{"id":28425,"date":"2016-05-29T22:08:15","date_gmt":"2016-05-29T21:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28425"},"modified":"2016-05-29T22:08:15","modified_gmt":"2016-05-29T21:08:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-orfeo-euridice-la-grande-sognatrice-di-giuseppe-maddaluno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28425","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;ORFEO, EURIDICE La grande sognatrice\u201d di Giuseppe Maddaluno"},"content":{"rendered":"<p>Orfeo aveva amato davvero una donna che casualmente si chiamava come quella narrata da Virgilio ed Ovidio; ed anche lui aveva visto morire Euridice la sua donna vittima di un male crudele che l\u2019aveva dapprima lentamente debilitata e poi stroncata. L\u2019aveva amata cos\u00ec intensamente che non aveva mai pi\u00f9 voluto conoscerne altre ed aveva deciso di vivere la sua vita lontano dal mondo coltivando da solo il suo orto lass\u00f9 fra le montagne di Vernio al confine fra la Toscana e l\u2019Emilia.\u00a0\u00a0\u00a0 Di Euridice aveva conservato soltanto un\u2019immagine, un disegno con cui lui stesso aveva voluto tracciare su un cartoncino con del carbone i lineamenti del volto sul letto di morte;\u00a0 e questo oggetto custodiva con affetto in una tasca interna segreta del suo vecchio cappotto. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Erano passati anni ed anni ed Orfeo andava ormai\u00a0 vivendo la sua vecchiaia lontano dal mondo, isolato lass\u00f9 nei boschi e\u00a0 aveva ricercato la solitudine evitando il pi\u00f9 possibile di incontrare e di parlare con anima viva, autoescludendosi anche dalla partecipazione, fosse morbosa o umanamente mostrata, \u00a0dei vicini che per\u00f2 distavano da lui circa un chilometro pi\u00f9 gi\u00f9 verso la valle del Bisenzio\u2026.. le stagioni si alternavano\u00a0 ed alle nevi\u00a0 seguivano le fioriture primaverili e le calure estive ed i colori intensi e variegati della natura accompagnavano le giornate di Orfeo, che non aveva mai pi\u00f9 nemmeno nella sua immaginazione incrociato una figura umana che pur lontanamente assomigliasse alle fattezze di Euridice, alla bellezza del suo corpo, al suo bel volto, del quale custodiva il disegno, che ogni notte per migliaia e migliaia di volte aveva estratto dalla tasca interna del suo consunto palt\u00f2, quel disegno che non\u00a0 era per\u00f2 mai invecchiato, come il volto che vi era ritratto, sempre giovane, sempre bello, sempre sorridente anche se quella donna, la sua Euridice, era l\u00e0 sul letto di morte; ed erano trascorsi quasi trenta anni.<\/p>\n<p>Orfeo era invece invecchiato per trascuratezza oltre che per il tempo; non aveva ancora sessanta anni e dalla tragedia che lo aveva coinvolto non si era pi\u00f9 mosso dalla sua casa, quella che aveva costruito per la sua donna\u00a0 e per la famiglia che avrebbe voluto avere. Un pomeriggio, verso la fine dell\u2019autunno, \u00a0il tempo aveva gi\u00e0 mostrato i primi freddi ma si alternavano splendide giornate di sole a quelle ventose e piovose, Orfeo decise all\u2019improvviso di scendere verso la citt\u00e0. \u00a0Come un clochard indoss\u00f2 il suo sdrucito largo cappotto\u00a0 e con un ampio cappello si copr\u00ec la \u00a0testa quasi a voler celare la sua identit\u00e0. Solo qualcuno lo not\u00f2, ma pochi lo conoscevano, quando sulla Provinciale sal\u00ec sulla corriera per scendere verso Prato; nessuno gli diede a parlare per tutto il viaggio. \u00a0Prato la ricordava cos\u00ec come era negli anni Ottanta; \u00a0con Euridice l\u2019aveva vissuta, frequentandone i teatri\u00a0 ed i circoli: a lei piacevano la musica e la danza ed aveva praticato da ragazza quelle arti, \u00a0da protagonista. Ed era in quei luoghi che Orfeo, appassionato soprattutto di musica classica, l\u2019aveva conosciuta. \u00a0\u00a0Inoltratasi nella citt\u00e0, \u00a0la corriera aveva attraversato \u00a0le strade\u00a0 i parchi e \u00a0i giardini lungo il fiume\u00a0 del loro giovane amore e delle loro passioni; il cuore di Orfeo riprendeva a battere seguendo i ritmi delle sue emozioni.<\/p>\n<p>Il cuore di Orfeo batteva pi\u00f9 forte ed intenso\u00a0 proprio l\u00e0 dove era\u00a0 il suo segreto.<\/p>\n<p>******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Decise di scendere all\u2019altezza del \u201cFabbricone\u201d, una vecchia megastruttura industriale adibita sin dalla fine degli anni Sessanta come sede supplementare del pi\u00f9 vetusto e glorioso \u201cMetastasio\u201d, e vi si avvicin\u00f2:\u00a0 not\u00f2 una grande confusione ma comprese immediatamente dal modo in cui era vestita la gente che non si trattava di pubblico del teatro ma di clienti, soprattutto donne, di alcuni supermercati.\u00a0\u00a0 Decise di non inoltrarsi nella stradina che portava al Teatro\u00a0 e, \u00a0tornato indietro, \u00a0prosegu\u00ec verso il Centro.<\/p>\n<p>Anche le strade erano pi\u00f9 nervosamente ed intensamente trafficate e la gente faceva a gara con il vento che a Prato \u00e8 intenso ed a volte furioso,\u00a0 impetuoso:\u00a0 la gente sia a piedi che in auto sembrava impazzita,\u00a0 correva correva ed Orfeo non capiva il senso di questa frenetica fretta.\u00a0\u00a0 Era innervosito da tutto questo e, procedendo\u00a0 come in un sogno, non riusciva nemmeno pi\u00f9 a comprendere le ragioni di quella sua discesa;\u00a0 che c\u2019era venuto a fare dopo tanti anni?\u00a0 O che non stava bene lass\u00f9 vicino ad alcuni dei suoi ricordi pi\u00f9 belli seppur lontano da altri legati alla sua infanzia, alla sua adolescenza, alla sua giovinezza, al suo \u201camore\u201d?\u00a0 nessuno avrebbe potuto riportare indietro il suo tempo. \u00a0\u00a0Ora spettava ad altri scoprire la dolcezza dell\u2019amore, sentire il profumo dei capelli e la morbidezza della pelle e cos\u00ec mentre si muoveva quasi furtivo in mezzo alle folle osservava le mani di ragazze e ragazzi che si toccavano, i volti che si annusavano e si avvicinavano, le labbra che si socchiudevano nell\u2019attesa, i corpi che si toccavano. Lui tutto questo lo aveva vissuto ma poi il destino lo aveva voluto segnare con crudelt\u00e0.<\/p>\n<p>Superato il Serraglio, percorrendo Via Magnolfi\u00a0 in Piazza Duomo ci arriv\u00f2 ma era stracolma di bancarelle dove si vendeva di tutto: questa delusione non gli imped\u00ec per un attimo di ricordare quella notte di tanti anni prima,\u00a0 una notte magica;\u00a0 era inverno e da qualche ora nevicava in modo intenso; \u00a0\u00a0\u00a0le strade erano coperte di un candido manto, soffice e profondo, i passi crocchiavano lenti e i rumori erano attenuati e la luce dei lampioni emanava una serenit\u00e0 profonda nel silenzio quasi totale.<\/p>\n<p>Orfeo aveva da pochi giorni conosciuto quella splendida gioiosa ragazza ad un concerto in San Domenico; \u00a0\u00a0\u00a0l\u00e0 \u2013 a pochi passi \u2013 c\u2019era una Scuola di Danza dove Euridice da alcuni anni procedeva nella sua specializzazione essendo passata da studentessa modello ad aiutante della Direttrice di quei\u00a0 corsi. E quella sera, mentre nevicava, \u00a0\u00a0\u00a0Orfeo andava ad attenderla fuori della Scuola: voleva parlare, voleva condividere quello strano turbamento che le aveva trasmesso solo lo sfiorarsi le mani quando si erano salutati nell\u2019amicizia appena avviata; voleva capire se\u2026anche lei aveva bisogno di capire. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Arriv\u00f2 davanti al Circolo proprio mentre Euridice stava salutando alcune sue giovani allieve ed i loro genitori. \u00a0\u00a0\u00a0Le fece un segno; \u00a0non avrebbe voluto importunarla ma avvertiva quella necessit\u00e0, impellente. \u00a0\u00a0Per questo le fece solo un timido cenno di saluto; ma Euridice mostr\u00f2 immediatamente di essere molto felice di vederlo. \u00a0\u00a0Orfeo, lui non se ne era accorto, aveva il berretto ricolmo di neve e sembrava \u2013 essendo molto magro &#8211; con la palandrana uno spaventapasseri in un campo innevato. \u00a0\u00a0Euridice gli sorrise e gli si accost\u00f2 con evidente gioia.<\/p>\n<p>\u201cChe fai? Sei stato ad un altro concerto?\u201d\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u201cNo, sapevo che saresti uscita pi\u00f9 o meno a quest\u2019ora e son passato\u2026avevo bisogno di parlarti\u201d \u201cMi accompagni, allora? Vado verso casa, in Piazza Ciardi\u201d. Orfeo non chiedeva di pi\u00f9 e per sostenere la ragazza la prese sottobraccio, dapprima, e poi le avvolse il braccio sinistro sulle spalle come per proteggerla dalla neve che continuava a venir gi\u00f9 ed evitarle qualche possibile ruzzolone.<\/p>\n<p>Orfeo ricordava passo dopo passo quel percorso, parola dopo parola quelle frasi, le emozioni, la passione e la vita che veniva segnata da quei minuti; Orfeo ricordava quel bacio, il primo, pi\u00f9 degli altri che quella sera stessa poi fioccarono insieme alla neve\u00a0 sotto il porticato del Pulpito di Donatello in Piazza Duomo\u2026<\/p>\n<p>*******<\/p>\n<p>And\u00f2 oltre, non volle soffermarsi in quel caos cos\u00ec lontano dalle magie di tanti anni prima e si infil\u00f2 in una\u00a0 via Mazzoni ancor pi\u00f9\u00a0 caotica resa pi\u00f9 stretta dalla presenza di tavolini e sedie per i clienti di un pub.\u00a0 Arriv\u00f2 in Piazza del Comune, un crocevia di diverse abitudini ed interessi,\u00a0 e stancamente osserv\u00f2 la statua del Datini costretta imperterrita a mostrare i prodotti del suo lavoro ai pratesi pi\u00f9\u00a0 ignoranti e ne ebbe un\u2019infinita pena.\u00a0 \u00a0\u00a0Ma gli volt\u00f2 le spalle e si avvi\u00f2 verso San Francesco; \u00a0\u00a0\u00a0fatic\u00f2 a riconoscere quella piazza, caotica come era, ricolma di auto.<\/p>\n<p>Non riusciva a rendersi conto di come il tempo trascorso lontano dalla sua citt\u00e0 fosse stato tanto e tale da condizionare le reciproche trasformazioni in modo irreparabile. Eppure in quella piazza la storia d\u2019amore si era arricchita di tantissimi altri momenti che non avrebbe mai potuto dimenticare ma che il \u201ctempo\u201d ormai aveva lasciato solo nella sfera dei suoi, solo dei suoi, ricordi. Si sedette su una panchina e si toccava l\u2019esterno del vecchio cappotto proprio a sinistra all\u2019altezza del cuore e lo accarezzava; era ormai un vecchio, di sicuro pi\u00f9 vecchio di quelli che avevano la sua stessa et\u00e0 perch\u00e9 cos\u00ec si sentiva ma poi in effetti per davvero che lo era!\u00a0\u00a0 E continuava a chiedersi dentro di s\u00e9 perch\u00e9 mai quel giorno lui avesse deciso di ripercorrere quasi come una serie di stazioni penitenziarie alcune delle tappe fondamentali della storia sua e di Euridice.<\/p>\n<p>*******<\/p>\n<p>Rimase sulla panchina assorto nei suoi pensieri mentre la giovent\u00f9 gioiva nell\u2019attesa del Natale; e vi rimase fin quando le luci della citt\u00e0 e quelle della \u201cfesta\u201d imminente si accesero in corrispondenza del buio della vicina\u00a0 notte. \u00a0\u00a0Il traffico di persone e di mezzi\u00a0 era diventato in modo ossessivo soffocante ma Orfeo non se ne avvedeva punto. \u00a0\u00a0Non ricordava quel caos ma non se ne sentiva particolarmente infastidito, il suo pensiero era rivolto altrove: \u00a0\u00a0nella sua memoria vi era un tempo ormai lontano ed assai diverso.<\/p>\n<p>Si sollev\u00f2 e decise di andare verso Piazza del\u00a0 Castello, vi si diresse ma dopo pochi passi scelse di avviarsi attraverso Piazza Sant\u2019Antonino verso Piazza Santa Maria in Castello. Era stato attratto da una luce della quale per\u00f2 non riusciva ad intravedere l\u2019origine.\u00a0 Era calata la sera e con essa un vento freddo che proveniva dalle gole dell\u2019Appennino aveva fatto scendere la temperatura;\u00a0 \u00a0le strade si erano progressivamente liberate da quel caos: era anche l\u2019ora in cui ci si ferma a cenare ed i negozi si chiudono. \u00a0Orfeo entr\u00f2 in quella piazza ed alz\u00f2 i suoi occhi sollevando la tesa del suo ampio cappello per dirigere la sua vista verso la luce e si ferm\u00f2. \u00a0\u00a0Principiava a far freddo ma lui non ne soffriva, era abituato a quelle pi\u00f9 rigide temperature lass\u00f9 sulle montagne dove per tantissimi anni era rimasto isolato. \u00a0\u00a0Sollev\u00f2 gli occhi e vide la luce che lo aveva invitato a muoversi verso di lei: era un volto di donna, sorridente, un ovale perfetto, chiusi gli occhi dalle belle lunghe ciglia.<\/p>\n<p>Ma era proprio la donna che aveva amato, conosciuto ed amato; la donna che lo aveva amato, conosciuto ed amato trenta e pi\u00f9 anni prima; la donna il cui volto aveva disegnato sul letto di morte anche per poterla ricordare cos\u00ec come era, \u00a0\u00a0ancora giovane e bella della bellezza dei giovani non ancora corrotta dai segni del tempo.<\/p>\n<p>Si tocc\u00f2 il cuore accarezzando ci\u00f2 che conteneva quel pastrano sdrucito ma sempre caldo di quel calore che in maniera pi\u00f9 forte e straordinaria emanava quel vecchio cartoncino che l\u00e0 dentro aveva custodito. Non ebbe ragioni per confrontarne le somiglianze: era proprio Euridice, era proprio lei che dal grande muro regnava su tutta la piazza; e gli occhi erano chiusi cos\u00ec come lo erano stati quelli della sua amata quell\u2019ultimo giorno in cui la vide. Le ultime persone attraversarono la piazza mentre lui senza mai togliere gli occhi da quel volto si accost\u00f2 in un angolino e si accovacci\u00f2; \u00a0\u00a0\u00a0avrebbe voluto che quella donna aprisse i suoi occhi e lo guardasse, gli sorridesse ed immagin\u00f2 dentro di s\u00e9 di poterla nuovamente incontrare come in un sogno, in un bel sogno, ma non riusc\u00ec a sognare se non ad occhi aperti. \u00a0\u00a0Scese la notte ed il freddo port\u00f2 su tutta la pianura leggeri petali di neve; ben presto anche\u00a0 la piazza fu ricoperta di un manto bianco e morbido ed Orfeo ricord\u00f2 quel primo bacio e quelli che vennero poi quella sera di tanti anni prima\u2026 e lui rimaneva l\u00e0 con quel suo sogno segreto\u2026\u00a0 \u00a0\u00a0Nessuno\u00a0 nei giorni seguenti fece caso a quel vecchio signore che in un angolo della Piazza attendeva la sera perch\u00e9 il miracolo avvenisse; \u00a0\u00a0con la luce del giorno il volto spariva.<\/p>\n<p>***************<\/p>\n<p>La gente aveva sempre pi\u00f9 fretta ed in quella piazza non c\u2019erano abitazioni n\u00e9 negozi.\u00a0\u00a0\u00a0 Arriv\u00f2\u00a0 la notte di Natale,\u00a0\u00a0 la gente era nelle case a festeggiare;\u00a0\u00a0\u00a0 nevicava e suonarono a festa\u00a0 le campane del Duomo e quelle pi\u00f9 vicine di Santa Maria delle Carceri,\u00a0 ma Orfeo non le sent\u00ec.\u00a0 Euridice aveva aperto gli occhi, era venuta gi\u00f9 ed aveva preso per mano Orfeo ed insieme erano andati a ritroso nel tempo ripercorrendolo. Orfeo era felice e sorrideva, Euridice lo rassicurava; poi tutto si dissolse. Il mattino seguente un netturbino che spazzava la neve si accorse della presenza di un vecchio signore rannicchiato in uno degli angoli della piazza e poich\u00e9 non rispondeva agli stimoli chiam\u00f2 il 118. Al calar della sera\u00a0 la \u201cgrande sognatrice\u201d\u00a0 in Piazza Santa Maria in Castello nel centro di Prato si illumin\u00f2 nuovamente ma non apr\u00ec mai le sue palpebre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Motivazioni collegate alla genesi di questo racconto<br \/>\nL\u2019INSTALLAZIONE DI LUCE E OMBRA \u201cGRANDE SOGNATRICE\u201d DI FABRIZIO CORNELI<br \/>\nOPERA PERMANENTE DELLA CITT\u00c0 DI PRATO<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di \u201cPRATO CONTEMPORANEA\u201d, iniziativa promossa e organizzata dal Comune di Prato in stretta collaborazione con il Centro Pecci, il 12 aprile 2014 \u00e8 stata inaugurata l\u2019installazione ambiente di luce e ombra la Grande Sognatrice dell\u2019artista FABRIZIO CORNELI (Firenze 1958), che illumina Piazza Santa Maria in Castello.<\/p>\n<p>La scoperta di questa installazione \u00e8 stata per me illuminante; ho immediatamente pensato a questi due personaggi della mitologia classica; ho pensato ad un amore \u201ceterno\u201d struggente; ho pensato alla dolcezza della \u201cmorte\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28425\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28425\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Orfeo aveva amato davvero una donna che casualmente si chiamava come quella narrata da Virgilio ed Ovidio; ed anche lui aveva visto morire Euridice la sua donna vittima di un male crudele che l\u2019aveva dapprima lentamente debilitata e poi stroncata. 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