con il ventaglio, si capisce. Ridevano di tutti, dei signorotti dai baffi tinti con i tappi di sughero, delle balie da latte che con le loro mammelle gonfie e tremolanti catturavano gli sguardi a ogni scambio di rotaia. Ridevano dello spettacolo offerto dalla gente come loro, mentre andavano nei palazzi del centro per consegnare a domicilio le opere d\u2019arte di Marietta: camicie su misura da fare invidia al sarto dei Savoia, o almeno cos\u00ec diceva lei, figlia di falegname esule, ogni volta che ne finiva una. Dolores accompagnava sua sorella a prendere le misure, faceva le asole e, alla fine dell\u2019opera, la scortava nella consegna della sua merce. Assisteva orgogliosa al momento in cui Maria porgeva le camicie in una scatola bianca con un nastro color caff\u00e8, come si porge un bambino in fasce alla sua mamma. Poi, una sera Maria si era presentata a cena con i bigodini in testa e un rametto di mimosa in mano. Era il febbraio del 1939. Aveva detto semplicemente: &#8211; Vado a farmi monaca.<\/p>\n<p>&#8211; Lei come si chiama?<\/p>\n<p>&#8211; Marta.<\/p>\n<p>&#8211; Dovrebbe mettersi a fare camicie anzich\u00e9 collane, Marta. Sul serio.<\/p>\n<p>Marta la guard\u00f2. Di nuovo quel sorriso leggero. S\u00ec, decisamente quella ragazza la metteva a suo agio. La faceva stare proprio bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando si era stancata di guardare la sua vicina infilare collanine, Dolores aveva poggiato la fronte sul finestrino e aveva dato un\u2019occhiata fuori. Si aspettava fabbriche di periferia, oppure campagne piatte abitate qua e l\u00e0 da capannoni, oppure ancora la tangenziale piena di macchine dalla lamiera rilucente e rovente nel pieno pomeriggio. Invece trov\u00f2 il mare.<\/p>\n<p>Davanti a lei c\u2019era la solita lastra fum\u00e9. Dietro di lei, intorno a lei, persone che guardavano fuori, o dormivano, o chiacchieravano con il compagno di viaggio. Nessuna, davvero nessuna che si stesse preoccupando per la comparsa del mare.<\/p>\n<p>&#8211; Devo scendere. Mi scusi, Marta, devo scendere.<\/p>\n<p>&#8211; Non pu\u00f2 scendere ora, signora. Stiamo per arrivare ad Ancona, \u00e8 il capolinea, potr\u00e0 scendere l\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Ma quale Ancona. Io abito a Roma. Pu\u00f2 farmi passare, per favore?<\/p>\n<p>Marta richiuse filo trasparente e pinzette nell\u2019astuccio morbido che spinse in fondo alla sacca di stoffa.<\/p>\n<p>&#8211; Scendo anch\u2019io ad Ancona. L\u00ec potremo trovare una corriera per Roma che vada bene per lei.<\/p>\n<p>Marta non si offr\u00ec di portarle la borsa. Non le chiese come si chiamava, n\u00e9 quanti anni aveva, n\u00e9 che giorno era oggi, come ci tenevano a fare tutti, ultimamente. La prese per mano e le chiese di cosa aveva voglia. Insieme entrarono in un bar vicino alla stazione delle corriere. L\u00ec c\u2019era un ventilatore, almeno. Acqua fresca. Un bagno.<\/p>\n<p>Dolores scelse una coppa gianduia e pistacchio. Marta si fece scaldare un toast. Detestava le cose fredde anche in estate, spieg\u00f2 al barista mentre accendeva la piastra per lei. Il bar non era molto frequentato a quell\u2019ora calda del pomeriggio. Due ragazzini giocavano a biliardino. Quando si furono stancati pescarono due ghiaccioli nel freezer dei gelati e sparirono nel retrobottega. Il pi\u00f9 grande \u2013 decise Marta \u2013 doveva essere il figlio del padrone. Tre uomini si avvicendarono per un caff\u00e8 veloce e una bottiglietta d\u2019acqua da portare via. Al contrario delle due donne, nessuno voleva sedersi a passare il suo tempo l\u00ec.<\/p>\n<p>Marta aveva scelto un tavolo non troppo vicino al ventilatore.<\/p>\n<p>Il gelato era buonissimo. Cos\u00ec le disse Dolores. Marta le piaceva. Quel posto, lontano da Roma, da sua sorella, da Enrico, le piaceva. Fin da ragazzina, quando Dolores si sentiva male perdeva le parole. Era cos\u00ec che sua madre o sua sorella si accorgevano di una febbre incipiente, di un dolore serio, di una brutta notizia che l\u2019aveva ferita. Quando il sereno tornava, tornavano le parole. Se Marta l\u2019avesse conosciuta da ragazzina, avrebbe saputo che era un bene, se ora aveva voglia di raccontarle quello che le raccontava, e che quel bene era merito suo.<\/p>\n<p>Dolores inizi\u00f2 dall\u2019anno in cui uno alla volta se ne erano andati tutti, lasciandola sola e senza lavoro. Era accaduto dopo la vocazione improvvisa di sua sorella Maria, e dopo l\u2019altrettanto improvvisa e ravvicinata morte dei suoi. Fu il professore di lettere, il vicino di casa che ogni tanto le dava lezione e le correggeva l\u2019italiano, a suggerirle l\u2019idea: ospitare a pagamento gli artisti di passaggio nella capitale che non potevano permettersi un albergo. Lui ne conosceva molti, aveva un bel giro di amici talentuosi dalla vita <em>singolare<\/em>, con pochi soldi e poche pretese. Avrebbe potuto aiutarla. Dolores l\u2019affittacamere degli artisti ebbe successo per molti e molti anni grazie a un passaparola costante. Aveva soldi a sufficienza per vivere dignitosamente, e tempo a sufficienza per scrivere. Dal giorno stesso in cui sua sorella era andata via, Dolores aveva cominciato a scrivere di lei, di loro due. Le sembrava che la aiutasse a sopravvivere alla solitudine. Aveva continuato a scrivere e ad affittare camere per anni, sempre la stessa storia e sempre le stesse camere, non aveva pi\u00f9 smesso. Fino a poco tempo fa. Alcuni dei coinquilini erano diventati suoi amanti, ma Dolores non si era mai sognata di scontare la pigione a nessuno per questo. Un orchestratore per banda. Un pittore. Un autista di un conte con la passione per la lirica. E poi Ludovico, il commediografo, quello che le aveva regalato la catenina d\u2019oro che aveva al collo. Tutta gente che aveva fatto fortuna e se n\u2019era andata via dall\u2019oggi al domani. L\u2019ultimo inquilino era arrivato otto, forse nove anni fa. Non era affatto un artista. Si chiamava Enrico e voleva fare il vino. Portava sempre un misero cappello di paglia e le aveva insozzato il tappeto della sala da pranzo per mesi con gli scarponi infangati prima di prendere possesso del suo agognato podere in campagna.<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 non beve un sorso d\u2019acqua, signora? E\u2019 molto caldo oggi.<\/p>\n<p>Dolores respinse il bicchiere di carta con un cenno della mano.<\/p>\n<p>&#8211; Vuole avvisare qualcuno? Qualcuno che magari la sta aspettando a Roma e pu\u00f2 essere in pensiero? C\u2019\u00e8 un telefono a gettoni qui.<\/p>\n<p>Dolores ci pens\u00f2 seriamente.<\/p>\n<p>&#8211; Non so, rispose, ed era sincera.<\/p>\n<p>Marta guard\u00f2 l\u2019orologino anni Cinquanta che aveva al polso, e lo confront\u00f2 con quello a muro del locale. Non si fidava mai degli orologi di cui si innamorava sulle bancarelle dell\u2019usato. Le piacevano molto, ma difficilmente ci si poteva fidare.<\/p>\n<p>&#8211; Ha con s\u00e9 una copia del suo libro, per caso?, chiese Marta.<\/p>\n<p>&#8211; Prego?<\/p>\n<p>&#8211; Mi piacerebbe vedere il suo libro. Se vuole.<\/p>\n<p>Dolores apr\u00ec la borsa che teneva in grembo e raggiunse senza esitare la tasca interna. Ne estrasse un centinaio di pagine formato tascabile, rilegate in una elegante copertina magenta. Nessuna immagine, solo un intenso color magenta ad avvolgere il tutto. L\u2019avevano scelto insieme, lei ed Enrico.<\/p>\n<p>&#8211; Dolores Costello. <em>Ci sono cose che non sai<\/em>. Che bel nome che ha, e che bel titolo. L\u2019ha scelto lei?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Posso comprarlo?<\/p>\n<p>&#8211; Come dice?<\/p>\n<p>&#8211; Posso comprare questa copia? Faccia lei il prezzo.<\/p>\n<p>&#8211; Non saprei, non ho mai pensato a un prezzo. Glielo regalo volentieri. Ne ho tante copie, nel garage di Enrico.<\/p>\n<p>&#8211; Ma io voglio comprarlo per rivenderlo. Lo vender\u00f2 sulla mia bancarella. Prima che faccia buio sono sicura che qualcuno lo comprer\u00e0, e prima di notte qualcuno lo avr\u00e0 letto. E\u2019 la vita dei libri, credo.<\/p>\n<p>&#8211; Non saprei. Ma va bene. S\u00ec. Va bene.<\/p>\n<p>&#8211; Ho cinquemila lire. Possono bastare?<\/p>\n<p>&#8211; Certo. Va bene. Possono bastare. Senz\u2019altro, possono bastare.<\/p>\n<p>&#8211; Dobbiamo alzarci, sta arrivando la corriera. Allora, questo libro adesso \u00e8 mio.<\/p>\n<p>Marta lo infil\u00f2 nella tasca esterna della sua sacca. Dolores not\u00f2 che chiuse anche la piccola lampo. Le sembr\u00f2 una cura adeguata.<\/p>\n<p>&#8211; Venga, signora Costello. Non si preoccupi: stavolta prender\u00e0 la corriera giusta.<\/p>\n<p>Dolores tenne le cinquemila lire in mano e un sorriso sul volto per tutto il viaggio. Era la prima volta che guadagnava qualcosa con i suoi scritti. Dopotutto, lei era sempre lei, Dolores Costello, forte come una roccia che resiste all\u2019erosione del tempo. Una roccia, anzi, a cui il tempo a settant\u2019anni suonati stava facendo un gran favore, che forse finalmente le stava regalando la vita <em>singolare<\/em> che aveva sempre sognato. Con questa certezza, appena vide sotto il suo finestrino il cappello giallo di Enrico, Dolores la scrittrice nascose le cinquemila lire nella tasca interna del borsone, si mise il suo rossetto rosa pesca e si prepar\u00f2 a tornare a casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Enrico le \u00e8 andato incontro fin sotto la corriera con il suo passo sghembo a causa del ginocchio, i suoi scarponi sporchi di terra, il suo cappello di paglia mangiucchiato da tante stagioni.<\/p>\n<p>&#8211; Dolores! Sono arrivate gi\u00e0 due corriere senza di te! Due ore che ti aspetto!<\/p>\n<p>Dolores non dice nulla. Sorbisce i rimproveri, le prediche, le preoccupazioni di Enrico semplicemente come fosse sua figlia, anzich\u00e9 una vecchia come lui. Ha altro a cui pensare. Ha da pensare a quello che le \u00e8 successo. Alla sua nuova vita. Una vita del tutto <em>singolare<\/em>.<\/p>\n<p>Al semaforo Enrico le passa un kleenex.<\/p>\n<p>Nello specchietto del parasole Dolores vede il rossetto rosa pesca sbavato fin sotto il naso e agli angoli della bocca. Lui non gliel\u2019ha detto. Non \u00e8 un amico chi non avvisa una donna che ha il rossetto sbavato.<\/p>\n<p>Enrico sta diventando pressante, ultimamente. Insiste nel non volerla lasciare a Roma da sola, per esempio. Si conoscono abbastanza per sapere che non \u00e8 questione di sentimenti. A nessuno dei due era mai parsa sensata l\u2019idea di andare a vivere insieme in un ruolo diverso da quello di inquilino e affittuaria. Tempo addietro Enrico aveva investito la liquidazione in un casale con vigneto ai Castelli Romani. Aveva venduto la sua casa di Roma e aveva atteso la fine dei lavori di ristrutturazione in una camera in affitto nell\u2019appartamento di Dolores. Da l\u00ec in avanti i due sono rimasti sempre in contatto, e questo \u00e8 tutto. Amici, si potrebbe dire, se Dolores avesse in mente il significato della parola. Il che non la farebbe comunque sentire obbligata a sopportare le zanzare alla sera e il fracasso dei galli alla mattina, n\u00e9 Enrico che la guarda a vista come una prigioniera che ha gi\u00e0 tentato la fuga. Esattamente come sta facendo adesso, fermo in doppia fila davanti al portone che per un anno \u00e8 stato anche il suo.<\/p>\n<p>&#8211; Non penso che tu debba restare a Roma da sola, Dolores. Non ti stai rendendo conto della situazione. Dovresti venire in campagna da me. Ti riposerai del viaggio, poi con calma faremo gli esami di cui parlava il dottore.<\/p>\n<p><em> Faremo.<\/em><\/p>\n<p>&#8211; La corriera aveva due ore di ritardo, e allora? Il traffico richiede gli esami del dottore? Comunque adesso vado, dice lei.<\/p>\n<p>Ha gi\u00e0 messo una gamba fuori dalla macchina. In pochi passi veloci \u00e8 vicina al portone.<\/p>\n<p>Cerca le chiavi di casa affondate da qualche parte nel borsone. Eccole, fredde, alcune lunghe e alcune corte. Le stringe forte. Cerca di capire qual \u00e8 esattamente la chiave che va nella toppa del portone. Sa di avere sulla nuca lo sguardo di Enrico. Per un attimo qualcosa in lei si arrende, ma solo per un attimo. Si volta verso di lui. Si mette ben dritta. E\u2019 ora che gli parli con seriet\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; Enrico. Ascoltami. C\u2019e qualcosa che non sai. E\u2019 successo qualcosa di importante. Qualcosa che potr\u00e0 rendere la mia vita davvero <em>singolare<\/em>. Innanzitutto: dovremo prendere i miei libri nel tuo garage, e spedirli a Marta.<\/p>\n<p>&#8211; Va bene, Dolores. Faremo come dici. Manderemo i libri a questa Marta. Ora entra in macchina, ti prego.<\/p>\n<p><em>Questa<\/em> Marta. Dolores non permetter\u00e0 a Enrico di parlare cos\u00ec di Marta. Lascer\u00e0 che lui le allacci la cintura, poi si sforzer\u00e0 di tacere per tutto il viaggio. Tacer\u00e0 con lui e con tutti i suoi amici medici pronti ad annoiarla con le loro richieste cretine. \u2018Pu\u00f2 disegnarmi per favore una casetta nel quadrato?\u2019.<\/p>\n<p>&#8211; Chiss\u00e0 chi comprer\u00e0 il mio libro stasera, dice Dolores. Non parla con Enrico. Sta solo pensando ad alta voce senza accorgersene.<\/p>\n<p>Enrico le prende la mano mentre si allinea pazientemente nel traffico della tangenziale. Si rallegra che lei lo lasci fare. Che non si sottragga, che gli stringa le dita a sua volta. Le sorride senza smettere di guardare la strada.<\/p>\n<p>&#8211; Non mi hai detto che avevo il rossetto sbavato.<\/p>\n<p>&#8211; No, risponde Enrico. \u2013 Non l\u2019ho fatto.<\/p>\n<p>&#8211; Sei diventato tonto anche tu?<\/p>\n<p>Una risata leggera passa dall\u2019uno all\u2019altra, come d\u2019improvviso una folata di vento apre il cielo al sole.<\/p>\n<p>&#8211; Si vede che mi piacevi anche cos\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Hai gli scarponi infangati, Enrico. Come al solito, sporcherai tutti i tappeti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28436\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28436\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni il posto preferito di Dolores in corriera era diventato quello dietro il conducente. Un posto cieco, di solito schermato da un pannello fum\u00e9, una nicchia dalla quale il ritaglio di finestrino \u00e8 l\u2019unica vista possibile. Laterale. A una certa et\u00e0, bastevole. Vedere la strada la disturbava, specialmente nel tratto pieno di tornanti, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28436\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28436\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8869,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[359],"tags":[],"class_list":["post-28436","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28436"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8869"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28436"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28436\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28507,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28436\/revisions\/28507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}