{"id":28391,"date":"2016-05-29T21:44:44","date_gmt":"2016-05-29T20:44:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28391"},"modified":"2016-05-29T21:44:44","modified_gmt":"2016-05-29T20:44:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2016-tempera-rossa-di-lara-rossetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=28391","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2016 &#8220;Tempera rossa&#8221; di Lara Rossetti"},"content":{"rendered":"<p>Alberto spinge gli anelli di cipolla nella padella.<br \/>\n<em>La mano scivola su quel corpo di latte.<\/em> No, non deve distrarsi. Si concentra sul profumo intenso dei fili bianchi che si tingono di sfumature dorate. Solleva il tagliere di legno e lascia cadere le verdure a pezzetti. Il peperone sprigiona il suo profumo nell\u2019aria.<br \/>\n<em>I suoi seni rotondi e perfetti.<\/em> Basta. Dovr\u00e0 solo dipingere, guardarla e dipingere. Prende un calice dal mobile di legno scuro. Passa la mano sulla superficie liscia e irregolare, una sensazione intima lo rassicura. Era di sua nonna. Posa il bicchiere sul tavolo e versa un dito di vino rosso. Fa roteare la mano e ne assaggia il profumo. <em>Il suo corpo si muove su quello di lei.<\/em> No, non pu\u00f2. Dovr\u00e0 solo dipingere, guardarla e dipingere.<br \/>\nAbbassa il gas sotto la padella. Attraversa la cucina ed entra nella stanza accanto. Si ferma di fronte alla tela montata sul cavalletto. Il disegno a matita \u00e8 perfetto, leggero, sinuoso. Gli occhi sono chiusi, glielo ha chiesto lui. Un fremito lo percorre. Cerca la tavolozza e raccoglie i tubetti di tempera sparsi per terra. Ne apre uno e spreme contro il suo dito il contenuto: \u00e8 giallo. Poi lo fa con il rosso. Rimane un attimo a guardarli, poi li mischia. Strie sottili di rosso e di giallo spiccano su un fondo arancione.<br \/>\n<em>Questa sera verr\u00e0.<\/em> Guarda la coperta stesa per terra. <em>E sar\u00e0 l\u00ec, nuda.<\/em> Respira. E\u2019 la ragazza di Guna, il suo amico, il suo maestro. Chiude gli occhi e schiaccia con forza il tubetto che ha ancora in mano. Solo nei colori, sulla tela, dovr\u00e0 lasciare esplodere il suo desiderio.<\/p>\n<p><em>\u2013 Cosa fai fuori dalla porta, piccolo? \u2013 aveva chiesto Guna il giorno in cui l\u2019aveva conosciuto a Madrid.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 La mamma dorme e dentro c\u2019\u00e8 troppa puzza. \u2013 aveva risposto lui.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Puzza? \u2013 aveva domandato Guna. Poi doveva essersi accorto che la porta era socchiusa e l\u2019aveva spinta un po\u2019. Insieme guardarono dentro. La madre di Alberto era distesa sul pavimento, con la faccia appoggiata su una chiazza di vomito. L\u2019odore nauseabondo e alcolico era insopportabile. Guna apr\u00ec una finestra, poi tocc\u00f2 un piede del corpo di lei con il suo. La donna emise un gemito e si mosse.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Vieni con me. \u2013 disse lui. Prese Alberto per mano e insieme entrarono nella porta di fronte. L\u2019aria era pulita e sapeva di vaniglia e cannella. Anche quel salone non era in ordine. Una decina di cavalletti di legno sostenevano tele di diverse dimensioni, alcune colorate, altre percorse solo da fili di carboncino. Pennelli di ogni diametro spuntavano come grissini da bicchieri d\u2019acqua torbida appoggiati su ogni ripiano libero. Per terra, al centro della stanza, ai piedi dell\u2019unica poltrona, un mucchio di tubetti colorati.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Siediti. Dovrei avere qualche biscotto. \u2013 disse Guna chiudendo la porta alle loro spalle. Frug\u00f2 in un barattolo di latta appoggiato sul piano cottura.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Ecco qua! Cioccolato o miele? \u2013 Porse ad Alberto una pasta tonda e panciuta e un\u2019altra marrone con il buco in mezzo. Lui prese quella con il buco: \u2013 grazie. \u2013 disse. Si sedette per terra.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Niente. \u2013 rispose Guna, sgranocchiando l\u2019altro dolce. \u2013 Da oggi puoi venire qui quando vuoi. Bussa tre volte di fila, cos\u00ec\u2026 \u2013 Picchiett\u00f2 le nocche su un cavalletto. \u2013 E io ti faccio entrare.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 E adesso cosa fai? \u2013 chiese Alberto.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Adesso la coloro. \u2013 rispose lui, indicando la tela di fronte a loro percorsa da una ragnatela di fili neri. Raccolse da terra la tavolozza, la appoggi\u00f2 su un braccio e inizi\u00f2 a mischiare i colori. Intinse un pennello in un blu brillante e denso: \u2013 vuoi provare? \u2013 chiese. Lui prese in mano ci\u00f2 che Guna gli stava porgendo e appoggi\u00f2 la punta sul bianco.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Adesso tira e lasciati guidare dalla tempera. \u2013<\/em><br \/>\n<em> Alberto obbed\u00ec. Una striscia colorata inizi\u00f2 a rincorrere il pennello. Non avrebbe mai pi\u00f9 saputo fare a meno di quella sensazione di morbida danza che componeva infiniti balletti.<\/em><\/p>\n<p>Le verdure sono cotte. Alberto rovescia ancora le uova e chiude la padella con un coperchio.<br \/>\nPrende un vecchio disco dei Le\u00f1o e lo appoggia sul giradischi. Quando la testina sfiora il vinile la musica riempie il silenzio.<br \/>\nLa <em>Tortilla<\/em> \u00e8 pronta, rovescia altro vino nel calice e si siede al tavolo.<\/p>\n<p><em>\u2013 Stasera vado al concerto dei Le\u00f1o. \u2013 Aveva studiato tanto quale potesse essere il momento migliore per dirlo a lei. Aveva scelto il ritorno dal mercato, mentre, carichi di borse, salivano i quattro piani della vecchia casa di Madrid. La nonna non disse niente fino a quando non pos\u00f2 le borse davanti alla porta.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Al Carolina Club? \u2013 chiese, prendendo dalla tasca le chiavi di casa. Lo colse alla sprovvista.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Come fai a saperlo?<\/em><br \/>\n<em> \u2013 L\u2019ho sentito alla radio e il tuo disco \u00e8 consumato.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Allora posso andare?<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Con chi vai, Albe?<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Da solo.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Albe, perch\u00e9 non ti fai qualche amico? E\u2019 bello condividere queste cose, sai? \u2013<\/em><br \/>\n<em> Entrarono in casa.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Guna non pu\u00f2.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Guna, Guna, Guna! Lui \u00e8 pi\u00f9 grande di te, vai da lui tutti i giorni. Non puoi stare solo con Guna. I tuoi compagni di scuola?<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Sono stupidi.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Albe, non si dice cos\u00ec. Possibile? Tutti?<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Mi prendono in giro.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Perch\u00e9, tesoro? \u2013 La nonna spalanc\u00f2 la porta finestra. Il sole abbagli\u00f2 la cucina. Alberto usc\u00ec sul balcone.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Perch\u00e9 la mamma \u00e8 una spugna e chiss\u00e0 dov\u2019\u00e8, perch\u00e9 si \u00e8 fatta scopare da un pap\u00e0 che neanche ricorda e perch\u00e9 ho i capelli cos\u00ec ricci che mi fanno schifo! \u2013<\/em><br \/>\n<em> La nonna smise di mettere a bagno i pomodori: \u2013 Albe! \u2013 Lo raggiunse. Lui aveva appoggiato le braccia e la testa sulla ringhiera e piangeva. Lei gli mise una mano tra i capelli: \u2013 tesoro, non \u00e8 colpa tua come sono stati i tuoi genitori. I tuoi amici sono stupidi, hai ragione. Ma noi dobbiamo trovare una soluzione, vieni qui. \u2013<\/em><br \/>\n<em> Alberto tir\u00f2 su la testa e corse in casa. Prese lo zaino dove teneva i pennelli che Guna gli regalava quando non li usava pi\u00f9 e scapp\u00f2 gi\u00f9 per le scale.<\/em><\/p>\n<p>Beve un sorso di rosso e pensa a quante volte sarebbe ancora scappato di fronte a soluzioni da trovare e a donne che lo avrebbero voluto amare.<\/p>\n<p><em>La luce gialla dell\u2019insegna del Carolina Club in fondo alla via gli allegger\u00ec il cuore. Tir\u00f2 fuori dalla tasca il biglietto stropicciato e controll\u00f2 l\u2019orario, era in anticipo. Scelse un vicolo buio e si slacci\u00f2 la cerniera dei pantaloni. Urin\u00f2 contro il muro della casa. Quando sbuc\u00f2 di nuovo sulla strada del locale una mano si poggi\u00f2 sulla sua spalla. Trasal\u00ec.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Albe, non bere una goccia in quel posto! \u2013 La faccia della nonna era seria e il suo abbigliamento fuori luogo nella via di quel club di musica popolare.<\/em><br \/>\n<em> \u2013 Nonna? \u2013<\/em><br \/>\n<em> La sua severit\u00e0 divenne sorriso: \u2013 e divertiti. \u2013 Se ne and\u00f2 prima che lui potesse rispondere.<\/em><\/p>\n<p>Il disco suona <em>Maneras de vivir<\/em>. Alberto sa che \u00e8 l\u2019ultima canzone. Appoggia il piatto e le posate nel lavandino. Guarda l\u2019ora: le otto e venti. L\u2019appuntamento \u00e8 alle nove. Ha ancora tempo per una doccia.<\/p>\n<p>Si lega l\u2019asciugamano intorno alla vita e si guarda allo specchio. I riccioli bagnati gli incorniciano il viso. E\u2019 ancora attraente. Chiss\u00e0 se una donna avrebbe potuto diventare sua moglie, chiss\u00e0 se avrebbe potuto amarlo per sempre. Si siede sul divano e chiude gli occhi.<br \/>\nIl suono del campanello al piano fa vibrare il silenzio. <em>E\u2019 gi\u00e0 su!<\/em><br \/>\n\u2013 Un attimo\u2026 \u2013 Controlla l\u2019asciugamano: \u00e8 al suo posto. Decide di aprire, si vestir\u00e0 dopo. <em>In fondo lei star\u00e0 tutta nuda.<\/em> Gira la chiave e apre la porta. Cecilia indossa un abito azzurro chiaro chiuso davanti da un solo bottone. Le parti nascoste rischiano di svelarsi a ogni respiro. Sembra non volere che questo accada e con una mano sul seno tira la stoffa. Entra decisa e chiude la porta.<br \/>\n\u2013 Ciao. \u2013 La mano abbandona il vestito e scioglie con abilit\u00e0 il nodo che avvolge la vita di lui.<br \/>\n\u2013 Ciao. \u2013 risponde Alberto. Gli manca il respiro. Capisce che la volont\u00e0 di resisterle sar\u00e0 un oggetto troppo fragile tra le possenti mani di quella tremenda tentazione. Infila la mano sotto la veste di finta pudicizia e si preme addosso il calore di lei. Cecilia affonda la lama tra le sue scapole. Un urlo gli si spezza in gola con un rantolo lungo.<\/p>\n<p>Alberto sbarra gli occhi. Ha il respiro corto e i muscoli tesi. Con una mano si tiene la schiena. E\u2019 seduto sul divano. Guarda l\u2019orologio: le nove e dieci. <em>Merda, dormivo!<\/em> Suonano di nuovo. Si alza e corre verso la porta. Appoggia una mano sul muro e guarda attraverso lo spioncino.<br \/>\n\u2013 Albe, ci sei? \u2013 lo chiama Cecilia. Sta fumando una sigaretta sottile. Con l\u2019altra mano tiene chiuso sul seno un abito azzurro chiaro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_28391\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"28391\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberto spinge gli anelli di cipolla nella padella. 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