{"id":2832,"date":"2010-02-08T10:58:47","date_gmt":"2010-02-08T09:58:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2832"},"modified":"2010-02-08T10:58:47","modified_gmt":"2010-02-08T09:58:47","slug":"quel-tram-venuto-dal-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2832","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Quel tram venuto dal passato&#8221; di Tiziana Fratini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era una mattina fresca e soleggiata di Febbraio del 2007 e mi apprestavo ad uscire di casa per andare al lavoro. Le cronache quotidiane avevano diffuso la notizia della ricorrenza del centenario della Linea 1, la prima linea tranviaria elettrica urbana di Firenze, che avrebbe coinvolto l\u2019intera comunit\u00e0 del Quartiere Le Cure e non solo, con appropriati festeggiamenti. Mentre mi incamminavo verso la mia solita fermata, lungo i margini del torrente Mugnone, in Via Boccaccio, fantasticavo su quelle atmosfere che avevano dovuto caratterizzare quei luoghi, a me ora familiari, ben un secolo prima. Le strade non dovevano essere caotiche come oggi e i marciapiedi intasati di macchine, di motori, di segnali e di cassonetti per i rifiuti; a incorniciare le vie tra un palazzo e l\u2019altro si potevano scorgere splendidi lampioni a gas e alti cancelli in ferro battuto, ampi spiazzi di verde e sinuose panchine. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Era ancora presto e l\u2019aria pizzicava sulla pelle, dalle colline circostanti si alzavano vapori di nebbia che andavano a mescolarsi ai fumi maleodoranti e fastidiosi dei fondi stradali, e mi rammaricavo dei danni provocati alla bellezza della citt\u00e0 d\u2019arte in cui, nel presente, vivevo. Quando ecco finalmente l\u2019autobus\u2026una sagoma con il numero 1 rosso sulla fronte sbuca all\u2019improvviso dalla curva e si avvicina interrompendo qualsiasi mia considerazione. Pian piano i suoi contorni si definiscono e mi accorgo che \u00e8 un curioso veicolo, rumoroso e con una strana antenna, che al mio cenno si ferma.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Ad aprire la portiera \u00e8 un signore dal berretto col rigido ventino e dai modi gentili: <em>\u201cPrego signora, si accomodi, 20cent a biglietto, prego!\u201d.<\/em> Imbambolata, mi rendo conto che quello non \u00e8 il mio autobus ma un vecchio tram!<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Ai lati di un unico vagone dalle finestre modanate sono seduti diversi passeggeri vestiti stile <em>belle-epoque<\/em>. Qualcuno sfoglia la \u201cGazzetta Sportiva\u201d e qualcun altro mi osserva con insistenza. Sento intanto lo stridore delle rotaie sotto i miei piedi e mi ripeto che non ci sono rotaie su Via Boccaccio e lungo Via Borghini e che in quei giorni, per la ricorrenza della Linea 1, i cittadini del territorio delle Cure avrebbero avuto l\u2019occasione di visitare alcuni veicoli da trasporto dell\u2019epoca e che forse questa era una sorpresa, e che sorpresa! \u201c<em>Hanno montato le rotaie in una notte?<\/em>\u201d.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Cerco affannosamente il mio biglietto sul fondo della borsa: <em>\u201cEcco vede, ho gi\u00e0 acquistato il biglietto a terra e mi scusi la distrazione\u201d.<\/em> <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Il controllore con un paio di occhialetti a <em>pince-nez<\/em> sul naso mi scruta e accenna un sorriso sotto i lunghi baffi impomatati rivolti all\u2019ins\u00f9: <em>\u201cSignora mia, il biglietto per la Linea 1 non \u00e8 questo: c\u2019\u00e8 uno spiacevole inconveniente. Dove \u00e8 diretta?\u201d<\/em>. Come nel bel mezzo di una scena teatrale cerco di balbettare qualche spiegazione, di giustificare il mio aspetto e l\u2019acquisto del mio ticket a orario e a quattro timbrature per arrivare fino a Piazza S.Marco, tra lo sguardo attonito del controllore e degli altri inusuali passeggeri. La situazione \u00e8 al contempo incresciosa e sconcertante, tutti oramai mi fissano come se fossi venuta da un altro pianeta, ma il controllore mi rassicura che avrei potuto regolarizzare il mio viaggio con il pagamento posticipato alla Societ\u00e0 dei tranvai fiorentini. Guardo per abitudine il mio orologio da polso, segna le 8.00 in punto e poi dal finestrino scorgo fuori le vedute della citt\u00e0 che alla velocit\u00e0 di 20km orari mi passano davanti agli occhi come in un film. Che strano, il cielo \u00e8 improvvisamente schiarito, di un azzurro terso e gli alberi di Viale dei Mille sembrano pi\u00f9 lussureggianti, nessuna macchina in vista ma solo qualche passante qua e l\u00e0, uomini con cappelli di feltro o pagliette e dame con l\u2019ombrellino. Carretti dai tendaggi colorati con varie mercanzie si dirigono verso Piazza delle Cure per il mercato e qualche calesse con <em>capotte<\/em> ribaltabile si intravede stazionare o scomparire nelle stradine pi\u00f9 interne. <em>\u201cDove sono finiti tutti gli altri abitanti miei contemporanei? C\u2019\u00e8 stato lo sgombero per la rievocazione storica al passaggio del tram?\u201d. <\/em><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>Il tram intanto giunge dinanzi a Porta San Gallo per poi svoltare in Via Cavour fino alla mia fermata e andare oltre fino a Piazza della Signoria. Decido cos\u00ec di non scendere a Piazza S.Marco e di arrivare almeno fino al Duomo. Il cuore di Firenze pullula di pedoni e di moltissime biciclette, che in maniera sparsa e disordinata attraversano la strada e occupano i marciapiedi, tra venditori ambulanti e carrettieri, facchini e lustrascarpe, fabbricanti di calze. Davanti al Palazzo Medici-Riccardi passa una pattuglia di due carabinieri a cavallo, con ampio mantello e pennacchio rosso sul copricapo, mentre pi\u00f9 avanti, al Caff\u00e8 all\u2019angolo di Via Pucci, un cameriere con gil\u00e8 scuro e ampio grembiule stretto in vita, appoggiato all\u2019uscio, attende nuove richieste dai clienti ai tavoli.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Ci\u00f2 che pi\u00f9 mi stupisce \u00e8 la pressoch\u00e9 totale assenza di autoveicoli, la confusione vivace e l\u2019aria pi\u00f9 pulita e rarefatta, in cui si mescolano le fragranze delle farmacie e delle latterie con l\u2019insegna liberty, le dolcezze appena sfornate delle pasticcerie alla moda, l\u2019odore acre del carbone bruciato emesso dalle stufe per il riscaldamento o del petrolio da illuminazione, e la polvere sollevata continuamente dai cavalli sulle strade. Un ragazzo urlante sul marciapiede agita un giornale nella mano: \u201c<em>Giornali a buon prezzo, comprate Signori e Signore!\u201d. <\/em>Guardo ancora una volta il mio orologio, ma \u00e8 fermo alla stessa ora della mia salita, devo scendere in Via Martelli&#8230;. Squilla anche il mio cellulare ed un passeggero incuriosito mi chiede: <em>\u201cChe cos\u2019\u00e8 questo suono?\u201d<\/em>. Rispondo: <em>\u201cIl futuro!\u201d<\/em>. E con un velo di nostalgia scendo dal quel tram venuto dal passato, con il numero 1.<\/span><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<p><span style=\"small;\"><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<div><\/div>\n<p><span style=\"small;\"><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2832\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2832\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era una mattina fresca e soleggiata di Febbraio del 2007 e mi apprestavo ad uscire di casa per andare al lavoro. 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