{"id":28420,"date":"2016-05-29T22:02:05","date_gmt":"2016-05-29T21:02:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28420"},"modified":"2016-05-29T22:02:05","modified_gmt":"2016-05-29T21:02:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-imperfezioni-di-giulia-bonardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28420","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Imperfezioni&#8221; di Giulia Bonardi"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNella fase REM parlo, grido e penso al domani. Cosa devo fare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAvverte spossatezza al risveglio?\u201d<\/p>\n<p>\u201cA volte, appena apro gli occhi, provo un senso di occlusione alla gola. Altre di vuoto interno, come se ci fosse una voragine nel mio sterno. Ci sono giorni poi in cui mi alzo con la sensazione che qualcuno mi stia aspettando e io sia terribilmente in ritardo. Provo a focalizzare l\u2019impegno ma non ricordo alcun volto, nessun nome. Allora tento di mettere ordine nelle cose della giornata, vorrei organizzarle in base alla priorit\u00e0 ma non riesco. Ho una grande confusione in testa, cos\u00ec bevo un sorso d\u2019acqua e prendo fiato. Ci provo ancora, ma nulla. Schermo nero. Non ho risposte, faccio pensieri disarticolati. La mia ansia cresce vertiginosamente e vado nel panico. Provo a respirare lentamente, poi sento mia madre che urla dalla cucina, mi chiede se voglio un caff\u00e8. La sua voce spezza il delirio. A quel punto riemergo dal letto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuesto le capita ogni mattina?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec dottore. Cosa devo fare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi descriva la sua stanza. Forse il suo letto non \u00e8 comodo o \u00e8 mal orientato. Capita pi\u00f9 spesso di quanto non si pensi, eppure il malessere ha una sua ragione precisa.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLei crede? Non ci avevo pensato. Veramente non ho una camera. In casa ce ne sono, ma non ne ho una mia. Ho vissuto per anni a Firenze, lavoravo in una piccola industria di calzature; mi piaceva fare le scarpe, vederle cambiare sotto le mie mani. L\u2019odore del cuoio e della colla era fortissimo, si mischiava a quello del gelsomino che cresceva incolto lungo i muri di recinzione. Era il regno delle formiche operose: cos\u00ec pensavo a me e ai miei compagni. Un giorno mi hanno licenziata \u2013 hanno detto che eravamo troppi \u2013 e sono ritornata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec non ha una camera. Dove dorme allora?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCon mia madre. Lo so \u00e8 ridicolo. Il letto per\u00f2 \u00e8 comodo, posso assicurarglielo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLei vive un momento traumatico di passaggio. Ha perduto la sua identit\u00e0, cos\u00ec la cerca in ogni momento. Anche durante il sonno.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPu\u00f2 darsi, dottore. Dunque cosa devo fare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi spiace, il tempo \u00e8 scaduto. Continui con la pasticca di Amatrix appena sveglia e le trenta gocce di Nurovan quando sente l\u2019angoscia. Se ci sono problemi chiami pure la mia segretaria; mi riferir\u00e0 tutto, stia tranquilla. Ora vada. A luned\u00ec.\u201d<\/p>\n<p>\u201cGrazie, allora\u2026 arrivederci.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho cominciato a scendere le scale di questo palazzo signorile del centro, lentamente. Quanto \u00e8 cara la signora Olivia, la segretaria del dottore Sanguinanti, mi lascia sempre con un sorriso colmo di speranza.<\/p>\n<p>\u201cSignorina Delia sono ottanta euro. Venga l\u2019accompagno alla porta.\u201d<\/p>\n<p>Poi mi saluta appoggiandomi una mano poco sotto la spalla sinistra, come ad indicarmi la via.<\/p>\n<p>\u201cArrivederci Delia.\u201d<\/p>\n<p>Io la guardo un poco prima di lasciarla, le sorrido e mi avvio verso le scale. Che cara Olivia. Piano dopo piano provo la sensazione che il mondo l\u00ec fuori si sia dimenticato di me. Ho voglia di piangere ma mi trattengo. Che bello essere sorpresi dal sole delle 15:05 appena apro il portone pesante. Mi viene incontro come un amante a cui non posso sottrarmi e la terra mi sembra un posto pi\u00f9 sopportabile in cui vivere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cDelia, che fai l\u00ec impalata? Entra, benedetta figlia. Sembri uno stoccafisso! Sei andata dal medico? Che ti ha detto? Gli hai parlato di quell\u2019impiastro che gi\u00e0 chiami fidanzato? Come pu\u00f2 una ragazza intelligente come te accompagnarsi a un tale smidollato! Cose del cielo! Mi hai sentito? Dove sei finita?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho chiuso la porta dietro di me, sto bene nel salotto. In un angolo ho messo i miei romanzi preferiti, mi assomigliano cos\u00ec stropicciati. Alcuni si ribellano all\u2019ordine che gli ho imposto, cos\u00ec ho dovuto metterli altrove. I libri fanno quello che vogliono, sono rivoluzionari! Ne scelgo uno e accendo una sigaretta. Il fumo delle 16:00 \u00e8 il mio preferito: lo aspiro lentamente e il suo sapore mi invade il palato, si fa strada attraverso le viscere per raggiungere i polmoni; ne sento il cammino. Mi perdo per tre minuti. Tre minuti solo miei.<\/p>\n<p>\u201cDrin, drin\u201d. Il telefono squilla sempre quando sto per varcare la soglia del tempo.<\/p>\n<p>\u201cSono io, cosa fai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNulla amore, leggevo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCosa leggevi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cUn romanzo di Franzen.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE chi diavolo sarebbe? Uno stramboide come te?\u201d, ride. \u201cQuante volte devo dirti di dormire il pomeriggio, cos\u00ec quando ci vediamo non mi dici che hai mal di testa e sei stanca. Ma di cosa mi domando.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa io, be\u2019 Ennio, amo leggere. In fabbrica si parlava tanto di libri\u2026 .\u201d<\/p>\n<p>\u201cAmore! Che parola abusata. Le persone si amano. Tu devi amare me! E basta pensare a un passato di fallimenti! Piuttosto, a che ora passo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cEnnio, caro, ti avevo detto di Clara\u2026 la mia amica, te lo avevo detto, s\u00ec?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, s\u00ec, ma chi \u00e8 questa Clara? Che devi fare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cTi avevo raccontato del nostro proposito di vederci per una passeggiata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSenti, non ho alcuna voglia di aspettarti. Disdici! Tu e le tue stupide amiche. Ma questa chi \u00e8? Non mi hai risposto! Sei strana, fai pensieri segreti e mi tradirai, andrai a letto con qualcun altro! Non \u00e8 vero? Dimmi, non \u00e8 vero?\u201d<\/p>\n<p>\u201cEnnio scusa, non volevo innervosirti. Le dico che usciremo un\u2019altra volta. Eh? Promettimi che stai tranquillo, dai, ci vediamo alle 17:30 come sempre.\u201d<\/p>\n<p>Ha messo gi\u00f9 senza salutarmi, ma era arrabbiato. Lo capisco, quando si adira non pu\u00f2 contenersi. \u00c8 fatto cos\u00ec. \u00c8 come il mare: ingoia le coste, porta via tutto con s\u00e9 e non ha riguardi per il male che infligge. Ennio \u00e8 sanguigno, ma \u00e8 buono. Ha detto che mi vuole bene e gli credo. Io mi perdo dietro sciocche inquietudini e a tratti mi sento disperata, perduta, sbranata. Ecco s\u00ec, come se qualcuno si cibasse di me; ma cosa sta mangiando? Se solo lo capissi. Che stoltezze, le ennesime della mia testa tormentata. Trenta gocce di Nurovan e mi calmo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cPasquale, come stai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cTiro a campare.\u201d<\/p>\n<p>\u201cChe sciocco sei, non dire cos\u00ec. Oggi non sei uscito, ma ieri dove sei andato?\u201d<\/p>\n<p>\u201cIn giro. Delia, cosa vuoi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVorrei parlare con te, sei mio fratello, perch\u00e9 non chiacchieriamo un po\u2019?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon voglio parlare! Tu e mamma siete fastidiose. Volete controllare la mia vita.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa no, siamo preoccupate per te. Non hai un lavoro, non hai obiettivi. Temiamo per il tuo futuro.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon mi interessa del domani, per me non conta nulla. Siamo parassiti che succhiano energia alla terra. E tu non sei migliore! Dove sei ora? Cosa fai per il tuo \u201cfuturo\u201d?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPasquale, caro,\u2026 provo a rimanere a galla.\u201d<\/p>\n<p>Ho richiuso la porta della stanza di mio fratello, c\u2019\u00e8 aria viziata dentro. Un misto di sudore e cancrena, una cappa di sogni infranti e lividi pesti. Non ho mai potuto attraversarlo con una sola delle mie parole d\u2019affetto. Perdo sempre con lui.<\/p>\n<p>Mi rifletto nello specchio del corridoio e non so in che luogo del mio corpo posso trovare riparo. Forse tra la clavicola e la scapola o tra l\u2019astragalo e il calcagno? Sono tanta e innascondibile. Ho gli occhi di piombo, il Nurovan gi\u00e0 mi prende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cFinalmente, sono cinque minuti che ti aspetto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cScusa Ennio, l\u2019ascensore era bloccato.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAncora bugie! Brava! Perch\u00e9 quella faccia? Che hai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNulla caro, sono un po\u2019 stanca.\u201d<\/p>\n<p>\u201cStanca dici. Ora ti faccio riprendere io\u201d. Ed \u00e8 gi\u00e0 su di lei.<\/p>\n<p>\u201cEnnio, non qui.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMaledizione! Ti porto dove possiamo stare tranquilli.\u201d<\/p>\n<p>Respiro lentamente, tengo a freno lo stomaco sobillatore. Cuocio come una pentola d\u2019olio rovente e temo che prima o poi brucer\u00f2 ogni essere intorno a me, senza piet\u00e0. Deglutisco, il Nurovan mi annebbia la vista.<\/p>\n<p>\u201cEnnio, dove andiamo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVoglio guardare il mare con te. Non si pu\u00f2?\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto. Ma queste bottiglie in macchina?\u201d<\/p>\n<p>\u201cScaldano l\u2019ambiente! Non ti far\u00f2 ubriacare\u2026 non ne \u00e8 rimasto molto\u201d, sogghigna istericamente, ha lo sguardo feroce.<\/p>\n<p>\u201cEnnio, non correre \u00e8 pericoloso\u2026\u201d. La mia voce \u00e8 diventata flebile per il farmaco.<\/p>\n<p>\u201cE smettila con il piagnisteo. Senti il rumore dei giri! Sei una lagna.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVai piano, ti prego!\u201d<\/p>\n<p>\u201cPiangi, piangi, tanto non ti sente nessuno. Sei una perdente! Ho pena per te, altrimenti non sprecherei il mio tempo.\u201d<\/p>\n<p>Le lacrime insistenti premono per rompere gli argini del mio controllo, scorrono e sembrano fiumi in piena, colme di ira antica. Conficco le mani nel sedile per sigillare il corpo alla spalliera che la velocit\u00e0 scuote e fa tremare. Ho paura. Vorrei urlare tanto forte da spaccare i vetri; in mille pezzi li farei brillare ma non riesco ad articolare le parole. Sono allacciata alla seggiola come una pianta. Non sono pi\u00f9 una persona ma una cosa muta e inanimata, se Ennio mi stringesse mi romperei rivelando la mia natura di frammenti mal tenuti insieme.<\/p>\n<p>\u201cScendi!\u201d, ringhia, \u201cscendi, immediatamente!\u201d<\/p>\n<p>Sono paralizzata, non lo ho mai visto cos\u00ec agitato e violento. \u00c8 gi\u00e0 presso il mio sportello, lo apre, mi trascina in strada. I pochi passanti ci guardano, ma con gli occhi vuoti degli indifferenti.<\/p>\n<p>Cado, il Nurovan mi atrofizza le gambe, nel crollo mi strappo le calze. Non riesco a divincolarmi nonostante ci provi disperatamente. Mi manca il fiato per farmi sentire, ripeto ipnoticamente \u201cEnnio, Ennio, Ennio.\u201d<\/p>\n<p>La spiaggia violacea del tardo pomeriggio \u00e8 umida, mi si insinua nelle scarpe, si strofina sulla pelle e sporca i collant lacerati. Cado ancora, Ennio incombe col suo corpo su di me, mi taglia il respiro. Mi contorco, ma mi tiene stretta per i polsi. Sono immobilizzata.<\/p>\n<p>\u201cFerma, non puoi scappare, non hai dove andare. Sei mia!\u201d<\/p>\n<p>Mi bacia con l\u2019avidit\u00e0 degli assassini, mi viola con le parole, con il corpo. Sono un fantoccio di carne da riempire di dolore. I miei occhi non rispondono, non si muovono le palpebre, guardo fisso in cielo dove le nubi arancioni e blu striano l\u2019immenso. Forse morir\u00f2. Ho freddo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019incubo \u00e8 durato un tempo indefinito; lui \u00e8 andato via ma non so da quanto. Si \u00e8 smaterializzato nell\u2019aria della sera. L\u2019acqua di ghiaccio mi sfiora un piede, sembra che mille spilli mi attraversino. Mi inchiodano alla realt\u00e0. Cosa faccio? Dire addio su questa sabbia, arrendersi alla morte? Mollare sarebbe un dono, mi salverebbe da questo abisso. Ho le mani contratte e sporche di terra, non riesco a stendere le dita livide. Ho male ovunque, ho le braccia graffiate e le ferite bruciano. Soffoco di rabbia. \u201cImperfezioni imperfezioni imperfezioni. Spaccature dell\u2019anima, varchi aperti verso l\u2019interno dell\u2019essere. Cosa sono diventata? Devo alzarmi\u201d, mi dico e la mia voce \u00e8 un sussurro. Il mare scintilla alla luce della luna. Qualcuno dall\u2019ombra viene verso di me: \u201csignorina, sta bene? Cosa le \u00e8 successo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa prego, mi porti in ospedale.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerto, venga. Andr\u00e0 tutto bene.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sguardi buoni, parole gentili, questo cercavo nel mondo. Tenerezze, docili rifugi, parentesi di miele nel mezzo di un vivere in armi. Sono grata che qualcuno nel buio si sia accorto di me. Chiudo gli occhi mentre il Nurovan allenta la sua presa maledetta, sono esausta. La macchina di questo sconosciuto \u00e8 il posto pi\u00f9 sicuro in cui mi trovo dopo tanto tempo. Ora devo ritrovare le forze. Nel fondo nero in cui sono, nessuno pu\u00f2 toccarmi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28420\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28420\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNella fase REM parlo, grido e penso al domani. 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